ENTRA NEL NETWORK |
ENTRA NEL NETWORK |
(Adnkronos) - Il criminale di guerra serbo-bosniaco Ratko Mladic, detenuto all'Aia dove sta scontando una condanna all'ergastolo, avrebbe avuto un ictus e le sue condizioni di salute sarebbero delicate, ha dichiarato il figlio alla televisione pubblica serbo-bosniaca. Mladic è stato condannato all'ergastolo da un tribunale delle Nazioni Unite nel 2017 per genocidio e crimini di guerra durante la guerra in Bosnia negli anni '90. Il comandante militare serbo-bosniaco in tempo di guerra, noto come il "Macellaio di Bosnia", è stato giudicato colpevole in particolare per il suo ruolo nell'assedio di Sarajevo e nel massacro di Srebrenica del 1995, in cui furono uccisi 8.000 uomini e ragazzi musulmani bosniaci, un evento che la giustizia internazionale ha riconosciuto come genocidio. Il figlio Darko Mladic ha dichiarato alla televisione Rtrs di aver ricevuto le prime informazioni sulla salute del padre venerdì, dopo essere stato contattato da un medico autorizzato dalle Nazioni Unite che ha spiegato "che ritengono si sia trattato di un ictus silenzioso, che era stato portato in un ospedale civile e poi riportato (in prigione) dopo scansioni ed esami" Secondo Darko Mladic, le condizioni del padre peggiorano quotidianamente. "La situazione è molto grave". La famiglia sta ancora aspettando la documentazione medica dall'Aia affinché i medici serbi possano esaminare quanto accaduto, ha affermato. "Non c'è motivo per cui non ce la diano... Questi sono i suoi diritti fondamentali", ha sottolineato. La famiglia spera che a Mladic, 83 anni secondo i documenti del tribunale delle Nazioni Unite, possa essere permesso di ricevere cure in Serbia, ha aggiunto il figlio.
(Adnkronos) - A partire dal prossimo 5 maggio saranno aperte le candidature per il premio tesi di laurea di 'Ingenio al femminile', l’iniziativa del Consiglio nazionale degli ingegneri realizzata in collaborazione con Cesop hr consulting company e riservata alle giovani neo laureate in ingegneria, giunta quest’anno alla sua sesta edizione. Lo scopo è quello di contribuire alla riduzione della disparità, in particolare nel mondo dell’ingegneria come disciplina STEM (Science, Technology, Engineering, and Mathematics). La novità di quest’anno è 'Ingenio team', la menzione dedicata ai team guidati da una neolaureata. Il tema scelto per l’edizione di quest’anno è 'Innovare per la transizione sostenibile', che sia di spazi, processi, prodotti e sistemi integrati in linea con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sdgs) e le strategie globali per il 2050. Nel campo dell’ingegneria, l’innovazione deve oggi rispondere a sfide complesse attraverso il rispetto degli Obiettivi rilevanti per la transizione sostenibile (Sdgs). La transizione sostenibile può essere raccolta per macro-temi trattati nelle tesi di laurea di dottorato: sostenibilità energetica: soluzioni innovative per integrare fonti rinnovabili, storage energetico e smart grids nelle reti urbane e industriali; sistemi urbani intelligenti: soluzioni per il monitoraggio e la gestione delle risorse urbane (energia, acqua, trasporti, rifiuti) utilizzando tecnologie IoT e AI; decarbonizzazione industriale: tecnologie per la riduzione delle emissioni nei processi industriali, in particolare nei settori pesanti come quello dell’acciaio, del cemento e della chimica; resilienza e adattamento ai cambiamenti climatici: soluzioni ingegneristiche per rendere le infrastrutture più resilienti ai cambiamenti climatici, come il miglioramento delle costruzioni e la protezione delle risorse naturali. Alle candidate al Premio viene richiesto di illustrare in quale modo il loro lavoro di tesi si inserisca nel contesto generale di questi principi, rispondendo agli obiettivi rilevanti per la transizione sostenibile e indicando in quale dei macro-temi si posizione il loro lavoro di ricerca. “Come Consiglio nazionale - dice Angelo Domenico Perrini, presidente del Cni - siamo molto lieti di annunciare questa sesta edizione del Premio tesi di laurea. La longevità di questa iniziativa, e più in generale del progetto ‘Ingenio al femminile’, stanno a testimoniare l’importanza e la necessità di valorizzare sempre di più il contributo della componente femminile all’ingegneria italiana. Particolarmente appropriata risulta la scelta di concentrare questa edizione sul concetto di innovazione. L’ingegneria italiana sta andando incontro ad un’evoluzione rapida e profonda che vede affiancarsi a quelli tradizionali, come il civile e l’ambientale, altri settori innovativi che risultano molto attrattivi per i giovani. Penso, ad esempio, al campo biomedico o a quello dell’intelligenza artificiale. In questi settori, così come in quelli tradizionali, le donne hanno già dimostrato di poter offrire un enorme contributo in termini di creatività, competenza e professionalità”. “Le indagini del Centro studi Cni - afferma Ippolita Chiarolini, consigliera del Cni e responsabile dell’iniziativa –evidenziano che oltre il 90% degli ingegneri ritiene le competenze trasversali (comunicazione, lavoro di gruppo, problem solving) fondamentali e importanti per la propria attività lavorativa per la progressione di carriera e il successo dei progetti, oltre alle competenze tecniche pure. Il progetto si arricchisce della menzione 'Ingenio team': vogliamo incentivare la cultura della collaborazione per la liberà opportunità”. "In una fase di profonda trasformazione - osserva Maria Raffaella Caprioglio, presidente di Cesop hr consulting company e Umana spa - in cui la transizione sostenibile ridefinisce modelli economici, sociali e produttivi, per le imprese diventa fondamentale poter contare su figure professionali con competenze tecniche solide, soft skill come la capacità di adattamento e sensibilità verso le sfide ambientali e sociali. In questo scenario, il contributo delle nuove generazioni di ingegnere, insieme a un dialogo costruttivo tra formazione e imprese, possono risultare determinanti Proprio per questo, con convinzione, come Umana e Cesop, rinnoviamo il nostro impegno al fianco del Premioi Ingenio al femminile, un’iniziativa di valore del Consiglio nazionale degli ingegneri che, giunta alla sesta edizione, continua a promuovere il talento femminile, valorizzare la partecipazione delle donne negli ambiti di studio STEM e a favorire percorsi professionali di valore, capaci di generare un impatto significativo sulla società”. La novità più rilevante della sesta edizione, come detto, è l’introduzione di una speciale menzione, denominata Ingenio Team, destinata ad un team di progetto (misto di donne e di uomini ingegnere) che abbia elaborato un concept progettuale ingegneristico su uno o più dei macro-temi. Possono partecipare gruppi misti di progetto (con un minimo di due componenti) di cui almeno una neolaureata (dal gennaio 2021) in ingegneria e un/a iscritto/a all’Albo degli ingegneri o che, in alternativa, abbia presentato domanda di iscrizione alla data di partecipazione al presente bando. Sono istituite cinque tipologie di Premio, ciascuna del valore di 1.500 euro: tesi di laurea nel settore dell’ingegneria civile-ambientale; tesi di laurea nel settore dell’ingegneria industriale; tesi di laurea nel settore dell’ingegneria dell’informazione; premio alla memoria di Giulia Cecchettin, esclusivamente destinato alle tesi di laurea in ingegneria biomedica; tesi di dottorato di ricerca. Per le partecipanti al premio per il dottorato di ricerca, viene richiesto come requisito di accesso l'essere iscritta ad un Ordine degli ingegneri o, in alternativa, aver presentato domanda di iscrizione all’Ordine precedentemente alla data di presentazione della propria candidatura al Premio. Alle concorrenti ai premi per le tesi di laurea, invece, viene richiesto di aver conseguito un voto minimo di laurea di 105/110. La partecipazione alla menzione Ingenio Team (che non prevede premi in denaro) dovrà invece essere gestita totalmente dalla team leader, che dovrà essere una laureata in ingegneria dal gennaio 2021 e nel team dovrà annoverare un/una iscritto/a all’albo. Le domande di partecipazione potranno essere presentate a partire dal 5 maggio fino al 15 giugno, esclusivamente su una piattaforma informatica a ciò dedicata, accessibile dal sito internet del Premio www.ingenioalfemminile.it, presso il quale è possibile anche scaricare il bando con tutte le informazioni. Le aziende Ambassador che hanno già aderito alla sesta edizione del Premio sono: 3TI Progetti, Gruppo Cdp, Delta Dore, Diesse Diagnostica Senese, Ghella, Gruppo Lutech, Gruppo FS, Fastweb+Vodafone, Italgas, Jacobacci & Partners, Nanosystems, Ntt Data, Pizzarotti, Poste Italiane, Rina, Snam, Solesi, Gruppo Trevi, Thales Alenia Space, Unoenergy e Umana.
(Adnkronos) - “Noi come ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, in particolare il dipartimento che segue l’attuazione del Pnrr e quello che seguirà dopo il Pnrr, abbiamo partecipato con grande interesse alla nascita di Shift, perché crediamo che questo momento richieda più spazi di confronto tra i diversi stakeholder”. Queste le parole di Fabrizio Penna, capo dipartimento Unità di missione per il Pnrr del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, in occasione della presentazione a Roma di Shift, il nuovo spazio di collaborazione per mettere a sistema competenze e sviluppare soluzioni integrate per acqua, energia e bioeconomia. “Abbiamo tutti obiettivi comuni, a partire dalla decarbonizzazione al 2050, ma anche la necessità di maggiore sicurezza e indipendenza energetica, oltre alla gestione del costo dell’energia e al miglioramento dei servizi pubblici legati ad acqua e rifiuti”, ha spiegato Penna, sottolineando la convergenza delle priorità tra istituzioni, imprese e territori. “È evidente che esistono interessi legittimi che a volte possono anche entrare in conflitto. Proprio per questo, trovare punti di confronto e tavoli di ragionamento per arrivare a posizioni comuni rappresenta un passaggio fondamentale”, ha aggiunto. “Si tratta di posizioni strategiche che possono essere portate a livello europeo e nei contesti internazionali: per questo iniziative come Shift sono non solo utili, ma necessarie”, ha concluso Penna, evidenziando il valore della piattaforma come strumento di coordinamento per le politiche ambientali ed energetiche.