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Groenlandia, Trump: "Troveremo una soluzione". Europa manda soldati per esercitazione

(Adnkronos) - Niente fumata bianca. Ma, almeno, il dialogo prosegue. Il vertice tra Stati Uniti, Danimarca e Groenlandia sancisce le attuali distanze tra le posizioni sul destino dell'isola artica, considerata da Donald Trump essenziale per la sicurezza nazionale ...

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Assessore Mammi (Emilia Romagna): "Marca è fiera che cresce, così come il settore"

(Adnkronos) - "Come Regione Emilia Romagna, siamo molto contenti di ospitare la 22.ª edizione di ‘Marca’, un evento che cresce ogni anno, così come cresce il settore in una regione che è ancora il cuore agroalimentare dell'Italia, la Food Valley, con 44 ...

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Nespresso, 100 quintali di riso donati a Banco Alimentare Emilia Romagna

(Adnkronos) - Nel 2025, grazie alla collaborazione tra Nespresso e Banco Alimentare dell’Emilia Romagna, sono stati donati 100 quintali di riso, equivalenti a oltre 100mila piatti, destinati a circa 200 organizzazioni benefiche nel solo territorio regionale. E’ il risultato ...

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Groenlandia, Trump: "Troveremo una soluzione". Europa manda soldati per esercitazione

(Adnkronos) - Niente fumata bianca. Ma, almeno, il dialogo prosegue. Il vertice tra Stati Uniti, Danimarca e Groenlandia sancisce le attuali distanze tra le posizioni sul destino dell'isola artica, considerata da Donald Trump essenziale per la sicurezza nazionale americana. I canali, però, rimangono aperti per trovare un'intesa che elimini attriti e tensioni tra Washington e l'anima europea della Nato. "Penso che troveremo una soluzione", dice Trump, che non ha partecipato al summit. "Abbiamo bisogno della Groenlandia per motivi di sicurezza. Abbiamo ottimi rapporti con la Danimarca. Se noi non entriamo, entrano Russia e Cina. La Danimarca non potrà farci niente, noi possiamo. Non sono il primo" a volere la Groenlandia, "la voleva il presidente Truman. E' un tema di cui si parla da centinaia di anni, non è nulla nuovo", dice il presidente nello Studio Ovale. Alla fine della riunione con il vice presidente JD Vance e con il segretario di Stato Marco Rubio è il ministro degli Esteri danese, Lars Lokke Rasmussen, a fotografare la realtà: "E' chiaro che il presidente Trump ha questo desiderio di conquistare la Groenlandia, e noi abbiamo detto molto chiaramente che ciò non è nell'interesse del Regno di Danimarca". Il dialogo è complesso ma prosegue. Stati Uniti, Danimarca e Groenlandia hanno deciso di formare "un gruppo di lavoro di alto livello per esplorare la possibilità di trovare una soluzione", dice Rasmussen, sottolineando che è "opportuno cercare di sederci attorno a un tavolo ad alto livello per valutare se esistano possibilità di venire incontro alle preoccupazioni del presidente, rispettando al contempo le linee rosse del Regno di Danimarca. Questo è quindi il lavoro che inizieremo". Le discussioni con la delegazione americana "si sono concentrate su come garantire la sicurezza a lungo termine in Groenlandia". Il gruppo di lavoro dovrebbe riunirsi per la prima volta "nel giro di poche settimane". Washington e Copenhagen partono da posizioni distanti. "Non siamo riusciti a cambiare la posizione degli Stati Uniti, ma non è necessario che gli Usa prendano la Groenlandia. Qualsiasi idea che non rispetti non l'integrità territoriale della Danimarca e il diritto all'autodeterminazione del popolo groenlandese è totalmente inaccettabile", dice Rasmussen. "Non è vera la narrativa che ci sono navi da guerra cinesi ovunque" intorno alla Groenlandia. "Secondo le nostre informazioni di intelligence, non abbiamo navi da guerra cinesi in Groenlandia da circa un decennio", aggiunge. "Non vogliamo essere controllati dagli Stati Uniti", fa eco la ministra degli Esteri groenlandese, Vivian Motzfeldt, sottolineando tuttavia l'impegno "a rafforzare la cooperazione come alleati". A microfoni spenti, emergono dettagli che descrivono una situazione che appare recuperabile. Una fonte danese alla Cnn manifesta "cauto ottimismo. Le cose sarebbero potute andare molto peggio". E adesso? Il governo groenlandese prova a inviare segnali aumentando la presenza militare "all'interno e intorno" all'isola, mentre si appresta a condurre esercitazioni con la Danimarca e altri alleati della Nato per lavorare alla sicurezza dell'Artico. L'obiettivo delle esercitazioni è "sviluppare competenze nelle condizioni uniche dell'Artico e rafforzare la presenza della comunità artica in modo da contribuire alla sicurezza in Europa e nell'Atlantico". L'obiettivo è dimostrare a Trump che il sistema di difesa dell'isola, insidiata da Russia e Cina secondo Washington, non si riduce a "due slitte di cani" come affermato dal presidente americano. La necessità di battere un colpo spinge alcuni membri della Nato ad attivarsi. La Germania e la Francia inviano truppe come parte della nuova esercitazione europea dell'Artico. Da Berlino, già nelle prossime ore, si prevede la partenza di un "advance team di personale dell'esercito" che potrebbe essere seguito da altre truppe se verrà considerato necessario, riporta la Bild. Il ministero della Difesa di Berlino ufficializza l'invio di un team da ricognizione composto da 13 militaria con l'obiettivo di "esplorare le condizioni per possibili contributi militari a sostegno della Danimarca per garantire la sicurezza nella regione". A Parigi, fonti militari riferiscono che soldati francesi parteciperanno a una missione militare in Groenlandia insieme ad altre nazioni europee, senza fornire ulteriori dettagli. In un quadro in fermento, anche Danimarca e Svezia annunciano l'invio di soldati. "Alcuni ufficiali delle forze armate svedesi arrivano oggi in Groenlandia. Fanno parte di un gruppo proveniente da diversi Paesi alleati", dice il premier svedese Ulf Kristersson in un post su X. "Insieme prepareranno le prossime fasi dell'esercitazione danese Operation Arctic Endurance", aggiunge precisando che l'invio di truppe avviene "su richiesta della Danimarca". Stoccolma e Copenhagen vengono imitate a stretto giro da Oslo: la Norvegia si limita in realtà ad un'azione quasi simbolica visto che, come evidenzia la Cnn, invierà due ufficiali militari. Sullo sfondo, rimane l'ipotesi legata al business. Un'azione militare avrebbe un effetto dirompente e potrebbe mandare in frantumi la Nato. Trump ribadisce che l'obiettivo è l'acquisizione dell'isola a 'titolo definitivo', per usare una formula del calciomercato. Quanto costerebbe comprare la Groenlandia? Il prezzo potrebbe arrivare fino a 700 miliardi di dollari, riferiscono alla Nbc News tre persone a conoscenza delle valutazioni elaborate da studiosi ed ex funzionari americani nell'ambito della pianificazione legata all'obiettivo dichiarato dal presidente. L'acquisizione del territorio danese, considerata una priorità strategica e di sicurezza nazionale, avrebbe un prezzo superiore a metà del budget annuale del Pentagono. Un alto funzionario della Casa Bianca conferma che Rubio è stato incaricato di elaborare nelle prossime settimane una proposta di acquisto, definita di "alta priorità" per il presidente.

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Assessore Mammi (Emilia Romagna): "Marca è fiera che cresce, così come il settore"

(Adnkronos) - "Come Regione Emilia Romagna, siamo molto contenti di ospitare la 22.ª edizione di ‘Marca’, un evento che cresce ogni anno, così come cresce il settore in una regione che è ancora il cuore agroalimentare dell'Italia, la Food Valley, con 44 prodotti Dop e Igp”. Lo ha detto Alessio Mammi, assessore all’Agricoltura e Agroalimentare della Regione Emilia Romagna, alla giornata inaugurale dell’edizione 2026 di Marca by BolognaFiere & Adm - Associazione distribuzione moderna, la fiera internazionale dedicata alla Marca del Distributore (MdD), oggi riconosciuta come appuntamento irrinunciabile per l’intero ecosistema della Private Label. “La nostra è una regione che ha le filiere, dalla produzione alla trasformazione fino alla commercializzazione. Siamo la terra delle filiere, del fare insieme. ‘Marca’ può essere un grande evento proprio per rafforzare la dimensione delle filiere e la collaborazione tra le varie componenti - aggiunge - Quando parliamo di grande distribuzione parliamo anche di agroalimentare: un settore che ha superato i 30 miliardi di euro ed è arrivato a 10 miliardi di euro di export”. “I dazi sono tasse che colpiscono le imprese e i cittadini, togliendo soldi all'economia reale. Questo ci preoccupa molto - spiega - perché siamo la Regione italiana che esporta di più sia nel mondo che negli Stati Uniti d'America. Naturalmente, nel 2025 gli importatori americani hanno riempito i magazzini e gli effetti dei dazi li vedremo in primavera. Qualche contrazione la stiamo già vedendo, soprattutto per produzioni come il vino, che è in un momento di grande difficoltà per problemi legati ai consumi e ai costi di produzione. Si tratta di un prodotto che esportiamo molto negli Stati Uniti e dunque in questo caso il dazio può colpire molto. Mi auguro - conclude - che ci possano essere dei ripensamenti futuri, come ci sono stati sulla pasta. Auspichiamo che questo avvenga anche per il vino e per altri prodotti”.

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Nespresso, 100 quintali di riso donati a Banco Alimentare Emilia Romagna

(Adnkronos) - Nel 2025, grazie alla collaborazione tra Nespresso e Banco Alimentare dell’Emilia Romagna, sono stati donati 100 quintali di riso, equivalenti a oltre 100mila piatti, destinati a circa 200 organizzazioni benefiche nel solo territorio regionale. E’ il risultato del progetto di economia circolare ‘Da Chicco a Chicco' di Nespresso che dal 2011, grazie all’impegno di chi sceglie di riciclare le capsule di caffè in alluminio esauste di Nespresso, consente di rigenerare i due materiali di cui sono composte: l’alluminio e il caffè esausto. L’impatto del progetto in Emilia Romagna è stato possibile soprattutto grazie all’impegno mostrato nella raccolta delle capsule esauste: da gennaio a ottobre 2025, nella Regione sono state infatti recuperate circa 150 tonnellate di capsule esauste, attraverso i 44 punti di raccolta presenti sul territorio regionale tra Boutique Nespresso e isole ecologiche partner dell’iniziativa, da cui sono state rigenerate più di 85 tonnellate di caffè, trasformate poi in compost, e 8 tonnellate di alluminio, avviate a nuova vita per trasformarsi in altri oggetti. Risultati che dimostrano come dal riciclo delle capsule di caffè esauste possono nascere nuovi oggetti, compost, riso e aiuti solidali, con un impatto concreto sul territorio e le persone. Il progetto è nato nel 2011 dalla collaborazione con Cial (Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio), Utilitalia e Cic (Consorzio italiano Compostatori), per offrire la possibilità di riconsegnare le capsule esauste in alluminio nelle isole ecologiche partner dell’iniziativa e presso le Boutique Nespresso, per un totale di oltre 200 punti di raccolta attualmente distribuiti sul territorio nazionale. Una volta raccolte dai gestori dei servizi ambientali, le capsule vengono poi trattate in un apposito impianto, affinché il caffè e l’alluminio vengano separati e avviati a recupero. L’alluminio, materiale riciclabile infinite volte, viene destinato alle fonderie per essere trasformato in nuovi oggetti come penne, biciclette, segnalibri e molto altro. Il caffè esausto, invece, viene destinato a un impianto di compostaggio per la sua trasformazione in compost, fertilizzante naturale che successivamente può essere ceduto a una risaia italiana. Da quel riso, poi riacquistato da Nespresso, nascono milioni di pasti donati e distribuiti attraverso Banco Alimentare e, dal 2024, anche dalle Cucine Mobili e dai Market solidali di Fondazione Progetto Arca. “Grazie al nostro progetto Da Chicco a Chicco, un gesto semplice come restituire le capsule esauste può generare un impatto concreto sul territorio e sulle persone, sia a livello locale, come anche qui in Emilia Romagna, sia a livello nazionale - ha dichiarato Matteo Di Poce, specialista in Sostenibilità di Nespresso Italiana - Un ciclo virtuoso, concreto e misurabile e un progetto che dimostra chiaramente come economia circolare e solidarietà possano lavorare insieme, trasformando quelli che sono possibili materiali di scarto in risorse preziose per le comunità e per l’ambiente. Un progetto che da oltre 14 anni parla di impegno sul territorio e di supporto concreto alle realtà locali. Ogni anno, la donazione del riso rappresenta per noi un momento importante, di cui siamo estremamente fieri, perché possiamo raggiungere direttamente le persone con un primo aiuto, donando non solo un piatto di riso, ma anche un momento di attenzione e cura”. “Siamo entusiasti di questa collaborazione con Nespresso - ha affermato Gianluca Benini, direttore di Banco Alimentare Emilia-Romagna - che ci consente di donare 10.080 kg di riso a circa 200 tra le realtà solidali convenzionate con il Banco sul nostro territorio, impegnate ad aiutare oltre 20mila persone in difficoltà. Ringraziamo Nespresso per averci resi partecipi di questa iniziativa che non solo ci consente di distribuire un prodotto di qualità, ma che rappresenta anche il risultato di un percorso virtuoso orientato alla cultura del recupero. Da più di 30 anni, Banco Alimentare lavora con questo obiettivo, recuperando alimenti ancora ottimi e facendoli arrivare là dove servono davvero”. A livello nazionale, ‘Da Chicco a Chicco’ continua a crescere: dal 2011 oltre 13.500 tonnellate di capsule esauste recuperate, più di 800 tonnellate di alluminio restituite ai circuiti produttivi, quasi 8mila tonnellate di caffè residuo trasformate in compost e più di 7.700 quintali di riso generati, equivalenti a oltre 8 milioni di piatti distribuiti nella rete capillare dedicata del Paese. Sempre a livello nazionale e solo nel 2025, sono stati donati oltre 1.300.000 di piatti di riso, frutto dell’attività coordinata dalle sedi regionali del Banco Alimentare e del lavoro di prossimità di Fondazione Progetto Arca.

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