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(Adnkronos) - "Credo proprio che avrò l'onore di conquistare Cuba. Sarebbe fantastico. Un grande onore". L'Avana ancora nel mirino del presidente Usa Donald Trump, che stavolta in una conferenza stampa a Washington è tornato a parlare dell'isola con toni meno concilianti rispetto ai giorni scorsi. "Posso liberarla o prenderla - ha detto -, penso di poterci fare tutto quello che voglio", ha poi aggiunto il tycoon, affermando che si tratta di un paese fortemente indebolito. Tutt'altro, insomma, rispetto al "friendly takover", una "acquisizione amichevole", con il quale Trump auspicava solo nei giorni scorsi una svolta soft per Cuba, sbilanciandosi su un cambio di regime nell'isola caraibica. Il presidente degli Stati Uniti aveva delineato infatti un iter basato su dialogo e trattative con L'Avana. "Il governo cubano sta parlando con noi e ha grossi problemi, come sapete. Non hanno soldi, non hanno nulla al momento, ma stanno dialogando con noi e forse vedremo una presa di controllo pacifica di Cuba", aveva spiegato Trump ai giornalisti. Con l'economia cubana ormai spinta dal blocco petrolifero sull'orlo del collasso, Trump sembrava inizialmente sperare di raggiungere un accordo con il governo cubano per eviatre il caos. Washington sembrava infatti voler puntare anche nell'isola caraibica al modello Venezuela: a Caracas, dopo il blitz con cui le forze speciali Usa hanno catturato Nicolas Maduro, il governo è nelle mani della sua ex vice, Delcy Rodriguez, bolivariana nelle dichiarazioni, ma assolutamente collaborativa e allineata a Washington nei fatti. Per la svolta a Cuba, ipotizzava Trump, basterà parlare. Al modello Venezuela aveva fatto un esplicito riferimento lo stesso Rubio, che da figlio di esuli cubani per decenni ha invocato la caduta del regime castrista: "Cuba ha bisogno di cambiamento, ma non deve avvenire tutto insieme, da un giorno all'altro, tutti siamo maturi e realistici, per esempio stiamo vedendo un processo del genere in Venezuela", ha detto parlando al vertice dei Paesi dei Caraibi il segretario di Stato americano che, secondo fonti informate, starebbe discutendo un possibile accordo con Raul Guillermo Rodriguez Castro, il nipote di Raul. L'amministrazione Trump starebbe intanto cercando di destituire il presidente cubano Miguel Díaz-Canel. Lo rivela il New York Times, citando "quattro persone a conoscenza dei colloqui". Secondo il Nyt, gli americani hanno fatto capire ai negoziatori cubani che il presidente deve dimettersi: se i cubani acconsentissero, si tratterebbe del primo grande sconvolgimento politico derivante dai colloqui tra i due Paesi, iniziati alcuni mesi fa. Secondo alcuni funzionari, la rimozione del capo di Stato cubano consentirebbe cambiamenti economici strutturali nel Paese, che Díaz-Canel, considerato dai funzionari un intransigente, difficilmente appoggerebbe. La rimozione del massimo esponente del governo cubano darebbe al presidente Trump una vittoria simbolica che gli permetterebbe di affermare all'opinione pubblica americana di aver rovesciato il leader di un governo di sinistra da tempo ostile agli Stati Uniti, come già accaduto in Venezuela, ha aggiunto la fonte. Finora gli Stati Uniti non starebbero invece esercitando invece pressioni contro i membri della famiglia Castro, che rimangono i principali detentori del potere nel paese, hanno aggiunto due delle fonti. Secondo quanto riferito da una fonte, i negoziatori statunitensi vogliono anche che Cuba accetti di rimuovere dal potere alcuni funzionari anziani che rimangono fedeli agli ideali di Fidel Castro e premono per il rilascio dei prigionieri politici, un obiettivo politico di lunga data degli Stati Uniti.
(Adnkronos) - Si avvicina la data del Welfare Day 2026, l’appuntamento dedicato alle strategie di welfare aziendale promosso da Comunicazione Italiana, in collaborazione con Pluxee Italia – azienda leader a livello globale nel settore dei benefit aziendali e dell’engagement dei dipendenti – in programma il 19 marzo a Roma presso Palazzo dell’Informazione. È ancora possibile iscriversi all’evento – ultimi posti disponibili – attraverso la pagina: https://comunicazioneitaliana.it/eventi/welfare-day-26#partecipa. Ad aprire la giornata sarà il talk show “Il benessere come leva strategica: dalla teoria alla pratica aziendale”, che riunirà hr director e responsabili delle risorse umane di realtà pubbliche e private. Il confronto affronterà alcuni dei principali ostacoli che ancora limitano una piena integrazione del benessere nelle politiche HR: la frammentazione delle iniziative e la loro scarsa coordinazione; la difficoltà di misurarne l’impatto reale; la distanza tra dichiarazioni di principio e applicazione concreta nei processi organizzativi; il rischio di interventi percepiti come “simbolici” e non strutturali. A seguire, il Keynote Speech, realizzato in collaborazione con Pluxee Italia, offrirà uno sguardo data-driven sul valore del welfare nelle organizzazioni. Durante la sessione verranno presentati i risultati di una ricerca inedita che mette in relazione le decisioni organizzative, i comportamenti delle persone e gli impatti più concreti del welfare su attrattività, retention e clima aziendale. "Il Welfare Day rappresenta per noi un momento privilegiato di confronto con il sistema HR italiano. La nostra ricerca dimostra come il welfare stia uscendo dalla logica del 'benefit aggiuntivo' per entrare a pieno titolo nella progettazione strategica delle organizzazioni. Le persone chiedono servizi più personalizzati, coerenti con le loro esigenze e con i diversi momenti della vita lavorativa. Le imprese, allo stesso tempo, sono alla ricerca di modelli misurabili, in grado di generare impatti concreti su attrattività, retention e produttività. È nell’incontro tra questi due bisogni che il welfare diventa realmente trasformativo. Portare dati, insight e visione al Welfare Day significa contribuire a costruire un ecosistema più maturo, capace di sostenere la competitività delle aziende e migliorare la qualità della vita delle persone", spiega Tommaso Palermo, Managing Director, Pluxee Italia. La mattinata proseguirà con i due Talk Show tematici previsti dal programma ufficiale: 'Welfare inclusivo: equità, personalizzazione, diversità', dedicato al passaggio da modelli di welfare standardizzati a soluzioni capaci di rispondere a bisogni eterogenei e spesso meno visibili; 'La nuova dimensione dell’engagement e la ricerca di senso nel lavoro (anche grazie al welfare)', che esplorerà il ruolo del welfare come leva per rafforzare la relazione tra persone e organizzazioni nell’attuale scenario di trasformazione del lavoro. Completano la giornata due tavoli tematici a porte chiuse dedicati rispettivamente al rapporto tra welfare e comunicazione interna e al welfare come leva di talent attraction, oltre agli interventi di numerosi HR leader presenti in agenda. Durante l’evento interverranno in qualità di speaker hr director, welfare manager e professionisti HR provenienti da aziende e istituzioni quali Aeroporto di Bologna, Avio, Capgemini, Fondazione Telethon, Gruppo BCC Iccrea, INPS, Nokia, RINA, Sara Assicurazioni, Tinexta Infocert insieme ad altre realtà impegnate nello sviluppo di politiche di welfare e benessere organizzativo.
(Adnkronos) - “Biae è la prima banca interamente focalizzata nel settore delle energie alternative e della transizione energetica ed ecologica. Siamo controllati al 100% da Banca del Fucino e tutte le nostre iniziative mirano a sostenere la transizione”. Così Carlo Cavallero, Direttore Generale della Banca Italiana per l'Ambiente e per l'Energia, illustra il core business di Biae nata a ottobre 2025 e per la prima volta al Key - The Energy Transition Expo, l’evento di riferimento per la transizione energetica in Europa, Africa e bacino del Mediterraneo, organizzato da Italian Exhibition Group (Ieg), dal 4 al 6 marzo, presso la Fiera di Rimini. (Video) “È per noi un grande piacere essere a Key - afferma Cavallero - Vogliamo comunicare alle aziende che rappresentiamo il loro supporto per ogni necessità legata al mondo dell'energia. Assistiamo sia le imprese che realizzano impianti, sia quelle che si occupano di sviluppo: vogliamo essere protagonisti in questo settore affiancando tutti gli operatori”. Il dg si sofferma poi sulla struttura di Biae. “Sono due le direzioni: la direzione Green Lending, che eroga prodotti e servizi tipicamente bancari come finanziamenti e linee di liquidità, e la direzione Green Advisory. In quest'ultima - spiega - offriamo servizi di consulenza e siamo in grado di accompagnare le imprese nei loro investimenti, aiutandole, ad esempio, a trovare partner o acquirenti, o rispondendo a qualsiasi altra esigenza legata al mercato dell'energia”.