(Adnkronos) - Il sodalizio fra 1000 Miglia e il Paese del Dragone continua. Alle 14:00 locali della giornata di ieri, l’atrio del Guangzhou Art Museum ha ospitato la presentazione ufficiale della 1000 Miglia Experience China 2025, seconda edizione della manifestazione organizzata dalla Federation Classic Car China su licenza ufficiale di 1000 Miglia. Fra gli altri, hanno preso parte alla conferenza il Console Generale d’Italia a Canton Valerio De Parolis, la Presidente dell’Istituto Italo Cinese Maria Rosa Azzolina e l’ex Ministro italiano dell’Economia Giovanni Tria. L’evento si svolgerà lungo l’arco di 9 giorni, dal 21 al 30 Novembre: i primi tre saranno dedicati all’esposizione delle vetture, affiancata da attività collaterali come l’organizzazione di talk e di esperienze interattive. Svoltasi poi anche la giornata training, mercoledì 25 Novembre avrà finalmente inizio la gara che, in 5 tappe, condurrà gli equipaggi su un tracciato di 1200 chilometri lungo i quali toccheranno 10 città della provincia di Guangdong, nella Cina Meridionale. Guangzhou ospiterà, come l’anno passato, la partenza e l’arrivo della corsa; Qingyuan, Kaiping e Shenzhen le città di tappa. Le vetture in gara verranno divise in 4 Classi, a partire dagli esemplari elegibili per la 1000 Miglia fino a quelli prodotti fino al 2004. "Portare qui, in Cina, la storia e lo spirito di 1000 Miglia è stato e continua ad essere per noi motivo di grande orgoglio e di entusiasmo, oltre che una preziosa occasione di incontro fra due mondi e due culture -dice Francesca Parolin, Chief Operating Officer 1000 Miglia Srl-. Condividere con la Cina l’essenza e l’unicità del brand 1000 Miglia è una grande soddisfazione, oltre che una conferma del buon lavoro fatto fino ad ora in termini di internazionalizzazione del marchio". "Insieme a vetture storiche splendide, 1000 Miglia porta con sé ciò che di meglio l’Italia ha da offrire: l’artigianalità, le competenze nella progettazione di automobili di fama mondiale, la passione per lo sport e la combinazione perfetta fra innovazione e tradizione -sottolinea Valerio De Parolis, Console Generale d’Italia a Canton-. Nell’anno in cui celebriamo 55 anni di relazioni diplomatiche fra Italia e Cina, la 1000 Miglia Experience China è da considerarsi un importante contributo alle relazioni culturali bilaterali che intercorrono tra i due paesi, in quanto le riempie di contenuti e prospettive positive".
(Adnkronos) - La mostra ‘Contemporanea, per un’arte responsabile’ “mira ad evidenziare l’importante patrimonio artistico dell'Inps in un palazzo del 1930 che vuole essere collettore di una serie di opere antiche e moderne per dimostrare la doppia anima dell'istituto: un'anima classica che si occupa delle necessità e dei bisogni delle persone e un'anima moderna che sa volare verso le tematiche più attuali e sa intercettare tutti i tipi di utenti, di necessità, di persone e di bisogni. Vogliamo far comprendere come l'istituto sia un mix di modernità e classicismo”. Così Mauro Saviano, direttore del Coordinamento metropolitano Inps di Milano all’inaugurazione della Mostra collettiva di artisti internazionali, questa mattina a Palazzo Piacentini. Un’iniziativa che si inserisce nella Milano Art Week e che nasce da un’idea del presidente dell’Istituto, Gabriele Fava. Sin dall’inizio del suo mandato, il presidente ha voluto mettere in pratica un modello di welfare che, attraverso l’arte e la cultura, si fa promotore di un nuovo concetto di welfare che riconosce nella cultura un diritto tanto quanto il lavoro e l’assistenza: “Il messaggio del presidente è quello di aprire le porte dell'Istituto a tutte le persone e a tutti i cittadini - ricorda Saviano - In questa iniziativa c’è tutto lo spirito divulgativo di quelle che sono le tematiche della previdenza, della sicurezza sociale, ma c’è anche l'apertura ai giovani e alle innovazioni”, conclude.
(Adnkronos) - Due terzi dei principali fiumi italiani è attualmente a rischio erosione con arretramenti della costa che arrivano fino a 10 metri all’anno. Il quadro emerge da uno studio pubblicato sulla rivista 'Estuarine, Coastal and Shelf Science' e condotto da Monica Bini e Marco Luppichini del dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa. La ricerca ha analizzato i cambiamenti delle coste sabbiose italiane negli ultimi 40 anni, dal 1984 al 2024, con particolare attenzione ai delta fluviali. Utilizzando un software che analizza immagini satellitari, Bini e Luppicchini hanno ricostruito l’evoluzione della costa italiana. Il risultato è che il 66% dei 40 principali fiumi italiani è soggetto all’erosione costiera, percentuale che sale 100% se si escludono le aree protette da difese artificiali. “Il cambiamento climatico sta avendo un impatto significativo sull'evoluzione delle coste italiane - spiega Marco Luppichini - in particolare incidono la diminuzione delle precipitazioni e l’aumento degli eventi meteorologici estremi che alterano il ciclo idrologico e la capacità dei corsi d’acqua di trasportare sedimenti fino alla costa. A questo si aggiungono l’innalzamento del livello del mare, che contribuisce alla scomparsa di tratti di litorale, e l’incremento della temperatura delle acque superficiali del Mediterraneo che intensifica tempeste e mareggiate, accelerando il processo erosivo e riducendo la resilienza delle spiagge”. Secondo lo studio, le aree più a rischio erosione sono il delta del Po, il Serchio, l’Arno, e l’Ombrone in Toscana e il delta del Sinni in Basilicata, tutte zone caratterizzate da un forte arretramento della linea di costa e da una significativa perdita di sedimenti dovuta a fattori climatici e antropici. Il delta del Po è una delle zone più vulnerabili a causa dell'innalzamento del livello del mare e della riduzione del trasporto sedimentario. Nonostante alcune aree mostrino avanzamenti della costa, molte parti registrano un progressivo arretramento, in particolare nei settori meno protetti da opere artificiali. In Toscana le foci dell’Arno e del Serchio sono soggette ad un arretramento costante di 2-3 metri all’anno mentre il delta dell’Ombrone registra una delle situazioni più critiche, con tassi di erosione fino a 5-6 metri all’anno. La ridotta disponibilità di sedimenti, dovuta a modifiche antropiche lungo il corso del fiume, e l'aumento delle mareggiate rende infatti questa zona particolarmente fragile, mettendo a rischio gli ecosistemi del Parco della Maremma e le attività economiche legate al turismo e all’agricoltura. Il delta del Sinni, in Basilicata, rappresenta infine uno dei casi più estremi, con un’erosione che supera i 10 metri all'anno, una delle più alte in Italia. “E’ chiara l’urgenza di adottare strategie sostenibili per gestire le coste, mitigare gli effetti dell’erosione e proteggere le aree più fragili - conclude Luppichini - grazie al nostro studio abbiamo realizzato un database omogeneo per l’intero territorio nazionale così da aiutare una possibile pianificazione degli interventi a difesa delle zone più a rischio, come i delta fluviali, veri e propri 'hotspot' della crisi climatica in corso”.