(Adnkronos) - Congedo mestruale nelle scuole in Toscana, arriva l'ok alla mozione del Pd in Consiglio regionale. Ad annunciarlo è Iacopo Melio, consigliere regionale dem, a margine dell’approvazione della mozione sull’introduzione di una disciplina sul congedo didattico mestruale nelle istituzioni scolastiche di cui è primo firmatario. "Oggi, in Consiglio regionale, è stata approvata, grazie alla maggioranza compatta, la mia mozione per istituire il congedo didattico mestruale. Ogni giorno - commenta il consigliere - migliaia di ragazze convivono non solo con dolori atroci ma anche con la vergogna e il terrore del giudizio altrui riguardo un tema che, purtroppo, viene affrontato quasi sempre di nascosto, nella totale riservatezza e solitudine, perché percepito ancora come un tabù: si stima infatti che il 52% delle assenze delle studentesse derivano da problemi come dismenorrea, colpendo non solo la salute fisica e mentale ma anche le opportunità scolastiche. Così la Toscana ha compiuto un passo ulteriore per rendere le nostre scuole ancor più inclusive, riducendo quella distanza biologica non certo voluta tra ragazze e ragazzi, attraverso un atto non solo organizzativo ma anche culturale, perché quando l’istruzione diventa davvero inclusiva, attenta ai singoli bisogno e accessibile a chiunque per garantire pari opportunità, allora può davvero formare giovani cittadine e cittadini consapevoli e sensibili, per costruire una società pienamente attenta ad accogliere le necessità di ogni persona”, conclude Melio.
(Adnkronos) - Arriva il super autovelox, l'Intelligenza artificiale comincia a correre sulle strade europee. Dal 13 aprile le autorità locali della contea del Sussex hanno ufficialmente attivato una nuova rete di telecamere intelligenti destinate a cambiare radicalmente l'approccio al controllo del traffico. Non si tratta più dei tradizionali misuratori di velocità ma di un autovelox 2.0: i nuovi dispositivi, potenziati dall'intelligenza artificiale, possiedono la capacità di 'guardare' all'interno dei veicoli in transito, permettendo agli agenti di sanzionare comportamenti scorretti storicamente difficili da contestare. Il sistema, fornito dalla società specializzata Acusensus, prevede l'uso di telecamere ad altissima definizione dotate di un flash a infrarossi che permette di catturare immagini nitidissime attraverso il parabrezza di qualsiasi veicolo. La tecnologia funziona 24 ore su 24, di giorno e di notte, e in qualsiasi condizione atmosferica, quindi con pioggia, nebbia o sole accecante. L'algoritmo dell'IA scansiona istantaneamente l'immagine per identificare due infrazioni specifiche: l'uso del cellulare tenuto in mano dal conducente e il mancato utilizzo della cintura di sicurezza da parte degli occupanti. Il progetto è finanziato attraverso i costi di recupero della sicurezza stradale della polizia del Sussex, che includono i proventi dei corsi di rieducazione stradale. "Purtroppo - commenta con Adnkronos/Labitalia Massimiliano Dona, presidente dell'Unione nazionale consumatori - quella che era la regola generale di contestazione immediata di un'infrazione, è diventata un'eccezione. Oggi si usano quasi esclusivamente postazioni fisse di rilevamento automatico. I controlli da remoto hanno sostituito i vigili. Un pericoloso passo indietro sul fronte della sicurezza, dato che se un automobilista sta andando troppo forte o sta usando il cellulare, è in quel momento che costituisce un pericolo per la circolazione e che dovrebbe essere fermato e multato. Far pervenire una multa 90 giorni dopo è certo meglio di niente, ma non serve ad impedire gli incidenti. Insomma, si punisce a posteriori, quando spesso è troppo tardi. Per il resto qualunque mezzo utilizzato può andare bene a condizione che si rispettino due principi: che l'apparecchio sia omologato dal ministero e che sia sempre garantito il diritto di difesa e la privacy del consumatore. Basta, ad esempio, con le foto che, per dimostrare che si è passati con il rosso, mostrano il veicolo con solo le due ruote anteriori oltre la linea d’arresto".
(Adnkronos) - Accelerare l’innovazione anche in agricoltura biologica, rafforzare la competitività delle imprese italiane e garantire agli agricoltori un accesso più rapido a soluzioni efficaci e sostenibili per la difesa delle colture. Sono questi i pilastri del Manifesto per il Biocontrollo, presentato oggi a Roma da Agrofarma e FederBio nel corso di un evento istituzionale ospitato nella Sala Isma del Senato della Repubblica e promosso con il sostegno del senatore Luca De Carlo, presidente della Commissione Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare del Senato. Il Manifesto nasce dalla collaborazione tra Agrofarma, Associazione di settore di Federchimica che rappresenta le imprese degli agrofarmaci, e FederBio, Federazione che riunisce le organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica. Le due organizzazioni, fortemente impegnate nel settore dell’agricoltura biologica e legate da un Protocollo d’intesa firmato a febbraio 2025, presentano oggi un documento programmatico condiviso con l’obiettivo di avviare un confronto strutturato sul ruolo strategico del biocontrollo: una delle leve più promettenti per coniugare innovazione e sostenibilità ambientale, sicurezza alimentare e produttività agricola. L’ambizione del Manifesto è quella di diventare un punto di riferimento per l’innovazione a disposizione degli agricoltori e per favorire un dialogo costruttivo con la Politica e le Istituzioni. Al centro, la necessità di ripensare il sistema di protezione delle colture integrandolo con i mezzi per il biocontrollo, in coerenza con gli obiettivi europei per un modello agroalimentare sempre più sostenibile. All’interno del Manifesto sono inserite cinque proposte chiave, a partire dall’introduzione di una definizione normativa del termine 'biocontrollo', ritenuta prioritaria dagli operatori del settore per superare ambiguità e incertezze regolatorie. Centrale anche la necessità di indirizzare risorse alle Autorità competenti per rendere più efficiente il sistema autorizzativo nazionale, così da dare piena attuazione all’impegno europeo verso procedure più rapide per introdurre nuove sostanze attive di biocontrollo. Accanto agli interventi normativi, il Manifesto sottolinea l’importanza di investire in formazione e informazione lungo tutta la filiera, per promuovere un utilizzo corretto e consapevole dei mezzi tecnici impiegabili anche in agricoltura biologica. Fondamentale, infine, sostenere l’innovazione all’interno della Politica Agricola Comune con misure dedicate e rafforzare la ricerca pubblica, destinando risorse già disponibili e destinabili allo sviluppo del biocontrollo. “Il Manifesto per il Biocontrollo segna un passaggio decisivo per incentivare la diffusione del biologico, offrendo soluzioni avanzate fondate sui principi dell’agroecologia, accompagnando l’agricoltura italiana verso un modello più sostenibile e resiliente e promuovendo un dialogo costruttivo con la politica e le istituzioni - ha sottolineato Maria Grazia Mammuccini, presidente FederBio - Secondo i dati dell’Osservatorio Agrofarma, negli ultimi dieci anni, la riduzione del 18% nell’uso degli agrofarmaci e l’aumento del 133% dei principi attivi di origine biologica dimostrano che le innovazioni agroecologiche messe a punto per il bio stanno trovando sempre più spazio anche nell’agricoltura convenzionale. Investire in ricerca e formazione sul biocontrollo è fondamentale per sviluppare innovazioni efficaci a sostegno degli agricoltori biologici e, più in generale, per l’intero sistema agricolo. Occorrono però regole chiare e procedure autorizzative più rapide per favorire l’immissione sul mercato dei prodotti di biocontrollo, così da offrire alternative concrete utili a garantire una protezione affidabile delle colture di fronte a sfide sempre più complesse, come la crisi climatica, la perdita di biodiversità e la sicurezza alimentare”. “Il biocontrollo rappresenta un’opportunità concreta per arricchire la cassetta degli attrezzi degli agricoltori, così da mettere a disposizione soluzioni sempre più performanti, capaci di rispondere alle crescenti esigenze del mondo agricolo - ha dichiarato Paolo Tassani, presidente di Agrofarma - Le nostre imprese sono da tempo impegnate su questo fronte, basti pensare che oggi i prodotti utilizzabili anche in agricoltura biologica rappresentano il 20% del totale degli agrofarmaci presenti sul mercato. La nostra Associazione, quindi, accoglie questo accordo con spirito assai costruttivo, collaborando come sempre attraverso un costante confronto, coniugando le evidenze scientifiche con i reali bisogni dell’agricoltura. Il percorso è appena iniziato e confidiamo nell’apertura di ulteriori tavoli di confronto sul tema del biocontrollo per garantire all’Italia e all’Unione europea un sistema normativo capace di valorizzare innovazione, competitività e sostenibilità".