(Adnkronos) - Il Pakistan ha bombardato le città afghane di Kabul e Kandahar stamattina, poche ore dopo che le forze afghane avevano attaccato le truppe di frontiera pakistane in quella che il governo talebano ha definito una rappresaglia per precedenti attacchi aerei. "Sono stati colpiti gli obiettivi di difesa dei talebani afghani a Kabul, nella provincia di Paktia e Kandahar", ha scritto su X il ministro dell'Informazione pakistano Attaullah Tarar. Il ministro degli Interni pakistano Mohsin Naqvi ha dichiarato che gli attacchi in Afghanistan sono stati una "risposta appropriata". "Le forze armate pakistane hanno dato una risposta adeguata all'aggressione aperta dei talebani afghani", ha affermato Naqvi. "La nostra pazienza ha raggiunto il limite. Ora è guerra aperta tra noi e voi", ha dichiarato il Ministro della Difesa, Khawaja Asif, proclamando uno "scontro totale" con il governo talebano. Mentre il Primo Ministro pakistano, Shehbaz Sharif, ha affermato che le forze armate del suo paese possiedono "la piena capacità di schiacciare qualsiasi ambizione aggressiva". Dopo che Islamabad ha lanciato attacchi aerei sulle città chiave di Kabul e Kandahar, l'Afghanistan ha ripreso gli attacchi contro le truppe pakistane lungo il confine comune. Il portavoce del governo talebano Zabihullah Mujahid ha scritto su X che "dopo gli attacchi aerei a Kabul, Kandahar e in altre province, sono state nuovamente lanciate operazioni di rappresaglia su vasta scala contro le posizioni dei soldati pakistani, anche in direzione di Kandahar e Helmand". Secondo quanto ha riferito Mosharraf Zaidi, portavoce del primo ministro pakistano, Islamabad ha finora distrutto 27 postazioni militari dei talebani afghani e ha preso possesso di altre nove. Distrutti anche più di 80 carri armati, artiglieria e veicoli di trasporto delle truppe armate. "La risposta immediata ed efficace del Pakistan all'aggressione continua", ha scritto su X. Da parte sua, il ministero della Difesa dei talebani ha dichiarato di aver conquistato nella notte 19 postazioni militari pakistane e due basi. In totale, sono stati uccisi 55 soldati pakistani, ha dichiarato il Ministero. Difficile quantificare il numero delle vittime. Ciascuna delle parti sostiene di aver inflitto gravi perdite all'altra, subendo al contempo pochi danni. Zaidi ha riferito che finora le forze pakistane hanno ucciso 133 talebani afghani e ne hanno feriti più di 200. Il portavoce dei talebani afghani, Zabihullah Mujahid, lo smentisce, scrivendo su X che "nessuno è rimasto ferito" negli attacchi pakistani, mentre il Ministero della Difesa afghano ha dichiarato che 55 soldati pakistani sono stati uccisi, alcuni dei quali sono stati portati in Afghanistan, mentre "diversi altri sono stati fatti prigionieri". Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres e il capo dei diritti umani Volker Türk hanno fatto appello al dialogo e al rispetto dei diritti umani mentre sono in corso scontri fra Pakistan e Afghanistan. Guterres ha esortato entrambe le nazioni a rispettare rigorosamente i propri obblighi derivanti dal diritto internazionale, con particolare attenzione al diritto internazionale umanitario. Türk ha lanciato un appello al dialogo tra i due Paesi. L'Iran è pronto a contribuire a "facilitare il dialogo", ha affermato il suo ministro degli Esteri Abbas Araghchi in una dichiarazione su X. Ha inoltre esortato i due Paesi a "risolvere le loro divergenze attraverso il buon vicinato e il dialogo".
(Adnkronos) - "La dinamica del 2025 dimostra che il comparto delle costruzioni ha mantenuto una traiettoria positiva anche in una fase di normalizzazione del mercato". Lo dichiara Giovanni Pelazzi, presidente di Argenta Soa, società organismo di attestazione che certifica le aziende per la partecipazione alle gare pubbliche. "A dicembre - spiega - l’indice della produzione segna un incremento di oltre il 5% rispetto a dicembre 2024, mentre nell’intero 2025 la crescita si attesta al +4,8% nei dati corretti per i giorni lavorativi. Secondo stime del Centro studi di Argenta Soa nell’ultimo triennio si è registrata una crescita cumulata di quasi il 16%. Sono numeri che confermano la solidità della base produttiva del settore". "Anche dopo la rimodulazione degli incentivi sulle abitazioni - osserva - il comparto ha continuato a offrire un contributo positivo alla crescita del Pil italiano e all’occupazione. Negli ultimi tre anni sono stati creati oltre 200 mila nuovi posti di lavoro, secondo le stime del nostro Centro Studi. Il passaggio del testimone dall’edilizia residenziale a quella non residenziale, trainata dal Pnrr, è stato cruciale per garantire continuità alla dinamica produttiva”. “Le opere pubbliche - ricorda - rappresentano oggi il principale fattore di sostegno del settore. Nel 2025 gli investimenti in costruzioni pubbliche sono cresciuti in modo sostenuto, con un incremento del +21% secondo Ance. Inoltre, oltre la metà della spesa Pnrr finora realizzata riguarda direttamente il settore delle costruzioni, con un forte coinvolgimento degli enti locali e dei grandi operatori pubblici, in particolare nel comparto ferroviario". “Il 2026 - afferma Giovanni Pelazzi - sarà l’anno della prova di maturità. Una quota rilevante delle opere previste dal Pnrr riguarda le infrastrutture ferroviarie, con quasi 23 miliardi di euro impegnati sulla rete nazionale. E' uno dei capitoli più consistenti dell’intero Piano. Secondo le ricognizioni più recenti, Rfi ha già sostenuto una spesa nell’ordine dei dieci miliardi di euro sulle risorse Pnrr assegnate, segno che una parte significativa degli interventi è entrata nella fase esecutiva”. “Resta tuttavia - avverte - un elemento di attenzione: circa il 30% dei progetti di lavori pubblici presenta un avanzamento più lento rispetto ai cronoprogrammi iniziali. È un dato che richiama alla complessità tecnica e procedurale delle opere infrastrutturali. Parallelamente, il 2026 si apre con oltre 1.300 cantieri ferroviari attivi sulla rete nazionale, a testimonianza di una fase realizzativa ormai diffusa su larga scala”. “Questa concentrazione dei cantieri - sottolinea - può diventare un fattore di accelerazione produttiva per il comparto, a condizione che gli avanzamenti siano reali e accompagnati da continuità finanziaria. Le infrastrutture ferroviarie rappresentano una leva industriale diretta per l’edilizia. Ogni investimento attivato coinvolge imprese generali, aziende specializzate, operatori impiantistici e fornitori lungo tutta la catena del valore. E' qui che il Pnrr diventa economia reale”. “In questo contesto - dice - le attestazioni Soa assumono un ruolo centrale, perché costituiscono il presupposto per la partecipazione alle gare pubbliche di importo rilevante e certificano la capacità tecnica ed economica delle imprese impegnate nelle opere più complesse. La qualificazione non è un adempimento formale: è uno strumento di garanzia per la realizzazione efficace degli interventi. Il 2025 ha dimostrato che il settore delle costruzioni sa reggere la transizione dopo la stagione degli incentivi straordinari. Il 2026 dirà se gli investimenti ferroviari del Pnrr riusciranno a consolidare questa crescita trasformandola in sviluppo strutturale per le imprese e per il Paese”.
(Adnkronos) - Meno di 1 italiano su 5 possiede un’auto green (il 17%), ma un italiano su due (il 51%) sta valutando di comprarne una. Tuttavia, gli italiani sembrano propensi a cambiare trend: già 1 su 4 ha provato un’auto elettrica (26%) e il full hybrid è la soluzione più indicata quando si valuta l’acquisto di una nuova vettura (27%). Le principali barriere all’acquisto delle auto elettriche sono il costo elevato (62%) seguito dai tempi di ricarica lunghi (50%). Sono i risultati dell’indagine realizzata da YouGov per Repower, con l’obiettivo di valutare il mercato delle auto elettriche in Italia insieme a conoscenze e abitudini dei cittadini, presentati nel X White Paper, 'La transizione nell’era post ideologica', pubblicato dal gruppo attivo nel settore energetico e della mobilità sostenibile. (VIDEO) Questa edizione del documento rafforza la dimensione di piattaforma di contenuti fruibili in maniera non lineare, andando ad approfondire solo i temi a cui si è più interessati. Ogni capitolo è infatti abbinato, a seconda del tema approfondito, a una puntata di 'Rumors d’Ambiente - Alla ricerca della sostenibilità', il podcast di Repower di cui in primavera è attesa la sesta stagione. Ogni capitolo ospita inoltre una serie di interviste ad esperti per approfondire le molteplici tematiche della mobilità sostenibile: da Francesco Zirpoli, direttore del Center for Automotive and Mobility Innovation all’Università Ca’ Foscari Venezia a Fabio Orecchini direttore del Center for Automotive Research and Evolution all’Università Guglielmo Marconi di Roma, da Vito Di Noto, docente al Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università degli Studi di Padova, all’architetto e urbanista di fama mondiale Carlo Ratti. “Nel 2025 il mercato delle auto elettriche è tornato a crescere - commenta Fabio Bocchiola, Ceo di Repower Italia nell’introduzione al White Paper - sostenuto da politiche di incentivazione e da una rete di ricarica sempre più capillare. È uno scenario incoraggiante, che restituisce l’immagine di una tecnologia che sta progressivamente uscendo da una fase pionieristica per entrare in una stagione di maturità. Per questo abbiamo deciso di dedicare il tema del White Paper a questo cambio di approccio, che ci conduce in un’era ‘post ideologica’ in cui l’elettrico rappresenta una soluzione che non va scelta solo per una questione di valori o responsabilità, ma perché ha senso come tecnologia matura”. Dall'indagine emerge, poi, che il 50% degli italiani possiede un’auto a benzina, il 35% diesel, il 10% Gpl. L’auto elettrica è poco diffusa: solo il 2% la possiede, come le soluzioni ibride (full hybrid 6%, mild hybrid 5%, gas naturale compresso 3%, plug-in hybrid 2%). Tuttavia, gli italiani sembrano propensi a cambiare trend: già 1 su 4 ha provato un’auto elettrica (26%) e il full hybrid è la soluzione più indicata quando si valuta l’acquisto di una nuova vettura (27%), mentre il 18% considera l’acquisto di un veicolo elettrico. Le principali barriere all’acquisto delle auto elettriche sono - rileva lo studio - il costo elevato (62%), i tempi di ricarica lunghi (50%), la scarsa disponibilità di colonnine di ricarica (47%), l’inadeguatezza per i viaggi lunghi (45%) e l’autonomia limitata (44%). Il livello di conoscenza sul mercato delle auto elettriche è scarso: meno di 1 italiano su 5 si reputa bene informato (17%) e il mezzo di informazione principale è il passaparola (39%). Solo 2 italiani su 10 pensano che ci siano abbastanza colonnine di ricarica per auto elettriche. Ci sono, poi, alcune opinioni contrastanti sulle auto elettriche: 2 italiani su 3 ritendono importante possedere un’auto e sono convinti che le auto elettriche si diffonderanno se miglioreranno le infrastrutture; 1 su 3 crede che il prezzo salirà e che le auto elettriche inquinino più di quelle a benzina, mentre 1 su 2 pensa che necessitino di una manutenzione costosa e complicata.