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(Adnkronos) - "L’ansia di (quasi) tutti di parlare di tutto, e di parlare tutti i giorni, rivela qualcosa di più sulla politica dei nostri tempi. L’ultimo episodio, come si ricorderà, riguarda il ministro Salvini che in questo genere di dichiarazioni infelici si rivela un campione pressoché imbattibile. E infatti risuona ancora nell’aria la solidarietà elargita così generosamente dal leader leghista all’agente Cinturrino, presentato all’indomani della sparatoria di Rogoreto come un eroe della lotta alla criminalità e rivelatosi poi nel corso delle indagini tutta un’altra personcina. Situazione a dir poco imbarazzante, che forse dovrebbe suggerire almeno per il futuro una maggiore prudenza. Quella prudenza a cui finora Salvini non ha offerto però neppure un granello di incenso. Il problema, intendiamoci, è più grande del gaffeur Salvini. E riguarda un intero ceto politico, abituato ormai a cavalcare ogni giorno un argomento diverso alimentando così un circuito comunicativo e propagandistico che spesso e volentieri lascia il tempo che trova. Con la quasi certezza di avventurarsi in luoghi non sempre conosciuti a fondo e con la forte probabilità di scoprire l’indomani che si è parlato un po’ a vanvera. Un gioco nel quale il ministro di cui sopra spadroneggia da tempo. Ma che non preclude a tanti altri la possibilità di fargli concorrenza. Cose che capitano, si dirà. E non solo agli improvvisatori. Il fatto è che la politica dei nostri giorni si sente impegnata, quasi doverosamente, a parlare di tutto e a parlare di continuo. Il circuito della comunicazione è infatti così fitto e popolato che se si vuole richiamare l’attenzione occorre parlare dell’intero scibile umano. E se qualche volte si è tentati dalla suggestione del silenzio, provvede il rumore di tutti gli altri a richiamare l’attenzione e a costringere anche i più riservati a una loquacità senza remore. Così, quando capita di fare una gaffe, di incappare in una contraddizione, di scoprire che forse era meglio dire una cosa diversa, più accortamente meditata, a quel punto avviene quasi sempre che sia il circo mediatico ad offrire subito un altro spunto per cambiare argomento e distogliere l’attenzione dai propri passi falsi. Tecnica apparentemente impeccabile, si dirà. Che però finisce per dilatare a dismisura il problema che ci si illudeva di risolvere. Personalmente ho qualche nostalgia per quei discorsi lunghi e un po’ prolissi, pieni di dotte citazioni, a cui si dedicavano i leader delle passate stagioni. Relazioni chilometriche vergate dopo giorni e giorni di meditazioni, ricerche, approfondimenti, confronti con i propri collaboratori e via dicendo. Magari senza arrivare agli eccessi delle relazioni di Aldo Moro e dei comizi di Fidel Castro. Ma almeno con quel tanto di cura delle parole (e soprattutto dei pensieri) che sarebbe dovuta a se stessi oltre che ai propri elettori. Ma anche senza la pretesa di tornare fin laggiù, si potrebbe reclamare dai protagonisti di questa stagione almeno un briciolo di attenzione in più rivolta alla difficoltà dei tempi e alla serietà degli argomenti. Giusto quel briciolo che consentirebbe di valutare un po’ meglio le conseguenze di quel che si sta per dire. Evitando di incorrere negli scivoloni che capitano ormai a quasi tutti. A dirla tutta, sarebbe anche una questione di amor proprio che magari potrebbe prima o poi tornare a merito e vantaggio dei detentori di quel poco di potere che resta loro. E’ pur vero che un calendario politico così frenetico offre talvolta le sue vie di fuga, e consente di archiviare in fretta gli errori e gli eccessi di cui sopra. Ma a furia di parlare un po’ a casaccio, sulla base delle sollecitazioni e degli impulsi del momento, senza darsi il tempo di farsi venire un’idea un pochino più accurata, finisce che l’intero discorso pubblico risulti sempre meno credibile. Offrendo peraltro ai critici del giorno dopo una miniera di argomenti utili a denigrare i propri garruli e loquaci antagonisti. Molte delle quotidiane dichiarazioni vengono rilasciate contando sul provvidenziale aiuto del dio dell’oblio. Ma intanto nella nostra memoria pubblica si accumulano una miriade di annunci, battute, proclami e gaffes di cui gli stessi autori (e i loro suggeritori) vorrebbero tanto liberarsi. Peccato che la memoria della rete e la fatica degli archivisti non glielo consenta più. E dunque, forse sarebbe meglio pensarci qualche attimo in più. Solo qualche attimo". (di Marco Follini)
(Adnkronos) - Cinecittà World apre le selezioni per oltre 200 nuove figure professionali in vista della stagione 2026, al via da sabato 21 marzo. L’appuntamento è per il 28 marzo con il Job Talent Day, la giornata dedicata alla selezione del personale, che consente ai candidati di sostenere colloqui direttamente nel Parco divertimenti del cinema e della tv di Roma. L’iniziativa offre un’opportunità concreta per entrare a far parte del team, rivolta anche a chi è alla ricerca di un primo impiego e sogna di lavorare divertendosi. Le posizioni aperte riguardano diversi ambiti: addetti alla ristorazione (cuochi, aiuto cuochi, banchisti, cassieri, baristi, lavapiatti, camerieri e magazzinieri), operatori per le 40 attrazioni e diverse figure per il cast artistico impegnato nei 6 spettacoli live al giorno (attori, attrici, cantanti, ballerini e animatori per l’Horror House). Si ricercano inoltre bagnini con brevetto per il parco acquatico Aqua World, addetti alle pulizie, addetti alle vendite, steward per parcheggi, tornelli e sicurezza, tutor per i percorsi didattici, tecnici Avl (audio, video e luci), addetti alla biglietteria e addetti alla manutenzione. E ancora, guide botaniche per Roma World, il Parco a tema dell’Antica Roma che riaprirà in occasione del lungo weekend di Pasqua. Entusiasmo, energia, spirito di squadra e disponibilità a lavorare anche nei weekend e nei giorni festivi sono i requisiti fondamentali per far parte della squadra. Cinecittà World offre un ambiente dinamico e formativo, a contatto con oltre 500.000 ospiti l’anno, dove anche chi è alla prima esperienza lavorativa può acquisire e sviluppare competenze trasversali qualificanti: lavorare in un parco divertimenti può rappresentare il primo passo per costruire il proprio futuro professionale, qualsiasi percorso si scelga di intraprendere. Per partecipare al Job Talent Day è necessario inviare la propria candidatura, entro il 22 marzo, nella sezione 'Lavora con noi' sul sito www.cinecittaworld.it. I profili in linea riceveranno l’invito a sostenere un colloquio conoscitivo durante la giornata di selezione e con l’occasione potranno vivere una giornata speciale nel Parco. Quarto parco divertimenti a livello nazionale, Cinecittà World rappresenta un importante polo turistico e occupazionale per Roma e il Lazio, offrendo ogni stagione lavoro a più di 500 persone e contribuendo in modo significativo all’economia del territorio.
(Adnkronos) - Il Gruppo Serenissima Ristorazione presenta il suo primo Report di Sostenibilità redatto secondo la Corporate Sustainability Reporting Directive (Csrd), la nuova Direttiva europea che ha definito degli standard comuni e comparabili di rendicontazione Esg. Il Gruppo Serenissima Ristorazione - spiega l'azienda in una nota - ha scelto di anticipare gli obblighi normativi e di rendicontare l'impatto della sostenibilità sui propri risultati finanziari (materialità finanziaria), oltre che il proprio impatto sull'ambiente e sulle persone (materialità di impatto) secondo gli standard della Direttiva Csrd, un impegno rilevante che ha coinvolto le 14 società controllate, inclusa la capogruppo Serenissima Ristorazione Spa e le controllate estere in Spagna e Polonia. Con un fatturato di oltre 650 milioni di euro nel 2025 (dati di preconsuntivo) e più di 11mila collaboratori, il Gruppo Serenissima serve circa 50 milioni di pasti all’anno. "La redazione del nostro primo Bilancio di Sostenibilità secondo la Csrd è stata una sfida importante, che abbiamo scelto di affrontare su base volontaria perché crediamo profondamente nella sostenibilità come leva strategica e di business - dichiara Tommaso Putin, vicepresidente del Gruppo Serenissima Ristorazione con delega alla sostenibilità - Rendicontare è l’unico modo per poter davvero gestire il percorso verso la sostenibilità: misurare ci consente di capire dove intervenire, definire priorità e agire in maniera strategica lungo la filiera, coinvolgendo tutti gli stakeholder. È solo attraverso la trasparenza e la responsabilità che possiamo costruire valore duraturo per l’impresa, per le persone e per l’ambiente". L’adozione della procedura di rendicontazione prevista dalla direttiva Csrd ha richiesto, come passaggio fondamentale, la misurazione della Carbon Footprint di Organizzazione, secondo gli standard internazionali. L’analisi - spiega l'azienda - ha evidenziato come le emissioni Scope 1, le emissioni dirette, ossia da fonti controllate o di proprietà, tutto ciò che il Gruppo brucia direttamente, e Scope 2, ossia le emissioni generate dall’energia acquistata e consumata dal Gruppo, incidano per circa l’8% su un totale pari a 240.107 tonnellate di CO2 equivalente, confermando che il core business di produzione dei pasti ha un impatto diretto contenuto. La vera sfida ambientale per il Gruppo è quindi rappresentata dalla filiera, con le emissioni Scope 3, la cui rendicontazione è diventata obbligatoria con gli standard europei Esrs e che comprende tutte le emissioni 'a monte' e 'a valle' della catena del valore, dalle emissioni generate dai fornitori di materie prime, alla logistica, fino alla gestione dei rifiuti, che pesano per circa il 92% del totale. Per questo Serenissima Ristorazione ha avviato un percorso strutturato di coinvolgimento dei fornitori e degli stakeholder, con l’obiettivo di intervenire lungo tutta la catena del valore, attraverso scelte di acquisto consapevoli, progettazione dei menu e qualificazione Esg dei partner. In questo senso, il Gruppo si sta impegnando a monitorare costantemente i fornitori considerati critici per volumi o tipologia di attività, per i quali sono previsti piani di controllo e audit specifici per verificare il rispetto dei principi di responsabilità sociale e ambientale. Un obiettivo specifico è il coinvolgimento dei partner nella condivisione di dati ambientali e di tracciabilità per migliorare la precisione del calcolo della Carbon Footprint di Gruppo. Inoltre, viene incoraggiato l’acquisto di forniture con imballaggi riciclabili, riutilizzabili o composti da materiale riciclato; quando la sicurezza alimentare lo consente, il Gruppo privilegia l’acquisto di prodotti in formato multi-porzione, che permettono di ottimizzare i carichi, limitare il numero di trasporti e abbattere le emissioni legate alla logistica. Per sostenere l’economia del territorio e ridurre ulteriormente le distanze percorse dalle merci, valorizzata la dimensione territoriale, promuovendo la scelta di fornitori locali. Sul fronte dell’efficienza, il Gruppo si è posto un obiettivo di riduzione dei consumi energetici pari al 5%, a fronte di un consumo complessivo di circa 52.000 MWh, corrispondente a un taglio di circa 2.600 MWh - un valore che equivale al consumo annuo di quasi 1.000 famiglie italiane - attraverso interventi di efficientamento, ottimizzazione dei processi produttivi e sistemi avanzati di gestione dell’energia. La dimensione sociale - continua la nota - rappresenta un pilastro centrale della strategia di sostenibilità del Gruppo Serenissima. La fortissima presenza femminile ne è una dimostrazione concreta: il 73,4% del personale della capogruppo è composto da donne, mentre nell’alta dirigenza si registra un equilibrio significativo, con il 43% di presenza femminile. Un impegno strutturato e certificato, riconosciuto attraverso la UNI/PdR 125:2022 per la Parità di Genere, che testimonia la volontà del Gruppo di promuovere inclusione, equità e valorizzazione delle competenze. Tra gli obiettivi dichiarati ci sono quelli di monitorare e ridurre eventuali discriminazioni e di coinvolgere il management nella definizione di traguardi legati alla parità di genere. Sull’aspetto relativo alla parità di trattamento economico, il Gruppo ha pianificato interventi specifici, tra cui: un'analisi annuale delle retribuzioni per genere; azioni mirate a ridurre le disparità retributive nelle fasce dirigenziali; e il monitoraggio di indicatori (Kpi) per garantire che lo sviluppo professionale e la remunerazione siano basati esclusivamente sulle competenze. Grande attenzione è dedicata anche a formazione e sicurezza: nella sola capogruppo sono state erogate circa 50mila ore di formazione nel 2024. La redazione del report di sostenibilità ha accompagnato un’evoluzione significativa anche sul piano della governance. Dal 2025 è stata formalmente istituita una nuova governance Esg, con la creazione di un Comitato Esg, operativo dal 2025, incaricato di integrare in modo sistematico i valori ambientali e sociali in ogni decisione aziendale. Il Comitato è guidato dal vicepresidente Tommaso Putin e rappresenta uno strumento chiave per garantire coerenza tra strategia, gestione dei rischi, obiettivi di sostenibilità e coinvolgimento degli stakeholder lungo tutta la filiera. Anche in termini di Governance, il Gruppo ha individuato la necessità di avviare un processo di qualifica Esg dei partner per tracciare e ridurre i rischi lungo la filiera.