(Adnkronos) - Proteste in Milan-Torino. Oggi, sabato 21 marzo, i rossoneri hanno ospitato i granata nel match valido per la 30esima giornata di campionato, in una partita caratterizzata anche da un episodio arbitrale. Nel finale di gara infatti l'arbitro assegna un calcio di rigore ai granata per fallo di Pavlovic su Simeone, provocando le proteste rossonere. Succede tutto all'82'. Sul punteggio di 3-1, il Torino si getta in avanti sperando di riaprire la partita e un flipper in area favorisce l'inserimento di Simeone, che si ritrova solo davanti a Maignan ma subisce l'intervento di Pavlovic. Il difensore serbo allunga una mano verso l'attaccante argentino che cade a terra mimando un colpo al volto. L'arbitro Fourneau lascia inizialmente correre, ma viene richiamato dal Var al termine dell'azione. Dopo revisione al monitor, il direttore di gara assegna calcio di rigore al Torino, provocando le proteste di Allegri, che si rivolge al quarto uomo dicendo: "Io provo a stare calmo, ma mi fate passare la voglia di allenare". Dal dischetto Vlasic spiazza Maignan e firma il gol del 3-2.
(Adnkronos) - "Biagi ha affrontato tantissime tematiche del diritto al lavoro, i suoi scritti sono molto vasti. Sulla flessibilità aveva una visione ben chiara che non è stata sempre riportata in modo fedele. Il professor non voleva moltiplicare le fattispecie, non voleva assolutamente creare tante tipologie di rapporti subordinati, ma voleva semplicemente creare un nucleo di tutele indisponibile per tutti i lavoratori e poi alcuni rapporti in cui a questo nucleo di tutele si sommavano delle tutele invece disponibili, con l'istituto della certificazione del contratto che ha richiamato prima il presidente De Luca. Quindi una flessibilità 'buona', questo si vedeva sul contratto a termine dove Biagi voleva ampliare le causali che erano 230 all'epoca. Penso all'articolo 18. Il professor Biagi voleva un articolo 18 modulato, non lo voleva cancellare, ma non è l'unica tutela possibile, la Corte Costituzionale ce lo insegna. Il risarcimento del danno è come la reintegrazione, è costituzionalmente lecito". Lo ha detto Paolo Pizzuti, ordinario di diritto del lavoro e sindacale dell'Università del Molise, intervenendo alla tavola rotonda 'L’eredità di Marco Biagi e il futuro del diritto del lavoro' nel corso dell'evento 'Dentro il futuro'. in corso a Torino e trasmesso in diretta sulla web tv dei consulenti del lavoro 'Diciottominuti - edizione speciale'. All'inizio dell'evento è stato trasmesso l'intervento del giuslavorista al congresso dei consulenti del lavoro nel novembre 2001, meno di sei mesi prima di essere ucciso dalle Brigate Rosse il 19 marzo 2002, 24 anni fa. "Biagi -ha continuato Pizzuti- era un grande fautore della contrattazione collettiva, anche decentrata. Era contro il centralismo regolativo, così lo chiamava, cioè il legislatore che regola tutto. La delega alla contrattazione collettiva la considerava virtuosa e questo per esempio oggigiorno ci direbbe che la legge sul salario minimo non sarebbe approvata da Biagi, perché è una legge che toglie alla contrattazione collettiva un campo elettivo di regolamentazione, che è quello dei salari", ha continuato. "Terzo punto, la tutela dei più deboli. Non è vero che Biagi era per la precarizzazione ma era -ha sottolineato- per la tutela dei più deboli, aveva fatto misure pratiche. Ricordo il patto di Milano, il patto di Modena in cui Biagi si occupò di inserire una causale specifica per il contratto a termine per gli extracomunitari", ha concluso.
(Adnkronos) - Il Gruppo Davines - azienda attiva nel settore della cosmetica professionale con i marchi per l’haircare Davines e per lo skincare 'comfort zone', B Corp dal 2016 - annuncia, per il terzo anno consecutivo, l’apertura delle candidature per 'The Good Farmer Award' 2026. Realizzato in collaborazione con la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, è il primo premio in Italia a sostenere i giovani agricoltori che guidano la transizione ecologica attraverso pratiche di agricoltura biologica rigenerativa e agroecologiche, con un approccio sistemico e anche sociale. Anche per questa edizione è stata rinnovata l’estensione del bando alle aziende agricole dedite all’allevamento e impegnate a migliorare il benessere e la salute animale con pratiche che includono, tra le altre, il pascolo all’aperto e la conseguente riduzione dell’uso di farmaci veterinari. Il bando si rivolge ad agricoltori e agricoltrici di età inferiore o uguale a 35 anni al 31 luglio 2026 che gestiscano imprese con certificazione biologica in corso di validità. I due progetti più innovativi e avanzati riceveranno dal Gruppo Davines 10mila euro ciascuno per l’acquisto di materiali e per interventi finalizzati al miglioramento e allo sviluppo delle attività agroecologiche. Le candidature possono essere inviate dal 10 marzo fino al 15 maggio 2026 compilando il modulo online. La cerimonia di premiazione si terrà il 27 novembre 2026 presso il Davines Group Village a Parma. Requisiti necessari per accedere al bando sono l’avere una certificazione biologica in corso di validità e applicare i principi dell’agricoltura biologica rigenerativa e dell’agroecologia. In particolare i giovani agricoltori e le loro aziende dovranno dimostrare di utilizzare almeno tre tra le strategie e le pratiche di agricoltura biologica rigenerativa e agroecologia identificate dal regolamento, tra cui la rotazione colturale, il minimo disturbo del suolo, l’utilizzo di fertilizzanti organici, la coltivazione di alberi associata a campi seminativi o a pascoli, l’uso di colture di copertura come le leguminose e la pacciamatura del terreno (ossia la copertura del terreno con materiale organico come paglia o foglie). La Commissione che valuterà e selezionerà i progetti è composta da otto membri, fra professori universitari ed esperti in temi di agricoltura, agroecologia e sostenibilità. Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, è il presidente della Giuria. Gli altri membri sono: Davide Bochicchio, ricercatore del Crea Zootecnia e Acquacoltura; Dario Fornara, direttore di Eroc (European Regenerative Organic Center); Angelo Gentili, responsabile nazionale Agricoltura di Legambiente; Paola Migliorini, docente presso l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo; Alessandro Monteleone, dirigente di Ricerca del Crea, Centro Politiche e Bio-economia; Camilla Moonen, professoressa associata presso l’Istituto di Scienze delle Piante, Università Sant’Anna di Pisa; Francesca Pisseri, medica veterinaria esperta in agroecologia, Associazione Italiana di Agroecologia.