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Iran, Trump e l'ultimatum finale: "Aprite lo Stretto di Hormuz o distruggo tutto"

(Adnkronos) - "Faccio saltare tutto il paese per aria, sarà l'inferno se i bastardi dell'Iran non aprono il fottuto Stretto di Hormuz". L'ennesimo ultimatum di Donald Trump all'Iran è totale. Il presidente degli Stati Uniti invoca la riapertura dello Stretto di ...

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Iran, Sapelli: "Razionamenti energia? bisogna essere pronti a tutto"

(Adnkronos) - "Tutto è possibile, e non dipende soltanto dalla fine della guerra con l'Iran. Non bisogna fasciarsi la testa, però bisogna essere pronti a tutto, a usare qualsiasi fonte energetica". Così, con Adnkronos/Labitalia, lo storico ed economista Giulio Sapelli commenta ...

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E.On apre nuovo punto vendita ad Asti, gruppo rafforza vicinanza a clienti e territorio

(Adnkronos) - “In un contesto energetico segnato da incertezze e dalla crescente attenzione alla gestione consapevole dei consumi, E.On, tra i principali operatori del settore in Italia, rafforza la propria presenza sul territorio con l’apertura di un nuovo ...

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Iran, Trump e l'ultimatum finale: "Aprite lo Stretto di Hormuz o distruggo tutto"

(Adnkronos) - "Faccio saltare tutto il paese per aria, sarà l'inferno se i bastardi dell'Iran non aprono il fottuto Stretto di Hormuz". L'ennesimo ultimatum di Donald Trump all'Iran è totale. Il presidente degli Stati Uniti invoca la riapertura dello Stretto di Hormuz, paralizzato da settimane da Teheran, entro la scadenza inizialmente fissata al 6 aprile. Tra dichiarazioni e post su Truth, la deadline slitta a quanto pare alle 20 - ora locale di Washington - di martedì 7 aprile: così almeno lascia intendere uno dei messaggi che Trump affida ai social. La sostanza non cambia, il messaggio rimane perentorio e viene ribadito con un diluvio di dichiarazioni ad una serie di testate: Nbcnews, Foxnews, Abcnews, Axios. Tra correzioni e variazioni sul tema, la linea è tracciata. Se l'Iran non riapre lo Stretto, fondamentale per il 20% del traffico mondiale di petrolio, gli Stati Uniti sferreranno un attacco totale. La prospettiva è stata delineata da Trump per la prima volta il 21 marzo. Nel giro di 2 settimane, il presidente americano ha detto tutto e il contrario di tutto tra "colloqui positivi" e "cessate il fuoco" a portata di mano. Ora, nuova escalation ad un passo. "Martedì in Iran sarà il 'Giorno delle centrali elettriche' e il 'Giorno dei ponti', tutto in uno. Non c'è mai stato niente di simile. Aprite quel fottuto Stretto, pazzi bastardi, o finirete all'inferno – vedrete! Sia lodato Allah", scrive Trump con toni sopra le righe anche per i suoi standard 'coloriti'. "Se non fanno un accordo in fretta, sto valutando di far saltare tutto in aria e prendere il controllo del petrolio. Vedrete ponti e centrali elettriche crollare ovunque", dice il presidente con dichiarazioni che - come fa notare il New York Times - fanno riferimento ad atti inquadrabili potenzialmente come crimini di guerra secondo il diritto internazionale. Sono le fondamenta della vita civile in Iran e la loro distruzione da parte delle forze americane e israeliane causerebbe sofferenze diffuse tra i 93 milioni di abitanti del paese e, nella maggior parte dei casi, sarebbe considerata un crimine di guerra secondo il diritto internazionale: "Centrali elettriche, impianti di desalinizzazione, pozzi petroliferi, strade, ponti e altre infrastrutture. Queste sono le fondamenta della vita civile in Iran e la loro distruzione da parte delle forze americane e israeliane causerebbe immense sofferenze ai 93 milioni di abitanti del Paese e nella maggior parte dei casi sarebbe considerata un crimine di guerra ai sensi del diritto internazionale", scrive il quotidiano. Le centrali e i ponti possono essere considerati obiettivi militari e quindi legittimi? "La minaccia di attaccare tutti i ponti o le centrali elettriche, o di attaccarli senza distinguere tra obiettivi leciti e illeciti, costituirebbe una minaccia di commettere crimini di guerra", dice Brian Finucane, ex consulente legale del Dipartimento di Stato, al Washington Post. Al momento, la questione non pare condizionare Trump: se l'Iran non raggiungerà un accordo di pace entro 48 ore, "faremo saltare in aria l'intero Paese". L'intesa, secondo il numero 1 della Casa Bianca, non sarebbe da escludere in modo categorico. "Se succede, succede. E se non succede, faremo saltare in aria l'intero Paese", ripete martellante. "Lo faremo saltare in aria, come ho detto , sarà il giorno del ponte e sarà il giorno della centrale elettrica in Iran. Ben poco è off limits". A completare il quadro, l'assenza di una chiusura totale all'ipotesi di invio di truppe di terra: "Non credo sia necessario, ma non escludo nulla". In un copione caratterizzato da ultimatum e relativi rinvii, Trump non rinuncia a lasciare sul tavolo anche la prospettiva di un'intesa che al momento appare a dir poco improbabile: "Hanno tutto il tempo per raggiungere un accordo. Non vogliono scendere a compromessi" ma "il loro intero Paese è andato in rovina". Davanti al diluvio di parole di Trump, l'Iran non modifica minimamente la propria linea. Come accade da settimane, la voce di Teheran è Mohammad-Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento, che si rivolge direttamente al presidente americano: "Le tue mosse sconsiderate stanno trascinando gli Stati Uniti in un inferno per ogni singola famiglia, e tutta la nostra regione brucerà perché insisti a seguire gli ordini di Netanyahu", scrive su X. "Non illudetevi. Non otterrete nulla commettendo crimini di guerra. L'unica vera soluzione è rispettare i diritti del popolo iraniano e porre fine a questo gioco pericoloso", aggiunge. Anche l'ex ministro degli Esteri iraniano Ali Akbar Velayati avvertw che "se la Casa Bianca ripeterà i suoi errori sconsiderati, si renderà presto conto che il flusso di energia e il commercio globale possono essere interrotti con un solo segnale".

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Iran, Sapelli: "Razionamenti energia? bisogna essere pronti a tutto"

(Adnkronos) - "Tutto è possibile, e non dipende soltanto dalla fine della guerra con l'Iran. Non bisogna fasciarsi la testa, però bisogna essere pronti a tutto, a usare qualsiasi fonte energetica". Così, con Adnkronos/Labitalia, lo storico ed economista Giulio Sapelli commenta l'allarme dell'Ue su possibili razionamenti dell'energia nel caso di un protarsi dela guerra in Iran, con l'invito a ridurre il consumo di idrocarburi. Secondo Sapelli, quindi, "bisogna cominciare a pensare in un regime di scarsità delle fonti energetiche". "Una vecchia cosa che l'Eni diceva anni e anni fa è che il risparmio energetico è la prima fonte sostenibile energetica. Quindi risparmiare energia, a partire dalla casa, sempre. Dal risparmio energetico può venire fuori una difesa, perché dobbiamo essere pronti a tutto", sottolinea. Sapelli comunque si dice fiducioso perchè "siamo stati in grado di affrontare situazioni complesse e poi il risparmio energetico è una cosa che possiamo e dobbiamo fare tutti, è una cosa che ha meno conseguenze negative sulla produzione, sulla vita sociale, sulla vita delle famiglie, soprattutto nelle fasce più deboli della popolazione", aggiunge ancora. E sulla possibile conclusione della guerra in Medio Oriente Sapelli è chiaro. "Credo che nonostante il signor Trump, le diplomazie anche nordamericane siano al lavoro. E' intervenuta la Turchia e decisivo sarà il ruolo della Cina. L'importante è che finisca la guerra, e si trovi in un accordo che duri. Perché noi abbiamo il dovere di prevenire il terrorismo e di difendere lo Stato ebraico, Israele va difeso", sottolinea. Sapelli ribadisce quindi che "il regime iraniano mi sembra che goda di un'accettazione pragmatica molto più rilevante di quanto non si pensi, nonostante gli eccidi di massa di cui sono stati capaci". "E poi c'è l'intervento degli Houthi su Suez. Io confido che però l'arma del negoziato possa portarci a un accordo", rimarca. Guardando in Italia Sapelli sottolinea come "abbiamo fatto tutto quello che si poteva fare. L'intervento sull'accise è un intervento di politica economica, redistributivo, non è un intervento sulla crisi energetica. Si paga un po' meno il carburante. Però è utile perché così la gente comincia a capire che non c'è solo il prezzo del petrolio, ma anche il prezzo del petrolio raffinato. C'è da chiarire infatti che noi come Italia importiamo benzina, e se non ci fossero quelle poche raffinerie dell'Eni...", conclude. (di Fabio Paluccio)

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E.On apre nuovo punto vendita ad Asti, gruppo rafforza vicinanza a clienti e territorio

(Adnkronos) - “In un contesto energetico segnato da incertezze e dalla crescente attenzione alla gestione consapevole dei consumi, E.On, tra i principali operatori del settore in Italia, rafforza la propria presenza sul territorio con l’apertura di un nuovo punto vendita ad Asti, con l’obiettivo di essere sempre più vicina a clienti e comunità locali, offrendo supporto concreto nella scelta delle soluzioni più adatte”. Così in una nota E.On. “Il nuovo punto vendita - prosegue E.On - nasce per offrire assistenza diretta e consulenza personalizzata, accompagnando famiglie e imprese verso scelte energetiche più sostenibili, efficienti e orientate al risparmio”. Qui i clienti, spiega E.On, “possono ricevere informazioni e assistenza su un’ampia gamma di soluzioni: dalle offerte luce e gas agli impianti fotovoltaici su misura, fino ai servizi per il riscaldamento e il raffrescamento e alle proposte dedicate alla ricarica dei veicoli elettrici”. In collaborazione con il partner Nordcom, E.On “consolida così il proprio impegno nel fornire un servizio sempre più capillare e di qualità”. Lo spazio è stato inaugurato venerdì 27 marzo alla presenza di rappresentanti istituzionali del Comune di Asti, “a testimonianza del rapporto di collaborazione e dialogo che l’azienda intende rafforzare con il territorio. In questa occasione, è stata illustrata la guida pratica alla bolletta, uno strumento gratuito pensato per semplificare la comprensione dei consumi e dei costi, aiutando i cittadini a orientarsi nelle modalità di lettura e gestione della bolletta”, sottolinea E.On. “E.On crede nel valore dei punti di contatto fisici come luoghi di ascolto e relazione con i clienti, dove è possibile ricevere supporto nella comprensione dei propri consumi energetici e delle soluzioni offerte. Oltre al punto di piazza San Secondo, aperto dal lunedì a venerdì dalle 08:30 alle 12:30 e dalle 14:00 alle 17:00, i clienti possono contare su diversi canali di contatto offerti da E.On: il call center, l’area riservata sul sito e l'app E.On. Quest’ultima consente non solo di gestire contratti, leggere bollette, effettuare pagamenti e inviare autoletture, ma anche di monitorare i propri consumi in modo semplice, permettendo agli utenti di avere maggiore consapevolezza e controllo delle proprie abitudini energetiche”, precisa E.On. “Con l’apertura del nuovo punto di Asti rafforziamo la nostra vicinanza ai cittadini e al territorio, offrendo un supporto diretto e soluzioni concrete per accompagnare famiglie e imprese verso scelte energetiche più sostenibili ed efficienti, con particolare attenzione al risparmio sui consumi e sulla spesa energetica. Questa inaugurazione rappresenta un passo importante nel nostro percorso di ascolto, dialogo e presenza attiva nelle comunità locali” spiega Annette Peters, chief commercial officer e board member di E.On Italia. “Da sempre vicina ai propri clienti, con questa nuova apertura, E.On conferma il proprio impegno nel promuovere un uso più consapevole dell’energia, supportando cittadini e imprese nel migliorare l’efficienza dei consumi, ridurre la spesa energetica e contribuire attivamente alla transizione energetica”, conclude.

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