(Adnkronos) - “Non si tratta soltanto di impedire la guerra tra di noi, ma anche di formare una comunità di difesa. Non si tratta di minacciare o di conquistare, si tratta di scoraggiare qualsiasi attacco dall’esterno spinto dall’odio contro un’Europa unita”. Con queste parole, ricordate oggi da Pina Picerno, vicepresidente del Parlamento europeo, Alcide De Gasperi inquadrava la difesa comune europea. Non una minaccia alla pace dei popoli, ma l’esatto contrario: una forza di deterrenza necessaria per difendere i diritti e la democrazia. Il tema, mai così cruciale nella storia europea, è stato al centro dell’evento “L’Eredità di De Gasperi: l’Europa della difesa della libertà“, promosso dalla Fondazione De Gasperi in collaborazione con l’Ufficio del Parlamento europeo in Italia che si è tenuto oggi, 29 gennaio 2026, a Roma. Le parole richiamate all’inizio di questo testo sono state pronunciate 1951, un momento storico in cui De Gasperi sognava una Comunità Europea di Difesa (Ced) che però il Parlamento francese avrebbe affossato pochi giorni dopo la morte dello statista italiano. Nonostante il fallimento politico, il suo insegnamento è rimasto vivido nella storia e negli sviluppi dell’Unione: “La storia di De Gasperi è veramente una fonte di ispirazione per tutti coloro che credono nell’Europa”, ha detto la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ricordando quanto sia “importante, in questi giorni, non dare per scontate l’eredità”, di De Gasperi e dei padri fondatori. Ma cosa significa realmente difesa comune? Non è un tema tecnico o burocratico. “La difesa significava una cosa semplice: non dipendere dagli altri per essere liberi”, ha evidenziato Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento europeo. E qui sta il nocciolo della questione: “Abbiamo dato per scontato la pace. De Gasperi ci direbbe che le democrazie diventano più deboli quando non sono sotto attacco, quando si convincono che non si devono difendere“. L’Italia mantiene un ruolo centrale in questa riflessione non solo in quanto Paese fondatore, ma in quanto “Paese di confine, un crocevia tra nord e sud, est e ovest”. L’Unione europea si fonda proprio sulla necessità di dialogo tra i popoli, sul desiderio di pace. La stessa pace che oggi è minacciata da Levante e da Ponente e che può essere tutelata solo con la difesa. Questa della deterrenza sembra una teoria nata negli ultimi tempi, ma basterebbe tornare alla fine del secolo scorso per capire che non è così. La visione di De Gasperi andava oltre la semplice dissuasione militare. “L’Europa è una risposta concreta a un’esigenza drammatica: come evitare quello che era successo fino al giorno prima” della sua fondazione.”Per lui la libertà, la sicurezza e la democrazia sono tre cose che camminano insieme, non sono concetti astratti o separati. Solo le tre insieme possono dare quella prospettiva di libertà e pace di cui tutti abbiamo bisogno“, ha sottolineato Sberna. Dario Nardella, eurodeputato del Partito Democratico, ha ribadito con un dato storico incontrovertibile: “Voi che avete studiato la storia, considerate che non c’è stato mai periodo così lungo come gli 80 anni che passano dalla nascita dell’Unione Europea ad oggi senza conflitti. Neanche la Pax Romana tra il primo e il secondo secolo arrivò a tanto”. Prima di ogni cosa, “l’Europa ha senso perché senza di essa non avremmo quella pace nella quale tutti noi siamo nati”. Secondo Paolo Alli, Segretario generale della Fondazione De Gasperi, il pensiero dello statista era radicato in un’esperienza storica profonda. “Quest’uomo visse 65 anni nella sofferenza di due guerre. Fu imprigionato dai fascisti, per 14 anni lavorò come impiegato alla Biblioteca Apostolica Vaticana, fu poverissimo”. Ma da quella sofferenza nacque la grandezza morale e politica che lo portò a vedere che “l’Europa potrebbe funzionare solo se paesi come l’Italia si assumono fino in fondo il proprio ruolo“. Per De Gasperi, ha ricordato Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo, non si trattava di costruire muri ma di superarli. “Pochi uomini seppero interpretare il desiderio di comunione di popoli. De Gasperi è tra i primi di questi, in Italia il primo, perché seppe tradurre nella pratica politica quell’idea nata sull’isola di Ventotene”. Non tutti però hanno abbracciato il concetto di difesa comune senza riserve. Pasquale Tridico, capogruppo del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo, ha ricordato che “De Gasperi era uno dei principali sostenitori della difesa comune. Però la difesa comune in uno Stato avanzato, democratico, liberale si sottopone al controllo democratico“. Per Tridico, “L’Europa oggi soffre di un deficit democratico. Voi cittadini, attraverso di noi al Parlamento europeo, possiamo controllare l’esercito che dovremmo fare. Questo è il più grave problema che si pone nel momento in cui si parla di una difesa comune“. “De Gasperi – sottolinea il capogruppo – perseguiva la giustizia sociale attraverso lo Stato sociale. È il principale mezzo di distribuzione che in Europa abbiamo costruito con tanto impegno”. “Oggi purtroppo noi sottraiamo risorse a questo compromesso”, ha avvertito l’eurodeputato, denunciando una concentrazione di ricchezza insostenibile in cui “12 persone detengono la ricchezza di mezzo pianeta”, secondo i dati più recenti di Oxfam. La vera sicurezza, ha lasciato intendere, passa anche dal garantire pari opportunità per tutti i cittadini europei. La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha voluto ribadire con forza un messaggio: “Come europei, noi dobbiamo essere orgogliosi di chi siamo e da dove veniamo. Possiamo essere orgogliosi dei progressi della nostra Unione”. Per sfatare il mito di un’Europa debole, Metsola è ricorsa ai dati: “Sette delle dieci economie più forti al mondo sono europee. Abbiamo un mercato unico di 450 milioni di persone. Abbiamo talenti straordinari, abbiamo leadership in aerospazio, chimica, trasporto. Noi possiamo essere leader nel mondo“. Per la presidente del Pe, il vulnus è la narrazione che si fa dell’Europa. Una narrazione desolante, che spesso noi europei riecheggiamo invece di contrastare: “Penso che noi non diamo abbastanza fiducia a noi stessi. Dobbiamo essere orgogliosi di chi siamo”, ha chiosato la presidente. Carlo Corazza, moderatore dell’evento e direttore dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, ha portato l’attenzione su un concetto chiave del pensiero di De Gasperi: la distinzione netta tra amor patrio e nazionalismo. “Una cosa positiva Trump l’ha fatta: ci ha fatto capire l’importanza dell’Unione europea“, ha osservato Corazza con pragmatismo. Corazza ha sottolineato come “De Gasperi distingueva nitidamente il suo amor patrio dal nazionalismo. L’amor patrio è inclusivo, il nazionalismo è divisivo. Per lui l’amor patrio è di una patria italiana che lui ama in quanto parte di una patria europea”. E qui emerge l’immagine più verace di De Gasperi: “L’Europa di oggi non è questa entità astratta che possiamo ogni tanto insultare. L’Europa è fatta di uomini e donne chiamati a dare risposte in maniera urgente per difendere la nostra indipendenza e la nostra libertà. Non c’è nessuna retorica in questo”, ammonisce Corazza criticando la narrazione, spesso tanto ideologica e poco pratica, che si fa dall’Unione europea. L’evento è stata anche un’occasione per ricordare il ruolo del Parlamento europeo. Non una semplice camera di ratifica di decisioni prese altrove, bensì il luogo dove la democrazia europea si fa concreta ogni giorno. Sberna ha ricordato che “il messaggio che deve uscire dal Parlamento europeo è un messaggio di unità. Noi condizioniamo il destino di mezzo miliardo di persone ogni volta che votiamo“. La presidente Metsola ha ricordato come l’Europarlamento sia la più alta espressione del potere che ogni singolo cittadino europeo detiene. “De Gasperi – ha ricordato la presidente del Pe – non ha aspettato che il cambiamento arrivasse da solo. Ha agito per creare l’Europa che voleva vedere. L’Europa è un’idea condivisa, un progetto vivo che ha bisogno del contributo di tutti e che prospera solo se ogni nuova generazione la porta avanti”. Questo messaggio è diretto soprattutto ai giovani. “Ciascuno di noi ha veramente il potenziale di trasformare l’Europa”, ha concluso Metsola. “Questo è in fondo l’eredità di libertà, di democrazia dei padri fondatori che continua a vivere attraverso di noi e nelle nostre azioni quotidiane, guidandoci nella costruzione di un futuro migliore, più forte, più unito e fondato sulla pace“. L’appello è rivolto alla generazione che eredita questa pace: costruirla, mantenerla, difenderla, non è compito delle istituzioni soltanto, ma di ciascuno. Come De Gasperi insegnò con la sua vita, il cambiamento arriva quando le persone decidono che non è più accettabile stare fermi.
(Adnkronos) - Troppe le morti quotidiane sui luoghi di lavoro o gli incidenti che ogni anno rendono inabili quanti operano in ambito agricolo. E' l'allarme che ha lanciato Cia Calabria Nord nel corso di un convegno organizzato a Cassano allo Ionio, rivolto alle imprese agricole del territorio e dedicato appunto al tema della sicurezza sul lavoro in agricoltura, con l’obiettivo di promuovere una cultura della prevenzione, della consapevolezza e della collaborazione tra istituzioni, enti di controllo e mondo produttivo rurale. "Vogliamo dare un segnale forte, un segnale incisivo per adottare tutti i mezzi di sicurezza in agricoltura, ma allo stesso tempo vogliamo creare un'opportunità per le aziende perché fare sicurezza sui luoghi di lavoro significa dare opportunità alle imprese. Oggi noi qui abbiamo voluto dare delle dimostrazioni ma anche una formazione per gli agricoltori e per gli operatori per operare in sicurezza in agricoltura, un tema fondamentale che la nostra organizzazione sta cercando di portare avanti", ha detto Luca Pignataro, presidente di Cia Calabria Nord. Il seminario, tenuto in collaborazione con l’Ispettorato nazionale del lavoro, l’Inail, l’Inps, la Regione Calabria, l’Arsac, la Camera di Commercio di Cosenza, il Comune di Cassano all’Ionio e l’Ebat-Fimi di Cosenza, dal titolo 'Coltivare la sicurezza - Conoscenza e consapevolezza, strumenti di prevenzione e legalità', si è svolto presso l’AeroClub Sibari Fly di Cassano all’Ionio. L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di confronto e approfondimento sui temi della sicurezza nei luoghi di lavoro agricoli, della prevenzione degli infortuni, del rispetto delle regole e della tutela dei lavoratori, coinvolgendo istituzioni, rappresentanti del mondo agricolo e operatori del settore. I lavori, coordinati dall’esperto in comunicazione sociale, Valerio Caparelli, si sono aperti con i saluti istituzionali di: Luca Pignataro, presidente di Cia Calabria Nord; Gianpaolo Iacobini, sindaco di Cassano all’Ionio; Klaus Algieri, presidente della Camera di Commercio di Cosenza; Massimiliano Mura, direttore provinciale dell’Inl Cosenza; Alessandra Baffa, Direttrice reggente della sede Inail di Cosenza; Angelo Maria Manna, Direttore provinciale dell’Inps Cosenza; Fulvia Caligiuri, direttore generale dell’Arsac; Giuseppe Iiritano, dirigente generale del dipartimento agricoltura della Regione Calabria. L’incontro, molto partecipato anche da studenti degli Istituti agrari di Trebisacce, Cosenza e Rende, ha avuto come fine quello di rafforzare negli imprenditori, nei professionisti e nei lavoratori operanti nelle imprese agricole la percezione del rischio e la conoscenza degli strumenti normativi, tecnici e finanziari disponibili per migliorare le condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro. Spesso, quando si parla di ispettori del lavoro si pensa solo ai controlli: in realtà, dal seminario è emerso come il controllo sia invece uno strumento di garanzia per i lavoratori e per tutte quelle imprese che rispettano le regole. Una conoscenza di regole, norme e finanziamenti resa interessante quanto utile grazie all’intervento di qualificati tecnici e ispettori degli organi di vigilanza e previdenza sociale, che sono intervenuti nell’occasione per illustrare le rispettive prerogative di missione e i ruoli complementari che ciascun organismo svolge nel garantire la tutela dei lavoratori e la regolarità del comparto agricolo, offrendo ai presenti un quadro articolato e concreto delle principali criticità e delle opportunità presenti nel settore agricolo. Ha introdotto la sessione tecnica Luigi Gallo, funzionario ispettivo dell’Ispettorato nazionale del lavoro di Cosenza, che ha approfondito il tema della sicurezza nell’utilizzo delle macchine agricole, soffermandosi sulle principali cause di infortunio e l’importanza di applicare gli obblighi normativi. Particolare attenzione è stata riservata proprio alle opportunità economiche e strutturali che Inail e altri enti competenti mettono a disposizione, utili a favorire investimenti in tecnologie innovative e in pratiche di prevenzione attiva. A tal proposito ha relazionato il coordinatore della Ctss di Inail Calabria, Stefano Busonero, che ha illustrato dettagliatamente agli interessati tutti gli incentivi e le misure di sostegno alle imprese che investono in prevenzione, evidenziando il ruolo strategico dell’Inail a supporto di tutto il comparto agricolo. L’agricoltura, settore vitale per l’economia e per la coesione sociale della Calabria, deve poter contare su una comunità consapevole dei rischi, ma anche delle opportunità che la sicurezza e la regolarità contributiva rappresentano per il settore, considerando l’adesione ai corretti comportamenti sul lavoro e alla legalità delle azioni fiscali messe in campo come un importante investimento sul benessere, l’efficienza produttiva e la reputazione dell’impresa agricola moderna. Letizia Canino, funzionario ispettivo Inps Cosenza, ha affrontato in tal senso il tema della sicurezza sul lavoro e della sicurezza sociale, sottolineando come la legalità rappresenti una leva fondamentale per lo sviluppo e la competitività del settore. La sessione tecnico-informativa si è conclusa con l’intervento di Danilo De Lellis, responsabile dell’ufficio lavoro Cia, che ha relazionato sul tema della sicurezza sul lavoro in agricoltura oggi, tra sfide, opportunità e soluzioni operative per le imprese. Nel corso dell’evento si è svolta anche la consegna di un defibrillatore di ultima generazione a Giovanni De Gregorio, titolare dell’azienda ortovivaistica di Bisignano. Il dono concesso dall’Ebat-Fimi Cosenza è stato conferito all’azienda associata a Cia Coltivatori Italiani dal presidente dell’ente bilaterale, Antonio De Gregorio, che nel suo intervento ha inteso sottolineare l’importanza che riveste un gesto concreto di attenzione alla salute e alla sicurezza all’interno di un contesto produttivo agricolo. I lavori mattutini si sono poi conclusi con l’intervento di Nicodemo Podella, presidente regionale di Cia Calabria, che ha ribadito l’importanza di promuovere una cultura della prevenzione condivisa, fondata sulla collaborazione tra istituzioni e imprese. Nel pomeriggio si è invece tenuta la sessione tecnico-operativa sul campo, curata da Giampietro Guido, amministratore di Cria Sm, con una dimostrazione pratica dei dispositivi di sicurezza applicabili ai mezzi meccanici agricoli, offrendo ai partecipanti indicazioni operative immediatamente spendibili. Con questo evento, Cia Agricoltori Italiani conferma il proprio impegno nel promuovere informazione, consapevolezza e legalità, elementi imprescindibili per un’agricoltura sicura, moderna e rispettosa del lavoro, facendosi promotrice di un dialogo costruttivo e continuo tra il mondo agricolo e le istituzioni, fondato su prossimità, fiducia e collaborazione, nella piena convinzione che solo attraverso una rete sinergica tra imprese, enti ispettivi e associazioni di categoria sia possibile garantire legalità, tutela dei lavoratori e sostenibilità delle attività agricole.
(Adnkronos) - Meno plastica, più buone pratiche e attenzione all’ambiente per ridurre ulteriormente l’inquinamento da plastica, stimolare la partecipazione, la raccolta differenziata e il riciclo, intensificando le attività di educazione e sensibilizzazione sui comportamenti virtuosi. Ruota intorno a questi cardini l’accordo siglato tra Università Campus Bio-Medico di Roma (Ucbm) e Plastic Free Onlus, uno dei maggiori soggetti del volontariato nazionale e internazionale attivo nella lotta all’inquinamento da plastica. Alla firma hanno partecipato l’ad e dg di Ucbm Andrea Rossi e Margherita Maiani, segretaria generale di Plastic Free Onlus, e il referente regionale Plastic Free Onlus del Lazio, Lorenzo Paris. Grazie a questo accordo, coordinato dal direttore Operations Antonio Bottini, Ucbm entra nella 'Rete delle Università per l'Ambiente Plastic Free', network nazionale dedicato allo scambio di buone pratiche per la riduzione dell'uso della plastica, promuoverà nuove iniziative e potrà aderire a quelle promosse da Plastic Free Onlus accrescendo così in tutta la comunità universitaria la consapevolezza su questi temi. La collaborazione tra l’Università Campus Bio-Medico di Roma e Plastic Free Onlus si inserisce in un percorso avviato da diversi anni dall’Ateneo sul fronte della sostenibilità ambientale. In questo contesto, Ucbm ha istituito il Dipartimento di Scienze e Bio-Tecnologie, valorizzando linee di ricerca collegate alle grandi sfide globali delineate dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sdgs) delle Nazioni Unite. A conferma di questo impegno, nell’ambito della campagna 'That’s Life', l’Università ha donato a tutti gli studenti borracce riutilizzabili, promuovendo uno stile di vita attento alla sostenibilità ambientale a partire dalle piccole scelte quotidiane. Parallelamente, sono stati installati all’interno dell’Ateneo distributori di acqua microfiltrata, con l’obiettivo di ridurre l’utilizzo della plastica monouso. Più di recente Ucbm ha adottato al suo interno il Sistema di Gestione Ambientale con Certificazione ISO 14001 ed è inoltre membro della 'Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile”' (Rus), promossa dalla Crui. "Grazie a questo accordo con Plastic Free Onlus avviamo un’azione concreta per ridurre l’uso della plastica monouso nei nostri spazi - ha sottolineato l’ad e dg di Ucbm Andrea Rossi - Il nostro campus vive a contatto con un’area naturale protetta come la Riserva di Decima Malafede, qui la sostenibilità non è un tema astratto, è responsabilità quotidiana. Coerentemente con l’approccio One Health, vogliamo tradurre il legame tra ambiente e salute in scelte reali, capaci di incidere sul modo in cui viviamo l’Università ogni giorno. Questo percorso ha anche un valore educativo, perché il cambiamento passa da comportamenti semplici, ripetuti e condivisi. È un impegno che chiediamo a tutta la comunità accademica, con un obiettivo chiaro: ridurre l’impatto e aumentare la consapevolezza". “Con l’ingresso dell’Università Campus Bio-Medico di Roma nella nostra Rete delle Università per l’Ambiente - ha ricordato Margherita Maiani, segretario generale di Plastic Free Onlus - si consolida un’alleanza preziosa tra impegno ambientale e formazione scientifica centrata sulla persona. L’inquinamento da plastica non è più solo un’emergenza ecologica: è una minaccia concreta per la salute pubblica, che richiede competenze trasversali, ricerca rigorosa e una visione integrata dell’essere umano e dell’ambiente che lo circonda. Le micro e nanoplastiche sono ormai state rinvenute nei polmoni, nel sangue, nella placenta e in altri tessuti del corpo umano, con possibili effetti sul sistema endocrino, sul neurosviluppo e sul metabolismo. Per questo è così importante poter contare su un Ateneo come il Campus Bio-Medico, che unisce scienza, cura e responsabilità sociale: insieme possiamo costruire un cambiamento culturale profondo, che metta al centro la salute delle persone e del pianeta”.