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(Adnkronos) - Sono stati oltre 800 gli imprenditori, manager, innovatori e analisti ad aver partecipato a Dedapulse 2026, l’evento di Dedagroup, gruppo tecnologico di riferimento in Italia che opera a livello internazionale accelerando il business e la digitalizzazione di oltre 4.000 clienti, e che ogni anno esplora l’evoluzione della tecnologia. La nuova edizione 'Shape your future. Stay human', che ha coinvolto più di 60 speaker nazionali e internazionali e 20 partner e sponsor, ha rappresentato un momento di confronto sui nuovi equilibri tra intelligenza artificiale, trasformazione digitale e valore umano esplorando come queste dimensioni possano tradursi in impatto concreto per imprese e organizzazioni. Al centro del dibattito, la necessità di accompagnare aziende e istituzioni nella transizione verso modelli sempre più AI-driven, garantendo al tempo stesso un utilizzo etico, responsabile e consapevole dell’intelligenza artificiale. In questo scenario Dedagroup si propone come abilitatore tecnologico, in grado di accompagnare le organizzazioni – large corporate, Pubblica amministrazione, mondo finanziario e fashion & Luxury - nella progettazione di nuovi modelli di business, in cui l’intelligenza umana guida la tecnologia per moltiplicare le possibilità e trasformare in realtà ciò che fino a poco tempo fa sembrava impossibile. Ad aprire i lavori Marco Podini, presidente esecutivo e ceo di Dedagroup, insieme a Marco Landi, imprenditore e investitore ed ex chief operating officer di Apple, e Renato Soru, imprenditore e fondatore di Tiscali e oggi alla guida di Istella. Il confronto ha affrontato alcune delle principali sfide legate all’evoluzione dell’intelligenza artificiale: il suo impatto sui modelli economici, il ruolo delle grandi piattaforme tecnologiche e la necessità per l’Europa di rafforzare le proprie competenze industriali per giocare un ruolo di primo piano nella nuova rivoluzione tecnologica. “Stiamo entrando in una fase in cui l’intelligenza artificiale diventa realmente centrale per imprese e istituzioni”, ha commentato Marco Podini, presidente esecutivo e ceo di Dedagroup. “Non parliamo più di scenari futuri ma di strumenti che aiutano le organizzazioni a progettare un nuovo mondo più reattivo, sostenibile e intelligente. Un mondo in cui l’intelligenza umana guida la tecnologia per moltiplicare le possibilità e generare valore reale per imprese, amministrazioni e cittadini. In Dedagroup abbiamo scelto di presidiare tutta la catena del valore dell’AI: dalle infrastrutture ai modelli, fino alle piattaforme applicative integrate nei settori in cui operiamo - dalla finanza al fashion, dalla Pubblica Amministrazione all’industria - mettendo l’etica e l’umanità al suo centro. Solo così l’intelligenza artificiale può diventare un vero motore di conoscenza e decisione per le organizzazioni, con il massimo controllo, sicurezza e aderenza ai contesti regolati in cui operano le imprese europee”. “Se la tecnologia è davvero al servizio dell’uomo, il suo compito è quello di amplificare le nostre capacità e di aprire opportunità concrete di miglioramento del benessere diffuso e della qualità della vita di ogni essere umano”, ha commentato Renato Soru, imprenditore e fondatore di Tiscali e oggi alla guida di Istella. “E' fondamentale che la tecnologia resti accessibile a tutti, senza creare ulteriori divisioni e discriminazioni, così da continuare a essere un motore di giusto progresso. In questo scenario l’Europa deve confrontarsi alla pari con le grandi potenze tecnologiche globali costruendo un equilibrio solido tra indipendenza digitale e una collaborazione ampia e sinergica tra imprese e istituzioni.” “Ho vissuto tante rivoluzioni, da quella dei semiconduttori ai microprocessori, dal personal computer fino all’intelligenza artificiale. Questa è una rivoluzione completa, molto diversa dalle precedenti. E' capace di ridurre i nostri tempi e di farci innovare sempre di più in tutti i mercati. E' per tutti, non solo per alcune persone o prodotti. Questo significa che bisogna darsi molto da fare, a partire dall’insegnamento nelle scuole perché i giovani devono essere preparati, passando per la necessità di informare il grande pubblico per evitare inutili paure, fino al promuovere l’AI nelle aziende facendo capire che non si tratta solo di acquisire un software ma di prepararsi ad una nuova cultura per cambiare i processi interni all’azienda e, soprattutto, di formare i collaboratori”, ha aggiunto Marco Landi, imprenditore e Investitore, ex chief operating officer di Apple. A offrire una lettura internazionale della percezione e adozione dell’intelligenza artificiale nelle organizzazioni è intervenuta Enza Iannopollo, vice president e principal analyst di Forrester - tra le più importanti società indipendenti di ricerca e consulenza al mondo. Secondo il Forrester’s State of AI Survey 2025, il 78% dei decision maker in ambito AI dichiara che la propria organizzazione ha già implementato soluzioni di intelligenza artificiale generativa o predittiva, mentre il 67% dei collaboratori utilizza almeno uno strumento di AI generativa o una soluzione interna basata su queste tecnologie. La diffusione dell’AI nelle organizzazioni sta quindi accelerando rapidamente. Tuttavia, come evidenzia Forrester, la vera sfida non riguarda più l’adozione della tecnologia ma la capacità di governarla su larga scala. Le aziende prevedono di estendere l’utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa fino al 46% dei dipendenti non tecnici, ma solo il 23% delle organizzazioni dispone oggi di linee guida chiare su come utilizzare questi strumenti o su dove ottenere supporto. Il divario tra diffusione tecnologica e modelli di governance è ancora più evidente se si osservano le policy aziendali: circa il 26% delle organizzazioni non dispone di alcuna policy documentata sull’utilizzo dell’AI, con reali conseguenze sul piano della sicurezza, della gestione del rischio e della responsabilità. “Per le aziende che riescono ad adottare l’intelligenza artificiale con successo le implicazioni sono enormi. Non solo in termini di maggiore produttività, ma anche nella capacità di innovare più velocemente, rendere più efficienti le decisioni e valorizzare i dati a supporto del business”, ha commentato Enza Iannopollo, vice president e principal analyst di Forrester. “Per questa ragione le organizzazioni devono andare oltre la semplice sperimentazione di singoli use case, in favore della costruzione delle condizioni necessarie per rendere l’AI scalabile, affidabile e sostenibile nel tempo. È necessario spostare l’attenzione dalla sperimentazione alla definizione di un modello strutturato che includa governance, gestione dei rischi e principi di eesponsible AI”. Dedagroup cura lo sviluppo e l’adozione dell’intelligenza artificiale con costanti investimenti (solo nell’ultimo anno oltre 50 milioni di euro) e attraverso il lavoro della controllata Deda Ai che, con una squadra di oltre 200 professionisti, è il centro di competenza del Gruppo per accelerare l’adozione di queste tecnologie in modo responsabile, scalabile e integrato, oltre che attraverso il costante scouting di soluzioni per garantire sovranità del dato, trasparenza degli algoritmi e pieno controllo dei processi. Attraverso Deda Ai, saranno progressivamente potenziati tutti gli asset software proprietari di Deda destinati agli ambiti finance, moda e retail, large corporate e public services, con l’intelligenza artificiale motore trasversale per l’evoluzione tecnologica e la competitività delle imprese. In questo contesto si inserisce anche il settore fashion & luxury, dove in occasione di Dedapulse è stata presentata Stealth Cosmica, la nuova piattaforma AI based di Deda Stealth, azienda del gruppo che accompagna nella crescita i più grandi brand del fashion e luxury. Il lancio arriva in una fase di forte trasformazione per l’industria globale della moda, oggi attraversata da domanda instabile, supply chain sempre più articolate e tensioni geopolitiche che stanno ridisegnando gli equilibri del commercio internazionale. In questo scenario, la capacità di interpretare rapidamente i dati e trasformarli in decisioni operative diventa una leva strategica per mantenere competitività. Stealth Cosmica nasce per supportare i brand nel governare questa complessità, integrando e analizzando dati provenienti da mercato, vendite e supply chain e trasformandoli, grazie agli algoritmi più avanzati, in insight operativi utili a supportare le decisioni lungo l’intero ciclo di vita del prodotto. Tra gli altri argomenti affrontati, nella sessione dedicata al fashion & luxury, anche le tendenze del mercato statunitense con un approfondimento della Nyu Stern school of business, i casi di adozione della nuova piattaforma da parte degli early adopter, le sfide delle pmi italiane della moda con Tre Zeta Group e Deep, e le opportunità nell’ambito del price monitoring offerte da competitoor con l'apertura a nuovi mercati oltre oceano insieme a Deda Stealth. All’interno del confronto su public services si è discusso di come innovazione, AI e user experience possano migliorare i servizi pubblici rendendoli più efficienti ed inclusivi. Tra i temi emersi: soluzioni di AI sovrana per l’efficienza amministrativa e modelli di collaborazione tra Regioni e filiere locali, best practice sulla fiscalità passiva e sugli investimenti per promuovere sviluppo sostenibile e una migliore qualità della vita. Al dibattito hanno partecipato rappresentanti di Regione Puglia, Trentino Digitale, Aria, Insiel, Provincia di Taranto, Comune di Cagliari, Monza, Lamezia insieme a Deda Next, Ett, Istella e ai partner tecnologici Mastercard e Microsoft Italia. Nel panel enterprises & financial services è emersa in modo chiaro una fotografia avanzata della trasformazione in corso: l’Intelligenza Artificiale è una leva che ridisegna in profondità modelli organizzativi, processi, sistemi informativi e gestione dei dati, accompagnando imprese, banche e assicurazioni verso un paradigma realmente AI-driven e data-centric. Il panel ha evidenziato come le organizzazioni stiano passando dall’esplorazione alla piena integrazione dell’AI, con un’attenzione crescente all’education come fattore abilitante, al redesign dei processi per generare innovazione e competitività, e alla necessità di governare rischi, incertezza e impatti normativi quando l’AI entra nei sistemi core tra regulatory, compliance e cybersecurity. Tra i panelist Hera Comm, Banca Popolare del Lazio, Diasorin, Net Insurance, Transcrime/Università Cattolica, UniCredit Life Insurance, Nexi Payments, Conserve Italia, insieme a Deda Bit, Deda Ai, Deda Tech e Deda Digital. Il Gruppo collabora costantemente con partner tecnologici di primo piano per continuare ad ampliare il proprio percorso strategico definito dal programma Alliances di Dedagroup, con cui espandere il proprio patrimonio di competenze e offrire soluzioni integrate capaci di sostenere progetti di innovazione e trasformazione digitale. Dedapulse 2026 è stato realizzato grazie al supporto di: Aruba, Istella, PwC Italia, Microsoft, Accenture, Apparound, Lectra, Mastercard, Sas, XY Retail, Deep, Fashion Forge Lab, Gus, Mcg, Rtt Srl, Sowre, Sysdat.IT, Google Cloud e Deda Tech.
(Adnkronos) - Il Consiglio di Amministrazione del Gruppo Engineering Ingegneria Informatica, tra i leader della Digital Transformation in Italia e con un’importante presenza a livello internazionale, ha approvato il Bilancio Consolidato relativo all’esercizio 2025. L’esercizio appena concluso ha visto registrare il miglioramento dei ricavi e dei principali indicatori di Ebitda, anche grazie a una maggiore disciplina nella gestione dei costi, alla progressiva normalizzazione del livello degli investimenti e alla riduzione delle componenti non ricorrenti. La crescita dei ricavi, interamente organica, è stata sostenuta dal progressivo spostamento del mix verso segmenti a maggiore valore aggiunto, tra cui le tecnologie digitali e le soluzioni software proprietarie, nonché dalla solida performance registrata nel settore pubblico, comprensivo del comparto Healthcare. L’Amministratore Delegato Aldo Bisio ha sottolineato che "i risultati del 2025 evidenziano che il Gruppo si conferma ben posizionato per intercettare i trend strutturali della digitalizzazione del Paese, con particolare attenzione all’Intelligenza Artificiale e allo sviluppo di soluzioni proprietarie tecnologicamente avanzate. Anche grazie al supporto dei nostri azionisti Bain Capital e Renaissance Partners, il nostro impegno è ora focalizzato al 100% sull’accelerazione della trasformazione innescata dalla GenAI. Guardiamo avanti con determinazione, poiché crediamo che questa discontinuità tecnologica possa essere anche una opportunità se avremo la forza e il coraggio di cambiare passo in velocità". Nel 2025, la maggior parte dei principali indicatori economici e patrimoniali del Gruppo ha evidenziato un andamento positivo. I ricavi netti ammntano a 1.759,7 milioni di euro, in aumento del 2,5% rispetto ai 1.716,6 milioni di euro dell’anno precedente. L'Ebitda Adjusted a 280,3 milioni di euro, in crescita dell’1,5% rispetto ai 276,2 milioni di euro del 2024, grazie al miglioramento dell’efficienza operativa, sostenuto principalmente dal focus sulle attività a più alto margine e dal rafforzamento delle attività di workforce management, anche attraverso una più attenta gestione della spesa per servizi. L'Ebitda Adjusted post-CapEx ammontava a 238,8 milioni di euro, in aumento dell’11,2% rispetto ai 214,8 milioni di euro del 2024, a fronte del graduale rientro del ciclo di investimenti. L'Ebitda Reported ha registrato 255,5 milioni di euro nel 2025, in crescita del 4,3% rispetto ai 244,8 milioni di euro dell’esercizio precedente, beneficiando anche della riduzione degli oneri non ricorrenti connessi al percorso di trasformazione intrapreso dal Gruppo negli ultimi anni, tra cui quelli legati alle iniziative di change management. L'Ebit ammonta a 135,9 milioni di euro, in crescita del 12,9% rispetto ai 120,4 milioni di euro del 2024, principalmente grazie alla riduzione degli accantonamenti effettuati nell’anno, anche in virtù del miglioramento complessivo della qualità del portafoglio crediti rispetto all’esercizio precedente. L'Indebitamento finanziario netto ammontava a 1.166,7 milioni di euro a fine 2025, in miglioramento del 2,5% rispetto ai 1.196,8 milioni di euro registrati alla chiusura dell’esercizio precedente.
(Adnkronos) - La rendicontazione non finanziaria in Italia non è più solo un adempimento normativo, ma un asset strategico per comunicare valore. È quanto emerge dall’edizione 2026 del Premio Bilancio di Sostenibilità, l’iniziativa promossa da Corriere della Sera Buone Notizie in collaborazione con NeXt - Nuova Economia per Tutti Aps Ets in qualità di partner tecnico-scientifico. Il Premio indaga sullo stato dell’arte della trasparenza aziendale sui temi ambientali, sociali e di governance, premiando le imprese che si sono distinte nel realizzare e quindi condividere tutte le informazioni relative ai processi di sostenibilità sui tre pilastri della classificazione Esg. L’edizione di quest’anno ha registrato una partecipazione di 252 imprese suddivise in: 118 grandi aziende; 77 medie; 57 piccole. Il premio non valuta il livello assoluto di sostenibilità ma la capacità delle aziende di raccontare in modo trasparente e integrato il proprio impegno verso un’economia più attenta all’ambiente e alle persone. Dall’analisi sui quattro anni del Premio (2023-2026) si evince un netto miglioramento della qualità dei bilanci, e in particolare: convergenza dei pilastri - si osserva un livellamento verso l’alto delle performance, il pilastro della Governance (G) è quello cresciuto maggiormente nel quadriennio (+66,87%), mentre il pilastro Sociale (S) rimane quello con il punteggio medio più elevato nel 2026, superando quello ambientale; standardizzazione - il 77% delle aziende utilizza il 'Bilancio di Sostenibilità' come strumento principale, seguito dalla Relazione d’Impatto (7%); dagli Sdgs agli standard tecnici - si rileva una flessione nel collegamento esplicito agli Sdgs dell’Agenda 2030 (-43,69% nell'ultimo anno), segnale di uno spostamento dell’attenzione verso gli standard tecnici e regolatori europei (Esrs). "Il Bilancio di sostenibilità riporta quelle che sono le peculiarità della nostra azienda che non si vedono nei numeri - dichiara Davide Morelli, responsabile controllo di gestione di At Toptaglio Srl, azienda del settore edile - ci dà una distintività rispetto a chi vuole fare solo l’attività e non metterci quel qualcosa in più che invece noi cerchiamo di avere per crescere". "Noi rendicontiamo con un report integrato, non è una questione di compliance ma è una leva strategica dell’azienda, ci serve da revisione critica per l’operato di tutti i comparti - commenta Laura Gori, Founder e Ceo di Way2global, Pmi che si occupa di traduzioni - Le piccole aziende che sono l’ossatura del sistema paese devono diventare anche l’ossatura della rivoluzione sostenibile". La metodologia di valutazione ha analizzato 30 temi Esg basandosi su criteri di misurazione, materialità, politiche di miglioramento e rischi raggruppando le aziende per numero di addetti e dimensione. Significativo è l’aumento della partecipazione delle piccole aziende (+17 realtà rispetto all’anno precedente), a testimonianza di una crescente maturità organizzativa anche nelle realtà di minori dimensioni. "In un contesto normativo in continua evoluzione, in cui assistiamo anche a parziali cambi di rotta rispetto alla reportistica di sostenibilità - dichiara Luca Raffaele, direttore generale di NeXt Economia - il Premio continua a valorizzare lo sforzo delle aziende nel raccontare con chiarezza il proprio impatto. E’ importante supportarle, dar loro voce attraverso queste iniziative e alleanze di sistema che permettano la crescita in sostenibilità non solo delle singole realtà virtuose ma di filiere e distretti produttivi".