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(Adnkronos) - Lo Stretto di Hormuz è riaperto e i negoziati tra Iran e Usa proseguiranno nel fine settimana. L'annuncio, secondo le ultime new di oggi 18 aprile, è arrivato dal presidente americano Donald Trump che, parlando a bordo dell’Air Force One, ha tuttavia lanciato un avvertimento: il fragile cessate il fuoco potrebbe saltare già entro mercoledì se non si arriverà a un accordo. E, ha insistito sul fatto che il blocco statunitense, iniziato lunedì, "rimarrà" in vigore. Quanto al programma nucleare iraniano gli Usa prenderanno le scorte di uranio altamente arricchito “con le buone o con le cattive”, anche con modalità “molto più ostili” se i negoziati dovessero fallire. Sul fronte opposto, Teheran ribadisce la linea dura: il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf avverte che lo Stretto di Hormuz potrebbe essere nuovamente chiuso se continuerà il blocco navale statunitense, riaccendendo i timori su una crisi energetica globale. Tute le news di oggi e gli aggiornamenti.
(Adnkronos) - Torna nel 2026 il Premio giovani comunicatori Icch, il contest nazionale dedicato a studenti universitari e giovani professionisti tra i 18 e i 35 anni che desiderano mettersi alla prova con sfide reali nel campo della comunicazione e del public affairs. Giunto alla sua nona edizione, il Premio si conferma un punto di riferimento per le nuove generazioni interessate a costruire il proprio futuro professionale nel settore. Nato nel 2015 su iniziativa di Agol - Associazione giovani opinion leader, network che riunisce giovani professionisti della comunicazione e del public affairs, il premio ha l’obiettivo di promuovere e valorizzare il talento under 35, stimolare il dialogo intergenerazionale e favorire un confronto diretto con aziende e professionisti del settore. Con oltre 1.500 iscritti e 80 vincitori nelle precedenti edizioni, il Premio ha coinvolto importanti realtà aziendali e numerose università italiane, consolidandosi come una piattaforma concreta di accesso al mondo del lavoro. Tra le opportunità offerte ai vincitori figurano stage presso aziende partner, borse di studio per master di alto profilo, premi in denaro e la possibilità di presentare i propri progetti direttamente ai top manager. “Siamo entusiasti di aver rilanciato il Premio giovani comunicatori, un contest che pone la meritocrazia al centro. Offre a studenti e giovani professionisti l’opportunità di mettere concretamente alla prova il proprio talento, sviluppando progetti a partire dai brief proposti dalle principali aziende italiane. Questa iniziativa rappresenta un’opportunità concreta per valorizzare i profili più meritevoli e facilitarne l’ingresso nel mondo del lavoro, supportando al contempo le aziende nell’individuazione di nuovi talenti”, afferma- Pierangelo Fabiano, segretario generale Icch. Al centro dell’iniziativa vi sono i brief di gara, strumenti fondamentali attraverso cui i partecipanti sono chiamati a sviluppare proposte innovative e soluzioni concrete alle sfide aziendali. In vista dell’edizione 2026, l’International Corporate Communication Hub ha definito linee guida strutturate per la redazione dei brief, con l’obiettivo di garantire maggiore chiarezza, coerenza e uniformità. “Questo premio è molto più di un riconoscimento: è un’occasione per allenare le competenze che fanno davvero la differenza nella comunicazione di oggi. Dalla capacità di trasformare un brief in azione, all’incontro tra creatività e strategia, fino al lavoro di squadra. Un’esperienza da vivere e valorizzare”, spiega Stefania Romenti, prorettrice alla didattica e professoressa di strategic communication alla Iulm. Il Premio si articola in due categorie - Studenti under 25 e Giovani professionisti under 35 - che si confronteranno sugli stessi brief, garantendo uniformità nella competizione ma con criteri di valutazione differenziati. Per gli studenti, l’attenzione sarà rivolta soprattutto a creatività, originalità e visione strategica; per i giovani professionisti, invece, saranno determinanti anche la fattibilità, la gestione delle risorse e la misurabilità dei risultati. Le sfide progettuali copriranno diverse aree della comunicazione, tra cui brand activation, advocacy & public affairs, sport communication, media relations & digital pr e health education and awareness, offrendo ai partecipanti l’opportunità di confrontarsi con casi reali e sviluppare competenze immediatamente spendibili. Accanto ai premi di categoria, anche riconoscimenti speciali, come il Premio alla carriera e il Premio storyteller, dedicati a valorizzare percorsi di eccellenza e talenti emergenti. Con un format sempre più strutturato e orientato alla qualità progettuale, il Premio giovani comunicatori Icch si conferma un laboratorio di innovazione e un ponte concreto tra formazione e impresa, capace di accompagnare le nuove generazioni nel loro percorso professionale. In questa edizione, il Premio si avvale del contributo di prestigiosi brief owner, tra cui Amgen, Enel, Geely, Juventus e Unipol. Il network accademico si rafforza grazie alla collaborazione con importanti atenei italiani, tra cui Università Lumsa, Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Università Cattolica del Sacro Cuore, Università della Calabria e IULM. A supporto dell’iniziativa anche il coinvolgimento di realtà associative di primo piano come UNA - Aziende della Comunicazione Unite e il Consiglio nazionale dei giovani. Il Premio si svolge inoltre con il patrocinio della Commissione Europea, del Ministero dell’Università e della Ricerca, di Regione Lombardia e del Comune di Milano, e si avvale della media partnership dell’agenzia Adnkronos.
(Adnkronos) - Accelerare l’innovazione anche in agricoltura biologica, rafforzare la competitività delle imprese italiane e garantire agli agricoltori un accesso più rapido a soluzioni efficaci e sostenibili per la difesa delle colture. Sono questi i pilastri del Manifesto per il Biocontrollo, presentato oggi a Roma da Agrofarma e FederBio nel corso di un evento istituzionale ospitato nella Sala Isma del Senato della Repubblica e promosso con il sostegno del senatore Luca De Carlo, presidente della Commissione Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare del Senato. Il Manifesto nasce dalla collaborazione tra Agrofarma, Associazione di settore di Federchimica che rappresenta le imprese degli agrofarmaci, e FederBio, Federazione che riunisce le organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica. Le due organizzazioni, fortemente impegnate nel settore dell’agricoltura biologica e legate da un Protocollo d’intesa firmato a febbraio 2025, presentano oggi un documento programmatico condiviso con l’obiettivo di avviare un confronto strutturato sul ruolo strategico del biocontrollo: una delle leve più promettenti per coniugare innovazione e sostenibilità ambientale, sicurezza alimentare e produttività agricola. L’ambizione del Manifesto è quella di diventare un punto di riferimento per l’innovazione a disposizione degli agricoltori e per favorire un dialogo costruttivo con la Politica e le Istituzioni. Al centro, la necessità di ripensare il sistema di protezione delle colture integrandolo con i mezzi per il biocontrollo, in coerenza con gli obiettivi europei per un modello agroalimentare sempre più sostenibile. All’interno del Manifesto sono inserite cinque proposte chiave, a partire dall’introduzione di una definizione normativa del termine 'biocontrollo', ritenuta prioritaria dagli operatori del settore per superare ambiguità e incertezze regolatorie. Centrale anche la necessità di indirizzare risorse alle Autorità competenti per rendere più efficiente il sistema autorizzativo nazionale, così da dare piena attuazione all’impegno europeo verso procedure più rapide per introdurre nuove sostanze attive di biocontrollo. Accanto agli interventi normativi, il Manifesto sottolinea l’importanza di investire in formazione e informazione lungo tutta la filiera, per promuovere un utilizzo corretto e consapevole dei mezzi tecnici impiegabili anche in agricoltura biologica. Fondamentale, infine, sostenere l’innovazione all’interno della Politica Agricola Comune con misure dedicate e rafforzare la ricerca pubblica, destinando risorse già disponibili e destinabili allo sviluppo del biocontrollo. “Il Manifesto per il Biocontrollo segna un passaggio decisivo per incentivare la diffusione del biologico, offrendo soluzioni avanzate fondate sui principi dell’agroecologia, accompagnando l’agricoltura italiana verso un modello più sostenibile e resiliente e promuovendo un dialogo costruttivo con la politica e le istituzioni - ha sottolineato Maria Grazia Mammuccini, presidente FederBio - Secondo i dati dell’Osservatorio Agrofarma, negli ultimi dieci anni, la riduzione del 18% nell’uso degli agrofarmaci e l’aumento del 133% dei principi attivi di origine biologica dimostrano che le innovazioni agroecologiche messe a punto per il bio stanno trovando sempre più spazio anche nell’agricoltura convenzionale. Investire in ricerca e formazione sul biocontrollo è fondamentale per sviluppare innovazioni efficaci a sostegno degli agricoltori biologici e, più in generale, per l’intero sistema agricolo. Occorrono però regole chiare e procedure autorizzative più rapide per favorire l’immissione sul mercato dei prodotti di biocontrollo, così da offrire alternative concrete utili a garantire una protezione affidabile delle colture di fronte a sfide sempre più complesse, come la crisi climatica, la perdita di biodiversità e la sicurezza alimentare”. “Il biocontrollo rappresenta un’opportunità concreta per arricchire la cassetta degli attrezzi degli agricoltori, così da mettere a disposizione soluzioni sempre più performanti, capaci di rispondere alle crescenti esigenze del mondo agricolo - ha dichiarato Paolo Tassani, presidente di Agrofarma - Le nostre imprese sono da tempo impegnate su questo fronte, basti pensare che oggi i prodotti utilizzabili anche in agricoltura biologica rappresentano il 20% del totale degli agrofarmaci presenti sul mercato. La nostra Associazione, quindi, accoglie questo accordo con spirito assai costruttivo, collaborando come sempre attraverso un costante confronto, coniugando le evidenze scientifiche con i reali bisogni dell’agricoltura. Il percorso è appena iniziato e confidiamo nell’apertura di ulteriori tavoli di confronto sul tema del biocontrollo per garantire all’Italia e all’Unione europea un sistema normativo capace di valorizzare innovazione, competitività e sostenibilità".