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(Adnkronos) - L'Iran ha confermato la morte dell'ayatollah Ali Khamenei nell'attacco di ieri condotto da Stato Uniti e Israele. L'annuncio ufficiale è arrivato alle 5 ora locale - le 2.30 in Italia - mentre venivano trasmesse immagini d'archivio con lo schermo listato a lutto. L'agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna ha confermato anche la morte del capo di Stato maggiore delle Forze armate, Abdul Rahim Mousavi, e del ministro della Difesa Aziz Nasirzadeh. Uccisi anche consigliere per la sicurezza di Ali Khamenei, Ali Shamkhani, e del comandante in capo dei Pasdaran, Mohammad Pakpour. E oggi, ha annunciato il capo del Consiglio supremo di sicurezza nazionale, Ali Larijani, inizierà il processo di transizione per la successione alla Guida suprema. A guidarlo saranno il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e due alti funzionari, ha confermato Ali Larijani, dopo le notizie arrivate dalla tv di Stato, che ha indicato i due funzionari nel capo della magistratura Gholamhossein Mohseni Ejei e in un altro funzionario del consiglio giudiziario del Paese. "I gruppi che cercano di dividere l'Iran dovrebbero sapere che non lo tollereremo", ha avvertito il capo del consiglio supremo per la sicurezza, esortando gli iraniani a restare uniti. Dopo l'attacco, i Pasdaran hanno minacciato "l'offensiva più feroce della storia" contro Stati Uniti e Israele. "La più feroce offensiva della storia delle Forze armate della Repubblica islamica inizierà da un momento all'altro contro i territori occupati (Israele, ndr) e le basi terroristiche americane", affermano i Guardiani della rivoluzione. Immediata la replica di Donald Trump che in un post su Truth avverte: "L'Iran ha appena dichiarato che oggi colpirà molto duramente, più duramente di quanto abbia mai fatto prima. È meglio che non lo facciano, però, perché se lo faranno, li colpiremo con una forza che non è mai stata vista prima". Per il post Khamenei "ci sono alcuni buoni candidati", ha detto Trump parlando con la Cbs ma senza fornire ulteriori dettagli. All'emittente americana, con cui ha parlato nella notte, il presidente ha anche detto che dopo la morte della guida suprema iraniana una soluzione diplomatica potrebbe essere più facile. "Molto più facile adesso di quanto ovviamente non fosse un giorno fa, perché stanno subendo una brutta sconfitta", ha affermato Trump, che ha definito quello di ieri "un grande giorno per questo Paese, un grande giorno per il mondo". Intanto, dopo gli attacchi di ieri, nuove esplosioni si sono udite questa mattina a Dubai, Doha e Manama per il lancio di missili dall'Iran. Lo riferiscono testimonianze locali. Centinaia di iracheni hanno inoltre tentato di assaltare la super blindata Zona verde a Baghdad, dove si trova l'ambasciata americana, in segno di protesta. Lo ha riferito l'Afp, con una fonte della sicurezza che ha detto che "i tentativi sono stati respinti finora, ma continuano a provarci". Intanto oggi di nuovo sono state sentite esplosioni nei pressi dell'aeroporto di Erbil, nel nord dell'Iraq, dove si trova una base che ospita soldati della coalizione a guida Usa. Sirene dell'allarme aereo a Gerusalemme, Tel Aviv e in altre località centrali di Israele per il possibile lancio di missili dall'Iran. Tre giorni di lutto in Iraq per la morte dell'ayatollah Ali Khamenei. Li ha annunciati il portavoce del governo di Baghdad, Bassem Al-Awadi, piangendo "il martirio" della Guida suprema nella "palese aggressione e azione riprovevole che viola tutte le norme umane e morali, e in chiara violazione delle leggi e delle convenzioni internazionali". "Il coraggioso popolo iraniano ha pagato un prezzo elevato per la libertà. Grazie al presidente Donald Trump, l'ora della liberazione è vicina", scrive in un post su X Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo scià di Persia, che poi, in un articolo per il Washington Post, espone il suo "per una transizione ordinata e trasparente verso un Iran democratico", con una nuova Costituzione seguita da libere elezioni sotto supervisione internazionale.
(Adnkronos) - Oggi in occasione dell’evento 'Ia nel mondo del lavoro, la visione umanocentrica dell’intelligenza artificiale', realizzato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, l'Inail ha presentato alcuni dei suoi progetti più innovativi e ha ricordato come l'Intelligenza artificiale sia stata applicata alle istruttorie dei progetti Isi. Nato nel 2010, il bando Isi è uno strumento strutturale delle politiche per la prevenzione, grazie ai finanziamenti a fondo perduto destinati alle aziende che adottano soluzioni tecnologiche, organizzative e gestionali per aumentare gli standard di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro. A partire dal 2017, l’Inail ha investito sulla digitalizzazione e il modello di processo è stato rinnovato, prevedendo la standardizzazione delle tipologie di interventi ammissibili, la tracciabilità di ogni singolo evento di variazione di stato della pratica, la scomposizione dell’attività di valutazione tecnico-amministrativa dei progetti in singoli controlli elementari, la compilazione online delle perizie e la digitalizzazione di tanti altri documenti. Significativi sono stati anche i cambiamenti delle modalità di relazione con l’utenza, attraverso un modello totalmente digitalizzato, anche per le richieste di chiarimenti o integrazione a supporto dell’attività istruttoria. Ciò ha posto le basi per introdurre soluzioni evolute attraverso il supporto di algoritmi e modelli di intelligenza artificiale, grazie all’attivazione di analisi complesse che permettono di raccogliere informazioni, regole, relazioni. Le innovazioni introdotte consentono di applicare i modelli di Ia alla valutazione dei requisiti del bando per le domande, seguendo i percorsi valutativi dei professionisti tecnici e dei funzionari amministrativi e proponendo soluzioni fondate su un’ampia base dati presenti nel sistema e su casi analoghi. La valutazione assistita dall’Ia per alcuni requisiti è già disponibile in sperimentazione per alcuni utenti esperti. L’obiettivo ulteriore è realizzare un Osservatorio che raccolga le migliori esperienze da trasformare in 'casi tipo' a vantaggio dell’utenza, quale ventaglio di soluzioni di finanziamento ammesse dal Bando Isi per la specifica lavorazione. Le potenzialità dell’Ia consentono di predisporre per ogni tipologia di progetto delle schede informative, veri e propri casi d’uso. Si tratterà, in definitiva, di estrarre dalla base di conoscenza le esperienze positive e presentare all’impresa le possibili soluzioni ammissibili; in prospettiva, questo patrimonio di conoscenze potrà essere utilizzato per affiancarla nella fase di domanda per migliorare anche la qualità dei progetti Inail.
(Adnkronos) - "Nonostante le rassicurazioni sulla tutela della produzione di energia da biomasse solide espresse pubblicamente dal governo nelle scorse settimane, la nuova bozza del dl Energia/Bollette prospetta uno scenario ancora critico per l’industria del settore". Così l’Associazione Energia da Biomasse Solide (Ebs) esprime la sua preoccupazione rispetto alla misure previste nella nuova bozza di dl circolata in queste ore “Eravamo fiduciosi, dopo l’impegno preso dal governo, riguardo a un ripensamento sostanziale rispetto alle misure che impattano in modo pesante sul settore delle bioenergie con filiera italiana - dice il presidente di Ebs Andrea Bigai - Il nostro settore è pronto a un confronto tecnico con il decisore politico-istituzionale che non può prescindere dalla condivisione da parte di tutti gli attori, istituzionali e del comparto, della valutazione complessiva dei numeri del settore, e da conseguenti analisi accurate, approfondite, consapevoli su tutti i potenziali effetti del decreto”. "Le bozze di provvedimento circolate - ricostruisce Ebs - prevedono un consistente intervento di riduzione dei Prezzi Minimi Garantiti (Pmg), istituiti ai sensi dell’art. 24, comma 8, del d.lgs. 28/2011 per coprire i costi minimi di esercizio degli impianti. Un meccanismo che esclude già la sovracompensazione". “Riteniamo illogico e inutilmente rischioso rivedere in modo affrettato, per decreto e senza il doveroso confronto il meccanismo varato nel 2024, introducendo una riduzione degli incentivi. Il rischio è compromettere in tempi brevissimi uno dei pilastri più affidabili della generazione rinnovabile nazionale e minare più in generale la fiducia di ogni tipologia di investitori in ambito energetico, sia presente che futura”, dice Bigai. Inoltre, da un punto di vista economico, rileva il presidente di Ebs, "colpire un indotto così consistente significa rinunciare a un importante gettito fiscale, mettere a rischio il lavoro di aziende anche di piccole dimensioni impiegate nella filiera - spesso in zone a rischio abbandono - e accollarsi l’onere di smaltire sottoprodotti delle attività forestali, agricole, agroindustriali. Vuol dire rinunciare a consolidare una virtuosa pratica di valorizzazione energetica di residui poveri in un contesto di impiego a cascata e di economia circolare”. “Il dl Bollette è un passaggio cruciale per il futuro energetico del Paese. Colpire le rinnovabili programmabili e con esse la filiera nazionale sarebbe un errore strategico. Le biomasse solide sono parte della soluzione, non del problema: sono un elemento essenziale del mix energetico, capace di coniugare competitività economica, occupazione, sostenibilità ambientale e sicurezza del sistema elettrico. L’Italia ha bisogno di stabilità regolatoria per evitare disimpegno e incertezza negli investimenti nelle rinnovabili, rischi inconciliabili con gli impegni europei”, conclude.