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(Adnkronos) - “Il documento che abbiamo presentato oggi ci consente di fare il punto su quanto realizzato in tema di parità di genere nel mondo della mobilità e del trasporto pubblico. Strumenti come la certificazione hanno permesso di ripensare la struttura organizzativa delle aziende di Tpl e i servizi offerti, orientandoli sempre più a criteri di equità e accessibilità”. Lo ha dichiarato Giuseppina Gualtieri, vicepresidente di Asstra, intervenendo al convegno “Donne e mobilità – Politiche per la parità, le professioni e l’innovazione”, in corso a Bologna. “Le norme rappresentano certamente un acceleratore importante e possono favorire significativi salti di qualità, ma per ottenere un cambiamento davvero radicale è necessario lavorare anche sulla cultura aziendale. Questo significa incentivare strumenti come il congedo maschile e intervenire sui servizi puntando su maggiore flessibilità, accessibilità e sicurezza”. “Come Asstra accompagniamo le aziende nei processi di conseguimento della certificazione di parità con un approccio che non è burocratico, ma di merito, basato su parametri e indicatori di riferimento specifici per il settore del trasporto pubblico locale”.
(Adnkronos) - "L'ipotesi di una Groenlandia a stelle e strisce è tornata prepotentemente al centro dell'agenda globale nel 2026. Non esiste un prezzo di mercato. Secondo un report pubblicato da Nbc News dove si citano fonti vicine all’amministrazione Trump, una valutazione ipotetica potrebbe essere di circa 700 miliardi di dollari, ma il valore strategico è incalcolabile. Gli effetti economici di questa mossa ridisegnerebbero gli equilibri mondiali su tre livelli distinti. Per gli Stati Uniti, l'operazione non sarebbe una spesa, ma un investimento sulla sopravvivenza tecnologica. Il vero asset è ciò che si trova sotto al ghiaccio: 1,5 milioni di tonnellate di terre rare". Così Diego Toffoli, responsabile investimenti di Intermonte advisory & gestione, conversando con Adnkronos/Labitalia sul 'valore' della Groenlandia per gli Usa. Intermonte è una Investment banking firm leader in Italia e punto di riferimento nel segmento delle mid & small caps. Secondo Toffoli, "inoltre, sebbene l'estrazione sia costosa e attualmente limitata per motivi ambientali, si stima che al largo delle coste ci siano circa 31 miliardi di barili equivalenti tra petrolio e gas". "Acquisire la Groenlandia significherebbe spezzare il monopolio cinese sui materiali indispensabili per chip, batterie e difesa. A ciò si aggiungerebbe il controllo delle future rotte artiche, il 'Canale di Panama del Nord', che promette di rivoluzionare la logistica globale riducendo tempi e costi dei trasporti tra Asia e Occidente e generando enormi entrate daziarie e logistiche. È un’assicurazione sulla supremazia americana per i prossimi cinquant’anni", aggiunge. Per l'esperto al contrario "per l'Europa e la Danimarca, l'equazione sarebbe in perdita. Se, da un lato, Copenaghen risparmierebbe 600 milioni all'anno di sussidi, dall’altro perderebbe il suo status di potenza artica riducendo il suo peso diplomatico nella Nato e nelle relazioni internazionali a quasi zero. Nello scenario attuale, l'ipotesi di acquisto è legata a minacce di dazi Usa contro i Paesi europei (fino al 10-25%). Se l'affare non andasse in porto e i dazi scattassero, l'Ue potrebbe subire una contrazione del pil stimata tra lo 0,1% e lo 0,2%, con la Germania tra i Paesi più colpiti", aggiunge. Secondo Toffoli, "per i 57.000 abitanti della Groenlandia, l’impatto sarebbe drastico. L’economia locale, oggi sussidiata da Copenaghen e basata sulla pesca (90% dell'export), verrebbe travolta da un’iniezione di capitali senza precedenti. Gli investimenti Usa in infrastrutture (aeroporti, porti, reti digitali) sarebbero massicci, molto superiori a quanto la Danimarca possa permettersi. L'economia attuale verrebbe stravolta dall'industria mineraria".
(Adnkronos) - “L'olio di palma certificato sostenibile, oltre a garantire la sostenibilità sociale e ambientale, garantisce anche la sicurezza e la qualità del prodotto. È conosciuto e usato in tutto il mondo”. Lo ha detto Vincenzo Tapella, presidente Uiops, l’Unione italiana per l’Olio di palma sostenibile, partecipando oggi a Rimini al seminario organizzato con l’Associazione italiana dell'industria Olearia, nell’ambito del Sigep, il Salone internazionale dedicato a gelato, pastry&chocolate, coffee, bakery e pizza. Durante l’incontro è stato presentato il position paper "Olio di palma sostenibile: nutrizione e sicurezza alimentare", recentemente adottato dal Comitato tecnico scientifico Uiops. “Il Comitato Tecnico Scientifico dell’Unione – spiega il presidente - è un organismo interdisciplinare esterno di esperti scelti per assicurare autorità, rigore scientifico e obiettività nei contenuti pubblicati o adottati dall’associazione stessa. Ha una funzione di supporto scientifico e di validazione oggettiva per tutte le attività di comunicazione e posizionamento dell’Unione sui temi dell’olio di palma sostenibile, in termini di sostenibilità ambientale, nutrizionale, sociale e di filiera”. Per Tapella la scelta di presentare il documento alla manifestazione è strategica: “Sigep è una fiera importantissima per quanto riguarda il settore alimentare - afferma - Vogliamo informare sull’evoluzione dell’olio di palma e far conoscere al pubblico le sue caratteristiche e le sue peculiarità. Questo position paper è rivolto a cascata, non soltanto ai produttori di prodotti alimentari ma anche al consumatore come garanzia di sicurezza, qualità e la sostenibilità dell'olio di palma”, aggiunge.