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Iran, Trump: "Abbiamo vinto, guerra risolta dopo un'ora"

(Adnkronos) - "Abbiamo vinto, abbiamo vinto. Non bisognerebbe dirlo troppo presto, ma era tutto finito dopo un'ora. Non è rimasto niente, abbiamo distrutto tutto. Non sanno nemmeno cosa li ha colpiti". Donald Trump continua a descrivere una guerra dominata dagli Stati Uniti contro l'Iran. Il ...

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Asal Assoallestimenti: regole chiare e concorrenza leale per un settore strategico del Made in Italy

(Adnkronos) - "I recenti dati Istat che vedono l’export italiano in crescita, nonostante una situazione geopolitica complessa, sono il segno tangibile della tenuta del nostro sistema produttivo e della capacità di aprirsi a nuovi mercati, grazie ...

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Sangiovanni (Hgm): "Portiamo energia green e digitalizzazione in distretti industriali"

(Adnkronos) - “Alla quarta edizione di Key - The Energy Transition Expo, parliamo di Ultranet, la start up del Gruppo Hgm, dedicata allo sviluppo e alla digitalizzazione dei distretti industriali e a portare negli stessi i progetti di energia green per dare ...

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Iran, Trump: "Abbiamo vinto, guerra risolta dopo un'ora"

(Adnkronos) - "Abbiamo vinto, abbiamo vinto. Non bisognerebbe dirlo troppo presto, ma era tutto finito dopo un'ora. Non è rimasto niente, abbiamo distrutto tutto. Non sanno nemmeno cosa li ha colpiti". Donald Trump continua a descrivere una guerra dominata dagli Stati Uniti contro l'Iran. Il regime di Teheran, dice il presidente americano, è stato annichilito dall'Operazione Epic Fury: "Un nome bellissimo, no?", dice arringando la folla in un comizio in Kentucky. "Dobbiamo finire il lavoro, abbiamo virtualmente distrutto l'Iran. Abbiamo demolito la capacità di lanciare missili, è crollata del 90%. Abbiamo raso al suolo le fabbriche di droni. L'Iran non ha più marina, abbiamo affondato 58 navi. Abbiamo distrutto l'aviazione, i sistemi di difesa, i radar, le comunicazioni. E' rimasta qualche piccola cosa qua e là", afferma snocciolando i risultati ottenuti in 11 giorni, prima di spingersi oltre. "Abbiamo risparmiato qualche obiettivo, potremmo distruggerlo nel giro di un'ora ma poi non sarebbe possibile ricostruire il paese. Li abbiamo colpiti più duramente di quanto sia mai stato fatto nella storia e non abbiamo ancora finito", aggiunge. "Quando deciderò che deve finire, finirà", chiosa, mentre tra i media americani si fa riferimento ad una presunta apertura dell'Iran: il paese accetterebbe un cessate il fuoco solo se questo includesse la garanzia americana che gli Stati Uniti e Israele non attaccheranno più la Repubblica islamica in futuro. La proposta di Teheran, di cui riferisce Bloomberg, formulata in questi termini non ha nessuna chance di ottenere risposte positive. Il quadro proposto da Trump non si concilia con la cronaca delle ultime 24 ore. L'Iran, che controlla lo Stretto di Hormuz e tiene in scacco il traffico di petrolio, ha colpito 3 navi. Teheran continua a lanciare missili contro Israele, che teme un'ulteriore escalation degli attacchi, e minaccia ulteriori azioni. "Gli Stati Uniti sostengono di aver distrutto le capacità missilistiche dell'Iran. Le prime ondate di missili su larga scala erano per accecare radar e difese nemiche. Ora possiamo colpire qualsiasi luogo con meno missili", dice il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf. La repubblica islamica, nonostante il calo nel lancio di missili e droni verso gli altri paesi del Golfo, si dice pronta a colpire i porti della regione, considerati obiettivi legittimi. "Se i nostri porti vengono minacciati, tutti quelli della regione saranno nostri obiettivi legittimi", dice Abolfazl Shekarchi, portavoce delle forze armate iraniane. "Possiamo effettuare lanci di missili da posizioni subacquee, raggiungono la velocità di 100 metri al secondo. Potremmo usarli nei prossimi giorni", dice Ali Fadavi, comandante dei pasdaran. Tra le due posizioni diametralmente opposte, nella giornata si colloca l'analisi di Emmanuel Macron. Il presidente francese si esprime a margine di una riunione del G7 e non sembra condividere totalmente l'analisi di Trump. Le capacità militari dell'Iran non sono state "azzerate", dice. "Sono stati arrecati danni considerevoli alle capacità balistiche militari dell'Iran, ma continua ad aggredire diversi Paesi della regione e quindi le sue capacità non sono azzerate", aggiunge, rimandando a Trump la decisione di "chiarire sia i suoi obiettivi finali sia il ritmo che intende dare alle operazioni".

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Asal Assoallestimenti: regole chiare e concorrenza leale per un settore strategico del Made in Italy

(Adnkronos) - "I recenti dati Istat che vedono l’export italiano in crescita, nonostante una situazione geopolitica complessa, sono il segno tangibile della tenuta del nostro sistema produttivo e della capacità di aprirsi a nuovi mercati, grazie anche a una leva strategica irrinunciabile come il sistema fieristico, di cui gli allestitori sono partner strategici. Contribuire alla valorizzazione e al potenziamento dell’export, all'interno di un quadro di regole chiare, è l’obiettivo che da sempre il comparto degli allestitori persegue". E' quanto sottolinea Asal Assoallestimenti in una nota. “Rappresentiamo un patrimonio di competenze specialistiche che contribuisce in modo concreto alla valorizzazione del Made in Italy e delle aziende del legno-arredo sui mercati internazionali. È quindi auspicabile che l’intera filiera rafforzi un confronto costruttivo volto a garantire all’interno dei quartieri fieristici condizioni operative eque, trasparenti e orientate alla competitività, onde evitare di mettere in ginocchio un comparto con delle attività operative e commerciali non concorrenziali: è interesse del Paese, oltre che delle centinaia di imprese che realizzano allestimenti. Garantire regole chiare e aperte alla concorrenza è l’obbligo che chiediamo al Governo di perseguire", spiega il presidente di Asal Assoallestimenti, Marco Fogarolo. “Gli allestitori - spiega Asal – sono infatti fermi nel sostenere che azioni e prassi che mirano a soffocare la libera concorrenza e il libero mercato devono e dovranno essere evitate perché, oltre a rischiare di generare una profonda crisi per il nostro settore, finiranno anche per indebolire le basi per la crescita dell'export italiano”. “Il recente ingresso diretto dei quartieri fieristici nel mercato degli allestimenti sta infatti determinando un’evoluzione significativa dello scenario competitivo. Riteniamo pertanto necessario garantire con chiarezza il principio della piena e corretta concorrenza, a tutela delle imprese e della qualità complessiva del sistema fieristico: questo l’impegno che chiediamo al Governo e alle istituzioni. Prevenire situazioni di evidente criticità significa non solo tutelare la qualità e l’efficienza dell’intero comparto, ma - conclude Fogarolo - anche di tutti gli espositori che affidano loro la realizzazione di un progetto che va ben oltre la mera dimensione tecnica, oggi ma ancor più domani”. "Preservare un equilibrio complessivo, all’interno di un sistema di trasparenza e di reale concorrenza, è fondamentale affinché il settore degli allestimenti possa sentirsi ancora protagonista, al fianco delle imprese, nel rappresentare al meglio il 'bello e il ben fatto' che è la forza della nostra penetrazione dei mercati, in linea anche con gli obiettivi 2027 del Governo. Ampia disponibilità - conclude la nota - da parte degli allestitori a dialogare, attraverso FederlegnoArredo che ci rappresenta, in maniera costruttiva con tutti gli attori coinvolti, affinché il settore degli allestitori possa trovare nuovo slancio e forza in un reale modello di concorrenza libera che tenga anche tra le sue finalità la sicurezza del lavoro e delle sue professionalità”.

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Sangiovanni (Hgm): "Portiamo energia green e digitalizzazione in distretti industriali"

(Adnkronos) - “Alla quarta edizione di Key - The Energy Transition Expo, parliamo di Ultranet, la start up del Gruppo Hgm, dedicata allo sviluppo e alla digitalizzazione dei distretti industriali e a portare negli stessi i progetti di energia green per dare alle Pmi, che nel nostro territorio nazionale rappresentano oltre il 96% delle imprese produttive, un saving sui costi dell'energia, oltre che a rendere disponibile la fibra ottica, oggi abilitatore necessario e fondamentale per tutti i progetti di sviluppo, compresa l’intelligenza artificiale”. Sono le parole di Francesco Sangiovanni, presidente e Founder del Gruppo Hgm - Ultranet, in occasione dell’evento 'Il Progetto Edd - Ultranet nei Distretti Industriali', organizzato dalla stessa azienda nel contesto della quarta edizione di Key – The Energy Transition Expo, la manifestazione di Ieg - Italian Exhibition Group di riferimento in Europa, Africa e bacino del Mediterraneo sulla transizione energetica, svoltasi dal 4 al 6 marzo alla Fiera di Rimini. (VIDEO) Il Gruppo Hgm Spa è attivo in Italia nel settore delle infrastrutture di telecomunicazioni con la mission di offrire servizi integrati ai principali operatori Tlc e alle Utilities. La società Ultranet Srl, totalmente posseduta da Hgm, agisce in qualità di operatore iscritto al Roc, progetta reti Tlc in fibra e offre in Iru i diritti d’uso di circa 15mila km di rete in fibra ottica spenta e/o di cavidotti vuoti già realizzata o da implementare secondo le esigenze dei propri clienti. Ultranet offre anche il noleggio di centrali telefoniche e di redistribuzione ottica proprietarie, con la possibilità di adibirli a mini Hub (Edge Data Center) sul territorio. “Il Gruppo Hgm nasce trent'anni fa ed è di proprietà della famiglia Sangiovanni, di cui sono onorato di essere non solo il presidente, ma anche il maggiore di tre fratelli che hanno costruito questa bella realtà. Siamo presenti in Italia, ma anche in Brasile con progetti analoghi, in cui portiamo l’energia green e la fibra nei distretti e soprattutto nelle smart city - spiega - Il Gruppo Hgm è un'azienda con oltre 500 dipendenti, un fatturato in continua crescita e, soprattutto, con il proprio headquarter in Italia è basata sui principi degli imprenditori tradizionali”. “Il progetto Edd - Energy Digital District è stato studiato appositamente, quattro anni fa, dal nostro Gruppo per favorire la digitalizzazione e l'energia green dei distretti industriali - sottolinea Sangiovanni - poiché le piccole e medie imprese si trovano spesso in difficoltà sia sull'innovazione digitale sia sul costo delle bollette, che aumenta e non dà alle aziende la possibilità di fare saving sulle loro produzioni”. “Pensiamo che fra dieci anni passeremo da oltre il 40% di aziende dotate di fibra ottica all'80% e che porteremo 300mila imprese a non essere più dipendenti esclusivamente dalla bolletta energetica degli operatori, ma ad approfittare, anche grazie alle comunità energetiche, dei contributi che il governo sta mettendo a disposizione per poter dare loro la possibilità di poter essere indipendenti dai costi energetici, che diventeranno sempre di più, a livello globale, l'ago della bilancia sulle aziende di produzione”, conclude.

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