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(Adnkronos) - L'alimentazione ha un ruolo fondamentale nella 'cura' del cuore e in generale per la salute. Le qualità della dieta mediterranea sono note, con benefici legati ad un regime equilibrato e completo. Il 'menù' che offre l'Italia, in particolare, comprende cibi che possono produrre effetti positivi per il quadro cardiovascolare e in particolare per il controllo della pressione, come certificato da una serie di ricerche sulla materia. Dalle lenticchie ai ceci, fino ai fagioli e ai piselli. I legumi sono alimenti ricchi di proteine vegetali, contengono fibre e garantiscono un apporto di magnesio e potassio. Le loro qualità 'terapeutiche' sono evidenziate in particolare da uno studio pubblicato nel 2025 sul Journal of the American Heart Association. La ricerca ha stabilito che l'assunzione di almeno 20 grammi al giorno di proteine vegetali non processate o minimamente processate - come quelle contenute appunto nei legumi - riduce il rischio di ipertensione del 16%. Tali prodotti, se consumati regolarmente, secondo valutazioni scientifiche possono contribuire a ridurre la pressione sistolica di 5-10 mmHg sistolica nell'arco di 6 mesi. Spinaci, bietole, cicoria, rucola: c'è l'imbarazzo della scelta quando si deve optare per il contorno. Le verdure a foglia verde, come sottolineato anche recentemente su Nutrition Reviews, contengono potassio e nitrati naturali, che l'organismo trasforma in ossido nitrico per rilassare i vasi sanguigni. L'olio extravergine di oliva è un pilastro della cucina italiana. Il condimento per eccellenza è ricco di vitamina E, K e soprattutto di polifenoli, composti organici naturali di origine vegetale caratterizzati da proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. L'American Heart Journal si è appena espresso dopo la revisione di dati relativi a oltre 7000 soggetti. Il verdetto è chiaro: un elevato consumo di olio extravergine di oliva è associato a una sostanziale riduzione del rischio di eventi cardiovascolari tra individui ad alto rischio. Uno spicchio d'aglio si rivela un tassello utile in un mosaico articolato, come conferma la meta-analisi su Frontiers Nutrition. L'aglio contiene allicina, responsabile dell'odore dell'alimento. Soprattutto, però, l'allicina ha proprietà antiossidanti e anticoagulanti: in un regime ispirato alla dieta mediterranea offre il proprio contributo per tenere a bada la pressione arteriosa, abbassare il colesterolo 'cattivo' LDL e i trigliceridi. Non mancano mai a tavola, in forme diverse. I pomodori sono un alimento amico del cuore, come conferma lo studio 'Mediterranean Diet and the Risk of Stroke Subtypes in Women' pubblicato recentemente su Neurology. Una dieta con alto consumo di verdure e frutta, compresi i pomodori, secondo lo studio condotto su 105mila donne può arrivare a ridurre il rischio di ipertensione e ictus del 18-25%.
(Adnkronos) - Il decreto sui Fondi interprofessionali ridisegna la governance: nuovi standard, più controlli e apertura a risorse integrative: la riforma cambia equilibri e modelli operativi del sistema. La sfida diventa quindi costruire un sistema capace di garantire trasparenza e controllo senza ridurre la capacità dei Fondi di rispondere rapidamente ai fabbisogni reali di imprese e lavoratori. "Il decreto introduce un sistema di regole più strutturato e vincolante, destinato a incidere non solo sugli aspetti amministrativi ma anche sugli equilibri del 'quasi mercato' e sulla concorrenza tra Fondi", spiega Giovanni Galvan, esperto di politiche attive del lavoro. "Si apre una fase di transizione in cui sarà determinante comprendere come le nuove disposizioni verranno applicate operativamente e quale impatto avranno su imprese ed enti di formazione", aggiunge. In un contesto segnato da transizione digitale, diffusione dell’intelligenza artificiale e ridefinizione dei fabbisogni professionali, la formazione finanziata torna così al centro delle politiche industriali e del lavoro, configurandosi sempre più come infrastruttura strategica per la competitività del sistema produttivo. Per offrire una lettura tecnica ed economica degli effetti della riforma, il 25 marzo a Roma, presso l’Università degli Studi Link (via del Casale di San Pio V), si terrà il Symposium della Formazione Finanziata, realizzato da Ecosistema Formazione Italia in collaborazione con lo Studio Galvan, tra i principali osservatori tecnici sulle politiche attive del lavoro e sul funzionamento dei Fondi interprofessionali. L’incontro riunirà rappresentanti istituzionali, Fondi, imprese ed enti di formazione per analizzare i principali nodi aperti dalla nuova normativa: sostenibilità del comparto, evoluzione delle dinamiche di mercato, interoperabilità digitale, certificazione delle competenze, ruolo dell’intelligenza artificiale e integrazione tra risorse pubbliche e private. "La riforma rende evidente come la formazione continua non sia più soltanto uno strumento di aggiornamento professionale, ma un’infrastruttura economica strategica per lo sviluppo del Sistema Paese", sottolinea Kevin Giorgis, presidente di Ecosistema Formazione Italia. "Il Symposium nasce proprio per favorire un confronto operativo tra istituzioni e operatori in una fase di ridefinizione del sistema delle competenze", aggiunge. L’evento, che si svolgerà a numero chiuso su invito, è fortemente voluto dagli attori di riferimento del settore e realizzato con la partecipazione attiva del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del ministero dell’Università e della Ricerca, Inapp, Sviluppo Lavoro Italia, con il patrocinio del ministero delle Imprese e del Made in Italy, Regione Lazio, Comune di Roma, Aran Agenzia, Unioncamere e sostenuto da Coursera, Optimum Assessmen e Dokimazo. Al dibattito e ai diversi tavoli tematici tecnici saranno presenti la maggior parte dei Fondi Interprofessionali. La lista completa dei Fondi, dei partecipanti e il programma al link Symposium Formazione 2026 di Ecosistema Formazione Italia Il Symposium rappresenta un momento di confronto promosso da Efi, Ecosistema Formazione Italia, con la volontà di diventare piattaforma permanente di dialogo tra attori pubblici e privati del sistema delle competenze e si colloca in modo sinergico e complementare rispetto all’Innovation training summit, di cui rappresenta il momento preparatorio e di approfondimento specifico quanto strategico, nel giorno precedente l’apertura ufficiale dell’edizione 2026. L’Innovation training summit, giunto alla sua terza edizione, si terrà a Roma il 26 e 27 marzo presso l’Auditorium della Tecnica. E' l’evento di riferimento a livello nazionale e internazionale dedicato all’innovazione nella formazione, allo sviluppo delle competenze e al futuro del lavoro. Riunisce istituzioni, imprese e principali operatori del settore, enti di formazione, professionisti hr, startup Edtech e HRtech, rappresentanti della finanza e fondi di investimento. Con 250 relatori nazionali e internazionali e oltre 3.500 partecipanti, l’evento rappresenta il momento di sintesi del percorso avviato da Efi sul ruolo strategico della formazione per lo sviluppo del capitale umano e per accompagnare le trasformazioni economiche e produttive, rafforzando la competitività del Sistema Paese.
(Adnkronos) - "Le Comunità energetiche rinnovabili si sono staccate dai blocchi di partenza, ora devono prendere velocità e conservarla”. Così Alfonso Bonafede, ex ministro della giustizia ed ora avvocato con una specializzazione nel settore, oltre che Membro laico del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria. “Non è poco - ha aggiunto partecipando al programma di incontri promosso a Key 2026 da Sgr Efficienza Energetica - perché abbiamo ora uno zoccolo duro di norme con interpretazioni consolidate. Ci sono altre leggi che stanno per essere emanate, tutte contengono chiari segnali del ruolo che le Cer rivestiranno a parer mio sempre più centrale nel sistema energetico nazionale". "Dobbiamo superare una riduzione di fondi legata al Pnrr ma, ad esempio, i fondi perduti vanno ora a comuni fino a 50mila abitanti, prima la soglia era 5.000. Infine, c’è una molla socioeconomica da considerare: la bolletta energetica è subìta in modo passivo dai cittadini, ma quando contiene elementi legati ai risparmi energetici determinati dalla partecipazione alla Cer, scatta una partecipazione diversa. Sarà una rivoluzione culturale. Le nuove norme parano di ‘diritto’ alla condivisione di energia elettrica da fonte rinnovabile e dobbiamo prenderci ognuno sulle spalle un pezzettino di questa transizione”, afferma.