(Adnkronos) - "Su questo voglio essere chiara, perché mi pare che ci siano state delle interpretazioni un po’ forzate: nessuno pensa a una missione militare per forzare il blocco nello stretto di Hormuz. Quello su cui ci interroghiamo è, quando dovessero esserci le condizioni - ma ragionevolmente in una fase post-conflitto - come possiamo offrire il contributo, chiaramente d’accordo con le parti, per garantire e difendere la libertà di navigazione". Così la premier Giorgia Meloni, parlando della guerra in Iran al termine del Consiglio europeo. "I Paesi dell’Unione europea non sono coinvolti direttamente in questo conflitto e sono invece impegnati a costruire sul piano diplomatico le strade possibili per una de-escalation. Chiaramente questa è stata la gran parte del nostro dibattito. Ne abbiamo parlato anche con il Segretario generale delle Nazioni Unite, Guterres, a pranzo", ha aggiunto la premier. "La questione della sicurezza energetica: entra nelle conclusioni del Consiglio anche un riferimento, che pure noi abbiamo chiesto, a una moratoria degli attacchi sulle infrastrutture energetiche che, come avete visto in questi ultimi giorni, chiaramente deve particolarmente preoccupare", ha poi continuato. Per Meloni, c'è un "possibile impatto" della crisi iraniana "anche sul fronte migratorio, oggetto della riunione del tavolo dei Paesi like-minded, che poi attraverso una proposta italo-danese ha proposto di inserire nelle conclusioni un riferimento molto chiaro sul fatto che l’Europa, anche imparando dalla crisi del 2015, debba oggi invece prevenire una possibile crisi migratoria, rafforzando ancora di più la difesa dei suoi confini esterni. Quindi altra iniziativa sulla quale c’è stato un importante contributo italiano". Per quanto riguarda l'Ucraina, "è ribadito dal Consiglio europeo il sostegno a 360 gradi alla nazione invasa. Ovviamente la gran parte della discussione è ruotata attorno al blocco che c’è sul prestito da 90 miliardi da parte ungherese. Anche qui ho letto delle ricostruzioni abbastanza bizzarre su quello che avrei detto, quindi condivido volentieri con voi quello che ho ribadito. Io credo che la situazione sia risolvibile. Credo che per risolverla serva flessibilità da entrambe le parti. E quindi da una parte è necessaria, dal mio punto di vista, la riapertura del gasdotto Druzhba e dall’altra, in automatico, si sbloccano anche i 90 miliardi", ha poi chiarito Meloni, smentendo le indiscrezioni secondo cui, durante i lavori, avrebbe espresso comprensione per il veto di Viktor Orban sul prestito a Kiev. "Bisogna avviare chiaramente una trattativa, bisogna andare nei dettagli, ma sono confidente che si possa avere un via libera dalla Commissione" al dl bollette, ha detto la premier. Il decreto carburanti? "Dipende da come evolve la crisi, e la ragione per la quale l’abbiamo fatto per un tempo limitato ovviamente non è una questione elettorale: è che noi non sappiamo quale sia la tempistica, non sappiamo qual è la fluttuazione dei prezzi del petrolio e quindi, prima di mettere risorse che potrebbero non essere necessarie, aspettiamo a vedere come va e poi, se sarà necessario, ovviamente in base a come andrà, aggiusteremo il tiro". Per quanto riguarda le critiche delle opposizioni, "prendo atto che avrebbero preferito che non lo facessimo, però mi sembrava che anche loro lo avessero chiesto, perché nelle misure che noi abbiamo varato ieri ci sono anche le famose accise mobili che l’opposizione ci ha richiesto... Quindi io non so che dire, perché non mi sembra che abbiano le idee chiarissime", ha aggiunto. Meloni si è poi detta "contenta" di aver "dato una risposta che ci serviva intanto a frenare l’impennata dei prezzi, ma contestualmente a dare vita a un meccanismo efficace sul tema della speculazione", ha rimarcato la presidente del Consiglio. "Alla fine, dopo lunga discussione, siamo riusciti a far entrare nelle conclusioni del Consiglio la possibilità di dare vita a misure nazionali urgenti che riescano a mitigare l’impatto delle varie componenti nella formazione del prezzo dell’elettricità, Ets compreso, il che chiaramente ci consente, da lunedì, di lavorare con la Commissione sulla base del nostro decreto bollette. Questo, per noi, era importantissimo", ha detto ancora Meloni. "Dopodiché, sul medio termine, c’è il tema della revisione di Ets. Io penso che questo confronto oggi sia stato molto utile anche per aiutarci tra Stati membri a capire ciascuno la posizione dell’altro. C’è un tema di come risolvere strutturalmente questi impatti che non sono equilibrati tra nazione e nazione, e quindi è un altro lavoro che va fatto nel medio termine; ma per medio termine si intende che, secondo noi, nel prossimo Consiglio europeo di giugno già si dovrebbe arrivare con delle risposte concrete", ha proseguito Meloni. "Quindi, anche sul tema dei prezzi e dell’energia, che per me oggi era la cosa più importante, siamo riusciti a portare a casa il risultato che era per noi irrinunciabile e quindi sono soddisfatta di questo lungo Consiglio europeo", ha evidenziato la leader di Fratelli d'Italia. Caso Delmastro? "Leggo che la segretaria Schlein" ha appreso dalla stampa "che io sapevo questa cosa da un mese, il che mi diverte moltissimo, perché io scopro la vicenda Delmastro dalla stampa... Forse ci dovremmo anche interrogare su un certo modo di fare giornalismo. Non so che cosa abbia letto Schlein, ma sicuramente ha letto una fake news, perché di questo stiamo parlando", ha poi sottolineato la premier sul caso. "A Delmastro viene contestato di aver preso delle quote in un ristorante con dei soci incensurati e di aver, nel momento in cui ha scoperto che non uno dei soci ma il padre di uno dei soci aveva dei problemi con la giustizia, venduto quelle quote. Quello che si può dire al sottosegretario Delmastro - ha aggiunto - è che forse avrebbe dovuto essere più accorto, ma da questo a segnalare una contiguità tra il sottosegretario Delmastro, che è un signore che sta sotto scorta per il suo lavoro contro la criminalità organizzata, con ambienti criminali francamente ce ne passa" Il sottosegretario alla Giustizia resta quindi al suo posto? "Sì", la replica di Meloni.
(Adnkronos) - Si chiude con 60.581 visitatori e più di 2.000 aziende la 24ª edizione di Mecspe, la fiera internazionale di riferimento per l’industria manifatturiera, organizzata da Senaf e tenutasi a BolognaFiere. Per tre giorni i padiglioni della manifestazione hanno riunito imprese, tecnologie e competenze provenienti da tutta la filiera industriale, trasformandosi in uno spazio vivo e partecipato, dove incontri, relazioni e confronto diretto hanno dato forma a nuove opportunità di business e collaborazione per il settore. Con i suoi 13 saloni tematici e 18 iniziative speciali, Mecspe ha offerto ancora una volta una panoramica completa delle principali filiere produttive, riunendo in un unico spazio imprese, fornitori di tecnologie, centri di ricerca e professionisti dell’industria. La manifestazione si conferma così una piattaforma di incontro e confronto per il settore, capace di favorire il dialogo tra aziende e la nascita di nuove collaborazioni lungo tutta la filiera manifatturiera. Tra gli stand e lungo le corsie si è respirata con chiarezza l’energia di un comparto che continua a investire, confrontarsi e progettare il futuro: una community fatta di imprenditorialità, visione e competenze, che in fiera trova il contesto naturale per rafforzare relazioni professionali, costruire sinergie e sviluppare nuovi progetti. In questo contesto, i dati dell’Osservatorio Mecspe, realizzato in collaborazione con Nomisma, restituiscono la fotografia di un comparto che continua a dimostrare solidità: quasi 8 imprese su 10 hanno chiuso il 2025 con un fatturato in crescita o in linea rispetto al 2024, segnale di un settore che guarda al 2026 con rinnovata fiducia, continuando a puntare su innovazione, competenze ed efficienza produttiva per rafforzare la propria competitività. L’edizione 2026 ha inoltre confermato la crescente dimensione internazionale della manifestazione. La presenza di 340 aziende in esposizione provenienti da più di 20 Paesi e la partecipazione di buyer e operatori da diversi mercati esteri testimoniano il ruolo sempre più rilevante di Mecspe nel panorama industriale europeo. Una dimensione che ha contribuito ad ampliare ulteriormente le occasioni di confronto e di business, rendendo la manifestazione un punto di contatto concreto tra imprese, tecnologie e mercati. La fiera si rafforza così come punto di incontro internazionale per il manifatturiero e come piattaforma capace di favorire il dialogo tra imprese, tecnologie e mercati a livello globale. Accanto all’innovazione tecnologica e al networking tra imprese, la formazione rappresenta uno dei pilastri centrali di mecspe. In un contesto in cui la difficoltà di reperire risorse qualificate e competenze adeguate rappresenta una sfida trasversale per tutto il settore manifatturiero, la manifestazione ha sviluppato negli anni diverse iniziative e spazi dedicati, coinvolgendo scuole, enti di formazione, istituzioni e imprese con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra industria e nuovi talenti. Anche su questo fronte, la fiera si è confermata non solo luogo espositivo, ma ecosistema di crescita, orientamento e scambio tra generazioni, esperienze e professionalità diverse. In questa direzione si è inserito il progetto Mecspe Young & Career, l’area pensata per valorizzare il talento e favorire l’incontro tra aziende e nuove generazioni di professionisti dell’industria 5.0. Al suo interno, l’Innovation Tour for Skills, promosso da ART-ER – Attrattività Ricerca Territorio, ha offerto ai giovani partecipanti l’opportunità di entrare in contatto diretto con le imprese espositrici dell’Emilia-Romagna attraverso visite guidate tra gli stand alla scoperta di tecnologie e processi produttivi. Spazio anche alla Piazza della Formazione 5.0, realizzata in collaborazione con la Fondazione Its A. Cuccovillo, che ha coinvolto studenti e aziende del settore educational in attività dimostrative e di orientamento. Tra le iniziative più apprezzate anche l’Unità Dimostrativa “Dalla plastica alla forma”, che ha visto gli studenti del Cnos-Fap accompagnare i visitatori lungo l’intero processo produttivo di un righello, dalla progettazione al prodotto finito, offrendo un esempio concreto di come la collaborazione tra scuola e impresa sia fondamentale per lo sviluppo delle competenze tecniche richieste dal mercato. “Mecspe si conferma ogni anno come il luogo in cui la manifattura italiana misura la propria capacità di evolvere e guardare avanti – ha dichiarato Ivo Alfonso Nardella, presidente di Senaf e del Gruppo Tecniche Nuove – In un contesto internazionale complesso, ciò che emerge con forza è l’imprenditorialità resiliente delle nostre imprese: aziende che continuano a investire in tecnologia, competenze e innovazione non solo per rispondere alle sfide del presente, ma per costruire nuove opportunità di crescita. Mecspe rappresenta proprio questo: una piattaforma di incontro e di visione dove l’industria può confrontarsi, fare rete e trasformare il cambiamento in sviluppo concreto per il manifatturiero.” L’appuntamento è ora con la 25ª edizione di Mecspe, in programma dal 3 al 5 marzo 2027 a BolognaFiere, pronta a consolidare ulteriormente il proprio ruolo come piattaforma strategica per l’industria manifatturiera, favorendo l’incontro tra imprese, tecnologie e competenze e accompagnando il settore nelle sfide del futuro.
(Adnkronos) - Parte l’edizione 2026 del Blue Green Economy Award, promosso dall'Associazione For Human Community, iniziativa del network Comunicazione Italiana dedicata alle imprese e ai manager che si distinguono per visione, impegno e concretezza nei percorsi di sostenibilità ambientale, economica e sociale. Il Premio si conferma un punto di riferimento per la valorizzazione delle buone pratiche Esg e delle iniziative legate alla Blue Economy, l’insieme delle attività economiche connesse a mari e oceani. La partecipazione cresce di edizione in edizione: 198 aziende candidate nel 2024, 220 nel 2025. Le candidature per l'edizione 2026 sono aperte dal 19 marzo al 31 maggio. Possono partecipare aziende e organizzazioni di qualsiasi dimensione - grandi, medie e piccole - che abbiano realizzato progetti nelle tre categorie principali: - Sostenibilità ambientale; - Sostenibilità sociale; - Sostenibilità economica. Accanto alle categorie principali, l’edizione 2026 introduce quattro premi speciali dedicati a temi emergenti: - Premio Benessere e Sport, progetti dedicati alla salute e al benessere delle persone; - Premio Blue, iniziative per la tutela del mare e dell'ambiente marino; - Premio Innovazione e Intelligenza Artificiale, progetti che integrano l'Ia nei processi di sostenibilità; - Premio Startup, iniziative sviluppate da startup e realtà imprenditoriali emergenti. I progetti saranno valutati da una giuria composta da esperti di sostenibilità, rappresentanti del mondo accademico, manageriale e istituzionale. La rosa dei finalisti sarà annunciata entro il 15 luglio 2026. L'evento conclusivo si terrà il 16 settembre 2026 a Napoli, al Salone Margherita, nell'ambito della Blue Green Week, il percorso di incontri e iniziative dedicato all'innovazione sostenibile e alla valorizzazione delle migliori esperienze d'impresa.