(Adnkronos) - Jannik Sinner ha perso la semifinale degli Australian Open 2026. Oggi, venerdì 30 gennaio, il tennista azzuro è stato battuto da Novak Djokovic, numero 4 del mondo, al termine di una partita-maratona da cinque set e quattro ore e 12 minuti, in cui il serbo si è imposto con il punteggio di 3-6, 6-3, 4-6, 6-4, 6-4. Per Sinner sfuma quindi l'appuntamento in finale con Carlos Alcaraz, che nella prima semifinale dello Slam di Melbourne ha battuto, anche lui in cinque set, Alexander Zverev, e che sfiderà quindi Djokovic nell'ultimo atto del torneo. L'inizio partita è tutto a tinte azzurre. Sinner è letale al servizio, trova una devastante continuità con la prima, che gli era mancata nei quarti contro Shelton, mettendone in campo otto su dieci, e piazza subito un break al secondo game. Il set, insomma, si mette subito in discesa e tutto sembra scritto: l'azzurro gioca con il pilota automatico, Djokovic colpisce soprattutto con il dritto lungolinea, provando a entrare dentro al campo in risposta per anticipare il suo colpo, togliere il tempo all'azzurro e chiudere velocemente il punto. La strategia però non funziona, Sinner non barcolla e si prende il primo parziale senza fatica 6-3. Tutto cambia però nel secondo set. La reazione di Djokovic è rabbiosa, veemente ed efficace. Il serbo trova una risposta vincente dopo l'altra e riesce a piazzare un break al quarto game, resistendo al ritorno di Sinner, che non riesce a sfruttare due chanche per l'immediato controbreak, e allungando così nel parziale. La storia si ripete al settimo game, Jannik ha l'occasione per rubare il servizio a Nole, che però sfrutta il suo servizio, preciso come nessuno nel circuito, per resistere e prendersi il secondo set 6-3. Djokovic ritrova fiducia, chiede l'aiuto del pubblico, che aveva paura di vedere il 'solito' 3-0, come li ha abituati Sinner, e regge il ritmo di Jannik, ma non senza usare il mestiere. Tra un set e l'altro chiede un toilet break, va negli spogliatoi e si ricarica. Serve, si prende tutti i secondi a disposizione, si siede in panchina, a un certo punto si mette l'asciugamano sulla testa, sfinito. La sua è una partita quasi eroica, ancora lontana dalla parola fine. Al quinto game si prende una palla break, ma Sinner è di ghiaccio e la annulla con un bel passante di rovescio, la specialità della casa. L'equilibrio regna sovrano, fino al decimo gioco. Qui Jannik conquista tre set point e trasforma il secondo, prendendosi il terzo parziale 6-4. Ma Djokovic non è ancora pronto ad arrendersi, la sua ira agonistica è eterna. Il serbo sfida sé stesso, i precedenti, l'età. Supera i suoi limiti e torna indietro negli anni, quando dominava sul cemento, e dopottutto ci sarà un motivo se di Australian Open ne ha vinti dieci. Nole parte forte in risposta e si prende il break in apertura, indirizzando il set e resistendo al servizio. Sinner, che appare contratto in questa fase, va di fretta, prova a forzare i colpi, ma è impreciso. L'occasione però se la costruisce comunque all'ottavo game: qui Jannik ha due palle del controbreak, ma Djokovic non trema e le annulla entrambe, usando la sua intelligenza tattica per coprire il campo e limitare gli spostamenti. E alla fine riesce a portare il match al quinto set, come mai gli era successo in uno Slam in cui dall'altra parte della rete c'è Sinner, vincendo il quarto parziale 6-4. L'ultimo capitolo della sfida è fatto di rincorse e occasioni sprecate. Al quarto game Sinner si conquista tre palle break, Djokovic le annulla una dopo l'altra. Il serbo è chirurgico, trova le linee e va a segno con il dritto, il colpo che più ha fatto male all'azzurro in questo match. Nole aspetta il suo momento e colpisce: la chance arriva al settimo game e il numero 4 del mondo non perdona. Sinner si ritrova a rincorrere, in una partita tanto pazza quanto imprevedibile. La sua reazione è veemente: nel parziale successivo conquista tre palle per l'immediato controbreak, ma le spreca tutte. In totale, nel set decisivo, saranno otto le chance fallite, un'enormità, per uno come lui. Djokovic urla, esulta e fomenta la folla. Nel game che decide il match Sinner prova un'ultima strenua resistenza annullando tre match point, ma non basta. Il sogno del tris australiano sfuma, il primo appuntamento con Alcaraz è rimandato, in finale ci va, con merito, un Djokovic mai così eterno.
(Adnkronos) - “Tra il 2022 e il primo semestre 2025 Cassa Depositi e Prestiti ha destinato circa 4,6 mld a sostegno di imprese, infrastrutture ed enti pubblici del Piemonte, raggiungendo circa 7.500 imprese e finanziando complessivamente 320 Comuni. Il nostro piano industriale prevede finanziamenti e interventi complessivi per circa un'ottantina di miliardi, ma se ci sono buoni progetti Cassa è sempre disposta a sostenerli”. A sottolinearlo l’ad di Cdp, Dario Scannapieco, in occasione della tappa torinese del roadshow con Confindustria per illustrare le iniziative a sostegno dello sviluppo delle imprese del territorio. “Il Piemonte - ha aggiunto Scannapieco - è una regione solida e innovativa con un tessuto produttivo di eccellenza e l’incontro di oggi ha l’obiettivo di far conoscere al mondo delle imprese i prodotti che Cassa Depositi e Prestiti può offrire perché le imprese devono crescere e internazionalizzarsi. In un mondo che sta attraversando una fase di trasformazione tecnologica in cui le piccole imprese hanno più difficoltà ad innovare abbiamo bisogno di imprese più grandi, di filiere che lavorino meglio insieme". "Alla sfida dimensionale è collegata la sfida per l'innovazione, che poi significa maggiore produttività e maggiore competitività sui mercati”, ha osservato ancora l’ad di Cdp. “In un contesto in cui il credito bancario si è ristretto rispetto al Pil negli ultimi 10 anni in maniera consistente Cassa Depositi e prestiti vuole dare un segnale e cercare fare la sua parte assistendo anche imprese più piccole rispetto a quelle che ha tradizionalmente supportato”. “Le imprese devono crescere e internazionalizzarsi, oggi abbiamo prodotti che supportano l'acquisition finance per quando un'impresa vuole espandersi e comprare magari un'altra impresa all'estero, abbiamo prodotti per l'internazionalizzazione tramite Simest”, ha osservato l’ad di Cdp. Scannapieco ha ricordato che “gli strumenti finanziari che offre Cassa sono molto vari: noi sosteniamo le imprese da quando nascono tramite i fondi di technology transfer nell'ambito del venture capital a quando si sviluppano, fino a quando devono internazionalizzarsi. Insomma, abbiamo strumenti finanziari che si adattano a qualsiasi momento del ciclo di vita dell'azienda e a qualsiasi tipo di progetto, quindi siamo attivi nel project finance, nel Ppp ( Partenariato pubblico privato) ma anche con prestiti a lunga durata con maggiore presa di rischio rispetto a quelli che tradizionalmente hanno le banche”.
(Adnkronos) - Su 40.388 rifiuti raccolti e monitorati dal 2021 al 2024, in 10 spiagge e 10 parchi urbani della Penisola, l’80% è costituito da plastica tradizionale, nella forma di imballaggi e oggetti usa e getta. E' il risultato del nuovo studio di Legambiente 'Beach e Park Litter', frutto del primo monitoraggio su spiagge e parchi a scala nazionale che ha previsto un focus specifico sulla presenza di materiali in bioplastica dispersi nell’ambiente. Tra i rifiuti usa e getta più trovati ci sono soprattutto tappi, buste, bottiglie e bicchieri in plastica, ma non solo. Oltre alla plastica, sono stati trovati metalli (6,8%), carta e cartone (5,9%), vetro e ceramica (3,6%), gomma (1,3%), vestiti e tessuti (1,1%), legno (0,5%), rifiuti da cibo (0,3%), rifiuti in materiali misti (0,2%) e, infine, quelli in bioplastiche compostabili e biodegradabili (0,2%), un materiale - spiega Legambiente - ancora non contemplato nei protocolli di monitoraggio ufficiali e che non fa parte della lista che viene utilizzata a livello europeo. “Con questo studio - commenta Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente - vogliamo riportare l’attenzione sul tema dei rifiuti dispersi nell’ambiente a partire da quelli in plastica tradizionale ma non solo. Si tratta perlopiù di rifiuti monouso che sono tra le cause primarie di littering. Come emerge dal nostro studio, l’inquinamento da littering continua a restare un’emergenza costante in Italia e una minaccia per biodiversità, ambiente ed ecosistemi, nonostante il recepimento della direttiva europea Sup. È importante che l’Italia si impegni per la riduzione dei rifiuti in plastica applicando la direttiva Sup ma anche colmando allo stesso tempo il vulnus normativo creato dalla mancata definizione del concetto stesso di 'riutilizzabile' nella direttiva Sup e nel decreto legislativo 196/2021 di recepimento". Sul fronte bioplastiche, "la cui esenzione dalla direttiva quattro anni fu criticata e non compresa anche a livello europeo, vogliamo ricordare che rappresentano una valida soluzione che ha permesso al paese di ottimizzare la gestione dei rifiuti organici in maniera differenziata e non sono diventate un problema, come confermano i numeri dell’indagine. Conoscere la tipologia e i quantitativi delle bioplastiche, permette di affinare sistemi di raccolta e politiche di prevenzione anche su questi materiali con la sfida appena cominciata con la nascita del consorzio dedicato”.