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Trump e la salute, la verità del presidente dall'aspirina al makeup: "Sto benissimo"

(Adnkronos) - "La mia salute è perfetta". L'aspirina e i problemi di circolazione, il makeup e la passione per il fast food, l'allergia all'esercizio fisico e l'udito che 'vacilla'. Donald Trump accetta di parlare (quasi) senza filtri della sua salute in ...

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Dazi, Moretti Polegato (Villa Sandi): "Prosecco inimitabile, no cali significativi export"

(Adnkronos) - "Il prosecco non è un vino replicabile al di fuori della sua zona d'origine, è un vino unico, e quindi siamo fiduciosi che questo trend positivo del nostro mondo continuerà anche il prossimo anno. I dazi Usa hanno toccato proprio il mercato ...

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Più caldo ed eventi estremi in Italia, come sarà il clima fino al 2100

(Adnkronos) - Più caldo e, insieme, una riduzione media delle precipitazioni entro la fine del secolo in tutto il bacino del Mediterraneo e in Italia dove questi cambiamenti saranno accompagnati da un marcato incremento della frequenza degli eventi estremi con temporali ...

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Trump e la salute, la verità del presidente dall'aspirina al makeup: "Sto benissimo"

(Adnkronos) - "La mia salute è perfetta". L'aspirina e i problemi di circolazione, il makeup e la passione per il fast food, l'allergia all'esercizio fisico e l'udito che 'vacilla'. Donald Trump accetta di parlare (quasi) senza filtri della sua salute in un'intervista al Wall Street Journal. Il 79enne presidente degli Stati Uniti, il più anziano ad assumere l'incarico, affronta una serie di temi tra spiegazioni, ammissioni e qualche dribbling. La salute dell'uomo più potente del mondo è finita sotto i riflettori in particolare negli ultimi mesi dopo un esame specifico a cui il numero 1 della Casa Bianca si è sottoposto. "A posteriori, non è stato opportuno perché ho dato un pretesto. Sarebbe andata meglio, hanno iniziato a dire c'è qualcosa che non va? Non c'è nulla che non vada", dice Trump riferendosi ai controlli extra rispetto al tradizionale check up. Inizialmente il presidente ha fatto riferimento a una risonanza magnetica. In realtà, si è trattato di un altro esame, paragonabile ad una Tac, per verificare il corretto funzionamento dell'apparato cardiocircolatorio. "Non era una risonanza magnetica, era un esame più rapido". Il medico del presidente, il dottor Sean Barbabella, ha confermato che il paziente è stato sottoposto ad una 'ct scan' "per escludere in maniera definitiva qualsiasi problema cardiovascolare". Trump da circa 25 anni assume la stessa dose di aspirina ogni giorno per prevenire problemi circolatori. I medici gli hanno consigliato di ridurre la dose, ma il presidente non cambia abitudini: "Sono un po' superstizioso", dice. "L'aspirina è utile per rendere il sangue fluido. Non voglio che sangue denso arrivi al cuore. Voglio un bel sangue fluido. Ha senso, no?". Trump assume una dose da 325 milligrammi al giorno. Per la Mayo Clinic, potrebbe scendere a 81 milligrammi, dose standard. I segni della vecchiaia, secondo il WSJ, sono sempre più evidenti. Il giornale riferisce che durante la convention di Milwaukee, lo scorso anno, la mano di Trump ha iniziato a sanguinare: è stato sufficiente un lieve contatto con l'anello di Pam Bondi, attuale attorney general, per provocare una lesione. "La dose di aspirina provoca i lividi" sulle mani, dice il presidente. Nella convention, "l'anello ha colpito il dorso della mia mano e c'è stato un leggero taglio". Non si tratta di un episodio isolato ed è per questo che il presidente applica un makeup alle mani: "Ne ho uno facile da usare, ci vogliono 10 secondi". La giornata di Trump comincia presto alla Casa Bianca, il lavoro comincia prima che il presidente scenda verso le 10 nello Studio Ovale, dove in genere rimane fino alle 19 o alle 20, in assenza di eventi o viaggi. Allo staff è stato chiesto di rivedere l'agenda per privilegiare appuntamenti e colloqui di primaria importanza: una modifica dettata dall'esigenza di essere più efficiente e non legata all'età che avanza. Il presidente ha accolto il suggerimento di trascorrere vacanze di Natale in Florida, dove rimarrà per circa 2 settimane. Può rilassarsi, ma non dorme granché. Spesso manda messaggi ai collaboratori alle 2 del mattino. "Non sono mai stato un gran dormiglione", dice. Per questo, nei lunghi voli sull'Air Force One, lo staff deve adeguarsi: c'è sempre qualcuno pronto a interagire con il presidente anche di notte, mentre altri collaboratori riposano. In un paio di occasioni, nello Studio Ovale, Trump è stato 'beccato' ad occhi chiusi: stanchezza? Crollo? "Li chiudo solo per rilassarmi. A volte fanno una foto e scattano mentre chiudo gli occhi". La soluzione? Lo staff consiglia di evitare un simile 'metodo' di relax. Capitolo udito: è vero che non sente benissimo? "Solo quando parlano tante persone insieme", dice provando a disinnescare il caso, nato in particolare durante una conferenza stampa di settembre. In quella circostanza, Trump ha avuto bisogno che sua moglie Melania gli ripetesse la domanda posta da un giornalista. Per il dottor Barbabella, l'udito del presidente "è normale". E' legato all'età un problema di salute conclamato. Il presidente deve convivere con un'insufficienza venosa cronica, che provoca gonfiore alle gambe, come documentato da foto e video in eventi pubblici. Trump per un certo periodo ha indossato calze a compressione graduata. Poi, le ha tolte: "Non mi piacevano", dice al WSJ. La situazione a quanto pare è migliorata perché il presidente, nell'arco della giornata, cerca di camminare di più. Sarebbe utile svolgere esercizio regolare, ma il tema appare fuori discussione: "Non mi piace, è noioso. Camminare su un tapis roulant per ore e ore, come fanno certe persone, non è per me". Quindi, solo golf: per il resto, niente movimento. Diventano ancor più importanti i farmaci per controllare il colesterolo, considerata l'alimentazione che comprende anche junk food. Agli atti rimane la testimonianza di Joe Gruters, presidente del comitato nazionale repubblicano, ad un podcast: durante la campagna elettorale, Trump è andato avanti a patatine fritte e Big Mac. "La genetica è importante - la risposta del presidente - e io ho un'ottima genetica".

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Dazi, Moretti Polegato (Villa Sandi): "Prosecco inimitabile, no cali significativi export"

(Adnkronos) - "Il prosecco non è un vino replicabile al di fuori della sua zona d'origine, è un vino unico, e quindi siamo fiduciosi che questo trend positivo del nostro mondo continuerà anche il prossimo anno. I dazi Usa hanno toccato proprio il mercato che seguo come export manager, gli Stati Uniti. Ma, sulla base dei dati dell'export disponibili ad oggi, non si registrano cali significativi. Ricordiamo che il prosecco rappresenta il 30% di tutto l'export di vino italiano negli Stati Uniti, e anche con i dazi si ritrova in una fascia di prezzo accessibile per la maggioranza delle persone". Così, intervistata da Adnkronos/Labitalia, Diva Moretti Polegato, export manager di Villa Sandi per Regno Unito, Usa e Messico, e nuova generazione della storica famiglia di vignaioli veneti, traccia un bilancio del 2025 per la sua azienda e per il mondo del prosecco, e degli effetti dei dazi Usa e del contesto geo-politico incerto. "Io credo che bisognerà attendere il primo semestre del prossimo anno - avverte - per vedere l'effettivo impatto di questi dazi. Al momento, il prosecco registra un trend positivo di crescita e questo lo abbiamo visto dai dati dei tre Consorzi, ma un quadro più chiaro, appunto, lo potremo vedere nel primo semestre del prossimo anno". Villa Sandi è tra i leader del mercato, con il fatturato 2024 che ha toccato i 132 milioni, e con una produzione che per il 70% va in export e per il 30% in vendite nel nostro in Italia. E le 'bollicine', nonostante un anno complesso, resistono e puntano a crescere ancora. "In generale, è stato un anno di contrazione per il mercato vitivinicolo, ma il nostro mondo, quello del prosecco, ancora 'tiene' - ribadisce - perché unico e inimitabile. Nel corso di quest'anno, abbiamo visto un freno ai consumi con abitudini orientate a stili di vita più salutari, quindi con moderato contenuto alcolico, zero alcol. E infatti una fetta di mercato ricerca prodotti, soprattutto 'bollicine', senza alcol". "E' una tendenza che noi avevamo intercettato già 3-4 anni fa e avevamo iniziato a produrre già allora una 'bollicina' zero alcol, con una produzione che cresce ogni anno a due cifre", sottolinea Diva Moretti Polegato. Una tendenza, spiega l'esponente dell'ultima generazione di vignaioli trevigiani, spinta dal "consumo di coloro che non vogliono rinunciare al piacere di un brindisi, senza però dover assumere alcol. E questo per diverse ragioni: soprattutto quelle legate alla salute". E comunque una delle caratteristiche principali del prosecco è il moderato contenuto alcolico e questo lo rende un vino contemporaneo che risponde perfettamente a queste abitudini di consumo che sono mutate, e che prediligono vini leggeri, adatti alla convivialità, a momenti chiamiamoli 'social'", osserva. Villa Sandi continua a guardare al futuro esplorando nuovi mercati. "Noi siamo un'azienda -spiega Diva Moretti Polegato- che esporta in 135 Paesi e ci sono dei nuovi mercati in Est Europa e in Africa soprattutto, ma anche nell'America Centrale che abbiamo di recente acquisito, e che stiamo acquisendo, per diversificare, perché questo è uno dei 'modus operandi' del nostro mondo e della nostra azienda". Ma non solo. Diversificare il business, per 'Villa Sandi', significa anche altro. "Un altro pilastro in cui crediamo molto -fa notare l'export manager- è quello dello sviluppare tutto quel ramo dell'accoglienza dell'enoturismo, del ricevere persone in azienda, che si sta dimostrando sempre più una grande opportunità e una grande risorsa, perché è un'esperienza capace di unire territorio, cultura, ospitalità, sostenibilità e vino. Ed è un settore che dal periodo della pandemia ha visto una crescita molto grande soprattutto nel nostro Paese ma anche a livello mondiale". "Noi come azienda abbiamo creduto e investito nell'enoturismo fin dagli anni '90, e abbiamo aperto la nostra sede, che è una storica villa di scuola Palladiana, a tutti i visitatori e tutti i giorni dell'anno. E abbiamo anche investito sull'hospitality, con 'Locanda Sandi', dove abbiamo un ristorante e alcune camere. Questa per noi è soprattutto un'opportunità per valorizzare il brand e accogliere un cliente a 360 gradi, mostrando anche i vigneti e tutto ciò che c'è dietro una bottiglia di vino", ricorda ancora. Secondo Moretti Polegato, inoltre, "il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio immateriale dell'Unesco può essere un'opportunità anche per il settore del vino, che è collegato ad esso". "Una ulteriore cornice istituzionale forte, anche un modo per potenziare il made in Italy e rafforzare il legame vino-cultura, collegato al turismo, con un importante risvolto mediatico per poter raggiungere più consumatori finali", aggiunge. "E poi - prosegue - c'è l'impegno sulla sostenibilità, importante per la mia generazione ma anche per la precedente, con l'obiettivo di accogliere i visitatori delle nostre aziende in un ambiente sano, in cui si lavora con il minor impatto ambientale possibile, seguendo pratiche sostenibili, a livello di vigna, di vinificazione e anche di impatto ambientale. Noi ad esempio abbiamo una centrale idroelettrica, abbiamo pannelli solari, puntiamo a diventare 100% sostenibili nella prossima decade". Per Diva Moretti Polegato, "l'augurio per il 2026 è che la situazione geopolitica causata dai conflitti in corso e i dazi Usa, che frenano in modo combinato i consumi, possano in qualche modo attenuarsi". "L'augurio a tutti noi produttori è di aprire il 2026 con buone notizie su guerre e dazi Usa appunto", conclude.

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Più caldo ed eventi estremi in Italia, come sarà il clima fino al 2100

(Adnkronos) - Più caldo e, insieme, una riduzione media delle precipitazioni entro la fine del secolo in tutto il bacino del Mediterraneo e in Italia dove questi cambiamenti saranno accompagnati da un marcato incremento della frequenza degli eventi estremi con temporali intensi e alluvioni improvvise soprattutto durante la stagione autunnale sulle Alpi. È quanto emerge da uno studio Enea. “Abbiamo utilizzato proiezioni climatiche regionali ad altissima risoluzione (fino a 5 km) che, come una lente di ingrandimento, ci hanno permesso di conoscere con estrema precisione gli impatti attesi al 2100, soprattutto in relazione agli eventi estremi e ai fenomeni locali - spiega la coordinatrice dello studio Maria Vittoria Struglia, ricercatrice del Laboratorio Enea Modelli e servizi climatici - Le proiezioni climatiche regionali sono uno strumento estremamente utile per stimare in modo più affidabile gli impatti del cambiamento climatico su scala locale. Consentono inoltre di progettare strategie di adattamento mirate, che tengano conto delle specificità territoriali e stagionali”. Il team Enea ha realizzato simulazioni sia per il clima passato (1980-2014), utili a quantificare le variazioni già in atto, sia per il clima futuro (2015-2100), utilizzando tre scenari socioeconomici e climatici di riferimento. Gli scenari spaziano da quelli in cui vengono attuate politiche di sostenibilità ambientale a quelli in cui le politiche di decarbonizzazione non sono centrali nei modelli di sviluppo. Sulla base di queste proiezioni, sono stati stimati gli effetti del cambiamento climatico sulla temperatura superficiale e sulle precipitazioni in Italia. Secondo lo studio, nelle aree montuose si prevede un aumento delle temperature estive con punte fino a +4,5 °C e fino a +3,5 °C in autunno nello scenario a più elevato impatto. Si tratta di un riscaldamento significativo che, in queste zone, non è riprodotto dai modelli globali a bassa risoluzione. Sul fronte delle precipitazioni il clima tenderà a diventare generalmente più secco in tutte le stagioni, in particolare durante l’estate. Tuttavia, nei due scenari più critici, ci si attende un aumento della frequenza e dell’intensità degli eventi meteorologici estremi soprattutto sull’Italia settentrionale e, in particolare, nelle zone alpine e subalpine. Entrando nel dettaglio delle elaborazioni Enea, alla fine del secolo (2071-2100), in inverno si potrebbe verificare un aumento dell’intensità delle precipitazioni soprattutto nelle Alpi occidentali, a differenza delle Alpi orientali dove si registra una lieve diminuzione; mentre nell’Italia meridionale l’intensità diminuirà, con un calo particolarmente marcato sui rilievi principali della Sicilia. In primavera il quadro è simile a quello invernale, ma con un aumento più diffuso dell’intensità sull’intero arco alpino. In estate viene rilevata una diminuzione generalizzata dell’intensità delle precipitazioni estreme, soprattutto lungo le coste tirreniche. In autunno, nello scenario più severo, infine, si registra un aumento significativo dell’intensità delle piogge estreme su gran parte del territorio italiano, con incrementi più marcati nelle aree in cui gli impatti climatici previsti risultano già più intensi (Nord Italia). La simulazione regionale ad alta risoluzione mostra un cambiamento delle precipitazioni diverso - e in alcune aree persino opposto - rispetto a quanto previsto dal modello globale a bassa risoluzione. “Negli ultimi anni, lo sviluppo di tecnologie sempre più potenti ha reso possibile proiezioni climatiche regionali molto più dettagliate che hanno permesso di valutare gli impatti locali del cambiamento climatico e dei rischi connessi al clima, nonché supportare politiche di adattamento e mitigazione. Questo rappresenta un progresso significativo per la regione mediterranea, un hotspot climatico caratterizzato da una morfologia fortemente eterogenea (un bacino semi-chiuso circondato da rilievi montuosi alti e complessi), che richiede analisi ad alta risoluzione. La regione è infatti particolarmente vulnerabile agli impatti di fenomeni meteorologici estremi su scala locale, che possono influenzare in modo significativo il benessere e l’economia delle comunità locali”, conclude Struglia.

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