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Iran, l''offerta' agli Usa per fermare Trump: diluire uranio arricchito al 60%

(Adnkronos) - L'Iran prepara la proposta per convincere Donald Trump e scongiurare l'attacco degli Stati Uniti. Tutto o quasi ruota attorno al programma nucleare: Teheran non vuole accantonarlo, il presidente americano valuta l'opzione militare per cancellarlo e ...

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Ia: presentato al ministero del Lavoro progetto di ricerca Ocse – Sviluppo Lavoro Italia

(Adnkronos) - Rafforzare la capacità del sistema-Paese di leggere e anticipare le trasformazioni del mercato del lavoro attraverso l’analisi dei big data e l’utilizzo di strumenti avanzati di intelligenza artificiale. E' l'obiettivo del progetto di ...

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Sostenibilità, Terenghi (Edison): "Regolazione ben disegnata fattore abilitante per competitività"

(Adnkronos) - “Una regolazione ben disegnata può diventare un fattore abilitante per la competitività, favorendo una transizione ordinata e inclusiva dell’intero sistema economico”. Così Barbara Terenghi, direttrice Sostenibilità di Edison, ...

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Iran, l''offerta' agli Usa per fermare Trump: diluire uranio arricchito al 60%

(Adnkronos) - L'Iran prepara la proposta per convincere Donald Trump e scongiurare l'attacco degli Stati Uniti. Tutto o quasi ruota attorno al programma nucleare: Teheran non vuole accantonarlo, il presidente americano valuta l'opzione militare per cancellarlo e assestare, parallelamente, un colpo letale al regime dell'ayatollah Khamenei. L'Iran, dopo i recenti colloqui che non hanno prodotto la fumata bianca con Washington, lavora ad una soluzione di compromesso per disinnescare la crisi. Teheran non intende trasferire all'estero le proprie scorte di uranio arricchito al 60%, pari a circa 300 chilogrammi, ma è disposta a diluirle - riducendo quindi il livello di arricchimento - sotto la supervisione dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), secondo lo scenario delineato da fonti iraniane al quotidiano The Guardian. Teheran possiede una riserva di uranio arricchito al 60%, livello vicino alla soglia di utilizzo bellico, ma sarebbe disponibile a ridurre la purezza del materiale portandola al 20% o a un valore inferiore attraverso un processo di diluizione della concentrazione, senza trasferire il materiale fuori dal Paese. La proposta dovrebbe essere al centro della bozza di accordo che Teheran presenterà agli Stati Uniti nei prossimi giorni, con la speranza di ottenere l'ok di Washington: l'Iran manterrebbe un programma nucleare ma si allontanerebbe sensibilmente, almeno sulla carta, dal target che corrisponde alla possibilità di impiego militare. Fonti vicine al governo iraniano, citate sempre dal quotidiano britannico, hanno escluso l'ipotesi di esportare materiale nucleare o di creare un consorzio internazionale per la produzione di combustibile atomico, ribadendo che le sostanze nucleari resteranno sotto controllo della repubblica islamica. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha chiarito che gli Stati Uniti non avrebbero chiesto, nei due round di colloqui avuti in Oman e in Svizzero, lo stop permanente dell'arricchimento dell'uranio, spiegando che il negoziato riguarda principalmente il livello di arricchimento consentito e il numero di centrifughe nucleari operative. Secondo il sito di informazione Axios, l'amministrazione Trump è pronta a considerare una proposta che consenta all'Iran di proseguire "simboliche" attività di arricchimento dell'uranio nell'ambito del suo programma nucleare se sarà esclusa la possibilità di arrivare alla bomba. Sullo sfondo rimane l'opzione militare, con elementi che ogni giorno delineano in maniera più articolata la strategia americana. Una base militare in Giordania sta ospitando decine di aerei statunitensi in un contesto di forte rafforzamento della presenza militare americana in Medio Oriente nell'ottica di un possibile intervento, riferisce il New York Times, secondo il quale - sulla base di analisi di immagini satellitari e dati di tracciamento dei voli - oltre 60 aerei da attacco e almeno 68 velivoli da trasporto sarebbero atterrati nell'ultima settimana presso la Muwaffaq Salti Air Base, a est di Amman. Il numero di velivoli presenti rappresenta un forte aumento rispetto alla normale dotazione della base: i caccia sarebbero circa tre volte più numerosi rispetto alla media. Tra i mezzi schierati figurerebbero anche diversi F-35. In questo contesto, si inserisce anche Israele, che nella giornata di domenica riunirà il gabinetto di sicurezza.

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Ia: presentato al ministero del Lavoro progetto di ricerca Ocse – Sviluppo Lavoro Italia

(Adnkronos) - Rafforzare la capacità del sistema-Paese di leggere e anticipare le trasformazioni del mercato del lavoro attraverso l’analisi dei big data e l’utilizzo di strumenti avanzati di intelligenza artificiale. E' l'obiettivo del progetto di ricerca 'Skill, training and labour market indicators for italy: big data analysis to navigate the future', promosso da Sviluppo Lavoro Italia, società in house del Ministero del Lavoro e delle politiche Sociali, in collaborazione con l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), e presentato oggi al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. “Comprendere in modo tempestivo l’evoluzione delle competenze richieste dal mercato del lavoro è una condizione essenziale per rendere più efficaci le politiche attive e i sistemi di formazione”, ha dichiarato il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Calderone. “Questo progetto rappresenta un passo importante verso un approccio sempre più basato su dati affidabili e analisi predittive, capace di orientare le scelte pubbliche, sostenere l’occupabilità delle persone e accompagnare le imprese nei processi di innovazione”, ha continuato. “Con questa iniziativa Sviluppo Lavoro Italia rafforza il proprio ruolo di supporto tecnico-strategico alle istituzioni, mettendo a disposizione strumenti innovativi per leggere il presente e orientare il futuro del mercato del lavoro”, ha affermato Paola Nicastro, presidente e amministratore delegato di Sviluppo Lavoro Italia. “La collaborazione con l’Ocse ci consente di sviluppare un modello avanzato e replicabile di big data intelligence, capace di integrare fonti informative diverse e di generare evidenze concrete a supporto delle decisioni pubbliche, con ricadute positive sui territori e sui sistemi locali delle competenze”. “L’uso innovativo dell’enorme mole di dati disponibile consente di leggere con maggiore profondità le dinamiche del mercato del lavoro in profondo cambiamento", ha dichiarato il direttore del direttorato per l’occupazione e gli affari sociali e prossimo chief economist dell’Ocse, Stefano Scarpetta. “La collaborazione con Sviluppo Lavoro Italia mira a sviluppare strumenti concreti per promuovere l'incontro tra la domanda di manodopera da parte delle imprese e l'offerta da parte delle persone in cerca di lavoro. Questa iniziativa rappresenta un esempio concreto del valore della cooperazione internazionale nel rafforzare le capacità analitiche dei Paesi", ha aggiunto. Il Progetto si fonda sull’analisi delle offerte di lavoro pubblicate online e sull’elaborazione di grandi moli di dati attraverso algoritmi di AI, con l’obiettivo di monitorare in modo sistematico, a livello nazionale e territoriale, la domanda di lavoro e di competenze espressa dalle imprese. Un approccio che consente di ridurre il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro e di rafforzare la programmazione delle politiche attive e formative. L’intervento si configura, tra l’altro come un modello di supporto evidence-based alle politiche del lavoro, in grado di connettere livelli di governance differenti e di contribuire in modo strutturale al rafforzamento del sistema nazionale delle competenze e al miglior funzionamento dei mercati del lavoro locali.

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Sostenibilità, Terenghi (Edison): "Regolazione ben disegnata fattore abilitante per competitività"

(Adnkronos) - “Una regolazione ben disegnata può diventare un fattore abilitante per la competitività, favorendo una transizione ordinata e inclusiva dell’intero sistema economico”. Così Barbara Terenghi, direttrice Sostenibilità di Edison, spiega all’Adnkronos come la normativa europea può agevolare il sistema imprenditoriale italiano sostenendone gli sforzi soprattutto in ambito Esg. “Le imprese oggi si muovono in un contesto caratterizzato da una profonda trasformazione economica, ambientale e sociale, in cui la sostenibilità non è più un tema accessorio ma un fattore strutturale di evoluzione dei modelli di produzione e consumo e, in ultima istanza, di competitività - premette - La principale sfida è integrare gli obiettivi ambientali, sociali e di governance all’interno delle strategie industriali e finanziarie, rendendoli coerenti con le esigenze di crescita, innovazione e creazione di valore nel lungo periodo. La transizione verso modelli produttivi più sostenibili richiede investimenti significativi, un’evoluzione delle competenze e una capacità di lettura sistemica dei rischi e delle opportunità, a partire da quelli legati al cambiamento climatico, alla sicurezza degli approvvigionamenti e alla tutela delle persone lungo la catena del valore”. In questo contesto, “il quadro normativo europeo in materia di sostenibilità rappresenta un elemento importante per accompagnare il sistema imprenditoriale nel percorso di transizione”. “Iniziative come il pacchetto Omnibus I - continua Terenghi - vanno nella direzione di snellire l’architettura regolatoria, introducendo elementi di semplificazione e maggiore proporzionalità negli obblighi di rendicontazione, senza rinunciare all’obiettivo di garantire trasparenza e affidabilità delle informazioni”. Nello specifico, “la riduzione del perimetro di applicazione della Csrd esclude le imprese medio-piccole e concentra gli obblighi sulle aziende di grandi dimensioni, evitando un’eccessiva estensione degli obblighi a soggetti con minori capacità organizzative. Va però tenuto conto dell’effetto indiretto sulle imprese obbligate, che devono rendicontare sugli impatti lungo la catena del valore pur avendo un numero crescente di fornitori non più soggetti a obblighi analoghi. Omnibus I introduce alcune tutele procedurali, come la possibilità di spiegare le difficoltà nel reperire i dati ma non risolve del tutto la tensione tra obblighi di rendicontazione estesi e disponibilità effettiva delle informazioni a monte della filiera”. In generale, “per le imprese italiane, un contesto normativo più chiaro e armonizzato a livello europeo può tradursi in una migliore comparabilità dei dati, in una maggiore credibilità nei confronti dei mercati finanziari e degli investitori e in una riduzione della complessità della rendicontazione stessa. Questo consente di concentrare risorse e competenze sulla realizzazione concreta delle strategie di sostenibilità, piuttosto che sulla gestione frammentata degli adempimenti". Per quanto riguarda Edison, “la nostra rendicontazione, dallo scorso anno è allineata alla direttiva Csrd. Per Edison non è solo un adempimento, ma uno strumento di dialogo e di responsabilità, che consente di misurare i risultati, individuare aree di miglioramento e rendere conto in modo chiaro degli impatti generati. In questo approccio integrato risiede la nostra convinzione che la transizione energetica e lo sviluppo sostenibile rappresentino non solo una responsabilità, ma anche una grande opportunità di impegno e creazione di valore e ne diamo conto nel Sustainability Statement documentando non solo i risultati passati ma anche i programmi futuri e le risorse che l’azienda intende dedicare per la loro realizzazione”. L’impegno di Edison per la sostenibilità si fonda in particolare su tre macro ambiti, spiega Terenghi: “Produzione rinnovabile (l’obiettivo è raddoppiare la capacità installata) e flessibile, sicurezza degli approvvigionamenti gas e sviluppo dei gas verdi, servizi a valore aggiunto e soluzioni per la transizione energetica dei clienti (B2B, B2C, B2G)”. Qualche dato. “A partire dal 2006, l’azienda ha già ridotto le proprie emissioni dirette di CO2 di oltre il 75%, passando da un livello prossimo a 25 Mt CO2eq nel 2006 a circa 6 Mt CO2eq nel 2024. Nel 2025 abbiamo completato nuovi impianti eolici e fotovoltaici per 200 MW, quest’anno avvieremo cantieri per altri 500 MW, che si aggiungono ai 250 MW già in costruzione - aggiunge - Inoltre, negli ultimi anni abbiamo realizzato 1,5 GW di capacità termoelettrica altamente efficiente e flessibile, grazie a due nuovi impianti - in Veneto e Campania - che sono tra i più avanzati al mondo in termini di prestazioni e sostenibilità per questo tipo di centrali. Nel 2024 la società ha proseguito lo sviluppo di nuova capacità per la produzione di Biometano e Biogas con 8 impianti in gestione, costruzione e autorizzazione in Italia e Spagna". Inoltre, "attraverso Edison Next e Edison Energia, promuoviamo il percorso di famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni verso la decarbonizzazione e l’elettrificazione. Un esempio di investimento per le famiglie: dal 2021 la società ha lanciato un modello innovativo di condivisione dell’energia in ambito condominiale con l’obiettivo di promuovere l’autoproduzione e l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili. Così i condomini possono aderire a gruppi di auto consumo collettivo (Auc) realizzato con l’installazione sul tetto del condominio di un impianto fotovoltaico”, conclude Terenghi.

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