INFORMAZIONISicuritalia spa Difesa e Sicurezza Ruolo: Senior Sales Recruiter/Talent Acquisition Partner Area: Altro Marta Bordoni |
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(Adnkronos) - Allerta arancione per forte vento a Roma per domani. Dalla mattinata, e per le successive 18 ore, si legge sul sito web del Comune di Roma, sono previsti venti forti dai quadranti meridionali, in successiva rotazione da quelli occidentali, con raffiche di burrasca sui settori costieri e rinforzi fino a burrasca forte o tempesta lungo la dorsale appenninica. Forti mareggiate lungo le coste esposte. Nello stesso tempo, si prevedono precipitazioni sparse, anche a carattere di rovescio o temporale, con quantitativi cumulati generalmente moderati. Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha quindi firmato l'Ordinanza n. 26 del 18 febbraio 2026 che prevede divieti sull'intero territorio di Roma e raccomandazioni per i cittadini. Il provvedimento prevede: il divieto di svolgimento di attività aggregative ludico-ricreative o a carattere sportivo (non agonistiche) su aree pubbliche o su aree aperte al pubblico, esposte ai fenomeni meteorici; il divieto di accesso, transito o circolazione, per lo svolgimento di attività ludico ricreative, alle aree verdi, ai giardini, ai parchi e alle ville storiche sull’intero territorio capitolino; il divieto di svolgimento di qualunque attività, già preventivamente autorizzata, nelle aree sottostanti ai carichi sospesi ed alla chioma delle alberature e nel raggio di loro potenziale caduta; la chiusura al pubblico dei cimiteri cittadini, fatta salva l’esigenza di assolvimento di adempimenti improcrastinabili concernenti i servizi funebri e le attività di polizia mortuaria; il divieto di accesso e pratica dei parchi fluviali e delle aree prospicienti a fiumi e corsi d’acqua per il pericolo connesso all’interazione tra vento e fenomeni idraulici ed idrogeologici connesse alla concorrente allerta gialla per rischio idrogeologico sui bacini D, E, F; il divieto agli esercenti il commercio sulle aree pubbliche o comunque all’aperto ed a quanti effettuino attività aggregative di qualunque genere sulle stesse – comunque in luoghi ed aree diversi da quelle oggetto di interdizione e lontane dal raggio di potenziale caduta di alberature o altri carichi sospesi- di aprire le tende e le coperture e di provvedere al corretto ancoraggio delle strutture mobili, monitorandone l’efficacia e la tenuta, provvedendo al tempestivo smontaggio, quando dall’impatto del vento delle stesse si palesino evidenze di potenziali cedimenti o distacchi. L'ordinanza, inoltre, raccomanda ai cittadini di evitare, se possibile, di sostare all’aperto in zone esposte al vento, di fare attenzione alle strutture mobili, evitare l’attraversamento di aree verdi e strade alberate, prestare attenzione alle zone costiere e ai litorali (evitando la sosta su pontili e moli) e alla guida di veicoli (specie se telonati e caravan).
(Adnkronos) - Costruire una cultura concreta delle pari opportunità nelle professioni tecniche, mettendo in dialogo istituzioni, mondo accademico e sistema produttivo. Con questo obiettivo l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano promuove 'Progetto donna', l’evento in programma il venerdì 20 febbraio 2026 a Palazzo Isimbardi, dedicato al tema dell’equità di genere nelle professioni tecniche e scientifiche e al rafforzamento della presenza femminile nei ruoli tecnici e decisionali. "Promuovere le pari opportunità nelle professioni tecniche significa rafforzare la qualità del sistema Paese. Come Ordine crediamo che valorizzare il talento femminile non sia solo una questione di equità, ma un fattore strategico per l’innovazione, la competitività e la sostenibilità del nostro settore. Il nostro impegno è costruire condizioni reali perché sempre più giovani possano scegliere e sviluppare carriere tecniche senza barriere culturali o strutturali", dichiara la presidente dell’Ordine degli ingegneri della Provincia di Milano, Carlotta Penati. Il tema della responsabilità misurabile sarà al centro dell’incontro. La parità non è un concetto astratto: è una struttura da costruire con metodo, strumenti, dati. Richiede scelte intenzionali, politiche efficaci e un cambiamento di paradigma nella cultura professionale. "Vogliamo concentrarci - prosegue la presidente Penati - sugli aspetti concreti. Trasformare il confronto in azione, promuovere proposte operative capaci di generare soluzioni strutturali, misurabili e durature. Abbiamo organizzato questo appuntamento perché crediamo nel valore della rete: la presenza di professioniste provenienti da ambiti diversi - tecnico, imprenditoriale e istituzionale - testimonia che la parità non è un tema settoriale, ma una responsabilità condivisa". L’evento - organizzato dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano e da Aidia-Associazione italiana donne ingegneri e architetti, sezione di Milano, in collaborazione con la Città Metropolitana di Milano - si aprirà con i saluti istituzionali della presidente Carlotta Penati, della presidente Aidia sezione Milano Giulia Fasciolo, del sottosegretario di Stato al Ministero dell’Istruzione e del Merito Paola Frassinetti, della deputata Lia Quartapelle, della consigliera di Regione Lombardia Chiara Valcepina, della consigliera del Comune di Milano Simonetta D’Amico e della consigliera delegata alle Politiche del lavoro, Politiche sociali e Pari opportunità della Città Metropolitana Diana De Marchi. I lavori entreranno nel merito delle sfide attuali con l’introduzione 'Perché parlare oggi di pari opportunità nelle professioni tecniche', affidata a Nella Carà, consigliera dell’Ordine degli ingegneri di Milano, e ad Amelia Lentini, consigliera dell’Ordine e componente della commissione Pari opportunità. Il confronto proseguirà con una tavola rotonda dedicata alle testimonianze dal mondo della ricerca, dell’impresa e delle infrastrutture, moderata da Carmelo Iannicelli, consigliere tesoriere dell’Ordine degli Ingegneri di Milano. Interverranno Amalia Ercoli Finzi, ingegnera aeronautica e professoressa onoraria del Politecnico di Milano, Anna Gervasoni, rettrice Liuc-Università Cattaneo e direttore generale Aifi, Francesca Pili, amministratore esecutivo e consigliere delegato Fnm, Sara Cattaneo, head of procure to pay process excellence and digitalization ABB, ed Emanuela Stocchi, presidente Piarc e direttrice generale ad interim Aiscat. La seconda sessione sarà dedicata al rapporto tra norme, politiche pubbliche e strumenti concreti di misurazione dell’impatto delle politiche di genere. Interverranno Diana De Marchi per la Città Metropolitana di Milano, Chiara Cormanni, presidente del Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di commercio Milano Monza Brianza Lodi, Costanza Gargano, presidente del Comitato Pari opportunità dell’Ordine degli avvocati di Milano, Cecilia Hugony, vicepresidente Assimpredil Ance delegata al Progetto Donne, e Francesca Zarri, presidente Assorisorse. La giornata si concluderà con un laboratorio dedicato alla costruzione di soluzioni operative e best practice, con l’intervento di Giampaolo Grossi, ceo di Giacomo Milano Group e public speaker. Aprire spazi, creare opportunità, offrire modelli e percorsi che rendano naturale - e non eccezionale - la presenza delle donne in posizioni apicali: 'Progetto Donna' si inserisce nel percorso dell’Ordine degli ingegneri della Provincia di Milano volto a promuovere inclusione, valorizzazione delle competenze e crescita sostenibile del settore tecnico, contribuendo allo sviluppo di un ecosistema professionale più equo, innovativo e competitivo.
(Adnkronos) - Qualità, lotta all’evasione e sensibilizzazione sui temi dell’economia circolare. Queste le prossime sfide su cui si concentra il Conou, Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati. L’economia circolare dell’olio usato in Italia funziona ma il Conou, che la gestisce, continua a guardare al futuro. “La battaglia della qualità è fondamentale: controllo dell'olio in ingresso, attraverso la verifica del rispetto di tutti parametri previsti (oggetto di interesse di altri Paesi perché è un sistema che copre tutti gli aspetti dei possibili inquinanti), e qualità in uscita. Le nostre basi rigenerate devono continuare ad essere allo stesso livello delle basi vergini, assolutamente intercambiabili. Se non c'è dietro uno standard tecnico dettagliato, la rigenerazione non significa niente”, spiega all’Adnkronos il presidente del Conou Riccardo Piunti. Guardando alla normativa europea, “oggi c’è un tema molto specifico che riguarda i regolamenti di controllo degli inquinanti persistenti. Nella filiera degli oli minerali abbiamo un inquinante, il Pcb, che, se rinvenuto al di sopra di una certa soglia, manda l'olio che lo contiene a distruzione. Ne troviamo molto poco dal momento che non si produce più da 40 anni e che si trova ormai solo nei piccoli trasformatori. Oggi, però, l'Europa sta cercando di inserire nel regolamento un limite molto più basso di quello attuale e noi ci stiamo battendo perché questo sia compatibile con il funzionamento della nostra filiera, magari attraverso una riduzione progressiva di tale soglia”. “L'altra sfida è il controllo dell'evasione del contributo ambientale, attraverso il quale vengono finanziate le nostre attività di raccolta e di rigenerazione: è fondamentale, quindi, che non ci sia evasione contributiva”, avverte Piunti. C’è poi il tema della comunicazione. “Noi vogliamo - sottolinea - che il modello consortile del Conou e, in generale, il modello consortile italiano per i rifiuti, sia conosciuto perché ci sono degli elementi che possono aiutare la realizzazione dell'economia circolare in tutti i Paesi, sia quelli più avanzati, come quelli europei, dove magari questo modello non è applicato allo stesso modo o non c'è, sia i Paesi più arretrati che devono mettere insieme un sistema per la raccolta dei rifiuti e in particolare dell'olio minerale usato”. C’è poi un aspetto sul quale si concentra l’attenzione del Consorzio. “Il sistema della raccolta nasce negli anni ‘50 con aziende di natura familiare: all'inizio erano veramente imprese piccole, c'era un signore con un motocarro e due fusti dietro che andava a raccogliere l'olio dai meccanici. Adesso le nostre 58 imprese sono aziende con depositi, autobotti, autisti, strumentazioni, ecc…. Però il sistema di impresa familiare, come accade da noi e come è accaduto anche in tanti altri settori dell'imprenditoria italiana, arrivata la terza generazione, comincia ad avere qualche problema. Quindi noi ci stiamo preoccupando di capire quale sarà il futuro di queste imprese familiari, come evolveranno. C'è una mutazione in corso e noi vorremmo accompagnarla: la crisi dell'impresa familiare della terza generazione è un tema che non si può trascurare”, conclude Piunti.