(Adnkronos) - "Come per tutte le calamità. Naturalmente c'è una sospensione, non un esonero, una sospensione del pagamento delle rate di mutuo, di ogni altra obbligazione, e poi stiamo lavorando con la collega Calderone anche per individuare quali e quanti ammortizzatori servono per quelle aziende, per sollevare quelle aziende che dovrebbero pagare i contributi per i dipendenti e che in questo contesto non potrebbero farlo perché inattive e non operative". Lo ha detto Nello Musumeci, ministro per la Protezione Civile e per le politiche del Mare a Rtl 102.5, parlando della frana di Niscemi. "Alcune misure credo che siano già alla firma del Dipartimento di Protezione Civile, quindi parliamo di ore, altre hanno bisogno di un provvedimento di legge ed è uno dei temi che affronteremo oggi pomeriggio al Consiglio dei ministri", ha aggiunto Musumeci. "La zona rossa deve essere rispettata. L'accesso è interdetto. Vi prego di attenervi al divieto. L'accesso è permesso solo con l'accompagnamento dei vigili del fuoco". Lo ha detto, in una diretta social notturna, il sindaco di Niscemi (Caltanissetta) Massimiliano Conti che invita i cittadini a non superare la zona rossa interdetta dopo la frana di domenica. "L'istituzione della zona rossa troverà una sua definizione all'esito della ricostruzione tecnico-scientifica - ha aggiunto - vi invito a rispettare i divieti di accesso. Le procedure sono in capo al corpo dei vigili del fuoco. Va fatta una richiesta che verrà valutata in base alla tipologia dell'intervento". Oggi arriverà a Niscemi l'Esercito con il Genio Militare "per fare una serie di lavori, una serie di opere in campo", ha annunciato il primo cittadino. "Ora sono diventati tutti geologi e 'niscemologi' - ha affermato ancora il sindaco - Non voglio fare polemica con nessuno, non cadrò in questa trappola. Siamo concentrati sui provvedimenti che dobbiamo adottare per ripartire e ripensare alla ripartenza. Questo è il momento per lavorare tutti insieme". Il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, in un'intervista al Corriere della Sera ha detto che il dramma di Niscemi "probabilmente" si poteva evitare. "In questa fase però preferisco occuparmi della soluzione dei problemi. Ci sarà il tempo della ricerca delle responsabilità", ha aggiunto. "Io governo questa Regione da tre anni - ha ricordato - Il vicecommissario della struttura regionale contro il dissesto idrogeologico mi dice, comunque, che negli ultimi 9 anni dal Comune non è arrivata nessuna richiesta di intervento".
(Adnkronos) - Il Gruppo Engineering, leader nei processi di digitalizzazione per aziende e pubbliche amministrazioni, annuncia che il prossimo 16 febbraio Michelangelo Suigo entrerà in azienda con il ruolo chief public affairs, corporate communication & sustainability officer. A diretto riporto del ceo Aldo Bisio, in questo ruolo Michelangelo Suigo definirà e implementerà le strategie di comunicazione, delle relazioni istituzionali e dell’agenda esg del Gruppo Engineering. Grazie a una solida esperienza di alto livello, maturata in importanti contesti aziendali e istituzionali, Suigo contribuirà a innovare la narrazione della mission e della vision di Engineering, allineandola agli obiettivi di business. Aldo Bisio, ceo del Gruppo Engineering, ha dichiarato “Con grande piacere do il benvenuto a Michelangelo Suigo, certo che grazie alla sua visione, alla profonda conoscenza dei contesti istituzionali e alla capacità di allineare comunicazione e sostenibilità alle strategie aziendali, darà un nuovo impulso al posizionamento reputazionale di Engineering in tutti i mercati in cui opera”. Michelangelo Suigo ha ricoperto tra l’altro ruoli apicali in Inwit, dove ha avuto la carica di executive vice president external relations, in Leonardo e Vodafone. Giornalista, docente di relazioni istituzionali e comunicazione d’impresa nei principali master universitari e membro di organismi associativi (tra cui Consiglio Generale di Aspen, Assolombarda, Unindustria Roma e Lazio, e Valore D). Ha ricevuto l’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Michelangelo Suigo subentra a Roberto Scrivo, che ha lasciato il Gruppo lo scorso 1° gennaio.
(Adnkronos) - L’Italia presenta un significativo divario di copertura dei rischi. E sui nuovi rischi sociali e catastrofali, legati al cambiamento climatico, ha livelli di protezione nettamente inferiori alla media europea e Ocse. È questo il quadro che emerge dal workshop 'Insurance, Climate, Health, Financial Stability', dove la Fondazione Grins - Growing Resilient, INclusive and Sustainable, con le Università di Napoli Federico II e Università Ca’ Foscari Venezia, Ania e Eief, ha presentato studi e approfondimenti sul tema. Sul fronte dei rischi sociali di lungo periodo, come la non autosufficienza, la copertura assicurativa privata è marginale ma soprattutto emerge che meno di 4 italiani su 10 conoscono strumenti assicurativi dedicati e la protezione resta affidata quasi interamente alla famiglia e alla spesa pubblica, che copre solo una parte dei costi effettivi. Per i rischi climatici e naturali, il quadro è ancora più critico, solo una quota minima delle famiglie è assicurata contro alluvioni, terremoti e frane e tra le imprese, solo il 7% risulta coperto contro le calamità naturali, ma quello che più colpisce è che oltre l’80% delle microimprese non dispone di alcuna protezione. E le microimprese sono oltre il 99% delle imprese italiane. L’Italia è uno tra i Paesi più esposti d’Europa a eventi estremi e con una popolazione in rapido invecchiamento, la sottoassicurazione è evidente, con conseguente aumento di costi economici e sociali e della dipendenza da interventi pubblici emergenziali. Nel workshop 'Insurance, Climate, Health, Financial Stability', che ha riunito economisti, studiosi e rappresentanti delle istituzioni, Grins ha presentato nuove evidenze empiriche per comprendere perché la copertura resti così bassa e individuare possibili indicazioni di policy per rafforzare la resilienza del Paese. Al centro dei lavori, tre studi. Il punto di partenza poggia sul modello storicamente centrato sui rischi 'tradizionali' che deve essere innovato in quanto sempre meno adeguato a una società caratterizzata da invecchiamento demografico, cambiamento climatico e maggiore esposizione a shock sistemici. Il primo studio Grins analizza la disponibilità degli individui a pagare per l’assicurazione contro la non autosufficienza (Long-Term Care), utilizzando un esperimento su un campione rappresentativo della popolazione italiana. I risultati hanno scattato la seguente fotografia: la consapevolezza dei costi e dei rischi della non autosufficienza è molto limitata; fornire informazioni corrette su probabilità e costi aumenta la disponibilità a contribuire di circa il 15%, pari a circa 3 euro mensili in più; l’effetto è particolarmente forte tra i soggetti inizialmente meno informati, come donne e individui senza coperture assicurative; su scala nazionale, ne emerge un potenziale di raccolta pari a circa un terzo della spesa pubblica attuale per la long-term care, segnalando ampi margini per un ruolo complementare dell’assicurazione privata. Il secondo lavoro Grins esamina la propensione dei cittadini a sostenere finanziariamente politiche di prevenzione contro i rischi idrogeologici, sempre più frequenti. L’analisi evidenzia che oltre metà degli individui è favorevole, in linea di principio, a contribuire a un fondo pubblico per la prevenzione. La diffusione di informazioni sugli impatti umani ed economici delle catastrofi naturali aumenta di circa 9 punti percentuali la probabilità di adesione. La disponibilità a pagare cresce in media di circa 25-30 euro all’anno per individuo. Tuttavia, la percezione del rischio di 'free riding' e della mancata partecipazione altrui può ridurre il sostegno. Nel complesso, una campagna informativa strutturata potrebbe generare fino a 250-270 milioni di euro aggiuntivi l’anno per la prevenzione, mostrando come informazione e fiducia collettiva siano determinanti cruciali. Il terzo contributo Grins analizza la copertura assicurativa delle imprese italiane contro i rischi catastrofali naturali, combinando dati Ania, informazioni geografiche sui rischi fisici e dati di bilancio. I risultati indicano una copertura particolarmente bassa tra micro e piccole imprese, che sono anche le più vulnerabili; esiste un forte disallineamento tra rischio fisico effettivo e decisione di assicurarsi in quanto l’esposizione a rischi sismici o idraulici aumenta la probabilità di copertura, ma in misura molto limitata. Fattori dimensionali, settoriali e territoriali contano più del rischio oggettivo. L’analisi conferma l’esistenza di un persistente 'protection gap', che rende le imprese italiane esposte a shock potenzialmente sistemici. La legge appena entrata in vigore di obbligo catastrofale per le aziende italiane introdotta nella legge di bilancio 2024 dovrebbe aiutare a ridurre il gap. Dallo studio emerge prepotentemente l’esposizione delle piccole imprese su cui va posto un ombrello protettivo, perché costituiscono la componente largamente prevalente del tessuto imprenditoriale italiano e rappresentano l’ossatura portante di molte realtà più grandi. Nel loro insieme, i lavori presentati mostrano che la sottoassicurazione in Italia non dipende solo da vincoli di reddito o di offerta, ma anche da scarsa consapevolezza dei rischi; aspettative di intervento pubblico ex post, non considerando la potenziale crescita del debito pubblico o l’eventuale richiesta sotto forma di accise o eventuali prelievi per i casi più estremi; problemi di coordinamento e fiducia; limitata cultura assicurativa in tutta la sua interezza. Le evidenze Grins suggeriscono la necessità di rafforzare politiche di informazione e prevenzione; sviluppare schemi assicurativi pubblico-privati ma soprattutto offrono spunti per nuove azioni. “Il workshop conferma il valore della ricerca economica applicata nel supportare scelte di policy basate su evidenze. Il progetto Pnrr Grins ha contribuito al dibattito su come rafforzare la resilienza economica, sociale e finanziaria dell’Italia di fronte ai nuovi rischi offrendo evidenze e spunti di riflessione per nuove policy”, afferma Tullio Jappelli, Università di Napoli Federico II e coordinatore del gruppo di ricerca Grins dedicato alla resilienza delle famiglie. Per Monica Billio, Università Ca’ Foscari Venezia e coordinatrice del gruppo di ricerca Grins sui temi di finanza sostenibile, "il contributo informativo e di analisi del progetto Grins favorisce la riflessione su come promuovere meccanismi innovativi di gestione dei nuovi rischi, valutando non solo incentivi mirati ma strumenti mutualistici e soprattutto sottolineando la necessità di integrare assicurazione, prevenzione e adattamento climatico in una strategia coerente e comune”.