INFORMAZIONIIlaria Faggionato |
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(Adnkronos) - C’è chi opta per l'eleganza autorevole del nero. Chi sorprende per l’uso non convenzionale del bianco, oppure osa silhouette affilatissime, con tacchi vertiginosi e accessori preziosi. Per la prima serata di Sanremo 2026 cantanti e conduttori fanno a gara di stile. Sul palco dell’Ariston è lo stile retro, raffinato e nostalgico a farla da padrone. Peccato che la competizione, per molti di loro, sia persa in partenza. Non certo per il padrone di casa, il direttore artistico e conduttore della kermesse, Carlo Conti, che sceglie un look classico, smoking doppiopetto blu notte con revers di raso creato da Stefano Ricci. Voto: 8. Eleganza da vendere anche per Laura Pausini, co-conduttrice della serata, impeccabile in un abito nero di velluto a sirena con corpetto a cuore e strascico firmato Giorgio Armani, completato da un prezioso collier di diamanti e tanzanite di Pomellato. Per il secondo cambio arriva un abito grigio ricamato con tanto di mantella, sempre realizzato dalla maison milanese, così come il terzo vestito, un abito blu Klein a maniche lunghe con dei cut-out sulle spalle, ricoperto di cristalli, che però non buca lo schermo. Lei, sullo stesso palco che la consacrò nel 1993, appare sempre a proprio agio e questo ci piace assai. Voto: 8. La Barbiemania è passata ma forse non lo hanno detto a Ditonellapiaga, prima cantante in gara, che opta per un abito dalla gonna a palloncino rosa e corpetto nero, abbinato a una t-shirt con la scritta ‘Che fastidio!’ come il brano che porta sul palco. La nota stonata? Ce ne sarebbe più di una ma ci limitiamo alle décolleté con il fiocco rosa un po’ troppo girlish. Fuori tempo massimo. Voto: 5 e mezzo. Michele Bravi in Antonio Marras dimostra come si può lasciare il segno senza troppi sforzi: in completo check di lana retro con ampio pantalone e camicia annodata al collo, esibisce un look da crooner che gli fa conquistare une bel 7. Bravo. Sayf, ma che combini? Sul palco dell’Ariston per la prima volta, il cantante scende le scale con un completo gessato marrone stile gangster con tanto di cravatta pitonata. Voto: 4. Mara Sattei opta per un look retro con un abito Vivienne Westwood dall’ampia gonna a palloncino, corta davanti e lunga dietro e corpetto con scollatura a cuore. Voto: 6+. Occhiali neri a mascherina effetto ‘mosca’ e completo kimono double breast Mordecai per Dargen D’Amico che riproduce il parquet di casa sua. ‘Ai ai’, non ci siamo. Un look così concettuale che forse non l’ha capito nemmeno lui. Voto 4. Petto nudo, forse un po' troppo, per Can Yaman, ospite della serata, che lascia intravedere i pettorali scolpiti sotto un abito nero con camicia aperta fino a metà busto. E non va meglio per i due cambi d’abito, compreso lo smoking bianco. Un po’ tamarro. Voto: 5 e mezzo. La più iconica è sicuramente Arisa, regina assoluta di eleganza. Sul palco dell’Ariston l’artista regala una performance dai brividi. Così come il look scelto per l'occasione, con il quale sbaraglia la concorrenza. Un abito bianco firmato Des_Phemmes by Salvo Rizza, con oltre mille gocce di cristallo chandelier ricamate, che ondeggiano a ogni movimento. I capelli sciolti effetto Old Hollywood sono la ciliegina sulla torta. Un 9 meritato per lei. Luchè punta sulla Louis Vuitton disegnata da Pharrell Williams per il suo debutto all’Ariston con un look semplice con camicia, cravatta Regimental e felpa in velluto. Di tutto un po’. Voto: 6-. Non basta indossare Emporio Armani per vincere la gara di stile. Ne è un esempio Tommaso Paradiso. Il cantante, pur con un completo spezzato con giacca e camicia beige e pantalone nero non strappa la sufficienza. Lo scivolone è la t-shirt bianca che fa tanto maglietta della salute. Voto: 5 e mezzo. “Ci vuole molta calma qua” esordisce Elettra Lamborghini scendendo lentamente le scale dell’Ariston, strizzata in un abito nero con corpetto barocco dai ricami dorati e gambe a vista firmato Tony Ward couture. Le lavorazioni forse sono po’ too much ma lei può permettersele. Voto: 6. “Un’icona di stile e di fascino” la definisce Laura Pausini ed è così: è elegantissima Patty Pravo in un lungo abito nero con le maniche in voile e preziosi cristalli neri applicati, che decorano anche il velo a strascico. Voto: 7. Samurai Jay va sul sicuro con un completo total black, con doppio revers in raso dalla doppia abbottonatura e capelli raccolti in treccine. Il tocco di stile? La spilla gioiello usata per chiudere la camicia. Voto: 7. Raf è il ragazzo di sempre, a proprio agio con un completo dal taglio morbido di velluto. Voto: 7. Con 'Italia Starter Pack', J-Ax segue la scia di molti rapper americani maturi affascinati dal mood country. Il problema è che non tutti riescono nell’effetto Post Malone. Nel suo caso, soprattutto nel look, l’insieme risulta forzato: completo nero ricamato, bolo tie, cappello da cowboy, stivali texani e persino un bastone. Un esperimento curioso, ma difficile da prendere sul serio. Voto: 4 e mezzo. Fulminacci sembra un ragioniere in libera uscita: completo grigio doppiopetto oversize e cravatta viola come talismano anti sfiga. Un tocco di superstizione fai da te, coerente con il brano che porta in gara, 'Stupida sfortuna'. Peccato che il viola, a teatro, sia il colore proibito. Qualcuno avrebbe potuto avvisarlo. Voto: 6 per il coraggio. Levante è una visione: fasciata in un prezioso tubino senza spalline di Giorgio Armani, interamente ricoperto di microcristalli che le scolpiscono la silhouette con una precisione quasi scultorea. Voto: 8 e mezzo. Masini e Fedez sembrano usciti da un’agenzia di pompe funebri con ambizioni fashion. Il primo sfoggia un frac nero effetto lucido, rovinato da quella spilla con nastro doppio al collo che sembra scelta durante una pausa caffè. Il secondo, invece, opta per camicia e pantaloni neri: un look essenziale, sì, ma più da ‘servizio security’ che da red carpet. E ci aggiunge pure uno squarcio sulla schiena che scopre i tatuaggi. Un tocco che vorrebbe essere edgy, ma finisce per sembrare un incidente di sartoria mai riparato. In coppia, fanno quasi squadra: i becchini deluxe. Voto: non classificati. Ermal Meta è il bohemien perfetto: in total look Trussardi con spolverino in raso di seta stretch, camicia rosa con il nome ‘Amal’ (non Clooney ma quello di una bambina di Gaza) ricamato sul colletto, pantaloni in pelle suede con trattamento vintage e stivaletto in denim floccato color lava. Un insieme talmente curato da far impallidire qualsiasi manuale di stile boho-chic. Voto: 8 e mezzo. Serena Brancale ha fatto passi da gigante rispetto all’anno scorso: addio a lustrini, top e trasparenze. Oggi appare quasi regale in un abito bianco con scollo all’americana e schiena nuda. L’effetto sposina è dietro l’angolo ma nel complesso convince. Voto: 7 e mezzo. Nayt punta al vibe napoleonico con il completo dai bottoni e catena appuntata alla spalla. Peccato che il fit sembri più generale nella taglia sbagliata che condottiero impavido: tirato, stretto, sembra pronto alla resa. Voto: 6-. Malika Ayane punta tutto sui tagli nell’abito nero dal tessuto tecnico: doppia scollatura a ‘V’ su décolleté e gambe e niente gioielli. Viva la semplicità. Voto: 7 e mezzo. Eddie Brock indossa invece lo smoking con disinvoltura, lasciando il papillon slacciato e il colletto della camicia aperto. L’unica pecca sono i revers della giacca troppo appuntiti. Voto: 6. Sceglie la strada della tradizione Sal Da Vinci: più classico di così non si può. Abito sartoriale impeccabile, cravatta d’ordinanza e ricami floreali su un solo revers della giacca, giusto per ricordarci che un tocco di fantasia non ha mai fatto male a nessuno. L’insieme è composto, formale…forse fin troppo. Voto: 6-. Camicia sbottonata e pantalone nero, con tanto di man bun in testa. Coraggio Enrico Nigiotti, puoi fare decisamente di meglio. Voto: 5. A Tredici Pietro è andata male non solo per l’attacco del pezzo ma anche la misura della giacca, talmente over da alzarsi a ogni movimento, ma lo perdoniamo. Voto 5-. Dopo Michael Jackson e le ultime passerelle, la Napoleon Jacket conquista anche Chiello, che sfoggia una versione in pizzo della giacca con passamanerie e bottoni dorati amatissima da celebrities e popstar. Lo stivaletto a punta con il tacco è il colpo di genio che lo proietta tra i look migliori della serata. Voto: 8. Tra eleganza e punk si muovono le Bambole di Pezza divise tra stiletto dal tacco affilato e anfibi, chocker con le borchie e guanti da diva quasi a voler riassumere le due anime del loro progetto. C’è però troppa confusione sotto al cielo. Voto: 5. Maria Antonietta e Colombre sembrano davvero usciti da una trasmissione anni ’60. Lei in un miniabito Sixties total white, maniche decorate con margherite 3D e stivali coordinati: super pop. Lui, in contrasto misurato, con completo nero e t shirt, minimal ma efficace. Insieme funzionano: un duetto estetico che sembra riemerso da un vecchio nastro Rai, e in senso buono. Voto: 7. Leo Gassmann, che eleganza. Il cantante sorprende per un look pulito e senza sforzo firmato Dsquared2: un dandy moderno in camicia bianca con scollatura a V e pantalone nero a vita alta. Semplice ed essenziale ma con quella nonchalance che molti cercano e pochi trovano. Voto: 8 e mezzo. Francesco Renga sfodera il suo cavallo di battaglia: l’immancabile doppiopetto di velluto, stavolta marrone, con maxi revers neri. Della serie ‘cavallo vincente non si cambia’. Voto: 7. Chiudono la prima serata LDA & Aka7even in versione gemelli con lo stesso blouson di pelle nera. Riprovateci, sarete più fortunati. Voto: 6. (di Federica Mochi)
(Adnkronos) - Non solo nocciole, granelle, creme e tanto dolce. Ora i cioccolatini sono anche a base di ingredienti salati e diventano 'gastronomici'. Pioniere in questa nuova frontiera della cioccolateria e sempre più 'ambassador' è Giraudi. I cioccolatini salati, infatti, sono un prodotto su cui la cioccolateria di Castellazzo Bormida (AL) ha deciso di puntare nel lontano 2009. Oggi, a distanza di 15 anni da quella sfida così innovativa, e sotto la guida del maestro cioccolaterie Giacomo Boidi e del figlio Davide, Giraudi ha rinnovato l’offerta di cioccolatini al formaggio (in cui era stata pioniera) messa a punto per l’azienda leader nell’affinamento di formaggi Guffanti di Arona (NO) e ha presentato due inedite praline al Cavolfiore della Piana del Sele. A dimostrazione della bontà dell’idea, i cioccolatini gastronomici sono stati riproposti nel tempo anche da altre aziende cioccolatiere e da nomi illustri del panorama della pasticceria. “I cioccolatini gastronomici sono stati per me, fin da subito, una grande sfida. Riuscire a far coesistere ingredienti all’apparenza così diversi tra di loro mi suscitava grande interesse. In tempi non sospetti, sono stato uno tra i primi a credere in questa scommessa e sono contento che alcuni miei colleghi mi abbiano seguito”, ha affermato Giacomo Boidi. “In questa categoria di prodotto, il cioccolato non è più l’unico protagonista dell’assaggio, ma si fa portavoce e contenitore di un ingrediente altrettanto eccellente, che ne può amplificare le modalità e i momenti di consumo”, ha spiegato. Era il 2009 quando Giacomo Boidi metteva a punto, in collaborazione con Guffanti, quattro creazioni insolite, da proporre al momento dell’aperitivo. Un guscio di cioccolato racchiudeva un cuore di Gorgonzola Dop Piccante, Parmigiano Reggiano Dop, Piacentinu Ennese Dop o il formaggio che sarebbe diventato Ossolano Dop. Oggi, il longevo rapporto tra le due aziende ha portato allo sviluppo degli Erboritain Luigi e Dirce, cioccolatini il cui nome è una fusione tra i due ingredienti Erborinato e Napolitain, rispettivamente il formaggio e il tipo di cioccolatino impiegato nella ricetta. Luigi e Dirce sono invece i due fondatori della Luigi Guffanti Formaggi, azienda nata nel 1876. “Conosco Giacomo e suo figlio Davide da tantissimo tempo”, ha ricordato Giovanni Guffanti, quinta generazione dell’azienda, proseguendo: “Ci piaceva l’idea di abbinare il formaggio al cioccolato ed è stato naturale rivolgersi a loro per metterla in pratica. Oltre che un professionista stimato per l’esperienza e la conoscenza tecnica, apprezzo Giacomo anche per la grande elasticità mentale e produttiva, che ci ha permesso di soddisfare la nostra richiesta. Gli Erboritain si prestano a essere consumati, al momento dell’aperitivo o a fine pasto, in abbinamento a vini liquorosi e da dessert”. Due sono le praline nate da questa collaborazione. La prima ha un guscio di cioccolato bianco, che all’interno racchiude un ripieno di Erborinato Sancarlone, dal nome del Santo protettore della città di Arona. Si tratta di un formaggio di latte vaccino dal gusto intenso e leggermente piccante, che richiama la grande tradizione dei blu piemontesi. La seconda ha un guscio di cioccolato al latte, che nasconde un cuore di Erborinato Sancarlone caffè in crosta. Il formaggio si differenzia da quello precedente, per una maturazione di 3 mesi nella polvere di caffè. “Lavorare con il formaggio di Guffanti è stato, oserei dire, divertente. Nelle praline abbiamo creato un cuore cremoso composto da una ganache salata, racchiuso da una camicia di cioccolato al latte e bianco, le due tipologie di cioccolati più affini al gusto del formaggio”, ha sottolineato Giacomo Boidi. La sfida successiva dopo il formaggio è stata quella di esaltare il cavolfiore. L’Organizzazione di produttori (OP) Solco Maggiore, situata a Eboli (SA), commercializza una vasta gamma di ortaggi e frutta locali, tra cui il Cavolfiore della Piana del Sele, candidato al riconoscimento dell’Indicazione geografica protetta (Igp). Per celebrare la stessa candidatura, l’Op Solco Maggiore ha richiesto a Giacomo Boidi di valorizzare l’ortaggio coltivato in un terreno di natura vulcanico-alluvionale in un cioccolatino. Sono nate così le Praline al cavolfiore della Piana del Sele essiccato ricoperte di cioccolato fondente e al latte, distribuite dalla Op Solco Maggiore, a marchio Sapore Maggiore. “Le praline cioccolato e cavolfiore sono un concentrato di sostanze benefiche per l’organismo umano, combinano l’azione antiossidante dei polifenoli del cioccolato con l’azione antiinfiammatoria e antiossidativa della glutammina, dei glucosinati e dei polifenoli del cavolfiore. Un piccolo guscio di cioccolato con cuore di cavolfiore dalle grandi proprietà salutistiche”, ha detto Marisa Di Matteo, Full Professor of Food Processing Technology dell’Università di Salerno. “Nella pralina abbiamo utilizzato il cavolfiore in polvere disidratato per aromatizzare del burro di cacao, che abbiamo poi abbinato a cioccolato bianco, pasta di mandorle, di nocciole e di limone candito. Il guscio esterno è stato invece realizzato in due versioni: con cioccolato fondente 61% e con cioccolato al latte”, ha concluso Boidi.
(Adnkronos) - Ecologia integrale, cooperazione tra Europa e Stati Uniti, innovazione tecnologica al servizio dell’ambiente, responsabilità dei media globali e sostenibilità dei grandi eventi: sono questi i temi che saranno al centro del XVII Forum Internazionale dell’Informazione per la Salvaguardia della Natura, promosso da Greenaccord Ets e in programma a Treviso dal 18 al 21 marzo 2026 con il titolo 'Building Future Together - Un’umanità nuova con sete di futuro'. Per quattro giorni Treviso diventerà una redazione globale diffusa, accogliendo oltre 100 giornalisti provenienti da più di 40 Paesi insieme a rappresentanti istituzionali, amministratori pubblici, imprese innovative, accademici ed esponenti del mondo della cultura. Il Forum si svolgerà tra Ca’ dei Carraresi e la Camera di Commercio di Treviso e Belluno e si articolerà in una sessione inaugurale e sei sessioni tematiche dedicate ai nodi cruciali della transizione ecologica e alla costruzione di una visione condivisa di ecologia integrale, capace di tenere insieme ambiente, economia, dimensione sociale e responsabilità culturale. L’edizione 2026 assume una valenza strategica per la costruzione di un ponte strutturato tra il Triveneto e lo Stato del Colorado. Territori accomunati da identità montana, forte vocazione sportiva e turistica, sistemi produttivi dinamici e crescente attenzione alle politiche ambientali, Veneto e Colorado saranno protagonisti di un confronto concreto su mobilità sostenibile, pianificazione territoriale, tecnologie pulite, economia montana e governance della sostenibilità. Tra i relatori internazionali sono attesi rappresentanti istituzionali e imprenditoriali del Colorado, insieme a protagonisti dell’innovazione tecnologica statunitense, a testimonianza di un dialogo che guarda alle Montagne Rocciose e alle Dolomiti come territori laboratorio di cooperazione transatlantica. Un focus centrale sarà dedicato alla sostenibilità dei grandi eventi internazionali, con un approfondimento specifico sul modello dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026. Nella sessione inaugurale interverrà Gloria Zavatta, Sustainability & Impact Director di Milano Cortina 2026, per illustrare il rapporto di sostenibilità dei Giochi e le strategie adottate per ridurre l’impatto ambientale e garantire un’eredità positiva per i territori ospitanti. Il Forum offrirà inoltre uno sguardo globale grazie alla presenza di Jinfeng Zhou, segretario generale della China Biodiversity Conservation and Green Development Foundation, che porterà l’esperienza cinese nel campo della tutela della biodiversità e della cooperazione ambientale internazionale. Il confronto tra modelli europei, nordamericani e asiatici contribuirà a rafforzare il carattere autenticamente globale dell’iniziativa. Grande attenzione sarà dedicata anche al ruolo delle piattaforme digitali e dell’industria culturale nella costruzione del dibattito ambientale. Interverranno Andy Thompson, dirigente internazionale attualmente International Technologist di Meta con una lectio magistralis sull’impatto delle notizie ambientali sulle piattaforme social, e Hanna Grahn, Head Sustainability and Climate Action di Spotify, che affronterà il tema della musica e dei contenuti culturali come strumenti di consapevolezza e responsabilità collettiva. Il programma affronterà inoltre il rapporto tra natura e bellezza, economia del benessere, rigenerazione urbana, bioarchitettura, agricoltura sostenibile, filiere del cibo, tecnologia digitale, ecologia della mente e dell’anima. Una sessione conclusiva sarà dedicata al ruolo dei media e dei giornalisti della rete Greenaccord, con la consegna del Greenaccord International Media Award a una realtà nordamericana impegnata nella narrazione delle sfide climatiche. "In un tempo segnato da conflitti, crisi climatiche e incertezze geopolitiche - dichiara Alfonso Cauteruccio, presidente di Greenaccord - abbiamo bisogno di ricostruire un orizzonte comune. L’ecologia integrale non è uno slogan, ma una visione che tiene insieme ambiente, giustizia sociale, economia e spiritualità. Con questo Forum vogliamo offrire ai giornalisti e alle istituzioni uno spazio di dialogo autentico tra Europa e America, ma anche tra Occidente e Asia, tra tecnologia e cultura. Solo costruendo ponti e assumendoci una responsabilità condivisa possiamo generare un futuro credibile per le nuove generazioni". "In un mondo lacerato dalla violenza e dalla prepotenza, avvertiamo il bisogno di tornare a frequentare la gentilezza e la convivialità delle differenze. Il nuovo Forum internazionale di Greenaccord - sottolinea il segretario generale dell'organizzazione, Giuseppe Milano - non nasce con la sola ambizione di raccontare la complessità contemporanea, tra innovazioni straordinarie e relazioni internazionali virtuose, ma anche e soprattutto di provare a costruire insieme una diversa visione di società, più giusta e inclusiva, in cui la giustizia sociale e ambientale siano saldate nella pace e nella prosperità intergenerazionale e crossterritoriale".