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Cina, culle mai così vuote: la popolazione cala per il quarto anno consecutivo

(Adnkronos) - La Cina sprofonda in una nuova emergenza demografica. Nel 2025 il tasso di natalità ha toccato il livello più basso mai registrato dall’inizio delle rilevazioni nel 1949, mentre la popolazione è diminuita per il quarto anno consecutivo, confermando le ...

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Vicenzaoro January 2026, Stefani (Regione Veneto): "Il settore è fiore all’occhiello per il Veneto"

(Adnkronos) - “Il comparto dell'oreficeria, soprattutto per il distretto di Vicenza, ha dimostrato di avere dei numeri molto importanti, anche in controtendenza rispetto ad altre realtà nazionali. Pertanto, siamo orgogliosi di poterne far parte ...

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Capodanno, Wwf: "Stop ai botti, ecco gli effetti sugli animali"

(Adnkronos) - "Fermiamo i botti di Capodanno, causa di shock e morte tra la fauna selvatica e di stress e panico tra cani e gatti domestici. Magari sostituendoli con opzioni a basso rumore oppure giochi di luci". Questa la richiesta del Wwf Italia in vista dei festeggiamenti di fine ...

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Cina, culle mai così vuote: la popolazione cala per il quarto anno consecutivo

(Adnkronos) - La Cina sprofonda in una nuova emergenza demografica. Nel 2025 il tasso di natalità ha toccato il livello più basso mai registrato dall’inizio delle rilevazioni nel 1949, mentre la popolazione è diminuita per il quarto anno consecutivo, confermando le difficoltà del gigante asiatico nel frenare l’invecchiamento e il declino demografico nonostante una lunga serie di incentivi governativi. Secondo i dati diffusi dall’Ufficio nazionale di statistica, alla fine del 2025 la popolazione è scesa a 1,405 miliardi, circa 3,39 milioni in meno rispetto all’anno precedente. Le nuove nascite sono state 7,92 milioni, contro i 9,54 milioni del 2024, portando il tasso di natalità al minimo storico di 5,63 nati ogni mille abitanti. Nello stesso periodo i decessi sono saliti a 11,31 milioni, con un tasso di mortalità di 8,04 per mille, il livello più alto dal 1968, in piena Rivoluzione culturale sotto la guida di Mao Zedong. Il brusco calo del 2025 segue il temporaneo rimbalzo registrato l’anno precedente, coinciso in gran parte con l’Anno del Drago, tradizionalmente considerato nella cultura cinese propizio per matrimoni e nascite. Esaurito l’effetto simbolico dell’anno "fortunato", le nascite sono tornate a diminuire, inserendosi in una tendenza ormai strutturale aggravata dall’eredità della politica del figlio unico e da un contesto economico incerto. Il 2026, Anno del Cavallo, è considerato "neutrale" per la natalità, mentre è previsto un nuovo calo nel 2027, Anno della Pecora, ritenuto di cattivo auspicio secondo il diffuso proverbio popolare per cui "9 pecore su 10 sono destinate a essere incomplete". Negli ultimi anni Pechino ha abolito i limiti alle nascite, consentendo fino a tre figli per coppia, e ha introdotto sussidi, bonus e congedi parentali più lunghi, ma senza risultati significativi. Il tasso di fertilità resta intorno a un figlio per donna, ben al di sotto della soglia di sostituzione, mentre l’assenza di immigrazione rende difficile compensare il calo naturale. Le conseguenze sono pesanti per economia e welfare: la forza lavoro continua a ridursi, cresce il numero degli anziani e il sistema pensionistico mostra segni di affanno. Secondo le Nazioni Unite, la popolazione cinese potrebbe più che dimezzarsi entro il 2100, rendendo la crisi demografica forse la sfida più urgente per la leadership di Pechino nei prossimi decenni.

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Vicenzaoro January 2026, Stefani (Regione Veneto): "Il settore è fiore all’occhiello per il Veneto"

(Adnkronos) - “Il comparto dell'oreficeria, soprattutto per il distretto di Vicenza, ha dimostrato di avere dei numeri molto importanti, anche in controtendenza rispetto ad altre realtà nazionali. Pertanto, siamo orgogliosi di poterne far parte oggi e di incontrare chi tutti i giorni vive questa realtà. Sono qui anche per ascoltare le loro richieste e le loro prospettive. Si tratta di un settore capace di internazionalizzare ed è un fiore all'occhiello per il nostro territorio veneto”. Lo ha detto Alberto Stefani, presidente della Regione Veneto, all’inaugurazione di Vicenzaoro January 2026, la fiera dedicata all’eccellenza della filiera del settore orafo, gioielliero e orologiero in svolgimento fino al 20 gennaio nel polo fieristico della città veneta. In questo momento, il settore dell’oro vive alcune difficoltà che, secondo il presidente di Regione Veneto "sono da affrontare in sinergia. Proprio per questo motivo abbiamo aperto in Regione dei tavoli di confronto con il mondo dell'impresa - spiega - Il 26 gennaio sarà il primo giorno del primo tavolo sulla sburocratizzazione, ma ce ne saranno anche molti altri che verranno realizzati già nei primi giorni del prossimo mese”. “Vi è la necessità di guardare alle emergenze che hanno le imprese: tra le principali, si annovera la manodopera qualificata: entro il 2030, infatti, mancheranno in Veneto 280mila lavoratori qualificati. Per risolvere questa grande emergenza c'è la necessità di integrare sempre di più gli istituti di formazione professionale e gli istituti di formazione tecnica con il mondo delle imprese del nostro territorio - dichiara Stefani - Non è necessario laurearsi per forza nella vita: credo che un giovane possa essere valorizzato e possa sentirsi realizzato anche se fa parte di un percorso professionale e, soprattutto, grazie ad un percorso professionale o tecnico nella sua fase di studi superiore possa essere integrato nel mondo dell'impresa”. “Oggi, un giovane che entra all'interno del mondo dell'impresa contribuisce al benessere del proprio territorio e al progresso imprenditoriale di questo straordinario territorio. Pertanto, questa forma di integrazione, su cui già stiamo lavorando, è importante - continua - Oltre a questo stiamo accompagnando un percorso con i rettori delle università per lanciare un progetto di trattenimento dei talenti nel nostro territorio. Recentemente abbiamo aperto, infatti, un tavolo proprio con i rettori e continueremo questo lavoro nei prossimi giorni e nel corso del tempo lanceremo un programma di iniziative”.

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Capodanno, Wwf: "Stop ai botti, ecco gli effetti sugli animali"

(Adnkronos) - "Fermiamo i botti di Capodanno, causa di shock e morte tra la fauna selvatica e di stress e panico tra cani e gatti domestici. Magari sostituendoli con opzioni a basso rumore oppure giochi di luci". Questa la richiesta del Wwf Italia in vista dei festeggiamenti di fine anno. I botti, spiega il Wwf, "provocano traumi, disorientamento, fughe caotiche e shock immediati negli animali selvatici, con conseguenze spesso mortali, ma anche effetti a lungo termine, come alterazioni comportamentali e danni al sistema riproduttivo. Causano panico, ansia e stress negli animali domestici. I botti in città possono danneggiare anche la vegetazione: le alte temperature e le scintille possono innescare incendi o provocare bruciature a chiome e tronchi di alberi, mentre i residui chimici ricadono sul suolo compromettendo la salute di alberi e aiuole urbane. A tutto questo si aggiunge un inquinamento atmosferico non trascurabile, per la presenza di metalli pesanti, particolato e perclorati". Da qui l'appello ai Comuni affinché "vietino, con una apposita ordinanza, i botti di Capodanno nel loro territorio, come Roma e altri Comuni hanno fatto negli ultimi anni, purtroppo con un livello di rispetto delle regole ancora troppo basso da parte dei cittadini". “Ogni inizio anno i notiziari ci raccontano di ferimenti e incidenti causati dai botti - dice Eva Alessi, responsabile Sostenibilità Wwf Italia - Le sofferenze degli animali difficilmente verranno raccontate ma sono ormai documentate. Basta vedere come reagiscono i nostri animali domestici, terrorizzati, con il cuore impazzito, mentre cercano rifugio sotto letti o tavoli. Ci vuole poco ad immaginare le conseguenze per la fauna selvatica. Per molti la fuga improvvisa si conclude con la morte. Come Wwf chiediamo ai Comuni di emettere con anticipo ordinanze di divieto di botti, petardi e fuochi pirotecnici, vigilando in anticipo per prevenire situazioni di pericolo”. Si stima - ricorda il Wwf - che ogni anno in Italia migliaia di animali muoiano a causa dei botti di fine anno. Di questi circa l’80% sono animali selvatici, soprattutto uccelli, tra cui rapaci che, spaventati, perdono l’orientamento e finiscono spesso contro ostacoli. Molti abbandonano improvvisamente il loro dormitorio invernale (alberi, siepi o tetti) e vagano al buio senza trovare riparo, morendo per il freddo a causa del dispendio energetico improvviso in una stagione caratterizzata da basse temperature e scarsità di cibo.

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