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Riforme, Casellati: "Ddl premierato? Prima 6 mesi di confronto con opposizioni, sentito tutti"

(Adnkronos) - ''Prima di presentare il ddl sul premierato ho impiegato 6 mesi, ho sentito tutti. Non posso sentirmi dire che non mi sono confrontata con opposizioni'' ma ''se il confronto significa aderire in maniera pedissequa a quello che vogliono gli ...

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Iran, Guidi (Assologistica): "Da Hormuz tempesta che si scarica su prezzi per imprese e famiglie italiane"

(Adnkronos) - Una 'tempesta' che parte dal Golfo e rischia di abbattersi sul nostro Paese in modo sempre più pesante, colpendo famiglie e imprese, che stanno vedendo già i primi effetti su carburanti e bollette. E' lo scenario concreto a cui ...

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Energia, dai falsi miti sulle rinnovabili ai green job, gli eventi di Key

(Adnkronos) - Dai falsi miti sulle rinnovabili all'innovazione tecnologica nella filiera, dalla collaborazione euro-africana ai green job. Sono questi alcuni dei temi al centro di Key - The Energy Transition Expo, la manifestazione di Ieg (Italian Exhibition Group) di ...

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Riforme, Casellati: "Ddl premierato? Prima 6 mesi di confronto con opposizioni, sentito tutti"

(Adnkronos) - ''Prima di presentare il ddl sul premierato ho impiegato 6 mesi, ho sentito tutti. Non posso sentirmi dire che non mi sono confrontata con opposizioni'' ma ''se il confronto significa aderire in maniera pedissequa a quello che vogliono gli altri non è confronto''. Lo ha detto la ministra delle Riforme Elisabetta Casellati, intervenendo a LetExpo. ''Se da 40 anni -ha sottolineato- si parla di riforma della forma di governo vuol dire che questa forma di governo non funziona. Barbera ha detto che il premierato è la forma migliore di governo, perché ha quei pesi e contrappesi necessari per un governo che funzioni perché si ha bisogno di stabilità. I padri costituenti hanno costruito un sistema basato sulla paura, perché uscivano dalla guerra: i comunisti avevano paura che prevalessero i clericali, i democristiani avevano paura dei comunisti. E' stato basato perché non ci sia mai un vincitore ma noi vogliamo che un vincitore ci sia''.

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Iran, Guidi (Assologistica): "Da Hormuz tempesta che si scarica su prezzi per imprese e famiglie italiane"

(Adnkronos) - Una 'tempesta' che parte dal Golfo e rischia di abbattersi sul nostro Paese in modo sempre più pesante, colpendo famiglie e imprese, che stanno vedendo già i primi effetti su carburanti e bollette. E' lo scenario concreto a cui va incontro l'Italia se la guerra in Medio Oriente dovesse proseguire anche nelle prossime settimane, come spiega in un'intervista ad Adnkronos/Labitalia Paolo Guidi, presidente di Assologistica (video), principale associazione italiana che rappresenta le imprese di logistica in conto terzi, inclusi magazzini generali, frigoriferi e terminalisti (portuali, interportuali, aeroportuali). In pratica tutte le aziende che iniziano a risentire dei costi di petrolio e gas alle stelle, nonchè dello stop al traffico nello Stretto di Hormuz. Come sta impattando la guerra in Medio Oriente sulle attività di logistica? In particolare cosa sta comportando la situazione che si è venuta a creare nello Stretto di Hormuz? E il boom del costo di petrolio e gas? "La guerra in Medio Oriente sta colpendo la logistica su due fronti: sicurezza delle rotte e costo dell’energia. Lo Stretto di Hormuz è il passaggio da cui transita circa un quinto del petrolio mondiale e grandi volumi di gas, e oggi abbiamo traffico fortemente ridotto, navi ferme e diversi armatori che hanno sospeso o limitato i passaggi. In pochi giorni il prezzo del Brent è salito di quasi 10 per cento e, rispetto all’inizio del conflitto, parliamo di rialzi complessivi superiori al 25 per cento sui mercati internazionali dell’energia. Per un Paese come l’Italia, che trasporta su gomma circa l’80 per cento delle merci, questo significa costi immediatamente più alti per camion, magazzini e terminal. Vediamo già diesel in forte aumento: alcune stime parlano di rincari alla pompa nell’ordine del 30–35 per cento rispetto a fine 2025, con un aggravio superiore a 11mila euro l’anno per camion per i piccoli trasportatori. È una tempesta che parte da Hormuz, ma si scarica molto concretamente sulla logistica italiana e sui prezzi finali per imprese e famiglie". Per le aziende che importano ed esportano usando questa rotta cosa comporta questa situazione in termini di tempi e di costi? Quali i settori più colpiti nel nostro Paese? "Per le aziende che usano quella rotta gli effetti sono doppi: su tempi e costi. Sul fronte costi, le tariffe per le petroliere in uscita dal Golfo sono più che raddoppiate: il noleggio di una VLCC è salito in pochi giorni oltre i 400mila dollari al giorno, con picchi sopra i 420mila, livelli record. Sul gas liquefatto abbiamo visto noli LNG crescere di oltre 40 per cento, mentre in Europa i future sul gas sono balzati fino a un +45 per cento, in alcuni casi quasi raddoppiando. Sul fronte tempi, la combinazione di tensioni su Hormuz e deviazioni su Suez può significare diversi giorni di ritardo e, negli scenari peggiori, anche 2–3 settimane in più di transito se le navi devono circumnavigare l’Africa o attendere finestre di sicurezza. I settori italiani più esposti sono quelli energivori – chimica, plastica, acciaio, vetro, ceramica – e le filiere che dipendono da fertilizzanti e input petrolchimici, già sotto pressione per un gas europeo salito in due giorni di oltre 30 per cento. In concreto, importare ed esportare lungo quelle direttrici oggi costa molto di più e richiede più tempo". Per le vostre aziende con questa situazione quali sono le voci che pesano di più in termini di costi? "Per le imprese di Assologistica oggi pesano soprattutto tre voci. Primo, il carburante: con il diesel europeo che in alcuni mercati ha registrato rialzi fino a +34 per cento in pochi giorni, parliamo di migliaia di euro di extra‑costo l’anno per ciascun mezzo pesante. Secondo, tutta la componente marittima accessoria: sovrapprezzi di rischio e assicurazioni sulle rotte mediorientali, che in alcuni casi si sono moltiplicati rispetto ai livelli pre‑crisi, e noli su certe tratte oceaniche più che raddoppiati. Terzo, il capitale immobilizzato: se una nave che prima impiegava 25 giorni oggi ne impiega 35–40, significa una o due settimane in più di scorte in mare o in magazzino, con effetti su costi di spazio, finanziamento e rischio. È un mix che erode rapidamente i margini dei logistici e rende difficile assorbire tutto l’impatto senza rinegoziare tariffe o rivedere i contratti con i clienti". State già riscontrando ritardi negli approvvigionamenti nel nostro Paese? Cosa potrebbe accadere con il perdurare della guerra? "Sì, qualche segnale lo vediamo già: tempi di consegna che si allungano, arrivi meno regolari e slot di stiva più scarsi su alcune direttrici, in particolare verso il Golfo e l’Asia. Alcune analisi internazionali stimano che, se il blocco di Hormuz dovesse prolungarsi, fino a un 20 per cento dei flussi mondiali di greggio e gas potrebbe restare sospeso o doversi riposizionare su rotte alternative. Per ora parliamo di criticità gestibili, grazie al lavoro di pianificazione delle imprese e degli operatori. Se però la guerra dovesse durare mesi, il rischio è di una vera instabilità strutturale: nuove fiammate dei prezzi energetici, carenze temporanee di alcune materie prime critiche e un ulteriore colpo ai modelli di “just in time” che hanno guidato la logistica globale. A livello europeo si parla di un possibile trasferimento sull’economia reale di decine di miliardi di euro; per l’Italia alcune stime sull’impatto del solo rincaro energetico sfiorano già i 10 miliardi di euro potenziali. Ecco perché insistiamo su resilienza delle supply chain – diversificare fonti, rotte e fornitori – e su un dialogo stretto con il governo per calibrare eventuali misure di sostegno mirate e tempestive". (di Fabio Paluccio)

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Energia, dai falsi miti sulle rinnovabili ai green job, gli eventi di Key

(Adnkronos) - Dai falsi miti sulle rinnovabili all'innovazione tecnologica nella filiera, dalla collaborazione euro-africana ai green job. Sono questi alcuni dei temi al centro di Key - The Energy Transition Expo, la manifestazione di Ieg (Italian Exhibition Group) di riferimento in Europa, Africa e bacino del Mediterraneo sulla transizione energetica, alla Fiera di Rimini dal 4 al 6 marzo. Un’informazione poco accurata spesso alimenta uno scetticismo generale sul fatto che le rinnovabili possano svolgere un ruolo centrale nel mix elettrico nazionale, inducendo anche forti opposizioni sui territori alla realizzazione degli impianti. L’evento Good news, bad news, fake news: le rinnovabili tra narrativa e realtà, organizzato da Italy for Climate, il centro studi della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, ha voluto interrompere questa narrazione attraverso un confronto aperto tra esperti del mondo dell’informazione e operatori del settore. L’evento 'Energia e trasporti: gli scenari Iea tra innovazione tecnologica e sicurezza degli approvvigionamenti' a cura di Iea, Motus-E e Key, che si è svolto ieri, ha offerto un approfondimento sulle tecnologie che guideranno lo sviluppo del settore energetico e sull’impatto della nuova mobilità sulla domanda di energia globale, attraverso la presentazione, in esclusiva per l’Italia, di un estratto della nuova edizione del rapporto 'Energy Technology Perspectives'. Dal 2020 al 2025 le batterie hanno visto un calo dei costi del 35%, il fotovoltaico del 65% e l’eolico di oltre il 30%. Ciò ha favorito la diffusione delle tecnologie pulite, che oggi hanno un valore di mercato intorno a 1.000 miliardi di dollari, destinato a triplicare entro il 2035. Responsabili politici africani ed europei, leader del settore, investitori, aziende di servizi pubblici e partner di sviluppo si sono ritrovati a Key nei due eventi 'Solar PV/Wind power and Battery Storage Systems: the key to energy self-sufficiency - Driving Africa’s Energy Transition' e 'Multiple financing instruments need to be scaled up to accelerate Africa’s energy future and to improve energy access' a cura della fondazione Res4Africa. Il primo evento ha sottolineato il ruolo crescente dei sistemi fotovoltaici, eolici e di accumulo a batteria nell'ampliare l'accesso all'elettricità in Africa, rafforzare la resilienza della rete e ridurre la dipendenza dalla generazione diesel. Il secondo evento si è concentrato sulla mobilitazione di capitali e sul potenziamento di strumenti di finanziamento innovativi a sostegno della diffusione dell'energia pulita in tutta l'Africa. Infine, in un panorama lavorativo in cui la domanda di profili specializzati nei green jobs supera spesso l’offerta disponibile, si è tenuto a Key l’evento 'We want you! Le imprese si presentano al mondo del lavoro'. L’iniziativa ha offerto una fotografia dell’attuale mercato occupazionale legato alla sostenibilità. La sessione si è confermata un’occasione per accorciare le distanze tra domanda e offerta, posizionandosi come un punto di riferimento per studenti, giovani professionisti e talenti che desiderano orientare il proprio percorso di carriera verso i comparti più innovativi e sostenibili del futuro.

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