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(Adnkronos) - Lutto per Stefano De Martino, il popolare presentatore di 'Affari tuoi' su Rai 1. È morto questa mattina il padre Enrico, all'età di 61 anni. La notizia della scomparsa è stata confermata all'Adnkronos dall'entourage del noto volto della tv pubblica. Il papà era malato da tempo e le sue condizioni di salute erano peggiorate negli ultimi mesi. In gioventù ballerino professionista, Enrico De Martino ha dedicato tutta la vita alla danza, collaborando con scuole e compagnie della Campania e danzando anche al Teatro San Carlo di Napoli. Nel 2025 gli era stato conferito al Teatro Verdi di Salerno il premio alla carriera nell'ambito della XXIV edizione del Premio Salerno Danza, sotto la direzione artistica di Corona Paone, étoile del San Carlo, e Luigi Ferrone, primo ballerino del Massimo partenopeo. Enrico De Martino ricordava con orgoglio il proprio percorso artistico e la sua carriera interrotta a 25 anni, quando la moglie gli annunciò di essere incinta di Stefano. "A quel punto ho dovuto assumermi una responsabilità. La danza è diventata un hobby, ma ho fatto di tutto perché Stefano potesse vivere quella passione", aveva spiegato in un'intervista al 'Corriere della Sera'. Fino ai 40 anni, Enrico De Martino aveva combinato la danza con l'attività di ristoratore, continuando a collaborare con varie scuole della Campania. Il rapporto tra Stefano De Martino e il padre è stato negli anni profondo e complesso. Più volte il conduttore ha raccontato come Enrico fosse inizialmente contrario alla sua scelta di intraprendere la carriera nella danza, ritenuta troppo dura e incerta. Una posizione spiegata dallo stesso Enrico in diverse interviste, nelle quali aveva sottolineato le difficoltà fisiche e mentali del mestiere. Con il tempo, il legame tra padre e figlio si è progressivamente rafforzato, trovando un nuovo equilibrio soprattutto dopo la nascita di Santiago, che ha contribuito a rendere il rapporto più disteso e consapevole. Enrico ricordava anche la soddisfazione di vedere il figlio affermarsi come conduttore televisivo: "Ho seguito tutta la sua evoluzione, passo dopo passo. Vederlo condurre programmi importanti è una gioia enorme. Il regalo più grande è che è rimasto la persona che era, senza montarsi la testa". Tra i ricordi più preziosi, anche quello del primo incontro con Maria De Filippi, talent scout di Stefano ad "Amici": "Fu un bell’incontro. Mi chiese se ero contento della carriera di mio figlio e cosa potevo rispondere? Contentissimo". E il padre amava sottolineare come il successo di Stefano non abbia cambiato la sua umanità: "Ci ha sempre fatto bei regali, ma il dono più grande è che è rimasto il ragazzo che conoscevamo".
(Adnkronos) - Il dibattito sulla normativa Cbam (Carbon border adjustment mechanism) continua a essere acceso, con la Commissione Ue che annuncia la soppressione dei dazi sui fertilizzanti, categoria che include anche l’urea utilizzata per la produzione di colle impiegate nella fabbricazione dei pannelli a base legno. Questo si aggiunge al possibile inserimento della clausola che permette di sospendere l’applicazione del Cbam per l'urea e i fertilizzanti in caso di onerosità ridondanti. “Una proposta, quest’ultima, che va nella giusta direzione, anche se preoccupano le tempistiche e le modalità di applicazione: abbiamo bisogno di certezze” spiega Paolo Fantoni, presidente Assopannelli di FederlegnoArredo. “Di fatto - afferma - la quota di importazioni provenienti da Paesi effettivamente soggetti recentemente a dazi è marginale rispetto al totale delle forniture verso l’Ue: l’impatto della loro eliminazione sarebbe sostanzialmente residuale e non compenserebbe i costi aggiuntivi derivanti dall’entrata in vigore del meccanismo Cbam. Come Assopannelli di FederlegnoArredo, auspichiamo l’apertura di un confronto con le istituzioni, valutando la possibilità di eliminare urea e fertilizzanti dalla lista dei materiali soggetti a Cbam, oltre a eventualmente scaglionare nel tempo la piena operatività del meccanismo”.
(Adnkronos) - Superare l’approccio ideologico che ha spesso caratterizzato il dibattito sull’olio di palma, proponendo una valutazione integrata e basata sulle evidenze scientifiche, che tenga conto di nutrizione, sicurezza alimentare, sostenibilità ambientale e food security globale. E’ l’obiettivo del posizion paper “Olio di palma sostenibile: nutrizione e sicurezza alimentare”, documento approvato dal Comitato tecnico scientifico dell’Unione italiana per l’olio di palma sostenibile e redatto da un gruppo di lavoro composto dal prof. Sebastiano Banni, ordinario di fisiologia all’Università di Cagliari, dal dott. Giorgio Donegani, tecnologo alimentare ed esperto di nutrizione e dal prof. Andrea Poli, presidente della Nutrition Foundation of Italy. Il documento è stato presentato in collaborazione con Assitol in occasione di Sigep 2026, durante un incontro in cui sono intervenuti due degli esperti che hanno redatto il documento, Giorgio Donegani e Sebastiano Banni, il direttore generale di Assitol, Andrea Carrassi; e Lucia Gramigna, R&D Oil and Fats Manager di Unigrà, che ha approfondito gli aspetti tecnologici dell’uso dell’olio di palma nell’industria alimentare. Il Comitato Tecnico Scientifico dell’Unione è un organismo interdisciplinare esterno di esperti scelti per assicurare autorità, rigore scientifico e obiettività nei contenuti pubblicati o adottati dall’associazione stessa. Ha una funzione di supporto scientifico e di validazione oggettiva per tutte le attività di comunicazione e posizionamento dell’Unione sui temi dell’olio di palma sostenibile (in termini di sostenibilità ambientale, nutrizionale, sociale e di filiera). Tra i principali contenuti del documento: il ruolo fisiologico e nutrizionale dei grassi e dei grassi saturi all’interno di una dieta equilibrata; la neutralità dell’olio di palma rispetto al profilo lipidico quando inserito in un’alimentazione normocalorica e bilanciata; e le evidenze scientifiche più recenti sui grassi saturi ed in particolare sull’acido palmitico, naturalmente presente anche nell’organismo umano e coinvolto in funzioni biologiche essenziali. Focus anche sull’evoluzione normativa e tecnologica che ha portato a una drastica riduzione dei contaminanti di processo negli oli e grassi vegetali, oggi regolamentati da limiti europei stringenti; sul contributo dell’olio di palma sostenibile alla sicurezza alimentare globale. Il position paper evidenzia inoltre come l’eliminazione di un singolo ingrediente non garantisca automaticamente un miglioramento del profilo nutrizionale della dieta e sottolinea l’importanza di politiche alimentari fondate su analisi complessive del bilancio nutrizionale e di sostenibilità. “Il dibattito sull’olio di palma deve evolvere da una contrapposizione ideologica a una valutazione scientifica e integrata, che tenga insieme nutrizione, sicurezza alimentare e sostenibilità. L’olio di palma sostenibile è una materia prima strategica per l’equilibrio del sistema agroalimentare globale. Solo informazioni corrette e basate sulle evidenze possono guidare scelte consapevoli. Questo documento, disponibile da oggi sul sito dell’Unione Italiana per l’Olio di Palma Sostenibile, rappresenta uno strumento di riferimento per istituzioni, operatori della filiera, media e comunità scientifica”, ha sottolineato a conclusione dell’incontro il presidente dell’ Unione italiana per l’olio di palma sostenibile, Vincenzo Tapella.