(Adnkronos) - "Sono grato a Papa Leone per aver detto questo. Mentre la narrativa dei media alimenta costantemente i conflitti - e sì, disaccordi reali ci sono stati e ci saranno - la realtà è spesso molto più complicata". Così JD Vance in un post su X saluta le parole con cui il Pontefice, parlando con i giornalisti durante il volo verso l'Angola, ha detto di non voler dibattere con Trump. Il vicepresidente, che si è convertito al cattolicesimo sette anni fa, ha poi aggiunto che dal momento che il Papa "predica il vangelo, come deve" questo "inevitabilmente significa che offra le sue opinioni su questioni morali del momento". "Il presidente e la sua intera amministrazione, lavorano per applicare questi principi morali in un mondo nel caos. Lui sarà nelle nostre preghiere - conclude Vance riferendosi a Papa Leone - e spero che noi saremo nelle sue". Dopo l'attacco senza precedenti di Trump al Papa per le sue posizioni su guerra con l'Iran e migranti, nei giorni scorsi Vance aveva detto che il Papa dovrebbe "attenersi alle questioni morali", lasciando al "presidente degli Stati Uniti la definizione delle politiche pubbliche". E in un altro intervento era arrivato a dire che il Papa deve stare "attento quando parla di teologia". Papa Leone XIV, sul volo verso l'Angola, salutando i media al seguito, ha spiegato che i suoi discorsi sono stati preparati prima e che quindi non sono da interpretare "come se cercassi di dibattere nuovamente con il presidente Trump, cosa che non è nel mio interesse". "Si è diffusa una certa narrazione, non del tutto accurata, a causa della situazione politica creatasi quando, il primo giorno del viaggio, il presidente degli Stati Uniti ha rilasciato alcune dichiarazioni su di me". "Papa Leone è debole sulla criminalità e pessimo per la politica estera - aveva detto il presidente americano - Se non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano", l'affondo presidenziale. "Io non ho paura dell'amministrazione Trump, parlo del Vangelo, continuerò a parlare ad alta voce contro la guerra - aveva replicato Leone XIV - Non ho intenzione di entrare in un dibattito con lui". "Gran parte di ciò che è stato scritto da allora non è altro che un commento su commento, nel tentativo di interpretare quanto è stato detto", ha affermato Leone XIV. Un esempio è il discorso pronunciato all'incontro di preghiera per la pace a Bamenda due giorni fa. "Quel discorso - ha spiegato il Pontefice - era stato preparato due settimane prima, ben prima che il presidente commentasse su di me e sul messaggio di pace che sto promuovendo. Eppure, è stato interpretato come se stessi cercando di dibattere nuovamente con il presidente, cosa che non è affatto nel mio interesse". "Io vengo in Africa - ha puntualizzato - principalmente come pastore, come capo della Chiesa cattolica, per stare con, per celebrare con, per incoraggiare e accompagnare tutti i cattolici africani". E oggi il Papa, prima di guidare il Regina Coeli da Kilamba, in Angola, ha rinnovato l’appello “perché tacciano le armi e si prosegua il cammino del dialogo”. “ La tregua annunciata in Libano - ha detto in portoghese - è motivo di speranza perché rappresenta un segnale di sollievo per il popolo libanese e per l’Oriente”. Leone ha incoraggiato “ coloro che sono impegnati nella ricerca di una soluzione diplomatica a proseguire il dialogo per la pace affinché si raggiunga la stabilità in tutto il Medio Oriente e rimanga permanente. Uniti a Dio ci sforziamo oggi ogni giorno di fare crescere i frutti dell’amore, dell’autentica giustizia e della pace al di la’ di tutti gli ostacoli e le difficoltà”.
(Adnkronos) - In oltre 75 anni di storia, Smeg ha fondato un linguaggio distintivo per gli elettrodomestici rendendoli protagonisti dell’ambiente in cui sono inseriti ed elevandoli da mero apparecchio funzionale ad oggetto di design. Un’autentica expertise che ha saputo evolvere con stili e tendenze dell’interior sino a diventare signature del brand. E' in questo percorso che si inserisce Musa, la più recente collezione che arricchisce il catalogo Smeg con un’estetica raffinata e sofisticata, pensata per rispondere alle nuove esigenze dell’arredo contemporaneo. La cucina è un osservatorio privilegiato dell’evoluzione della casa: luogo di relazione, cura e trasformazione, in cui materiali, forme e luce contribuiscono a definire atmosfere e significati. Negli interni cresce l’attenzione verso volumi morbidi, stondature misurate, proporzioni equilibrate e un uso espressivo dell’illuminazione. (VIDEO) Da questa visione nasce Musa, una collezione sviluppata da Smeg in collaborazione con BorromeodeSilva, che unisce rigore progettuale ed equilibrio visivo, linee essenziali e dettagli sinuosi, un’estetica che cambia percezione con la distanza e con l’incidenza della luce, restituendo profondità e dinamismo agli elementi della cucina. “Musa rappresenta il frutto della nostra expertise nel design e nelle estetiche di prodotto. E' un’espressione dei valori che guidano Smeg da oltre 75 anni: ricerca della qualità, attenzione al dettaglio e capacità di coniugare innovazione e stile. Con questa collezione non presentiamo solo nuovi elettrodomestici, ma un linguaggio visivo coerente, capace di dialogare con gli spazi e con chi vive la casa, confermando l’identità e la visione estetica che contraddistinguono il marchio”, commenta Vittorio Bertazzoni, presidente di Smeg. Il linguaggio visivo di Musa nasce dall’incontro tra geometria e curvature, interpretate attraverso un’alternanza calibrata tra superfici lucide e opache che diventa elemento identitario per generare profondità, movimento e texture. Una palette monocromatica, intensa e grafica, conferisce ai prodotti un’aura sofisticata, valorizzata da giochi di riflessi che cambiano a seconda dell’ambiente. “Abbiamo fondato il progetto - spiega lo studio BorromeodeSilva - su linee essenziali che valorizzano gli elementi d’uso e su proporzioni attentamente studiate . La relazione tra luce e superfici in vetro è stata indagata per esaltarne le qualità attraverso un gioco tra pieni e vuoti. Il risultato è un’estetica rigorosa ma seducente, caratterizzata da un’espressività formale coerente con la cultura e l’identità di Smeg”. La collezione Musa si articola in diversi prodotti per offrire ampia libertà compositiva e rispondere alle esigenze di interior designer e utenti finali. I forni sono disponibili in due finiture – un nero opaco e un silver entrambi impreziositi dal contrasto con dettagli lucidi – due formati (60 e 45 cm) e molteplici varianti. Dal punto di vista tecnologico, la proposta si sviluppa lungo un percorso crescente di funzionalità: dai modelli essenziali, pensati per un utilizzo immediato e intuitivo, alle versioni dotate di display base e sistema pizza con pietra refrattaria dedicata, fino ai modelli più avanzati, che integrano funzioni evolute come la cottura a vapore o l’impiego delle microonde in combinazione con le modalità tradizionali. In perfetta continuità estetica con i forni, i piani a induzione Musa riprendono gli elementi distintivi della collezione e si caratterizzano per un design grafico ottenuto dal dialogo tra lucido e opaco. La gamma comprende modelli di display Digi Touch e tecnologia Bridge, disponibili in diverse configurazioni di potenza e numero di zone, e soluzioni più evolute con display Compact Slider Plus e tecnologia Multizone. In occasione di Eurocucina saranno presentate anche la cappa a muro, i cassetti a parete e la macchina del caffè da incasso. Questa articolazione permette alla collezione di inserirsi con versatilità in contesti diversi, adattandosi con naturalezza sia a composizioni coordinate sia all’utilizzo come elemento singolo. Musa amplia e arricchisce così il catalogo Smeg fatto di collezioni iconiche come Classica, disegnata dall’architetto Guido Canali e che da più di 40 anni contraddistingue la proposta dell’azienda. La nuova estetica è però perfettamente coordinabile con altri prodotti Smeg, confermando la capacità del marchio di offrire soluzioni complete e sinergiche tra loro.
(Adnkronos) - Seguire il viaggio di una mela, prodotto simbolo della Val di Non, per ritrovarsi nel cuore profondo delle Dolomiti. E' la proposta rivolta ai visitatori, condotti per la prima volta in un luogo solitamente impenetrabile. A idearla, a partire dall’11 aprile, il Consorzio Melinda che, in collaborazione con le Aziende per il Turismo (ApT) della Val di Non e della Val di Sole e con il supporto di Trentino Marketing, lancia un nuovo programma di esperienze turistiche aprendo al pubblico le sue celle ipogee, i magazzini sotterranei scavati nella roccia dove vengono conservati i frutti. Ad accogliere il pubblico sarà anche MondoMelinda, il rinnovato centro visitatori situato a Segno di Predaia (TN). Pensata come casa per i soci e per la comunità locale, la struttura è anche uno spazio dedicato al racconto della valle e delle sue tradizioni. Qui, il percorso di visita accompagna il pubblico alla scoperta della storia del Consorzio, delle varietà di mele e delle eccellenze agricole locali, restituendo l’immagine di un sistema territoriale basato su agricoltura e cooperazione. La proposta turistica del Consorzio prenderà il via in occasione dell’evento Fiorinda, la festa della fioritura in Val di Non, in programma l’11 e 12 aprile. Verrà infatti data l’opportunità al pubblico di partecipare ad una Special Edition inaugurale delle visite alle celle ipogee e alla Funivia delle mele, l’innovativa infrastruttura inaugurata alla fine dello scorso anno per garantire un trasporto della frutta a ridotto impatto ambientale. Situate all’interno della miniera di dolomia di Rio Maggiore, le celle si trovano a circa 300 metri di profondità. Non una semplice visita a un sito industriale, ma un vero viaggio nel sottosuolo delle Dolomiti. Durante il percorso, della durata di circa un’ora e mezza, i visitatori scopriranno l’origine di un’idea - trasformare una miniera in un grande frigorifero naturale - e gli aspetti tecnici che hanno consentito di concretizzarla. Ma anche i vantaggi offerti dalle particolari condizioni ambientali - bassa temperatura e impermeabilità - di questo luogo: minori consumi idrici ed energetici (il 30% in meno, per questi ultimi, rispetto ai magazzini di superficie), ridotte emissioni di CO2 ed eliminazione dei pannelli coibentanti tipici delle strutture industriali. Non solo. Da pochi mesi è attiva l’ormai famosa Funivia delle Mele, nata dalla visione di Melinda e finanziata in parte dal programma europeo Next Generation Eu gestito dal ministero dell’Agricoltura, impianto a fune dedicato al trasporto di frutta. Alimentato da fonti rinnovabili (idroelettrico), sfrutta il peso delle mele in discesa per contribuire alla riduzione dei consumi energetici. Dopo il weekend inaugurale, le esperienze entreranno stabilmente nella proposta turistica delle valli con tre percorsi principali. “Nei territori come il nostro agricoltura e turismo non sono semplicemente attività che convivono: sono espressioni diverse della stessa identità - afferma Ernesto Seppi, presidente del Consorzio Melinda - L’agricoltura disegna il paesaggio, custodisce la cultura e i valori delle comunità; il turismo ne diventa il naturale prolungamento, permettendo alle persone di entrare in relazione con questa storia. Oggi i consumatori chiedono sempre più autenticità: vogliono conoscere l’origine di ciò che mangiano, incontrare i luoghi e le persone che stanno dietro al viaggio delle nostre mele. Aprire le celle ipogee significa proprio questo: offrire un’esperienza che unisce innovazione, territorio e comunità, restituendo il senso profondo di una valle che da generazioni coltiva futuro”.