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Geely, nel 2025 superati i 3 milioni di veicoli venduti (+39%), +90% modelli elettrificati

(Adnkronos) - L'elettrificazione sta cambiando 'pelle' nel mercato automobilistico. Lo conferma l'andamento di Geely Auto che nel 2025 ha superato i 3,02 milioni di veicoli venduti, con una crescita del 39% su base annua. Ancora più significativa la spinta ...

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Smeg, con Musa estetica raffinata e sofisticata per la cucina

(Adnkronos) - In oltre 75 anni di storia, Smeg ha fondato un linguaggio distintivo per gli elettrodomestici rendendoli protagonisti dell’ambiente in cui sono inseriti ed elevandoli da mero apparecchio funzionale ad oggetto di design.   Un’autentica expertise che ha saputo evolvere ...

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Ppwr, la rivoluzione degli imballaggi: tra sfide e nuove opportunità

(Adnkronos) - Il 30 marzo 2026, la Commissione europea ha pubblicato le linee guida ufficiali per l’applicazione del Regolamento (Ue) 2025/40, meglio conosciuto come Ppwr (Packaging and Packaging Waste Regulation). Questo documento arriva per fare chiarezza su una normativa che ...

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Geely, nel 2025 superati i 3 milioni di veicoli venduti (+39%), +90% modelli elettrificati

(Adnkronos) - L'elettrificazione sta cambiando 'pelle' nel mercato automobilistico. Lo conferma l'andamento di Geely Auto che nel 2025 ha superato i 3,02 milioni di veicoli venduti, con una crescita del 39% su base annua. Ancora più significativa la spinta dei veicoli a nuova energia, arrivati a 1,687 milioni di unità, in aumento del 90%. Numeri che raccontano come il mercato non premia più soltanto la promessa dell’innovazione, ma le soluzioni che riescono a trasformarla in qualcosa di concreto. Per anni l’elettrificato è stato raccontato soprattutto come un orizzonte, una direzione, talvolta perfino una posizione culturale. Oggi il quadro è diverso. La vera domanda non è più se questa transizione sia giusta o sbagliata in astratto, ma se riesca a offrire risposte credibili a esigenze reali: costi di utilizzo, sicurezza, efficienza, autonomia, affidabilità. È qui che Geely prova a ritagliarsi uno spazio preciso. La sua proposta non ruota solo attorno all’idea di mobilità nuova, ma attorno alla capacità di rendere l’elettrificazione più leggibile, più vicina e più utilizzabile nella vita di tutti i giorni. Uno dei fronti su cui il marchio sta spingendo di più è quello dei sistemi ibridi evoluti. La piattaforma EM AI Super Hybrid 2.0 è stata sviluppata per lavorare su un punto chiave: rendere l’elettrificazione una scelta efficiente anche quando viene osservata con un criterio strettamente razionale. Secondo quanto comunicato da Geely, il sistema abbina un motore ibrido con efficienza termica del 47,26% a una gestione intelligente del powertrain attraverso Xingrui AI Cloud Power 2.0. Tradotto: l’obiettivo è ottimizzare i consumi, migliorare la gestione dell’energia e ridurre l’impatto economico dell’utilizzo nel tempo. Quando si parla di nuova mobilità, la sicurezza resta il discrimine decisivo. Per questo una parte importante della narrazione di Geely passa proprio da qui. Nel 2025, Geely EX5 ha ottenuto le 5 stelle Euro NCAP e ANCAP, un risultato che rafforza il posizionamento internazionale del modello e, più in generale, del brand sul fronte della sicurezza. Il veicolo è basato sulla piattaforma GEA e integra sistemi ADAS di livello L2, in una logica che lega elettrificazione e protezione in modo sempre più stretto. Anche i materiali ESG del gruppo confermano l’attenzione strutturale a questo tema: alla fine del 2024 Geely riportava già tre modelli con valutazione Euro NCAP a 5 stelle. La strategia del marchio si legge bene anche attraverso i prodotti. Da una parte c’è EX5, modello elettrico globale con cui Geely punta a rafforzare la propria presenza nei mercati internazionali. Dall’altra c’è STARRAY EM-i, che interpreta il plug-in hybrid come soluzione concreta per chi cerca un equilibrio tra percorrenza elettrificata e versatilità d’uso. Sono due proposte diverse, ma raccontano la stessa idea di fondo: oggi l’elettrificazione funziona quando smette di essere una categoria astratta e diventa una risposta chiara a bisogni differenti, senza irrigidire la scelta del cliente. A dare ulteriore peso a questo percorso c’è anche il fronte della sostenibilità industriale. Geely Auto è entrata per la prima volta nel Global Sustainability Yearbook 2026 di S&P Global, che seleziona le aziende con le migliori performance ESG a livello mondiale sulla base del Corporate Sustainability Assessment. Nell’edizione 2026 sono state incluse 848 aziende su oltre 9.200 valutate. È un riconoscimento che conta perché amplia il perimetro del discorso. La transizione, infatti, non si misura soltanto nei modelli lanciati o nelle alimentazioni disponibili, ma anche nella solidità del percorso industriale che li sostiene. C’è poi un aspetto meno tecnico ma sempre più decisivo nella percezione dell’elettrificato: ciò che accade dopo l’acquisto. In un mercato in cui molti consumatori valutano ancora con cautela il passaggio a nuove alimentazioni, la qualità del servizio clienti e della rete di assistenza diventa parte integrante della proposta di valore. Da questo punto di vista, Geely insiste su un modello che punta a ridurre l’incertezza offrendo assistenza stradale attiva 24 ore su 24, supporto al cliente continuativo, servizi premium come vettura sostitutiva immediata e consegna in città, politica di garanzie costruita per rafforzare il rapporto di fiducia nel tempo. Il messaggio, in sostanza, è chiaro: l’elettrificazione non si gioca solo su batteria, autonomia e software, ma anche sulla capacità del brand di accompagnare il cliente lungo tutto il percorso d’uso. È qui che il servizio post-vendita smette di essere un dettaglio operativo e diventa un argomento concreto di scelta. Crescita globale, accelerazione dei NEV, piattaforme ibride evolute, modelli elettrici internazionali, risultati sulla sicurezza e riconoscimenti ESG compongono una stessa traiettoria. L’elettrificato, oggi, convince quando offre elementi misurabili. Quando riduce l’incertezza. Quando unisce innovazione, protezione e usabilità. Geely prova a stare esattamente in questo spazio: quello in cui la transizione non ha più bisogno di essere raccontata come una promessa, perché inizia a essere letta come una scelta razionale.

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Smeg, con Musa estetica raffinata e sofisticata per la cucina

(Adnkronos) - In oltre 75 anni di storia, Smeg ha fondato un linguaggio distintivo per gli elettrodomestici rendendoli protagonisti dell’ambiente in cui sono inseriti ed elevandoli da mero apparecchio funzionale ad oggetto di design. Un’autentica expertise che ha saputo evolvere con stili e tendenze dell’interior sino a diventare signature del brand. E' in questo percorso che si inserisce Musa, la più recente collezione che arricchisce il catalogo Smeg con un’estetica raffinata e sofisticata, pensata per rispondere alle nuove esigenze dell’arredo contemporaneo. La cucina è un osservatorio privilegiato dell’evoluzione della casa: luogo di relazione, cura e trasformazione, in cui materiali, forme e luce contribuiscono a definire atmosfere e significati. Negli interni cresce l’attenzione verso volumi morbidi, stondature misurate, proporzioni equilibrate e un uso espressivo dell’illuminazione. (VIDEO) Da questa visione nasce Musa, una collezione sviluppata da Smeg in collaborazione con BorromeodeSilva, che unisce rigore progettuale ed equilibrio visivo, linee essenziali e dettagli sinuosi, un’estetica che cambia percezione con la distanza e con l’incidenza della luce, restituendo profondità e dinamismo agli elementi della cucina. “Musa rappresenta il frutto della nostra expertise nel design e nelle estetiche di prodotto. E' un’espressione dei valori che guidano Smeg da oltre 75 anni: ricerca della qualità, attenzione al dettaglio e capacità di coniugare innovazione e stile. Con questa collezione non presentiamo solo nuovi elettrodomestici, ma un linguaggio visivo coerente, capace di dialogare con gli spazi e con chi vive la casa, confermando l’identità e la visione estetica che contraddistinguono il marchio”, commenta Vittorio Bertazzoni, presidente di Smeg. Il linguaggio visivo di Musa nasce dall’incontro tra geometria e curvature, interpretate attraverso un’alternanza calibrata tra superfici lucide e opache che diventa elemento identitario per generare profondità, movimento e texture. Una palette monocromatica, intensa e grafica, conferisce ai prodotti un’aura sofisticata, valorizzata da giochi di riflessi che cambiano a seconda dell’ambiente. “Abbiamo fondato il progetto - spiega lo studio BorromeodeSilva - su linee essenziali che valorizzano gli elementi d’uso e su proporzioni attentamente studiate . La relazione tra luce e superfici in vetro è stata indagata per esaltarne le qualità attraverso un gioco tra pieni e vuoti. Il risultato è un’estetica rigorosa ma seducente, caratterizzata da un’espressività formale coerente con la cultura e l’identità di Smeg”. La collezione Musa si articola in diversi prodotti per offrire ampia libertà compositiva e rispondere alle esigenze di interior designer e utenti finali. I forni sono disponibili in due finiture – un nero opaco e un silver entrambi impreziositi dal contrasto con dettagli lucidi – due formati (60 e 45 cm) e molteplici varianti. Dal punto di vista tecnologico, la proposta si sviluppa lungo un percorso crescente di funzionalità: dai modelli essenziali, pensati per un utilizzo immediato e intuitivo, alle versioni dotate di display base e sistema pizza con pietra refrattaria dedicata, fino ai modelli più avanzati, che integrano funzioni evolute come la cottura a vapore o l’impiego delle microonde in combinazione con le modalità tradizionali. In perfetta continuità estetica con i forni, i piani a induzione Musa riprendono gli elementi distintivi della collezione e si caratterizzano per un design grafico ottenuto dal dialogo tra lucido e opaco. La gamma comprende modelli di display Digi Touch e tecnologia Bridge, disponibili in diverse configurazioni di potenza e numero di zone, e soluzioni più evolute con display Compact Slider Plus e tecnologia Multizone. In occasione di Eurocucina saranno presentate anche la cappa a muro, i cassetti a parete e la macchina del caffè da incasso. Questa articolazione permette alla collezione di inserirsi con versatilità in contesti diversi, adattandosi con naturalezza sia a composizioni coordinate sia all’utilizzo come elemento singolo. Musa amplia e arricchisce così il catalogo Smeg fatto di collezioni iconiche come Classica, disegnata dall’architetto Guido Canali e che da più di 40 anni contraddistingue la proposta dell’azienda. La nuova estetica è però perfettamente coordinabile con altri prodotti Smeg, confermando la capacità del marchio di offrire soluzioni complete e sinergiche tra loro.

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Ppwr, la rivoluzione degli imballaggi: tra sfide e nuove opportunità

(Adnkronos) - Il 30 marzo 2026, la Commissione europea ha pubblicato le linee guida ufficiali per l’applicazione del Regolamento (Ue) 2025/40, meglio conosciuto come Ppwr (Packaging and Packaging Waste Regulation). Questo documento arriva per fare chiarezza su una normativa che promette di cambiare radicalmente il modo in cui i prodotti vengono confezionati, venduti e smaltiti, con l’obiettivo di rendere tutti gli imballaggi riciclabili entro il 2030. Mentre il regolamento è già entrato formalmente in vigore l’11 febbraio 2025, le aziende e i consumatori hanno tempo fino al 12 agosto 2026 per farsi trovare pronti, data in cui le norme diventeranno pienamente operative. Sommario Il Ppwr è una legge europea che sostituisce le vecchie e frammentate direttive nazionali con un unico set di regole valide in tutta l’Unione. A differenza della legislazione precedente, il Ppwr interviene sull’intero ciclo di vita dell’imballaggio: dalla progettazione (per ridurre il peso e il volume) fino al suo fine vita (per garantirne il riciclo o il riutilizzo). Si applica a ogni tipo di materiale (plastica, carta, vetro, metallo) e a qualsiasi imballaggio immesso sul mercato UE, indipendentemente da dove sia stato prodotto. Il nuovo regolamento non è solo un elenco di restrizioni, ma apre la strada a benefici tangibili per la salute e l’ambiente: Addio alle “sostanze chimiche per sempre” (Pfas): dal 12 agosto 2026, scatta il divieto di immettere sul mercato imballaggi a contatto con alimenti che contengono Pfas oltre determinati limiti. Si tratta di una vittoria per la sicurezza alimentare, eliminando sostanze persistenti potenzialmente dannose per la salute umana. Etichette chiare e universali: entro l’agosto 2028, tutti gli imballaggi dovranno riportare etichette armonizzate basate su indicazioni semplici. Questo aiuterà i cittadini a fare una raccolta differenziata corretta senza dover interpretare simboli diversi tra un Paese e l’altro. Diritto al riutilizzo: il regolamento incoraggia i sistemi di ricarica e riuso. Ad esempio, le attività di asporto dovranno permettere ai clienti di portare i propri contenitori senza costi aggiuntivi. Riduzione degli sprechi: le aziende saranno obbligate a ridurre al minimo il peso e il volume delle confezioni, vietando stratificazioni inutili o “falsi fondi” pensati solo per far sembrare il prodotto più grande. La transizione verso l’economia circolare comporta però rischi e complessità che le imprese dovranno gestire con attenzione. Dal 1° gennaio 2030, gli imballaggi in plastica monouso molto comuni nei ristoranti, come le bustine di maionese, ketchup, senape e salsa barbecue, così come i flaconcini di shampoo negli hotel, saranno vietati. Per molti settori, questo significa dover cambiare totalmente il modello di business. Le aziende, inoltre, saranno chiamate a pagare contributi più stringenti per la gestione dei rifiuti (la cosiddetta Responsabilità estesa del produttore o Epr). Le nuove linee guida chiariscono la distinzione tra “fabbricante” (chi progetta l’imballaggio) e “produttore” (chi lo immette sul mercato), un passaggio fondamentale per stabilire chi deve pagare per il riciclo. Entro il 2029, gli Stati membri dovranno anche garantire la raccolta separata del 90% delle bottiglie di plastica e lattine di metallo, solitamente attraverso sistemi di deposito cauzionale. Questo richiederà grandi investimenti infrastrutturali e logistici per commercianti e produttori. Entro il 2030, infine, una parte significativa degli imballaggi per il trasporto (come i pallet) dovrà essere inserita in circuiti di riutilizzo. Se le infrastrutture di lavaggio e recupero non saranno pronte, il rischio è un aumento dei costi logistici. Uno degli obiettivi del Regolamento Ppwr è eliminare le barriere tra i vari mercati europei. Le linee guida ribadiscono che gli Stati membri non potranno impedire la vendita di imballaggi conformi al regolamento basandosi su norme nazionali aggiuntive. Il Ppwr rappresenta una sfida senza precedenti per l’industria degli imballaggi, pilastro dell’economia italiana. Se da un lato i rischi legati ai costi e alla riorganizzazione logistica sono significativi, la pubblicazione di queste linee guida offre finalmente la certezza giuridica necessaria per investire nell’innovazione. Il traguardo è ambizioso: un’Europa a emissioni zero entro il 2050, dove l’imballaggio smette di essere un rifiuto per diventare una risorsa.

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