(Adnkronos) - Da stasera, sabato 21 marzo, comincia il serale di Amici, il talent show condotto da Maria De Filippi, in onda su Canale 5. Gli allievi in gara sono 17 e sono divisi in tre squadre: Gard, Opi e Valentina (cantanti) Alessio e Kiara (ballerini) capitanati da Anna Pettinelli ed Emanuel Lo. Caterina, Elena, Plasma, Riccardo (cantanti) Antonio, Emiliano, Nicola (ballerini) guidati dal duo formato da Alessandra Celentano e Rudy Zerbi. Angie, Lorenzo, Michele (cantanti) Alex e Simone (ballerini) nel team di Lorella Cuccarini e Veronica Peparini. Le poltrone dei giurati diventano quattro: Gigi D’Alessio, Amadeus, Elena D’Amario e Cristiano Malgioglio. Nel cast del talent ‘Amici’ in un ruolo tutto da scoprire il conduttore Alessandro Cattelan. In questa prima puntata il momento comico è affidato all’irresistibile ironia del duo di attori formato da: Pio e Amedeo. E come super ospite della prima puntata evento del talent Amici Annalisa che presenta il suo nuovo singolo ‘Canzone estiva’.
(Adnkronos) - "Noi auspichiamo che si possa arrivare a una chiusura del terzo contratto con grande rapidità. So che ci sono ottime probabilità di una chiusura rapida. Questo è importante, non c'è mai astato un governo che abbia chiuso tre contratti in un legislatura". Lo ha detto Giuseppe Valditara, ministro dell'Istruzione e del Merito, a margine del Xiii congresso Snals -Confsal a Roma. "La scuola torna ad essere protagonista. E' importante il dibattito e ma i si è parlato così tanto di scuola come in questa legislatura e questo sta a significare che abbiamo rimesso la scuola al centro. Per me - ha sottolineato Valditara - è fondamentale insistere nel processo di valorizzazione del personale scolastico, ridare autorevolezza ai docenti, da lì passa veramente il futuro della nostra società. Credo quindi che le tante misure che abbiamo messo in campo siano utili per questo fine che è strategico per l'Italia del futuro". "L'autorevolezza dei docenti, l'autorevolezza del personale della scuola non si esaurisce soltanto nel contratto, nell'aspetto economico. Innanzitutto c'è un ripristino di autorità del docente all'interno delle classi. Ecco perché ho voluto insistere sul tema della condotta, sul tema di quelle norme che ridanno concretamente dei poteri al docente all'interno delle classi. Anche questo è un passaggio culturale importante. Dobbiamo ripristinare il fatto che il docente non è colui che esprime delle opinioni ma è colui che trasmette un sapere con cui si avvia il dialogo necessario con cui si apre un approfondimento, un docente che suggerisce, che stimola lo spirito critico ma è innanzitutto il docente che deve essere ripristinato nella sua figura come un tempo si usava la parola maestro con la M maiuscola e il professore con la P maiuscola è il docente che è colui che possiede le conoscenze e le competenze necessarie per far crescere le conoscenze e le competenze nello studente. E guardate che questo non è un passaggio di poco conto è una piccola rivoluzione culturale". Ha aggiunto il ministro. "Poi c'è un altro aspetto che mi sta molto a cuore la difesa della figura del docente del personale scolastico del dirigente scolastico nei confronti del mondo esterno nei confronti anche di quei genitori che non hanno capito che ci deve essere una grande alleanza una forte alleanza fra famiglie e scuola perché senza questa grande alleanza non si va da nessuna parte e allora ecco perché alcune misure come l'arresto in flagranza nei confronti o in semifagranza nei confronti di chi aggredisca personale scolastico, il risarcimento del danno di immagini la difesa dell'avvocatura dello Stato la difesa legale, l'incremento delle sanzioni nei confronti di chi aggredisce personale scolastico e voglio dire che queste misure stanno iniziando a funzionare perché se andiamo a guardare le statistiche le aggressioni fatte da genitori, fatte da esterni a personale scolastico si sono ridotte di un terzo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno", ha aggiunto Valditara.
(Adnkronos) - Incendi, tempeste, infestazioni di insetti xilofagi: sono le principali minacce alle foreste europee, secondo uno studio internazionale pubblicato su Science, cui ha partecipato anche l’Italia con l’Istituto per i sistemi agricoli e forestali del Mediterraneo del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isafom), che ha fornito la valutazione più completa finora disponibile sull’evoluzione dei disturbi forestali in Europa fino al 2100, in diversi scenari climatici. Lo studio - spiega il Cnr in una nota - ha integrato osservazioni satellitari raccolte nell’arco di oltre trent’anni (1986-2020) con simulazioni modellistiche avanzate di ecosistemi forestali condotte in 13mila siti distribuiti in tutta Europa. Il database, costituito da circa 135 milioni di punti di simulazione, è stato utilizzato per addestrare un modello basato su intelligenza artificiale in grado di proiettare lo sviluppo delle foreste e i regimi di disturbo con una risoluzione spaziale di un ettaro. Quest’approccio ha consentito una valutazione dettagliata e spazialmente esplicita dell’evoluzione del rischio di disturbo nei diversi scenari climatici. I risultati indicano, tra le principali minacce alle foreste europee, l’incidenza crescente di incendi, tempeste e infestazioni di insetti xilofagi (come il bostrico), evidenziando che i disturbi forestali aumenteranno in tutti gli scenari considerati. “Le foreste sono sistemi dinamici nei quali la mortalità degli alberi rappresenta una componente naturale dei processi ecologici. Tuttavia, il cambiamento climatico sta amplificando frequenza e intensità dei disturbi su larga scala. Negli ultimi anni, diverse regioni europee - in particolare nell’Europa centrale e meridionale - hanno registrato livelli senza precedenti di danno forestale associati a eventi meteorologici estremi, siccità prolungate e infestazione da insetti. Queste tendenze sollevano interrogativi cruciali sulla stabilità futura degli ecosistemi forestali e sulla loro capacità di continuare a garantire funzioni fondamentali quali l’assorbimento di carbonio, la produzione di legno, la conservazione della biodiversità e la regolazione del clima”, afferma Alessio Collalti, ricercatore del Cnr-Isafom di Perugia che ha partecipato allo studio, responsabile del Laboratorio di Modellistica Forestale dell’Istituto. Anche nelle traiettorie di riscaldamento più moderate, i livelli di danno attesi superano quelli osservati nel periodo di riferimento, già caratterizzato da un’elevata intensità di disturbi. Negli scenari ad alte emissioni, associati a un incremento della temperatura globale superiore a 4°C entro il 2100, la superficie forestale interessata da disturbi potrebbe più che raddoppiare. Le differenze regionali risultano marcate. L’Europa meridionale e occidentale emerge come particolarmente vulnerabile, con un aumento significativo degli incendi e dello stress idrico, condizioni che favoriscono anche la diffusione di insetti dannosi. L’Europa settentrionale appare complessivamente meno colpita su scala continentale, ma sono attesi hotspot locali di crescente vulnerabilità. Questi risultati indicano che i disturbi forestali stanno assumendo una dimensione sistemica, con implicazioni per i mercati del legno, per i bilanci di carbonio e per la resilienza degli ecosistemi. “I disturbi stanno diventando un fattore determinante del bilancio del carbonio delle foreste europee. Comprenderne l’evoluzione futura è essenziale per definire strategie di mitigazione climatica che tengano conto della reale dinamica forestale”, conclude Collalti. Daniela Dalmonech, ricercatrice presso lo stesso laboratorio e coautrice del lavoro, aggiunge: “I nostri risultati evidenziano la necessità di integrare il rischio di disturbo nelle politiche forestali e nella pianificazione gestionale. Strategie adattative volte ad aumentare la diversità strutturale e la resilienza degli ecosistemi saranno fondamentali nei prossimi decenni”. Tuttavia, lo studio sottolinea anche come tali fattori di rischio possano offrire anche opportunità di trasformazione. I processi di rinnovazione successivi agli eventi estremi possono, infatti, favorire l’insediamento di popolamenti più adattati alle nuove condizioni climatiche, a condizione che gli interventi gestionali siano guidati da solide basi scientifiche. “Nel complesso la ricerca evidenzia come il cambiamento climatico sia destinato a modificare profondamente i regimi di disturbo delle foreste europee nel corso del XXI secolo. Anticipare tali cambiamenti attraverso modellistica integrata, monitoraggio continuo e gestione adattativa sarà cruciale per salvaguardare le funzioni ecologiche e socio-economiche delle foreste in un contesto di rapido riscaldamento globale”, conclude Collalti.