INFORMAZIONIIgeam srl Gestione Risorse Umane e Formazione Aziendale, Consulenza Ruolo: Responsabile BU "H&S Industria e Sanità" Area: (responsabile) Quality, Health, Safety & Environment Antonio Amatruda |
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(Adnkronos) - Se l'orologio del cervello non funziona bene, la mente usa lo spazio. Una ricerca dell'università Sapienza e della Fondazione Santa Lucia Irccs di Roma ha dimostrato che il cervello umano ricorre allo spazio per rappresentare gli intervalli temporali come strategia compensativa quando gli orologi cerebrali interni sono poco efficienti. Lo studio è pubblicato su 'NeuroImage'. Le persone ricorrono spesso a gesti spazialmente definiti, come il movimento delle mani da sinistra a destra o da dietro in avanti, per rappresentare e comunicare lo scorrere del tempo, spiegano i ricercatori. Questi gesti accompagnano naturalmente espressioni che appartengono al linguaggio quotidiano come 'prima-dopo', 'ieri-domani', 'presto-tardi'. Non è un caso che la rappresentazione spaziale del tempo sia profondamente radicata in modi di esprimersi comuni quali 'lasciarsi il passato alle spalle', e sia utilizzata anche per descrivere concetti complessi e contro intuitivi, come la 'curvatura dello spazio-tempo' nella teoria della relatività. Tutti questi fenomeni possono dipendere dal fatto che il cervello umano rappresenta il tempo in modo intrinsecamente spaziale? Lo studio, coordinato da Fabrizio Doricchi della Sapienza, in collaborazione con la Fondazione Santa Lucia Irccs, ha dimostrato che "nel cervello umano la rappresentazione spaziale del tempo non è primaria, ma è frutto di un meccanismo secondario che è innescato quando gli orologi cerebrali sono attivati in modo impreciso. In altre parole, quando i nostri timer cerebrali non sono attivati in modo ottimale il cervello chiede aiuto alle aree che elaborano le informazioni spaziali e inizia a visualizzare il tempo come se fosse una distanza". Gli autori hanno messo in luce questo fenomeno studiando le risposte elettroencefalografiche (Eeg) registrate durante l'esecuzione di un compito che richiedeva a degli osservatori di spingere un tasto posto alla loro sinistra quando la durata di uno stimolo visivo era giudicata corta e un tasto a destra quando era giudicata lunga. In questo compito la rappresentazione spaziale del tempo è rivelata dal fatto che le persone premono più velocemente il pulsante posto alla loro sinistra quando decidono che un intervallo di tempo è breve e, viceversa, premono più velocemente quello posto alla loro destra quando ritengono che l'intervallo sia lungo, proprio come se il tempo, cioè il passaggio da una durata breve a una più lunga, fluisse da sinistra a destra. I ricercatori hanno osservato che questo fenomeno, ben consolidato nella letteratura scientifica e denominato Stearc (Spatial-Temporal Association of Response Codes), è assente quando le decisioni sulla durata degli stimoli visivi sono veloci, mentre compare solamente quando le decisioni sono lente. Lo studio delle risposte Eeg ha rivelato inoltre "che la comparsa della rappresentazione spaziale del tempo nelle prove con decisioni lente era preceduta da un funzionamento non ottimale dei meccanismi cerebrali che calcolano in modo non spaziale le durate temporali, come ad esempio tramite l'accumulo dei battiti di un orologio". "In passato - concludono gli scienziati - non era chiaro se il cervello rappresentasse lo scorrere del tempo in modo intrinsecamente spaziale, lungo quella che comunemente è definita la 'linea mentale del tempo': questo studio chiarisce per la prima volta quando, come e perché il cervello ricorre allo spazio per aiutare l'elaborazione del tempo".
(Adnkronos) - 'Buona la prima' per il corso di Comunicazione e Marketing promosso da Cinecittà e organizzato da Adnkronos Comunicazione. Dopo tre mesi e 120 ore di lezioni, laboratori, esperienze, con protagonisti del giornalismo, della comunicazione e del mercato, il corso si è chiuso con la consegna degli attestati e la presentazione di podcast e vodcast inediti originali dedicati al cinema e alla storia di Cinecittà. Il corso è parte del percorso del LuceLabCinecittà, che prevede corsi di formazione e avviamento professionale gratuiti per creare nuove figure del comparto audiovisivo, finanziato con fondi Pnrr del Ministero della Cultura. Al corso hanno preso parte 30 giovani selezionati dopo un boom di iscrizioni (oltre 1.500 da tutta Italia), per 120 ore di laboratorio in tre mesi, erogato come tutti quelli del LabCinecittà in maniera interamente gratuita, presso il Palazzo dell’Informazione Adnkronos a Roma. Molto elevato il tasso di frequenza, prova dell’interesse per l’offerta e per le lezioni tenute da un corpo docenti di assoluta eccellenza, composto da rappresentanti di punta del mondo del giornalismo, dell’informazione cinematografica, della comunicazione di prodotto e istituzionale, del mercato audiovisivo, dell’ufficio stampa, di radio e tv. Con un mix di lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche gli allievi hanno approfondito i diversi campi della comunicazione e del marketing applicati all’audiovisivo: il giornalismo classico e quello digitale, la scrittura per il cinema, le agenzie stampa, la critica cinematografica, l’ufficio stampa, i nuovi media, la comunicazione sui social, la TV e la radio, la fotonotizia, l’intervista. E ancora il mondo del marketing, le regole e l’applicazione nel cinema e sul territorio; l’organizzazione di eventi promozionali legati alla distribuzione, e istituzionali; gli ecosistemi mediali, l’elaborazione di un piano editoriale, il ‘tone of voice’, lo storytelling, l’Intelligenza Artificiale. Lo studio e la produzione di podcast e vodcast. Il corso progettato dalla più importante istituzione cinematografica del paese e da un marchio di eccellenza della nostra informazione, si è posto l’obiettivo di formare professionisti in grado di operare in un settore cruciale dell’industria culturale, innestando storiche esperienze con l’energia e le necessità delle nuove generazioni. "Da decenni Cinecittà e il Luce - dichiara Antonio Saccone, Presidente di Cinecittà - sono poli di comunicazione collettiva e produttori di immaginario. Sappiamo per storia e lavoro quotidiano quanto la comunicazione sia fondamentale nel vivere sociale: la comunicazione crea discorso pubblico, influenza sistemi di valori ed è un termometro della convivenza. In questi mesi con il corso di Cinecittà e Adnkronos Comunicazione abbiamo cercato di trasmettere a giovani comunicatori esperienze, pratiche, deontologie, conoscenze, e un po’ di quella sana follia immaginativa che serve non solo a dare conto di come è fatto il mondo, ma a incidervi un discorso. Crediamo che ragazze e ragazzi ne siano usciti con un senso in più, e che qualunque sentiero intraprendano da oggi sappiano, grazie a Cinecittà, che il cinema e l’audiovisivo non sono solo intrattenimento, ma strumenti per conoscere, e in certi casi migliorare il mondo in cui viviamo". Gli studenti durante il corso si sono cimentati in esercitazioni pratiche su articoli di cronaca, comunicati stampa, l’intervista, fotonotizia e reportage, recensione (radio e scritta), piano editoriale per i social, progettazione festival ed eventi. Negli ultimi 3 weekend di laboratorio sono entrati nelle sale di regia e produzione di Adnkronos per la produzione di podcast e vodcast originali, dedicati al cinema, alla grande storia di Cinecittà e al racconto personale della loro esperienza di giovani comunicatori.
(Adnkronos) - “I sistemi di trattamento dell'acqua possono risolvere tutti i problemi legati all'eventuale inquinamento. I sistemi di trattamento al punto d'uso, cioè quelli installati al rubinetto, vengono utilizzati principalmente per migliorare le caratteristiche organolettiche dell'acqua. Tuttavia, grazie all'adozione di particolari elementi filtranti, come i carboni attivi, membrane o microfiltri, possono anche rimuovere eventuali sostanze indesiderabili. L'importante, in questi casi, è la manutenzione periodica che deve essere effettuata e affidarsi per l'acquisto e la manutenzione ad aziende qualificate e a personale adeguatamente formato”. Sono le parole di Giorgio Temporelli, esperto in normativa e tecnologie per il trattamento delle acque, al talk organizzato oggi a Milano da Culligan, ‘L’acqua del futuro è smart’. “Va sfatato il mito che l'acqua calcarea, cioè l'acqua dura, faccia venire i calcoli renali, che è il pensiero più diffuso. I calcoli renali sono formati essenzialmente da ossalato di calcio, che è prodotto dal metabolismo della persona, piuttosto che ingerito attraverso cibi e vegetali, mentre il calcare presente nell'acqua è carbonato di calcio e non c'entra nulla. Calcio e magnesio fanno bene alla salute umana - spiega l’esperto Temporelli - Diverso è , invece, l’impatto del calcare sulla tecnologia. Sappiamo, infatti, che gli impianti soffrono per la presenza di calcare. Questa problematica l può essere ridotta con l’adozione di opportune tecnologie, come gli addolcitori”. “I Pfas sono considerati inquinanti eterni e da almeno dieci anni se ne parla in modo approfondito. Sono sostanze molto pericolose poiché estremamente persistenti nell'ambiente, grazie alla loro composizione, il legame fluoro-carbonio, che le rende praticamente indistruttibili. Essi permangono nell'ambiente e sono presenti ovunque, anche nelle fonti di alimentazione come cibi e acqua - illustra - Un dato che desta particolare preoccupazione. La nuova normativa li attenziona infatti con tre parametri. I Pfas si possono rimuovere efficientemente - e questo è stato visto dai gestori di acquedotto - con i carboni attivi o, per quelli con la catena ultra corta, con tecnologie più spinte, come l'osmosi inversa”. “Similmente ai Pfas, anche le microplastiche sono considerate inquinanti eterni e si accumulano nell'ambiente - sottolinea Temporelli - La loro presenza nell'acqua è accertata e ci sono molti studi che attestano che l'ingestione di microparticelle di plastica si aggira nell'ordine delle decine di migliaia all'anno. Per rimuoverle dall’acqua servono sistemi di microfiltrazione o ultrafiltrazione, dato che si tratta di particelle solide con dimensioni micrometriche”, conclude.