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Iran, pressing su Trump per chiudere la guerra: lo scenario

(Adnkronos) - Dichiarare vittoria e chiudere la guerra contro l'Iran. Il pressing su Donald Trump diventa più intenso ora dopo ora. Il presidente degli Stati Uniti dice e ripete che "la guerra è praticamente finita" ma non basta. Nell'amministrazione si fanno sentire le voci che ...

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Floky, vibrazioni padel azzerati con manicotto biomeccanico su tessuto

(Adnkronos) - Floky, pmi innovativa bresciana, è la prima azienda al mondo ad aver creato un manicotto biomeccanico su tessuto che riduce del 30% le vibrazioni sul braccio generate dall’impatto della racchetta con la pallina giocando a padel. La sua prima ricerca scientifica ...

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Energia, Canazza (Key To Energy): "Italia Paese emergente in campo data center"

(Adnkronos) - “L'Italia è un Paese emergente dopo il fenomeno della saturazione dei Flapd europei, gli hub di Francoforte, Londra, Amsterdam, Parigi, Dublino dedicati ai data center”. A dirlo, in occasione di Key – The Energy Transition Expo a Rimini, è Virginia ...

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Iran, pressing su Trump per chiudere la guerra: lo scenario

(Adnkronos) - Dichiarare vittoria e chiudere la guerra contro l'Iran. Il pressing su Donald Trump diventa più intenso ora dopo ora. Il presidente degli Stati Uniti dice e ripete che "la guerra è praticamente finita" ma non basta. Nell'amministrazione si fanno sentire le voci che sollecitano una reale exit strategy per porre fine al conflitto e archiviare una pratica che rischia di avere effetti negativi per il presidente e per il partito repubblicano. Ufficialmente, tutto va secondo i piani. Anzi, meglio. "Quando il presidente dice che l'Iran si trova in una condizione di resa incondizionata, intende che le minacce iraniane non saranno più supportate da un arsenale di missili balistici che li protegge nella costruzione di armi nucleari nel loro Paese", dice la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, aggiungendo che "sarà il presidente Trump a determinare quando l'Iran non rappresenterà più una minaccia credibile e diretta per gli Stati Uniti e i nostri alleati. Per quanto riguarda le truppe di terra, il presidente ne ha parlato ripetutamente. Saggiamente, non esclude nessuna opzione in qualità di comandante in capo". Nello scacchiere, pesa un fattore. L'aumento dei prezzi del petrolio, arrivato anche a sfondare la soglia dei 100 dollari al barile, ha reso più costosa la benzina anche in America. "I prezzi scenderanno", la rassicurazione di Trump. Con le quotazioni del greggio condizionate dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, che l'Iran avrebbe addirittura iniziato a minare, gli annunci della Casa Bianca rischiano di non bastare: servono fatti. Gli stessi consiglieri ritengono che Trump dovrebbe presentare l'operazione militare come già largamente riuscita e avviarne gradualmente la conclusione, prima che il conflitto si trasformi in una guerra prolungata. Non è un caso, quindi, che le ultime 24 ore siano state caratterizzate da un'ulteriore accelerazione dell'offensiva: "E' il giorno più intenso, il presidente controlla l'acceleratore", la sintesi di Pete Hegseth, segretario alla Difesa. Il cambiamento di passo americano condiziona anche Israele: c'è la consapevolezza che Trump possa dichiarare 'game over' in tempi brevi, se non brevissimi, e le forze di difesa israeliane (Idf) incrementano i raid per massimizzare i risultati. La strategia iniziale, spiegano fonti al Wall Street Journal, puntava anche sull'eliminazione della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei per provocare il collasso del regime o spingere figure più moderata a collaborare con Washington. Lo scenario si è tuttavia rivelato ben diverso dalle aspettative: alla guida del Paese è salito il figlio dell'ayatollah, Mojtaba Khamenei, esponente dell'ala più rigida del regime e considerato - dalla stessa amministrazione americana - scelta diretta dei Guardiani della Rivoluzione. Finora non si è inoltre verificata alcuna rivolta interna capace di mettere seriamente in discussione il potere della Repubblica islamica. Trump, all'inizio dell'operazione, ha prospettato una missione di 4-6 settimane. Il quadro delineato, però, rischia di rimanere immutato a lungo termine. L'Iran non prende in considerazione l'ipotesi di resa, sollecitata dalla Casa Bianca, e apparentemente non teme una guerra di logoramento nonostante i danni subiti: i raid americani hanno colpito 5000 obiettivi, demolito le capacità di Teheran di lanciare missili e cancellato la marina. Il regime, però, non crolla. Trump potrebbe considerare un'ulteriore spallata, con l'ordine di eliminare Mojtaba Khamenei: il presidente avrebbe detto ai suoi collaboratori di essere disposto ad appoggiare l’uccisione della nuova Guida Suprema se il 'figlio d'arte' si rifiutasse di accogliere le richieste degli Stati Uniti, tra cui la sospensione dello sviluppo del programma nucleare iraniano. Trump da giorni mostra la propria delusione per la nomina di Khamenei jr e auspica, per l'Iran del futuro, "un altro leader interno": impossibile, in tempi brevi, arrivare all'obiettivo.

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Floky, vibrazioni padel azzerati con manicotto biomeccanico su tessuto

(Adnkronos) - Floky, pmi innovativa bresciana, è la prima azienda al mondo ad aver creato un manicotto biomeccanico su tessuto che riduce del 30% le vibrazioni sul braccio generate dall’impatto della racchetta con la pallina giocando a padel. La sua prima ricerca scientifica mai realizzata sul padel segna un nuovo standard per l’innovazione sportiva data-driven. Grazie a questo approccio, negli ultimi tre anni il fatturato dell’azienda è cresciuto di dieci volte, passando da 700 mila euro nel 2023 a 7 milioni nel 2025, con una presenza commerciale in oltre 55 Paesi nel mondo In effetti il padel è uno degli sport più praticati e in più rapida espansione al mondo: 1,5 milioni di giocatori in Italia, 20 milioni in Europa e 35 milioni a livello globale, ma alla crescita dei praticanti si accompagna però un aumento degli infortuni da sovraccarico dell’arto superiore: polso, gomito e spalla sono le aree più colpite, con epicondilite e tendinopatie tra le problematiche più frequenti e una media di 2,75 infortuni ogni 1.000 ore di gioco. "Per noi - osserva Marco Coffinardi, fondatore e ceo di Floky - era fondamentale avere una validazione oggettiva. I nostri prodotti poggiano sempre su basi scientifiche solide che forniscono evidenze misurabili. Studiamo il problema, progettiamo la soluzione su basi biomeccaniche e solo dopo realizziamo il dispositivo. E' un approccio ingegneristico, non estetico. Cuore del modello è la tecnologia brevettata Floky, che trasforma il tessuto in un dispositivo attivo capace di intervenire su prevenzione, recupero e performance". "Il valore - aggiunge Roberto Nembrini, co-founder e cso di Floky - risiede nel beneficio reale che i nostri prodotti generano. Beneficio che non è una promessa astratta, ma un parametro verificabile. Prevenzione degli infortuni, supporto biomeccanico, recupero più efficiente e miglioramento della performance sono dimensioni che Floky misura e valida attraverso studi e test. Quello che promettiamo si avvera. Ed è proprio questo il nostro principale driver di crescita".

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Energia, Canazza (Key To Energy): "Italia Paese emergente in campo data center"

(Adnkronos) - “L'Italia è un Paese emergente dopo il fenomeno della saturazione dei Flapd europei, gli hub di Francoforte, Londra, Amsterdam, Parigi, Dublino dedicati ai data center”. A dirlo, in occasione di Key – The Energy Transition Expo a Rimini, è Virginia Canazza, esperta di Data Center e partner di Key To Energy, advisory firm specializzata nella consulenza relativa alle attività della filiera dell’energia. (VIDEO) La kermesse, in svolgimento fino al 6 marzo nei padiglioni della fiera di Rimini e firmata Ieg - Italian Exhibition Group, si conferma punto di riferimento per gli attori della transizione energetica in Europa, Africa e nel bacino del Mediterraneo. “Il tasso di crescita dei data center è sostenuto, circa il 16-20% all'anno, con il 68% concentrato in Lombardia, in particolare nell’area di Milano - prosegue - Ad oggi, i consumi sono pari a circa 4,5 Twh, corrispondenti a circa un gigawatt di potenza elettrica installata e 600 megawatt di potenza It. Il trend di crescita potrà essere ancora più sostenuto nel prossimo futuro, arrivando a richiedere una copertura energetica da due a quattro volte superiore all’attuale fabbisogno entro il 2030. Circa 1,6 gigawatt di nuovi progetti, guardando alla pipeline di quelli in fase avanzata di sviluppo, potranno essere operativi entro il 2028-2029. Il trend di crescita italiano relativo ai data center” pone il Paese in una condizione di competitività “rispetto ai trend monitorabili a livello europeo e globale”. Nata nel 2007 per supportare partner pubblici e privati nel percorso di evoluzione del sistema energetico, nell’attuazione delle scelte, nel monitoraggio dei risultati e nel rispetto dei principali indicatori di sostenibilità, Key to Energy ha da allora realizzato oltre 1.000 progetti, per un totale di 40.000 MW e un controvalore di 20 miliardi di euro, collaborando con i principali attori industriali e finanziari del settore energetico. Sostenuta da una profonda conoscenza delle dinamiche aziendali e di mercato; l'advisory firm è in grado di sviluppare soluzioni tailor-made ad alto valore aggiunto, progettate per ottimizzare l’efficienza energetica, valorizzare le energie rinnovabili e mitigare i rischi. “I data center, come grandi centri di consumo che stanno evolvendo verso dimensioni sempre maggiori con una velocità di sviluppo che va accentuandosi, vedono l'energia come un asset strategico - spiega - Sono molteplici le opzioni per un approvvigionamento energetico nel mercato italiano che siano competitive e sostenibili e che possano anche mitigare l'esposizione a una sempre crescente volatilità dei mercati - precisa - Ci sono strumenti patrimoniali basati sull'acquisizione e la proprietà di asset di generazione per coprire i propri consumi ma sono disponibili anche schemi commerciali che, attraverso contratti di medio-lungo termine, possono mitigare l'esposizione al rischio del mercato”. Quando “i centri di consumo si sviluppano con una velocità maggiore di quello che è l'adeguamento infrastrutturale del sistema, si pongono delle tematiche relative alla necessità di uno stretto coordinamento” volto all’integrazione delle reti esistenti con “quelle della transizione energetica, e quindi delle rinnovabili - conclude - e con questa nuova componente di domanda. Per massimizzare i benefici, l’evoluzione e l'integrazione progressiva e sostenibile devono basarsi su un approccio sinergico”.

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