INFORMAZIONIAmbasciata Arabia Saudita Ambasciate ed Enti Internazionali Ruolo: Addetto Culturale Area: Communication Management Abdullah H.A.Juma |
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(Adnkronos) - Pamela Camassa ha voltato pagina. Dopo la fine della relazione con Filippo Bisciglia, la modella ha ritrovato l'amore tra le braccia di Stefano Russo. I due erano stati paparazzati insieme lo scorso novembre dal settimanale Chi, ma ora è la stessa Camassa a ufficializzare la reazione. La 41enne ha infatti pubblicato su Instagram una selfie che la ritrae sorridente accanto a Russo. Nello scatto, i due sono seduti al tavolo di un ristorante, come conferma anche la seconda immagine, nella quale Pamela e Stefano si dividono un dolce al cioccolato. A corredo delle foto, Camassa ha aggiunto un cuore rosso e ha taggato il profilo Instagram di Stefano Russo. Secondo quanto aveva riportato Chi nei mesi precedenti, Camassa e Russo, figura molto vicina a un noto club sportivo romano, si sarebbero conosciuti durante una partita di padel. Lei era stata avvistata mentre si muoveva tra il bar e il piazzale della struttura, la stessa in cui lui lavorerebbe. Filippo Bisciglia e Pamela Camassa si sono lasciati la scorsa estate dopo 17 anni insieme. A darne la notizia era stato lo stesso conduttore di Temptation Island che sui social aveva condiviso una storia in cui comunicava la fine della loro relazione. "È da un po'... dopo 17 anni io e Pamela abbiamo deciso di intraprendere strade diverse pur volendoci bene", queste le parole di Bisciglia che ufficializzavano la rottura. Anche Camassa aveva comunicato la notizia sui social con parole simili: "Dopo 17 anni intensi e pieni di vista insieme io e Filippo abbiamo deciso di separare il nostro cammino pur volendoci davvero tanto bene".
(Adnkronos) - "In un contesto economico che si prospetta difficile e molto delicato, anche alla luce degli avvenimenti del 3 gennaio scorso, il Venezuela rimane sempre un Paese dalle importanti opportunità per il Sistema Italia". Non ha dubbi Alvaro Peressutti, imprenditore del settore metalmeccanico venezuelano, nato a Udine e presidente della Camera di Commercio Italo Venezuelana Cavenit, intervistato da Adnkronos/Labitalia, risponde dal Venezuela sulle opportunità che il Paese latino americano, può riservare, anche e soprattutto dopo la fine dell'era Maduro, alle imprese italiane che storicamente sono legate a doppio filo allo sviluppo del Paese. Presidente Peressutti, quali sono le azioni che la vostra Camera di commercio realizza in Venezuela? La Camera di Commercio Italo Venezuelana Cavenit , composta da 459 associati, fondata nel 1954, ha una sede a Caracas ed una amplia struttura diffusa sul territorio venezuelano, con 6 sedi sezionali nelle regioni Bolivar, Monagas, Aragua, Carabobo, Lara e Zulia. La Camera dispone attualmente di 2 Sedi immobiliari di proprietà. Le iniziative camerali vengono indirizzate verso quei settori industriali e commerciali con le migliori possibilità potenziali di sviluppo considerando le attuali caratteristiche economiche del paese. La comunità imprenditoriale venezuelana, di origini italiane, è stata fondamentale per la creazione di sistemi produttivi, importanti e strategici per lo sviluppo industriale del paese. Tra questi il settore minerario, dell’industria petrolifera e degli idrocarburi, delle costruzioni edili, agricolo primario e della trasformazione dei prodotti agricoli ed alimentari, abbigliamento, calzaturiero ed il settore della industria alimentare della pasta, ove ancora oggi le maggiori imprese di settore hanno come proprietari importanti personalità di origine italiana. Un settore produttivo socialmente importante in cui, grazie all’apporto imprenditoriale italiano, il Venezuela detiene oggi la terza posizione al mondo per consumo pro-capite. La nostra Camera di Commercio ha realizza iniziative dirette alla promozione delle eccellenze italiane alimentari con informazioni sulle loro proprietà e caratteristiche qualitative, legate alla tradizione e cultura del territorio, che hanno come obiettivo aumentarne le attuali quote di mercato. Qual è la situazione che come Camera di commercio state riscontrando nel Paese dopo la fine dell'era Maduro? Il 3 di gennaio ha cambiato radicalmente gli equilibri politici sociali ed economici esistenti nel Paese. Ha creato un movimento ed aspettative di proporzioni immense e difficile da quantificare nelle sue dimensioni e comunque irreversibile. Basti rilevare che la stessa Delcy Rogriguez , nominata presidente ad interim, figura chiave degli assetti politici precedenti della gestione del presidente Nicolas Maduro, ha invitato il Presidente Trump e tutta i componenti della sua Amministrazione a lavorare congiuntamente in una agenda di collaborazione. Non risulta però ancora possibile poter definire e poter chiaramente intendere quali potranno essere le misure ancora in atto sia da parte del Governo Venezuelano che da parte della Amministrazione americana per assicurare un processo transitorio e radicale che dovrà portare ad una nuova società, più giusta nei diritti civili, più democratica a livello sociale, più aperta a livello economico. Il Paese è ancora in attesa, con forti aspettative, ma ancora dubbioso sui reali cambiamenti. Qual'è a oggi il sentiment che la vostra Camera di commercio sta riscontrando tra le imprese italiane che operano nel Paese? Avete raccolto richieste particolari? Le imprese continuano a operare o ci sono dei rallentamenti nelle attività? Alcune imprese hanno lasciato il Paese o pensano di farlo? Le imprese venezuelane, come anche quelle italiane operanti nel Paese, selezionate nel numero dopo anni di crisi, fortificate nelle difficoltà, ma ancora operanti con forte spirito di resilienza, sono in attesa di un quadro stabile, con la prospettiva che si possano creare nuove e stabili condizioni per sviluppare le loro attività. La comunità imprenditoriale venezuelana, di origini italiane, è stata fondamentale per la creazione di sistemi produttivi, importanti e strategici per lo sviluppo industriale del paese. Tra questi citiamo il settore minerario, dell’industria petrolifera e degli idrocarburi, delle costruzioni edili, agricolo primario e della trasformazione dei prodotti agricoli ed alimentari, abbigliamento, calzaturiero ed il settore della industria alimentare. Attualmente sono 15 le grandi imprese italiane presenti in Venezuela: citiamo Eni , Saipem,Trevi, Webuil-Astaldi, Ghella. Presenti attraverso imprese venezuelane che rappresentano marchi importanti del made in Italy, nel settore agricolo la Landini, Maschio Gaspardo, la Vimar nel settore materiali elettrici, oltre imprese e marchi di eccellenza del settore abbigliamento come Versace, Dolce Gabbana, Armani. Nel settore alimentare presenti la quasi totalità dei marchi italiani con i prodotti di eccellenza della nostra tradizione, tra cui citiamo Barilla, De Cecco, Colavita, San Pellegrino oltre ai marchi storici della pasta tipica di Gragnano. Quali sono i numeri dei rapporti commerciali tra Italia e Venezuela? Quale il bilancio per il 2025? Quali i settori che hanno brillato di più? Grazie alla flessibilità nell’applicazioni delle sanzioni stabilite nella Licencia general 41 gl41 da parte dell'Office of foreign assets control Usa, le attività produttive nel biennio 2023/2024 sono gradualmente aumentate fino ad arrivare al milione di barili di petrolio al giorno (bpd) negli ultimi mesi del 2024. Con le conseguenti maggiori entrate in valuta Usd , la Banca Centrale del Venezuela Bcv ha potuto attuare misure sul mercato dei cambi rivolte a stabilizzare la valuta venezuelana, il Bolivar Vef. Con la nuova amministrazione americana, entrata nel 2025, sono state applicate misure ancora più restrittive con le nuove licenze GL41 A e 41B. Le esportazioni italiane verso il Venezuela, dopo 3 anni di continua crescita, sono diminuite del 32,9% nel periodo gennaio-settembre 2025, passando da 137 milioni di euro , nel corso dello stesso periodo 2024 , a 92 milioni di euro nel 2025. Eccetto il settore merceologico dei mobili che ha avuto un incremento del 44%, recuperando comunque le flessioni del biennio precedente, tutti gli altri settori hanno subito indistintamente importanti flessioni. Nello stesso periodo le importazioni venezuelane in Italia, cresciute negli ultimi 3 anni del 171%, passando da 104 milioni di euro nel 2022 a 282 milioni di euro nel 2024, si sono consolidate nel periodo gennaio-settembre 2025, attestandosi ad un valore di 222 milioni con un leggero aumento del 2,3% rispetto allo stesso periodo 2025. Nei primi 3 trimestri del 2025 la bilancia commerciale italiana con il Venezuela permane in deficit per un valore di 129 milioni di euro, ed anche se parziale, se verrà confermato questo dato tendenziale anche alla chiusura del 2025, rappresenterà il maggior disavanzo commerciale registrato negli ultimi 5 anni. Quali sono le aspettative per il 2026 dopo la fine dell'era Maduro? Quali le opportunità e quali i rischi per l’Italia? In un contesto economico che si prospetta difficile e molto delicato, anche alla luce degli avvenimenti del 3 gennaio 2026, il Venezuela rimane sempre un Paese dalle importanti opportunità per il Sistema Italia. La sua industria utilizza solo una parte delle sue capacità operative e vi è un evidente interesse da parte degli imprenditori per acquisire nuova tecnologia e macchinari al fine di raggiungere quei livelli produttivi che consentiranno di soddisfare la domanda interna e dipendere sempre meno dalle importazioni. Più di 8 milioni di venezuelani hanno lasciato il paese negli ultimi anni, rappresentando una significativa fuga di capitale umano ed un impatto negativo sulla forza lavoro disponibile da parte delle imprese. L'emigrazione ha avuto un impatto sulle rimesse valutarie a livello familiare, rappresentando attualmente una fonte cruciale di reddito. Un nuovo scenario economico e sociale potrà permettere il ritorno in Venezuela di queste professionalità , maggiormente formate e motivate, e costituire una risorsa importante per la ricostruzione del Paese. L’Italia può avere un ruolo chiave ed importante per la presenza di un tessuto imprenditoriale locale legato storicamente al nostro Paese, strategico per lo sviluppo economico e sociale della economia venezuelana. Le nuove opportunità ed il futuro delle relazioni imprenditoriali tra il sistema economico italiano e venezuelano, sono strettamente legati ad un nuovo quadro legislativo venezuelano che determini chiaramente quelle garanzie che possano determinare le condizioni necessarie a proteggere gli investimenti e gli interessi delle imprese italiane che intendono sviluppare nuove iniziative di carattere. industriale e commerciale ed inserirsi nei processi di ricostruzione delle infrastrutture indispensabili e necessarie per promuovere e sostenere la crescita e la competitività del Paese. In questa ottica, il presidente della Asamblea Nacional Jorge Rodriguez ha informato che la stessa Asamblea dirigerá i lavori parlamentari alla creazione di otto grandi nuovi codici che compongono l’albero legislativo della Repubblica Bolivariana del Venezuela: nuovo codice penale, codice sociale, codice economico e del commercio produttivo, codice della democrazia diretta e, un nuovo codice civile, codice ecologico ambientale, un codice di protezione integrale delle persone vulnerabili, e forse tra i più importanti, per i riflessi derivanti dalla sua applicazione, un codice elettorale. (di Fabio Paluccio)
(Adnkronos) - Lidl Italia lancia 'Un impegno che vale davvero': un volantino cartaceo che, per la prima volta, viene consegnato direttamente nelle mani dei consumatori per illustrare, nel dettaglio, tutte le azioni già intraprese e gli obiettivi futuri dell’azienda per un agire sostenibile. Il dépliant, che riprende i punti chiave del Report di sostenibilità 2023-2024, verrà distribuito in tutti i punti vendita dell’Insegna a partire dal 19 gennaio, oltre ad essere disponibile in versione digitale su Lidl plus, e sul sito Lidl.it. Con questa scelta, Lidl Italia vuole affiancare alla formalità tecnica del Report di sostenibilità, un mezzo di informazione che sia accessibile a tutti i consumatori presso i propri store, all’interno di un totem dedicato. L’iniziativa è stata lanciata a gennaio, mese dedicato all’alimentazione plant-based, durante il quale Lidl Italia ha deciso di ampliare ulteriormente la propria offerta - già orientata a un consumo responsabile - con una selezione di prodotti della private label Vemondo, per supportare l'adozione di una dieta più salutare con un maggior apporto di proteine vegetali. Proprio in questo filone di sensibilizzazione si inserisce 'Un impegno che vale davvero', una testimonianza concreta di come Lidl Italia intenda affrontare le sfide della gdo, integrando la sostenibilità non solo nelle operazioni interne, ma sempre di più anche nella comunicazione diretta con il consumatore finale, promuovendola come pilastro fondamentale nella relazione con il cliente. Il volantino, privo delle consuete offerte e promozioni commerciali, è infatti interamente dedicato a illustrare l’impegno e la strategia di sostenibilità dell'azienda e include progetti, attività, consigli e spunti pratici per favorire comportamenti più responsabili nella quotidianità. L’obiettivo è infatti duplice: da un lato, comunicare fatti, traguardi e obiettivi dell’insegna verso il pianeta, le persone e la comunità, dimostrando come la sostenibilità si traduca in scelte quotidiane che si riflettono anche nei prodotti messi nel carrello; dall’altro, sfruttare la forza distributiva del volantino per spiegare ai consumatori il valore delle scelte compiute lungo la filiera e sottolineare il ruolo di Lidl come punto di incontro tra produzione e cliente, promuovendo la conoscenza come primo passo verso un cambiamento positivo. Alessia Bonifazi, responsabile corporate affairs di Lidl Italia ha commentato così questo progetto: “Abbiamo scelto di amplificare la portata del nostro report trasformandolo anche in un volantino dedicato, perché crediamo nell'importanza di compiere un percorso congiunto con i nostri clienti, fatto di trasparenza e informazioni alla portata di tutti. Questo strumento è un invito a scoprire concretamente come le nostre azioni quotidiane lungo la filiera contribuiscano a un futuro più responsabile, affinché la sostenibilità non sia solo un obiettivo aziendale, ma una scelta consapevole e facile per i nostri clienti".