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(Adnkronos) - La fiction 'La Preside', in onda ieri su Rai1, vince la sfida del prime time con 4.225.000 spettatori e il 24,7% di share. Medaglia d'argento per Canale 5 con lo show comico 'Zelig' che ha catturato l'attenzione di 2.748.000 spettatori e il 20,8% di share mentre Italia 1 con 'Io vi troverò' ha interessato 1.203.000 spettatori raggiungendo il 6,3% share. Fuori dal podio, in termini di spettatori, troviamo 'Lo Stato delle Cose' su Rai3 che ha raggiunto 1.045.000 spettatori (6,8% share) mentre 'La Torre di Babele' su La 7 ha registrato 911.000 spettatori (4,7% share). Seguono: Rete 4 con 'Quarta Repubblica' (697.000 spettatori, 5,3% share); Rai2 con 'Sulle ali dell’onore' (507.000 spettatori, 2,9% share); Tv8 con '4 Hotel' (363.000 spettatori, 2,2% share) e Nove con 'Reazione a catena' (158.000 spettatori, 0,9% share). In access prime time 'La Ruota della Fortuna' su Canale 5 ha raccolto 5.462.000 spettatori (25,4% share) mentre 'Affari Tuoi' su Rai1 ha interessato 5.301.000 spettatori (24,5% share).
(Adnkronos) - "Il cosiddetto 'bazooka' commerciale europeo, lo Strumento Anti-Coercizione di cui al Regolamento Ue 2023/2675, esiste, ma non è affatto uno strumento di risposta immediata. La procedura richiede diversi passaggi obbligatori: dalla sua attivazione, la Commissione ha 4 mesi solo per verificare l'esistenza di una coercizione economica e deve prima tentare la via diplomatica. Solo dopo questa fase, se la coercizione viene confermata, si possono proporre contromisure che necessitano comunque dell'approvazione del Consiglio a maggioranza qualificata. È uno strumento pensato esplicitamente come ultima risorsa, subordinato al fallimento del dialogo. Quindi parliamo di mesi, non di giorni o settimane, prima di vedere eventuali effetti concreti". Così, conversando con Adnkronos/Labitalia, l'avvocato Irene Picciano, partner dello studio legale Portolano Cavallo, leader nei settori Digital - media - tech e life sciences - healthcare, sulle opportunità di risposta da parte dell'Ue ad eventuali nuovi dazi Usa che erano stati ventilati nei giorni scorsi dal presidente Trump in merito all'acquisizione della Groenlandia. E nel frattempo negli Stati Uniti si attende la sentenza della Corte Suprema sulla legittimità dei dazi imposti dall’amministrazione Trump. Dazi che, secondo l'esperta, se nuovamente imposti "continuerebbero a rendere più difficoltose le esportazioni verso gli Stati Uniti a causa dei maggiori oneri gravanti sugli importatori statunitensi che sono o acquirenti di prodotti italiani o controllate Us di gruppi italiani". "Anche se le imprese italiane esportatrici non hanno pagato il dazio (che grava sugli importatori), ne hanno tuttavia, sopportato indirettamente l'onere: per continuare a esportare negli Usa hanno dovuto vendere a prezzi più bassi per condividere con gli importatori americani il costo del dazio". E gli avvocati dello studio Portolano Cavallo sottolineano che, "a valle, i consumatori hanno comunque pagato prezzi più alti: l'impatto si è ripercosso su tutta la filiera distributiva, sia sul versante Usa che non-Usa", conclude.
(Adnkronos) - “L'olio di palma certificato sostenibile, oltre a garantire la sostenibilità sociale e ambientale, garantisce anche la sicurezza e la qualità del prodotto. È conosciuto e usato in tutto il mondo”. Lo ha detto Vincenzo Tapella, presidente Uiops, l’Unione italiana per l’Olio di palma sostenibile, partecipando oggi a Rimini al seminario organizzato con l’Associazione italiana dell'industria Olearia, nell’ambito del Sigep, il Salone internazionale dedicato a gelato, pastry&chocolate, coffee, bakery e pizza. Durante l’incontro è stato presentato il position paper "Olio di palma sostenibile: nutrizione e sicurezza alimentare", recentemente adottato dal Comitato tecnico scientifico Uiops. “Il Comitato Tecnico Scientifico dell’Unione – spiega il presidente - è un organismo interdisciplinare esterno di esperti scelti per assicurare autorità, rigore scientifico e obiettività nei contenuti pubblicati o adottati dall’associazione stessa. Ha una funzione di supporto scientifico e di validazione oggettiva per tutte le attività di comunicazione e posizionamento dell’Unione sui temi dell’olio di palma sostenibile, in termini di sostenibilità ambientale, nutrizionale, sociale e di filiera”. Per Tapella la scelta di presentare il documento alla manifestazione è strategica: “Sigep è una fiera importantissima per quanto riguarda il settore alimentare - afferma - Vogliamo informare sull’evoluzione dell’olio di palma e far conoscere al pubblico le sue caratteristiche e le sue peculiarità. Questo position paper è rivolto a cascata, non soltanto ai produttori di prodotti alimentari ma anche al consumatore come garanzia di sicurezza, qualità e la sostenibilità dell'olio di palma”, aggiunge.