INFORMAZIONIBenetton Group spa Moda e Accessori Ruolo: Global Recruiting & Talent Acquisition Manager Area: Human Resource Management Francesca Chicaro |
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(Adnkronos) - Il Viminale è stato condannato a risarcire oltre 21 milioni di euro per il mancato sgombero di Spin Time Labs, l'immobile di via Santa Croce in Gerusalemme a Roma, occupato dai movimenti per la casa nel 2013 - ben prima che Matteo Piantedosi si insediasse al ministero - e inserito, proprio su input di Piantedosi, nel piano sgomberi della prefettura di Roma. A stabilire il risarcimento la seconda sezione civile del Tribunale di Roma, nella causa intentata da InvestiRE Sgr nella sua qualità di gestore del 'Tip - Fondo Immobili Pubblici'. Nella sentenza del 18 dicembre 2025, che, a quanto apprende l'Adnkronos, è stata appena notificata al ministero dell'Interno, il giudice Assunta Canonaco in particolare condanna il Viminale "al pagamento in favore di parte attrice della somma di euro 21.182.118.50 al valore attuale" e "al pagamento dell'importo di euro 206.932,53 mensile per il periodo successivo al dicembre 2025, sino alla liberazione dell'immobile e dell'importo di curo 150.00,00 per il mancalo guadagno relativo alle sei annualità successive al 2025", oltre alle spese del giudizio, "liquidate in complessivi euro 108.394,00 per compensi". “E' vero che l'occupazione illecita, e quindi il reato è stato posto in essere da soggetti terzi, ma il danno conseguente a tale occupazione può e deve essere imputato al ministero dell'Interno che, a fronte della emissione da parte dell'Autorità giudiziaria di un provvedimento di sequestro preventivo - si legge nelle 25 pagine della sentenza - aveva uno specifico obbligo di impedire la prosecuzione dell'illecito, essendo obbligato a dare esecuzione al decreto di sequestro. Al Ministero non può imputarsi il danno da occupazione abusiva commessa da altri, ma sicuramente il danno derivante dalla mancata tempestiva attuazione del sequestro. Infatti, nel caso di specie è pacifico che, a fronte dell'occupazione del compendio immobiliare avvenuta nell'ottobre 2013, su richiesta del pm del 27 febbraio 2020, il gip di Roma ha ordinato il sequestro preventivo dell'immobile il 31 marzo 2020 con rimessione degli atti al pubblico ministero per la sua esecuzione. Tuttavia, non risulta mai eseguito l'ordine del giudice”. Nella sentenza il giudice ritiene "di dovere dare continuità all'orientamento del Tribunale di Roma che, in fattispecie simili, ha ritenuto sussistere la giurisdizione del giudice ordinario nel caso in cui il danno oggetto della pretesa risarcitoria sia stato 'provocato dal comportamento materiale con cui la Pa ha omesso di compiere un'attività vincolata, come accade in caso di mancata attuazione di un ordine di sgombero dell'autorità giudiziaria', non rientrando nel potere discrezionale della pubblica amministrazione stabilire se dare o meno attuazione ad un provvedimento dell'autorità giudiziaria”. Per il giudice dunque “il ministero dell'Interno deve rispondere dell'omessa esecuzione del provvedimento di sequestro emesso dall'autorità giudiziaria, in virtù del principio di immedesimazione organica dei suoi funzionari (in specie Prefetto e Questore), essendo le forze di polizia incaricate dell'esecuzione, con la precisazione che quest'ultime, pur se funzionalmente dipendenti dall'autorità giudiziaria ex art. 109 Cost., sul piano amministrativo sono riconducibili al Ministero dell'Interno”. Per fermare lo sgombero dello stabile, era stata lanciata una petizione firmata da molti nomi della cultura e dello spettacolo. Tra gli altri Marco Bellocchio, Pierfrancesco Favino, Anna Foglietta, Matteo Garrone, Alessandro Gassman, Fabrizio Gifuni, Valeria Golino, Sabina Guzzanti, Nicola Lagioia, Edoardo Leo, Mario Martone, Nanni Moretti, Christian Raimo, oltre all'Associazione 100 Autori, alla Fondazione Piccolo America e all'Agici (Associazione Generale Industrie Cine-Audiovisive Indipendenti). Proprio Piantedosi, il cui ministero è ora costretto al risarcimento e che già da prefetto di Roma era stato in prima linea sul fronte sgomberi, da quando siede al Viminale si è intestato una stretta decisa sulle occupazioni abusive, con una direttiva ad hoc che ha imposto a questure e prefetture di intervenire nelle 24 ore in tutti i casi di occupazione di stabili interi. (di Mia Grassi e Assunta Cassiano) "La sentenza del Tribunale di Roma che condanna il Ministero dell’Interno a risarcire oltre 21 milioni di euro dello Spin Time, certifica un fatto politico gravissimo: anni di mancati sgomberi, coperti e tollerati dal Campidoglio e dal centro-sinistra, hanno prodotto un conto salatissimo che finirà sulle spalle dei contribuenti. Ancora una volta a pagare il prezzo dell’illegalità sono i cittadini romani". È quanto dichiarano i consiglieri capitolini di Fratelli d'Italia, Giovanni Quarzo, Federico Rocca, Stefano Erbaggi, Mariacristina Masi e Francesca Barbato, e il presidente e vicepresidente della Federazione romana di FdI, Marco Perissa e Daniele Rinaldi. "Da anni - continuano - assistiamo allo stesso copione: il Campidoglio, insieme al Pd, ad Avs e a tutta la galassia della sinistra romana, si schiera sistematicamente contro l’applicazione della legge, partecipando a tavoli in Prefettura e mettendo in atto ogni pressione possibile per evitare lo sgombero di immobili occupati abusivamente, mascherandoli ipocritamente da 'poli culturali'. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: utenze pagate da Pantalone, immobili sottratti alla legalità e ora anche risarcimenti milionari. Ventuno milioni di euro oggi, domani chissà. È già successo in altri casi e succederà ancora, come dimostra l’ennesimo precedente di via Bibulo, dove un privato riceverà 8,5 milioni di euro per un altro sgombero mai eseguito". "A questo punto il Campidoglio deve dire chiaramente da che parte sta: dalla parte della legge, dello Stato, dei cittadini e delle Istituzioni, oppure dalla parte degli occupanti abusivi. Perché non è più accettabile che chi governa Roma tuteli l’illegalità e scarichi il conto sui romani. Se Pd, Avs e tutti coloro che si sono mobilitati per impedire gli sgomberi ritengono giusto difendere queste occupazioni, mettano mano al portafogli e paghino loro questi 21 milioni di euro. In caso contrario, sarà ancora una volta la collettività a dover coprire i danni prodotti da scelte ideologiche irresponsabili. Roma non può più permettersi un’amministrazione che protegge le occupazioni abusive e presenta il conto ai cittadini. La legalità non è negoziabile e non può essere sacrificata sull’altare della propaganda della sinistra".
(Adnkronos) - Rafforzare la capacità del sistema-Paese di leggere e anticipare le trasformazioni del mercato del lavoro attraverso l’analisi dei big data e l’utilizzo di strumenti avanzati di intelligenza artificiale. E' l'obiettivo del progetto di ricerca 'Skill, training and labour market indicators for italy: big data analysis to navigate the future', promosso da Sviluppo Lavoro Italia, società in house del Ministero del Lavoro e delle politiche Sociali, in collaborazione con l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), e presentato oggi al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. “Comprendere in modo tempestivo l’evoluzione delle competenze richieste dal mercato del lavoro è una condizione essenziale per rendere più efficaci le politiche attive e i sistemi di formazione”, ha dichiarato il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Calderone. “Questo progetto rappresenta un passo importante verso un approccio sempre più basato su dati affidabili e analisi predittive, capace di orientare le scelte pubbliche, sostenere l’occupabilità delle persone e accompagnare le imprese nei processi di innovazione”, ha continuato. “Con questa iniziativa Sviluppo Lavoro Italia rafforza il proprio ruolo di supporto tecnico-strategico alle istituzioni, mettendo a disposizione strumenti innovativi per leggere il presente e orientare il futuro del mercato del lavoro”, ha affermato Paola Nicastro, presidente e amministratore delegato di Sviluppo Lavoro Italia. “La collaborazione con l’Ocse ci consente di sviluppare un modello avanzato e replicabile di big data intelligence, capace di integrare fonti informative diverse e di generare evidenze concrete a supporto delle decisioni pubbliche, con ricadute positive sui territori e sui sistemi locali delle competenze”. “L’uso innovativo dell’enorme mole di dati disponibile consente di leggere con maggiore profondità le dinamiche del mercato del lavoro in profondo cambiamento", ha dichiarato il direttore del direttorato per l’occupazione e gli affari sociali e prossimo chief economist dell’Ocse, Stefano Scarpetta. “La collaborazione con Sviluppo Lavoro Italia mira a sviluppare strumenti concreti per promuovere l'incontro tra la domanda di manodopera da parte delle imprese e l'offerta da parte delle persone in cerca di lavoro. Questa iniziativa rappresenta un esempio concreto del valore della cooperazione internazionale nel rafforzare le capacità analitiche dei Paesi", ha aggiunto. Il Progetto si fonda sull’analisi delle offerte di lavoro pubblicate online e sull’elaborazione di grandi moli di dati attraverso algoritmi di AI, con l’obiettivo di monitorare in modo sistematico, a livello nazionale e territoriale, la domanda di lavoro e di competenze espressa dalle imprese. Un approccio che consente di ridurre il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro e di rafforzare la programmazione delle politiche attive e formative. L’intervento si configura, tra l’altro come un modello di supporto evidence-based alle politiche del lavoro, in grado di connettere livelli di governance differenti e di contribuire in modo strutturale al rafforzamento del sistema nazionale delle competenze e al miglior funzionamento dei mercati del lavoro locali.
(Adnkronos) - In occasione della XXII Giornata Nazionale del Risparmio Energetico e degli Stili di Vita Sostenibili, Barilla rinnova la propria adesione a 'M’Illumino di Meno', l’iniziativa simbolo dell’impegno condiviso per un uso più consapevole dell’energia. Anche quest’anno - spiega l'azienda in una nota - il Gruppo spegnerà le luci della sede di Pedrignano (PR), a testimonianza di un’attenzione concreta verso l’efficienza energetica e la riduzione dell’impatto ambientale. Un gesto simbolico che riflette un impegno strutturale e di lungo periodo. Per Barilla, infatti, la sostenibilità energetica rappresenta una leva strategica del proprio modello industriale. Guardando al futuro, il Gruppo ha fissato un obiettivo chiaro: raggiungere entro il 2030 una potenza installata di 24 MW per l’auto-produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, contribuendo in modo significativo alla transizione energetica e al rafforzamento della resilienza industriale. Per rendere concreta questa visione, nel 2024 Barilla ha avviato l’Energy&Water Plan, un piano dedicato agli stabilimenti produttivi che prevede 168 milioni di euro di investimenti cumulati entro il 2030. Il piano è focalizzato su tre ambiti principali: efficientamento energetico dei processi industriali, gestione più sostenibile delle risorse idriche e sviluppo di impianti di autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. Presente in oltre 100 Paesi con 30 siti produttivi nel mondo, Barilla considera l’uso sostenibile delle risorse energetiche una priorità strategica, promuovendo una cultura diffusa dell’efficienza energetica integrata nei processi industriali e nelle scelte di investimento. Per garantire un miglioramento continuo delle prestazioni energetiche, il Gruppo ha adottato il Sistema di Gestione dell’Energia conforme alla norma UNI EN ISO 50001, oggi diffuso in 25 stabilimenti certificati, comprendenti tutti i siti produttivi europei. Nel 2024 hanno inoltre completato il percorso di prima certificazione lo stabilimento di Muggia (Trieste), l’Head Quarter della Francia a Parigi e gli uffici di Châteauroux. Il pastificio di Parma è soggetto all’Emissions Trading Scheme (Ets), con consumi ed emissioni di CO2 verificati e certificati da enti terzi. Questo approccio strutturato si traduce nel progetto Esp - Energy Saving Program, attivo dal 2004, che favorisce la condivisione delle migliori soluzioni tecnologiche e gestionali per l’ottimizzazione delle performance energetiche. Parallelamente, Barilla ha incrementato l’utilizzo di energia elettrica da fonti rinnovabili, grazie alle Garanzie di Origine (GO), coprendo interamente numerosi marchi del Gruppo. Nel 2024 il Gruppo ha investito circa 10,5 milioni di euro in interventi legati all’energia, tra efficientamento, revamping degli impianti di trigenerazione e nuove installazioni per l’autoproduzione da fonti rinnovabili. Nei pastifici italiani sono attivi impianti di trigenerazione ad alto rendimento, che migliorano l’efficienza complessiva e riducono l’impiego di combustibili fossili. A supporto di queste azioni, Barilla continua a investire nella formazione delle persone, diffondendo pratiche operative orientate alla riduzione dei consumi energetici. Negli ultimi due anni, poi, il Gruppo ha triplicato la potenza installata di impianti fotovoltaici per l’autoproduzione di energia elettrica rinnovabile nei propri siti produttivi italiani e prevede di triplicarla nuovamente entro il 2026, raggiungendo quasi 9 MWp di potenza installata. Oggi tutte le fornerie italiane Barilla utilizzano il 100% di energia elettrica da fonte rinnovabile, acquistata con Garanzie di Origine o autoprodotta. Un impegno che coinvolge in particolare Mulino Bianco, che da oltre cinque anni utilizza esclusivamente energia idroelettrica prodotta dall’impianto alimentato dal Lago di Resia, come indicato dal logo dedicato sulle confezioni. Tra gli esempi più significativi, lo stabilimento di produzione sughi di Rubbiano (PR): l’impianto fotovoltaico installato nel 2024 consente, nel periodo estivo caratterizzato dal picco produttivo dei Pesti al basilico, di coprire il fabbisogno energetico di circa un giorno di produzione a settimana grazie all’energia rinnovabile autoprodotta.