INFORMAZIONIBest Western - Hotel Quattrotorri Perugia Turismo Ruolo: Responsabile Commerciale Area: Sales Management Angela Lollini |
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(Adnkronos) - Occhio alla qualità di pane, pasta, riso e carne nella dieta. Il regime alimentare può favorire il dimagrimento ma non bisogna sottovalutare eventuali effetti sulla salute del cuore. Un nuovo studio condotto dai ricercatori della Harvard T.H. Chan School of Public Health accende i riflettori sull'effetto dei regimi alimentari sul quadro cardiovascolare dell'individuo. Non sono le calorie complessive a incidere, a fare la differenza è la qualità dei macronutrienti. "Negli Stati Uniti, negli ultimi due decenni, le diete a basso contenuto di carboidrati e grassi sono state ampiamente promosse per il controllo del peso e la salute metabolica, ma i loro effetti sul rischio di malattie cardiache sono rimasti poco chiari", ha affermato il professor Zhiyuan Wu, autore dello studio e ricercatore presso il Dipartimento di Nutrizione dell'ateneo statunitense. La ricerca è stata appena pubblicata sul Journal of the American College of Cardiology. "I nostri risultati contribuiscono a sfatare il mito secondo cui la semplice modulazione dell'assunzione di carboidrati o grassi sia di per sé benefica e dimostrano chiaramente che la qualità degli alimenti che compongono le diete a basso contenuto di carboidrati e grassi è l'aspetto più importante per la salute del cuore", afferma l'esperto. Studi precedenti hanno dimostrato che le diete che privilegiano fonti sane di carboidrati e grassi (come cereali integrali, frutta, verdura, frutta secca, legumi e olio d'oliva) sono associate a un minor rischio di cardiopatia coronarica. I ricercatori di Harvard sono partiti da tali risultati acquisiti e si sono concentrati sulle diete a basso contenuto di carboidrati e grassi. Nello studio hanno utilizzato i dati relativi all'alimentazione e alla salute di quasi 200.000 uomini e donne coinvolti nello studio Health Professionals Follow-Up Study, nel Nurses’ Health Study e nel Nurses’ Health Study II. Il team di Harvard ha esaminato i regimi alimentari dei partecipanti e li ha valutati per distinguere le diete a basso contenuto di carboidrati e grassi sane da quelle ritenute non sane. Parallelamente, sono stati considerati i dati relativi allo sviluppo di cardiopatia coronarica, in un quadro in cui sono stati inseriti parametri relativi alla salute generale degli individui e allo stile di vita. I ricercatori hanno anche analizzato i campioni di sangue dei partecipanti e misurato i livelli di biomarcatori di rischio cardiovascolare. Lo studio ha evidenziato che le diete a basso contenuto di carboidrati e grassi - ricche di alimenti vegetali di alta qualità e povere di prodotti di origine animale e carboidrati raffinati come pane bianco, pasta non integrale e riso - sono associate a un minor rischio di malattie cardiache. Quelle, invece, ricche di carboidrati raffinati e ad alto contenuto di grassi e proteine animali sono state accostate a un rischio maggiore. A incidere sul quadro cardiovascolare, però, è soprattutto la qualità dei macronutrienti che compongono queste diete e non la quantità. I regimi con pochi carboidrati e grassi - e che privilegiano carboidrati di alta qualità e fonti vegetali di proteine e grassi - sono associati a un rischio di cardiopatia coronarica inferiore di circa il 15%. Al contrario, le stesse due diete in cui la variazione è rappresentata dall'inserimento di carboidrati raffinati e proteine e grassi di origine animale sono risultate associate a un rischio maggiore. Nell'analisi dei campioni di sangue, i ricercatori hanno anche scoperto che le versioni salutari dei programmi poveri di carboidrati e grassi sono abbinati a un miglioramento dei biomarcatori cardiovascolari, come livelli più elevati di colesterolo HDL (colesterolo 'buono') e valori più bassi di trigliceridi. "Per medici, dietologi e pazienti, il nostro studio suggerisce che promuovere un modello alimentare complessivamente sano, piuttosto che una rigida restrizione dei macronutrienti, dovrebbe essere una strategia centrale per la prevenzione primaria delle malattie cardiache", sintetizza Qi Sun, professore associato presso i Dipartimenti di Nutrizione ed Epidemiologia.
(Adnkronos) - Alis e Cir, Consiglio italiano per i rifugiati Ets, hanno siglato una convenzione di collaborazione con l’obiettivo di promuovere e realizzare iniziative congiunte volte a favorire l’inclusione socio-lavorativa di richiedenti asilo, titolari di protezione internazionale e migranti, attraverso percorsi formativi e di inserimento professionale nelle imprese associate. “L’accordo di collaborazione tra Alis e Cir - ha dichiarato il direttore generale di Alis, Marcello Di Caterina - si inserisce nel quadro del nostro impegno associativo per una crescita economica che sia al tempo stesso anche sociale e inclusiva e rappresenta un passo importante per valorizzare le competenze e le potenzialità di persone che cercano una nuova opportunità di vita e di lavoro nel nostro Paese. La collaborazione, già partita con la presenza di Cir all’interno del padiglione dedicato al sociale e al terzo settore durante l’ultima edizione di LetExpo a Verona, prevede inoltre una serie di azioni tra cui la progettazione e realizzazione di programmi di formazione professionale mirati, la promozione di tirocini e opportunità occupazionali nelle aziende aderenti ad Alis, l’organizzazione di eventi informativi e di sensibilizzazione sul tema dell’inclusione lavorativa, nonché la condivisione di buone pratiche e strumenti utili a facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Riteniamo che l’inserimento socio-lavorativo sia una grande occasione anche per le imprese: significa arricchire i nostri contesti produttivi e contribuire alla costruzione di una società più integrata e coesa, attraverso iniziative e progetti che uniscano competitività e solidarietà”. “Questa convenzione - ha dichiarato il presidente del Consiglio italiano per i rifugiati, Roberto Zaccaria - rappresenta per noi un passo concreto verso l’inclusione socio-lavorativa di richiedenti asilo, rifugiati e migranti nel nostro Paese. Mettendo in relazione i loro bisogni e competenze con le opportunità lavorative siamo convinti rappresenti un importante valore aggiunto anche per il settore produttivo. Il lavoro è veicolo di autonomia e partecipazione attiva nella comunità, e può diventare un potente fattore di coesione quando è accompagnato da percorsi formativi adeguati e da un coinvolgimento responsabile delle imprese. La collaborazione con Alis, avviata già con la nostra partecipazione al recente evento fieristico LetExpo, consente di valorizzare le competenze dei richiedenti asilo, titolari di protezione internazionale e migranti favorendo un incontro consapevole tra persone e aziende, promuovendo percorsi di inclusione e permettendo loro di partecipare positivamente alla vita economica e pubblica”.
(Adnkronos) - Dalle acque reflue di Milano nascono risorse preziose per l’agricoltura e l’industria. Sono i primi, importanti, risultati di tre progetti su cui Mm Spa, azienda partecipata al 100% dal Comune di Milano e gestore dell’intero servizio idrico cittadino, sta lavorando. In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, promossa dall’Onu e in calendario per domenica 22 marzo, Mm Spa rilancia l’impegno per una gestione efficiente e innovativa della risorsa idrica e racconta la sperimentazione in corso per trasformare scarti biologici e fanghi di depurazione in risorse preziose per agricoltura e industria grazie all’adozione di tecnologie innovative. “Milano è un modello virtuoso di gestione efficiente della risorsa idrica - ha ricordato Francesco Mascolo, amministratore delegato di Mm Spa, a margine del suo intervento questa mattina al 'Forum Valore Acqua' organizzato da Teha Group (The European House - Ambrosetti) in corso di svolgimento a Roma - Con perdite ridotte a meno dell’11%, a fronte di una media nazionale di oltre il 37%, e una forte propensione all’innovazione. Stiamo infatti investendo in progetti di ricerca e sperimentazioni orientate allo sviluppo di nuove tecnologie per supportare un percorso virtuoso di economia circolare nell’ambito idrico. In questa direzione procedono i progetti finalizzati all’estrazione di materia ed energia dall’acqua”. Nello specifico, la ricerca coinvolge i depuratori Mm di Nosedo e San Rocco e vedono la collaborazione con poli universitari di eccellenza, come Politecnico di Milano, Politecnico di Torino e Università di Bologna, nonché partner industriali, tra cui A2A Ambiente, Gruppo Cap e Re-Cord. Il progetto Neofos, finanziato dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, ha come capofila il Gruppo Cap e mira al recupero del fosforo dalle acque reflue e dai fanghi di depurazione. Il progetto Thelma è sostenuto dal bando europeo Rfcs (Research Fund for Coal and Steel) e testa su scala industriale un processo per trasformare fanghi e scarti verdi in biocarbone e fertilizzante a base fosforo, già conformi alle norme End-of-Waste. Il progetto Fosforo, capofila A2A Ambiente, è invece finanziato dalla Regione Lombardia e ottimizza l’estrazione di fosforo e altri nutrienti dai fanghi e dalle ceneri derivanti dalla depurazione. “Questi progetti . ha ricordato Mascolo, anche nella sua veste di vicepresidente di Ape (Aqua Publica Europea), l’associazione europea dei gestori pubblici del servizio idrico - posizionano Mm sulla frontiera dell’innovazione in ambito nazionale ed europeo per la trasformazione di rifiuti in risorsa. In parallelo siamo impegnati nel difficile ma virtuoso percorso verso la neutralità energetica. Rendere autosufficienti i nostri impianti di depurazione da un punto di vista della produzione energetica è l’altro tassello che rafforza il nostro percorso di sostenibilità”. La progettazione e costruzione di un impianto fotovoltaico presso il depuratore di Nosedo, che va ad aggiungersi a quello già operativo presso il depuratore di San Rocco, rappresenta un passo concreto verso l’autoproduzione di energia e la riduzione delle emissioni climalteranti.