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(Adnkronos) - “L’Italia è leader nell’innovazione del sistema elettrico e con oltre due milioni di punti di generazione e più di 700 mila sistemi di accumulo sul territorio nazionale è essenziale per il nostro paese assicurare una gestione intelligente della rete elettrica, anche attraverso l’impiego dell’Intelligenza Artificiale”. Ad affermarlo è l’amministratore delegato Rse, Franco Cotana, in occasione della conferenza stampa che si è tenuta oggi a Roma, con i saluti istituzionali del Presidente del Gse Alfredo Maria Becchetti, per il ritorno in Italia, dopo oltre dieci anni e sotto il coordinamento mondiale di Rse, dell’Executive Commette di Isgan. “In uno scenario in cui la domanda di energia elettrica annuale crescerà a livello italiano dagli attuali 315 TWh a oltre 650 TWh al 2050 è fondamentale identificare e implementare le soluzioni necessarie al sistema. Grazie alla collaborazione internazionale in contesti come Isgan, che Rse ha l’onore di presiedere, si valorizzano al meglio risorse e competenze, si condividono esperienze e risultati al fine di accelerarne lo sviluppo e l’implementazione pratica a livello globale. Solo così si riusciranno a mantenere i nostri sistemi efficienti e a contenere i costi dell’energia nella bolletta dei cittadini”, questo il messaggio condiviso da Cotana, che ha aggiunto: “Infrastrutture di rete moderne, digitali e intelligenti sono il vero abilitatore della transizione energetica in corso. Continuare a investire in innovazione è la chiave per mantenere il sistema elettrico ed energetico sicuro, flessibile e resiliente, in grado di integrare sempre maggiori quantità di energia da fonte rinnovabile intermittente, come solare ed eolico, ridurre le congestioni di rete e garantire nel tempo costi dell’energia più contenuti per imprese e cittadini”, sottolinea Cotana. Fondata da Italia, Stati Uniti e Corea del Sud nel 2011 nell’ambito del Clean Energy Ministerial e formalmente riconosciuta come Technology Collaboration Programme (Tcp) dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (Iea), Isgan è un’iniziativa globale che riunisce attualmente 26 membri, tra cui 25 governi nazionali e la Commissione Europea, distribuiti su cinque continenti. Obiettivo: favorire la cooperazione internazionale nello sviluppo, diffusione e integrazione di reti elettriche più efficienti, sicure e sostenibili a livello globale. Isgan affronta tematiche fondamentali per l’evoluzione e la sicurezza del sistema energetico, infatti, grazie alla progressiva implementazione di soluzioni smart grid, il sistema elettrico diventa più sicuro e resiliente, ma anche più efficiente nello sfruttare l’infrastruttura esistente: il monitoraggio in tempo reale e l’automazione consentono di ottimizzare i flussi di energia, ridurre le congestioni e limitare le perdite sulla rete, posticipando o limitando la necessità di nuovi investimenti, pur continuando a connettere nuova generazione da fonte rinnovabile. “Le sfide sono per tutti i Paesi molto simili, se non addirittura esattamente le stesse: massiccia integrazione di generazione da fonte rinnovabile non programmabile e spinta verso una profonda digitalizzazione dei sistemi energetici pur mantenendo elevatissima stabilità, disponibilità e sicurezza. Il momento che stiamo vivendo oggi è strategico per raggiungere gli obiettivi climatici al 2030”, ha dichiarato Luciano Martini, Direttore del Dipartimento Tecnologie di Generazione e Materiali di Rse e Chair dell'Executive Committee di Isgan dal 2019. “Il ruolo di Rse nello scenario mondiale che va delineandosi è di grande rilievo e siamo felici di ospitare in Italia, dopo oltre dieci anni, la 31° riunione del Comitato Esecutivo, con la partecipazione confermata di ben 20 rappresentanti dei Paesi membri”, ha continuato Martini. “Per la sua diffusione capillare e la forte spinta verso l’elettrificazione di buona parte dei consumi finali, il ruolo del sistema elettrico nella transizione energetica è destinato a crescere ulteriormente. Isgan ha l’obiettivo di informare i decisori politici sulle soluzioni tecnologiche più innovative e best practice disponibili e implementate nei diversi Paesi membri in maniera tale da poterle adottare e replicare su larga scala. La scorsa riunione del ExCo si è tenuta a Dublino presso la Sustainable Energy Autority of Ireland, ed è stato motivo di orgoglio apprendere che l’Irlanda ha valutato attentamente il lavoro di Isgan prima di prendere la decisione finale a riguardo dei contatori elettronici avanzati o Ami (Advanced Metering Infrastructure), più noti come smart meter da installare. L’attività di Isgan si svolge nei suoi 6 Gruppi di lavoro, ma recentemente abbiamo lanciato il Lighthouse project – un’attività alla quale contribuiscono tutti i GdL - sulla pianificazione a lungo termine delle reti di distribuzione intelligenti, considerando le forti incertezze nell’evoluzione del sistema e il necessario coordinamento tra tutti i vari attori coinvolti”, ha sottolineato Martini. L'evoluzione delle reti di distribuzione intelligenti è soggetta a dinamiche politiche, economiche, tecnologiche e sociali, nonché alla necessaria interazione tra attori con ruoli e interessi diversi: dai gestori dei sistemi di distribuzione e dai comuni agli enti regolatori, ai fornitori di tecnologia e agli utenti finali. Infatti, la pianificazione e l'implementazione di rete spesso richiedono di considerare molteplici necessità e priorità e in condizioni di incertezza legate a politiche e aspetti regolatori che evolvono nel tempo. L’iniziativa del Lighthouse project promuove la collaborazione internazionale, lo scambio di conoscenze e l'innovazione di sistema, attraverso un approccio di lungo respiro e condiviso. In questo scenario di trasformazione dei sistemi elettrici si inserisce prepotentemente non solo la forte spinta alla sua ulteriore digitalizzazione, ma anche le possibili applicazioni dell’Intelligenza Artificiale in questo settore. A tale riguardo, durante i lavori Isgan a Roma verranno condivise alcune anticipazioni sulla "Strategic Roadmap for digitalisation and AI in the energy sector", di imminente pubblicazione da parte della Commissione Europea, che punta ad accelerare l’adozione dell’Ai nel sistema energetico affrontando al tempo stesso le sfide che questa tecnologia comporta per il sistema elettrico europeo in termini sia di sicurezza sia di con- sumi energetici. Secondo la Commissione Europea “As AI drives energy demand, the Roadmap will include actions in order to better integrate data centres in the energy system, making them part of the solution and delivering on the digital needs of the European economy”. La Roadmap europea esplorerà in particolare come l’Ai può supportare la trasformazione del sistema energetico e come sfruttare al meglio le enormi moli di dati per lo sviluppo di servizi energetici smart come, ad esempio, la gestione flessibile dalla domanda e i rischi che l’Ai può comportare per le infrastrutture energetiche critiche, promuovendo la cooperazione internazionale per diffondere soluzioni di intelligenza artificiale affidabili e sicure per il settore energetico. Nell'ambito dell'innovazione dei sistemi elettrici, a livello europeo Rse coordina anche il Joint Programme on Smart Grids (Jp Sg) dell’European Energy Research Alliance (Eera) che promuove la collaborazione inter- disciplinare tra 33 organizzazioni di ricerca di 18 Paesi europei. Quest’anno il Jp Sg ha lanciato il premio per studenti di dottorato che si sono distinti per qualità, originalità e rilevanza del loro percorso di ricerca nel settore delle smart grid. Il premio valorizza i talenti emergenti della comunità Eera favorendo lo scambio di conoscenze e idee. Tra i vincitori di un "Silver Award" una dottoranda dell'Università di Napoli Federico II per la sua ricerca su soluzioni per sfruttare il potenziale di flessibilità ed efficienza di sistemi industriali decarbonizzati e interattivi con la rete. Il ruolo di leadership internazionale di Rse, attraverso la presidenza dell’Executive Committee di Isgan e il dialogo con gli altri Stati membri e la Commissione Europea, conferma dunque il posizionamento strategico dell’Italia tra i principali attori globali nel campo dell’innovazione delle reti elettriche intelligenti e nella definizione delle politiche per la transizione energetica
(Adnkronos) - "L'effetto immediato" della guerra tra Iran e Israele-Usa "che stiamo vedendo tutti in questi giorni è legato all'aumento dei prezzi dei combustibili fossili, del petrolio, del gnl e del gas. Questa è una cosa che vediamo subito e che i governi di tutto il mondo stanno cercando di affrontare. Ma il rischio è che sia poi una conseguenza che immediatamente non è rilevata, ma che apparirà più nel lungo periodo con il perdurare della limitazione delle navi che possono navigare nello stretto di Hormuz. Dallo Stretto passa gran parte del materiale minerario, diretto verso l'Asia, che serve per fare i fertilizzanti e tutto quello che serve per l'agricoltura. Con un gran rallentamento o un blocco di questi trasporti rischiamo di avere un aumento dei costi delle materie prime, soprattutto dell'agroindustria. Di conseguenza un aumento dei prezzi dei beni alimentari. E' una bomba a orologeria che rischia di scoppiare tra pochi mesi colpendo in modo molto forte le famiglie". E' l'allarme che, intervistato da Adnkronos/Labitalia, lancia Giulio Sapelli, economista, storico e dirigente d'azienda italiano, sulle possibili conseguenze economiche della guerra in Medio Oriente. E a rischiare un brusco aumento dei prezzi a causa delle limitazioni nello Stretto di Hormuz, sottolinea Sapelli, non sono solo i beni alimentari. "Pensiamo alle plastiche, o anche a tutte le infrastrutture che hanno delle molecole che vengono soprattutto prodotte utilizzando o il petrolio o altri minerali che provengono da quelle rotte", aggiunge. E sulla possibilità allo studio del governo italiano di agire sulle accise dei carburanti Sapelli è secco. "Intervenire sulle accise? Si va bene, ma è un palliativo. Si deve lavorare con la diplomazia per fare finire la guerra o comunque sperare che il regime di Teheran cada e il conflitto termini", sottolinea. Secondo Sapelli, non basta "agire in casa propria con le accise, che si può anche fare, perchè abbiamo unificato l'economia, abbiamo centralizzato il capitalismo, le filiere produttive sono ormai internazionali". "Quindi bisogna operare diplomaticamente -aggiunge Sapelli- perché la guerra finisca, quindi sperare che l'attacco, che è anche sacrosanto, fatto da Israele e dagli Stati Uniti contro un regime che aveva la bomba atomica, fanatico e che era un pericolo per tutto il Medio Oriente, porti alla fine del regime", aggiunge. A livello diplomatico, secondo Sapelli, "è molto importante che la Cina stia ancora, 'distante', a differenza dei russi che si sono impegnati in modo chiaro al sostegno dell'Iran. I cinesi sono anche guardinghi e tutti i paesi del Golfo sanno che non devono colpire troppo la Cina perché vedono che la Cina potrebbe avere una funzione di acceleratore della disgregazione dell'Iran". "Quindi bisogna agire intelligentemente, non facendo propaganda, ma facendo politica", aggiunge. Dubbi da parte di Sapelli sul possibile ruolo dell'Ue. "L'Ue ormai non fa più politica da anni. La guerra contro l'Iran un'occasione per un nuovo ruolo dell'Ue anche a livello diplomatico? Certamente, ma bisogna avere del cervello. E invece in Europa ognuno fa per il suo conto. Basta vedere le iniziative di Macron, vengono fuori i vecchi nazionalismi. Anche l'illusione di armarsi: per avere un esercito europeo bisogna avere una strategia, una mentalità. E' molto più utile e intelligente a rafforzare la Nato adesso, è immediato. Ma purtroppo, invece, c'è una crisi dei governi ma anche dei tecnocrati e di chi viene mandato al Parlamento europeo. Quindi è molto difficile, anche in mancanza di una generazione di statisti, fare qualcosa", conclude. (di Fabio Paluccio)
(Adnkronos) - Zcs Azzurro è presente a Key – The Energy Transition Expo 2026, uno degli appuntamenti di riferimento per il settore delle energie rinnovabili, in programma a Rimini dal 4 al 6 marzo. Il marchio di Zucchetti Centro Sistemi (Zcs) espone al Padiglione D3/Stand 300, per celebrare i primi 10 anni di attività nel settore fotovoltaico e l’evoluzione della propria visione industriale e tecnologica. A Key 2026, Zcs Azzurro presenta il proprio concetto di ecosistema energetico integrato che unisce fotovoltaico, accumulo, stazioni di ricarica e pompe di calore in un’unica architettura coordinata. Un approccio pensato per rispondere alle esigenze di impianti industriali, commerciali e residenziali, ottimizzando la gestione dell’energia in modo semplice ed efficace. Cuore del sistema è Zcs Azzurro Hub che, grazie all’intelligenza artificiale, governa i flussi energetici utilizzando l’energia prodotta nel momento e nel luogo in cui serve davvero. Il risultato è una maggiore autonomia, una riduzione dei costi e degli sprechi e un utilizzo più consapevole dell’energia, con benefici concreti anche in termini di sostenibilità ambientale. Il 2026 segna un passaggio chiave per Zcs Azzurro con l’avvio del progetto Made in Europe su alcuni modelli di inverter di grande potenza. Una scelta che valorizza qualità industriale e innovazione tecnologica, in linea con le più recenti normative europee. All’interno di questo progetto si inserisce un importante progetto di reshoring: nei primi mesi del 2026, Zcs Azzurro riporterà in Italia (Toscana) alcune linee di produzione e assemblaggio della gamma Zcs Azzurro. Un investimento strategico che consente di rafforzare competenze, processi industriali e standard qualitativi, contribuendo al rilancio della manifattura europea nel settore delle energie rinnovabili. Il decimo anniversario di attività di Zcs Azzurro rappresenta una tappa significativa in un percorso di crescita costante, costruito su un Heritage industriale di oltre 40 anni di Zucchetti Centro Sistemi. In questi anni, Zcs Azzurro ha consolidato il proprio posizionamento puntando su affidabilità, qualità dei prodotti e centralità del servizio post-vendita, oggi elementi sempre più determinanti nelle scelte di installatori e operatori del settore fotovoltaico. All’interno di questo percorso di crescita si inserisce il restyling del logo Zcs Azzurro. Una nuova identità visiva che nasce come naturale conseguenza dell’evoluzione del brand: dieci anni di esperienza nel fotovoltaico, un rafforzamento del posizionamento internazionale e una visione sempre più orientata al futuro dell’energia. Il nuovo logo interpreta in chiave contemporanea solidità, innovazione e visione europea, accompagnando Zcs Azzurro in una nuova fase di sviluppo e consolidamento nel panorama delle energie rinnovabili. Zcs Azzurro, brand della Green Innovation Division di Zucchetti Centro Sistemi Spa, consolida il proprio posizionamento nel mercato dei sistemi fotovoltaici intelligenti, contribuendo attivamente alla transizione energetica attraverso soluzioni integrate per i settori residenziale, commerciale e industriale. L’offerta comprende inverter di ultima generazione, sistemi di accumulo, soluzioni Bess per applicazioni C&I e industriali, stazioni di ricarica per veicoli elettrici e piattaforme avanzate di monitoraggio. Un ecosistema energetico completo, progettato per ottimizzare l’autoconsumo, migliorare la gestione dei flussi energetici e supportare la stabilità della rete. Grazie all’intelligenza “Zcs inside”, gli impianti garantiscono controllo evoluto, efficienza operativa e riduzione dell’impatto ambientale, offrendo a imprese e privati una gestione dell’energia sempre più autonoma e consapevole.La crescita in numeri: 12 Partner Tecnologici; 30 Partner Commerciali ; 5.000 Installatori Certificati ; Oltre 1.000.000 di impianti installati ; Oltre 7 GW di potenza installata ; Oltre 2,5 GWh di capacità di storage installata. Zcs Azzurro conferma così il proprio impegno nello sviluppo di soluzioni energetiche innovative, efficienti e sostenibili, al servizio di un futuro sempre più elettrico e intelligente.