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(Adnkronos) - "Per essere nazional-popolari e arrivare al pubblico, bisogna sapere di sugo, altrimenti si rimane dei fighetti". Sono queste le parole, finite al centro della polemica, pronunciate da Antonella Clerici a 'È sempre mezzogiorno' e che molti hanno interpretato come un messaggio velato nei confronti di Alessandro Cattelan. Per conquistare davvero il pubblico, secondo la conduttrice, bisogna abbandonare l'aria da "fighetto". In altre parole, se non "sai di sugo", rischi di restare indifferente nel salotto degli italiani. Cattelan, a distanza di tempo, ha scelto l’ironia per rispondere. In un video diventato virale sui social, il conduttore si è mostrato con la camicia macchiata e ha scherzato: "Woooooooooooh mi sono sporcato di sugoooooooo!!! Ah no, è soia… Niente…". Una battuta che per molti utenti è apparsa una replica alle parole della conduttrice e che sembrava confermare proprio ciò che la Clerici gli rimproverava. La conduttrice aveva già pizzicato Cattelan quando, ospite nel suo podcast 'Supernova', si era sbilanciata dando una sua personale opinione sulla conduzione del collega. "Io sai che ti amo dal punto di vista professionale e trovo che tu sia bravissimo. Ogni tanto io penso che tu debba abbassarti un po’", aveva detto Clerici, senza peli sulla lingua. La conduttrice era poi entrata poi nel dettaglio: "Il fatto è che nelle tue cose tu ti diverti tu, devi far divertire anche gli altri, devi coinvolgerli, e tu ogni tanto -questo è un rimprovero che ti ho fatto tante volte – devi dare di più dal punto di vista emotivo. E tu ce l’hai questa cosa cavolo Ale, devi tirarla fuori. Tu sei così bravo a fare le interviste, io spesso mi immedesimo, ascolto l'altro. Cerco di entrare molto in sintonia col cuore", aveva detto.
(Adnkronos) - "A livello di business, per le aziende, ovviamente è tutto fermo. Ma in questo momento quello che ci preme è avere informazioni sulle persone, imprenditori, che operano con noi sul territorio iraniano, i nostri referenti. E purtroppo non abbiamo avuto risposta ai diversi messaggi inviati, le comunicazioni inevitabilmente non funzionano totalmente. E la preoccupazione è tanta". Così, raggiunto da Adnkronos/Labitalia, Giuseppe Zampini, presidente della Camera di commercio e Industria Italia - Iran & Paesi E.c.o. (Ccii), l'associazione imprenditoriale specializzata per l’internazionalizzazione delle imprese italiane in Iran e negli altri 9 paesi dell’Economic cooperation organization-E.c.o. (Afghanistan, Azerbaigian, Kazakistan, Kirghizistan, Pakistan, Tagikistan, Turchia, Turkmenistan e Uzbekistan), commenta quanto sta avvenendo in Iran in queste ore. "Sulle aziende, chiaramente, è tutto fermo. Le imprese che sappiamo essere interessate, si stanno chiedendo cosa fare anche per il nel futuro, sui loro possibili interessi nel Paese", spiega. Secondo Zampini l'aspetto più allarmante è che "Il vero problema che sta nascendo è complessivo sull'area, non soltanto in Iran. Dal punto di vista turistico, dal punto di vista dei viaggi, è tutto bloccato. Se uno dovesse andare in India partendo dalla Turchia, che giro fa? Perché tutta l'area è bloccata. Un problema che riguarda non solo il turismo, ma le imprese in generale, per chi vuole operare come imprenditori nell'intera area, al di là dell'Iran, appunto. In questo momento penso che gli effetti di questo attacco non siano stati ben considerati. Quindi ci sono delle considerazioni che in queste ore è difficile mettere a terra, se non l'effetto immediato di preoccupazione, dal punto di vista umano, e di questi imprenditori iraniani che sono interessati al nostro Paese e che non riusciamo a contattare", conclude.
(Adnkronos) - "Le Comunità energetiche rinnovabili si sono staccate dai blocchi di partenza, ora devono prendere velocità e conservarla”. Così Alfonso Bonafede, ex ministro della giustizia ed ora avvocato con una specializzazione nel settore, oltre che Membro laico del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria. “Non è poco - ha aggiunto partecipando al programma di incontri promosso a Key 2026 da Sgr Efficienza Energetica - perché abbiamo ora uno zoccolo duro di norme con interpretazioni consolidate. Ci sono altre leggi che stanno per essere emanate, tutte contengono chiari segnali del ruolo che le Cer rivestiranno a parer mio sempre più centrale nel sistema energetico nazionale". "Dobbiamo superare una riduzione di fondi legata al Pnrr ma, ad esempio, i fondi perduti vanno ora a comuni fino a 50mila abitanti, prima la soglia era 5.000. Infine, c’è una molla socioeconomica da considerare: la bolletta energetica è subìta in modo passivo dai cittadini, ma quando contiene elementi legati ai risparmi energetici determinati dalla partecipazione alla Cer, scatta una partecipazione diversa. Sarà una rivoluzione culturale. Le nuove norme parano di ‘diritto’ alla condivisione di energia elettrica da fonte rinnovabile e dobbiamo prenderci ognuno sulle spalle un pezzettino di questa transizione”, afferma.