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Tumori, malnutrizione diffusa: esperti chiedono screening nutrizionale nei Lea

(Adnkronos) - La malnutrizione oncologica è una condizione spesso sottovalutata, che compromette la tolleranza ai trattamenti e aumenta significativamente i costi sanitari: è quanto emerso oggi a Roma durante l'incontro 'Prevenzione e screening nutrizionali precoci: un ...

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Finiture legno-arredo, oltre 4,3 mld fatturato ed export in crescita

(Adnkronos) - Si è tenuto ieri alla Triennale di Milano il convegno 'Diamo forma al futuro', promosso da Edilegnoarredo di Federlegnoarredo e dedicato alle prospettive del sistema finiture per l’edilizia, che nel 2025 ha superato i 4,3 miliardi di euro di fatturato, con ...

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Gruppo Hera a Key 2026, tra tecnologia e nuovi modelli decarbonizzazione

(Adnkronos) - In un contesto internazionale in cui la transizione energetica è diventata una priorità assoluta, il Gruppo Hera si è presentato alla quarta edizione di Key - The Energy Transition Expo di Rimini 2026 come un vero e proprio hub di consulenza strategica per ...

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Tumori, malnutrizione diffusa: esperti chiedono screening nutrizionale nei Lea

(Adnkronos) - La malnutrizione oncologica è una condizione spesso sottovalutata, che compromette la tolleranza ai trattamenti e aumenta significativamente i costi sanitari: è quanto emerso oggi a Roma durante l'incontro 'Prevenzione e screening nutrizionali precoci: un nuovo capitolo per il paziente oncologico', promosso da Elena Murelli, membro della X Commissione del Senato. L'iniziativa ha rappresentato un'occasione per ribadire la necessità di dare piena attuazione alle misure previste dalla legge di Bilancio 2026, che ha stanziato risorse dedicate all'introduzione di un programma di screening nutrizionale per i pazienti oncologici, e per promuovere l'inserimento dello screening nutrizionale nei livelli essenziali di assistenza (Lea), garantendo equità e uniformità di accesso su tutto il territorio nazionale. In apertura, la senatrice Murelli, ha sottolineato le responsabilità della politica nella gestione delle risorse destinate dall'ultima Manovra: "La malnutrizione in oncologia - ha detto - è una condizione che incide in modo determinante sulla qualità di vita dei pazienti. Le istituzioni hanno il dovere di garantire lo stanziamento tempestivo delle risorse previste per l'implementazione dei programmi di screening nutrizionale nei pazienti oncologici. L'introduzione standardizzata di uno strumento di screening rapido ed efficace, come il 'Pronto', nei percorsi di presa in carico permetterebbe di prevenire la malnutrizione, assicurando un efficientamento dell'utilizzo delle risorse pubbliche. Oltre a ciò, per delineare un percorso assistenziale continuativo, è necessario prevedere già da ora la stabilizzazione dei finanziamenti per il futuro". Relativamente alla necessità di promuovere la centralità della nutrizione clinica nella presa in carico del paziente oncologico, Ugo Della Marta, direttore generale dell'Igiene e della Sicurezza alimentare del ministero della Salute, è intervenuto sostenendo che "è necessario superare le disuguaglianze nel supporto alla terapia nutrizionale. Un primo step è stato fatto in occasione della legge di Bilancio appena approvata, ma un'altra occasione utile in questo senso - ha ricordato - è rappresentata dal Dpcm di modifica dei livelli essenziali di assistenza. E' questo il momento giusto per includere nei Lea gli screening nutrizionali e l'accessibilità uniforme agli alimenti a fini medici speciali, per garantire ai pazienti pari diritti in tutto il territorio nazionale". Nell'ambito del dibattito relativo ai percorsi di cura in oncologia, Maurizio Muscaritoli, presidente della Società Italiana di nutrizione clinica e metabolismo, ha spiegato che "la malnutrizione rappresenta una delle complicanze più frequenti nel paziente oncologico, con una prevalenza che può arrivare fino all'80% a seconda del tipo e dello stadio di tumore. L'identificazione precoce del rischio nutrizionale può quindi migliorare la tolleranza ai trattamenti e ridurre le complicanze cliniche. In quest'ottica, il 'Pronto', strumento di screening rapido sviluppato con il supporto non condizionato di Abbott, basato sull'evidenza e validato, può incidere positivamente sulla qualità della vita dei pazienti". Una diagnosi precoce equivale, inoltre, a risparmi ingenti per il Servizio sanitario nazionale: "L'impatto economico della malnutrizione correlata all'oncologia è monumentale - ha evidenziato Annalisa Francesca Mascheroni, segretario della Società italiana di nutrizione artificiale e metabolismo - La malnutrizione aggrava il quadro clinico, rendendo i trattamenti più complessi e onerosi. Queste evidenze sottolineano come investire in programmi di screening nutrizionale precoce e in percorsi di nutrizione non sia soltanto una scelta clinica, ma anche un intervento di contenimento dei costi a medio e lungo termine per il Ssn". Inoltre, intervenire precocemente sullo stato nutrizionale significa tutelare la dignità e la qualità di vita delle persone con tumore: "Per i pazienti la nutrizione non è un aspetto accessorio, ma parte integrante del percorso di cura e un diritto che deve essere garantito in modo uniforme su tutto il territorio nazionale", ha rimarcato Francesco De Lorenzo, presidente del Comitato esecutivo della Favo. L'iniziativa, realizzata con il contributo non condizionante di Abbott, ha confermato l'urgenza di garantire lo stanziamento delle risorse necessarie all'implementazione dei programmi di screening nutrizionale e dei percorsi di nutrizione clinica per i pazienti oncologici, nonché di ribadire l'importanza della collaborazione tra oncologi e nutrizionisti per assicurare un percorso di cura equo e integrato.

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Finiture legno-arredo, oltre 4,3 mld fatturato ed export in crescita

(Adnkronos) - Si è tenuto ieri alla Triennale di Milano il convegno 'Diamo forma al futuro', promosso da Edilegnoarredo di Federlegnoarredo e dedicato alle prospettive del sistema finiture per l’edilizia, che nel 2025 ha superato i 4,3 miliardi di euro di fatturato, con esportazioni in crescita dell’11%. In questo scenario, il settore rilancia il proprio ruolo strategico nella realizzazione di spazi sostenibili e orientati alla qualità dell’abitare. “Serve coraggio per affrontare scenari internazionali in continua evoluzione, ed è il coraggio che vediamo ogni giorno nelle nostre imprese”, ha dichiarato Carlo Piemonte, direttore generale di Federlegnoarredo, in apertura del convegno. “Un coraggio che si traduce nella capacità di valorizzare qualità, competenze e saper fare, elementi che rendono il Made in Italy un’eccellenza riconosciuta nel mondo”. Due momenti di confronto hanno approfondito scenari e strategie di un comparto che comprende pavimentazioni e rivestimenti di legno, finestre di legno e legno-alluminio, porte interne e porte d’ingresso, con uno sguardo rivolto alla qualità progettuale, alla sostenibilità e alla competitività sui mercati esteri. Al centro del dibattito il tema del benessere abitativo, sempre più centrale nel confronto architettonico e sociale. “Grazie a creazioni sempre più sartoriali e all’altissima qualità dei materiali, le finiture si stanno affermando come veri e propri elementi di arredo, protagonisti di abitazioni private così come di progetti coordinati per il contract e l’hôtellerie” ha dichiarato Andrea Bazzichetto, presidente di Edilegnoarredo. “La crescita dell’export conferma che questa qualità viene riconosciuta anche a livello internazionale: nei mercati esteri si scelgono i prodotti italiani, non solo per il design e l’affidabilità tecnica, ma per il valore che apportano in termini di benessere abitativo. È una sensibilità che abbiamo voluto mettere al centro del confronto, per rafforzare una cultura dell’abitare fondata su qualità, sostenibilità e consapevolezza”. “Naturale, rinnovabile, efficiente dal punto di vista energetico, versatile e identitario - prosegue Bazzichetto - il legno si conferma tra i principali protagonisti del mondo del design e della progettazione responsabile. Investire degli ambienti in cui viviamo non è solo una scelta estetica o progettuale, ma incide direttamente sulla salute e sulla qualità della vita. Comfort termico, regolazione dell’umidità, a qualità dell’aria e luminosità, oltre a sicurezza e durabilità dei materiali, contribuiscono a creare ambienti più salubri, equilibrati e accoglienti”. Il confronto ha coinvolto imprese, progettisti ed esperti del settore. Tra i presenti, Renza Altoè, consigliere incaricato del Gruppo pavimenti di legno di Edilegnoarredo, Alfiero Bulgarelli, presidente di aziende storiche parquet, Lorenzo Onofri, presidente Federazione europea del parquet, e Veronica Squinzi, amministratore delegato e direttore dello sviluppo globale del Gruppo Mapei, che hanno portato il punto di vista dell’industria e della filiera sulle prospettive delle pavimentazioni di legno e sull’evoluzione tecnica del comparto. In questa prospettiva si inserisce anche il 'Manuale di progettazione e posa dei pavimenti di legno', a cura di Edilegnoarredo, pubblicato da Maggioli e presentato durante il convegno, che rafforza competenze e standard qualitativi della filiera. “Non è solo una raccolta di indicazioni operative, ma uno strumento che consolida la cultura della qualità e della corretta posa”, ha sottolineato Renza Altoè, consigliere incaricato Gruppo pavimenti in legno. “La qualità del prodotto non può prescindere dalla qualità della sua installazione: vogliamo offrire alla filiera un riferimento condiviso, capace di accompagnarne la crescita e la competitività anche sui mercati internazionali”. Accanto alla dimensione produttiva ed economica, è stata approfondita anche l’evoluzione delle normative tecniche di riferimento, in ambito nazionale e internazionale, illustrata dall’ing. Rita D’Alessandro. E' emersa inoltre una riflessione culturale sul rapporto tra materia ed emozioni proposta dall’architetto Alessandro Longo, che ha riportato al centro il valore esperienziale del costruire e dell’abitare. Ampio spazio è stato dedicato inoltre alle dinamiche di mercato e alla necessità di rafforzare una narrazione coordinata e autorevole del saper fare italiano nel campo delle finiture, con il contributo di Gilda Bojardi, direttrice di Interni, e Paola Sarco, head of building & industrial exhibition di Fiera Milano e amministratore delegato di Made eventi. In uno scenario internazionale sempre più competitivo, il settore delle finiture del legno-arredo conferma così la propria capacità di coniugare qualità industriale, sostenibilità e identità progettuale, guidando una nuova cultura dell’abitare fondata su benessere, responsabilità e visione di lungo periodo. A seguire i dati del comparto. Finiture legno-arredo: nel 2025 il fatturato alla produzione del sistema finiture per edilizia si attesta complessivamente a oltre 4,3 miliardi di euro (+0,4% sul 2024). Il mercato nazionale, che rappresenta il 90% del totale, si mantiene sostanzialmente stabile (-0,6%) per un valore di circa 3,9 miliardi di euro, nonostante il ridimensionamento degli incentivi fiscali. In aumento le esportazioni, che raggiungono i 455 milioni di euro (+11%), con performance positive in tutti i comparti e particolare dinamismo per porte interne e pavimenti in legno. La Francia si conferma primo mercato estero per le finiture per edilizia (52 milioni di euro nel periodo gennaio-novembre 2025). Crescono gli Stati Uniti, che diventano la seconda destinazione, mentre la Corea del Sud si conferma primo mercato per i pavimenti in legno. In forte calo le esportazioni verso la Cina, che esce dalla top ten, sostituita dagli Emirati Arabi Uniti. Finiture legno-arredo-pavimenti di legno: dopo il picco del 2022 e il successivo ridimensionamento, nel 2025 il fatturato dei pavimenti in legno torna a crescere: +7% rispetto al 2024, superando i 570 milioni di euro. Il risultato è trainato dall’export (196 milioni di euro), con Corea del Sud e Stati Uniti tra i principali mercati di riferimento. In crescita anche il mercato interno (+3,7%), che raggiunge i 382 milioni di euro. Finiture legno-arredo-porte e finestre: stabile il fatturato (-0,5) alla produzione delle imprese di Finestre di legno e legno-alluminio, Porte interne e porte d’ingresso che chiude il 2025 a poco meno di 3,8 miliardi di euro. Il mercato di riferimento è l’Italia, in lieve flessione (-1,1%) cui viene destinato il 93% della produzione. In crescita anche le esportazioni (+8%) che sfiorano i 260 milioni di euro. La Francia, nonostante la flessione più marcata, si conferma la prima destinazione dei prodotti italiani, seguita da Svizzera e Stati Uniti.

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Gruppo Hera a Key 2026, tra tecnologia e nuovi modelli decarbonizzazione

(Adnkronos) - In un contesto internazionale in cui la transizione energetica è diventata una priorità assoluta, il Gruppo Hera si è presentato alla quarta edizione di Key - The Energy Transition Expo di Rimini 2026 come un vero e proprio hub di consulenza strategica per imprese e territori. Presso il suo stand di 260 metri quadrati, la multiutility ha messo in campo un ecosistema di soluzioni concrete per accompagnare i partner nella costruzione di modelli di business innovativi. (VIDEO) La partecipazione alla fiera si inserisce in un percorso ben strutturato dall'azienda. “Nel 2024 abbiamo definito una nostra strategia net zero che ci porterà a una riduzione delle emissioni complessive del 90% al 2050 - spiega Cristian Fabbri, presidente esecutivo del gruppo - Abbiamo un parco emissivo che per il 90% è legato alle emissioni dei nostri clienti, per il 10% a quelle del gruppo. Lavoriamo per ridurre le emissioni dei nostri clienti andando a sollecitare le attività di decarbonizzazione e di efficienza energetica in tutti i segmenti. Questa è la sfida che ci poniamo". I risultati di questo impegno sono già tangibili nei numeri presentati a Rimini. "Siamo a buon punto - fa sapere Fabbri - Da quando siamo partiti nel monitoraggio, nel 2019, abbiamo ridotto i consumi del 14%, pur avendo aumentato del 40% la base clienti. Lavoriamo parallelamente anche sull'efficienza energetica dei nostri impianti: abbiamo già conseguito un 10% di riduzione dei consumi energetici e lavoriamo anche per andare a utilizzare il più possibile energia rinnovabile". All'interno dell'esposizione, Hera Servizi Energia presenta i nuovi modelli di decarbonizzazione, mentre Hera Luce mostra l'evoluzione dell'illuminazione pubblica, esemplificata dal lampione circolare progettato con Aliplast per essere totalmente recuperabile. Inoltre, attraverso la sinergia tra Hera Comm, EstEnergy e F.lli Franchini, la multiutility propone un polo integrato che affianca le imprese nel trasformare l’energia in una leva di competitività e sviluppo, combinando strategie di fornitura e soluzioni impiantistiche per ridurre volatilità e consumi, anche valorizzando gli incentivi disponibili. Tra le soluzioni più innovative spiccano i contratti Power Purchase Agreements (Ppa) e i sistemi fotovoltaici ‘chiavi in mano’, progettati per mantenere rendimenti elevati e garantiti per 25 anni. Ad accogliere i visitatori all'ingresso della fiera è Joul 7, il Super Robot dell'energia alto 5,5 metri nato dalla collaborazione con Automobili Lamborghini. Realizzato con scarti di produzione e dotato di un cuore fotovoltaico, il robot sintetizza visivamente l'impegno di Hera verso l'economia circolare. La visione di Hera, volta a favorire la transizione energetica, si concretizza anche con il teleriscaldamento. "Abbiamo un potenziamento di progetti - dice il presidente esecutivo - La città di Ferrara, ad esempio, avrà un terzo dei cittadini alimentati dal teleriscaldamento il cui calore sarà prodotto da fonti rinnovabili non emissive". La strategia del Gruppo mira a unire l'impatto ambientale al beneficio economico. "Lavoriamo da tanto tempo per aiutare le aziende a ridurre il peso della bolletta e contemporaneamente a ridurre le emissioni di CO2 - osserva Fabbri - È una sfida che ormai portiamo avanti da vent'anni. Nell'intersezione fra decarbonizzazione e vantaggio economico lavoriamo per proporre alle imprese soluzioni che siano portatrici di benefici in entrambi gli assi. Lo facciamo con la produzione locale sui centri di consumo di energia rinnovabile del fotovoltaico ma anche con gli impianti di cogenerazione che è vero sì, usano il gas, ma riducono i costi e le emissioni. Lavoriamo con progetti pluriennali per ridurre i consumi di energia complessivi, sia termica che elettrica". In sintesi, conclude Fabbri, "la sfida è stare al fianco degli imprenditori, dei territori, delle imprese e delle pubbliche amministrazioni per giocare insieme la partita dell'efficienza dei costi, dell'efficienza energetica e della decarbonizzazione".

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