INFORMAZIONIValentina OrtoneValentina OrtoneChi è: Account Supervisor presso Lowe Pirella Fronzoni: Account Supervisor on Unilever and Pirelli Tyres. |
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(Adnkronos) - "Il dovere viene prima dei diritti, sempre". Con queste parole il capo di Stato maggiore dell’Esercito, il generale di Corpo d'Armata Carmine Masiello, ha scandito uno dei passaggi centrali del suo discorso al giuramento del 207° corso "Fermezza" dell’Accademia militare di Modena. Davanti agli allievi ufficiali, alle autorità militari e al ministro della Difesa Guido Crosetto, Masiello ha ricordato che il giuramento non è un semplice passaggio formale ma "un patto sacro con la nazione". "Con il giuramento di oggi non firmate solo un contratto con la Repubblica italiana. Vi impegnate a dare il massimo di voi stessi per la Patria. Fino all’estremo sacrificio, se necessario". Un passaggio che richiama esplicitamente la dimensione più dura della professione militare: la disponibilità a rischiare la propria vita. Nel suo intervento il capo di Stato maggiore ha insistito sul senso della scelta militare. "Non si decide di essere un soldato per la guerra. Si sceglie di essere un soldato perché si ama la Patria". Indossare l’uniforme, ha spiegato agli allievi, significa accettare una vita fatta di sacrificio e responsabilità. "Non è una strada facile, non è una strada comoda, né ricca di guadagni materiali. E soprattutto non è una vita fatta di scorciatoie". Uno dei passaggi più forti del discorso riguarda il tema del comando. "A voi sarà affidato il bene più prezioso: la vita di altri uomini e donne". Per questo, ha spiegato Masiello, il grado non basta. "Il comando autoritario è fragile, inefficace e pericoloso. Servono autorevolezza, competenza, coraggio e studio continuo". E soprattutto coerenza. "I vostri soldati vi osserveranno in ogni istante. Vi seguiranno per ciò che insegnate, ma soprattutto per la coerenza tra le parole e le azioni". La parte più politica e strategica del discorso arriva quando il capo di Stato maggiore affronta il contesto internazionale. "I tempi in cui viviamo ci parlano chiaro. Non possiamo ignorarlo". Secondo Masiello, la sicurezza non può essere data per scontata. "La sicurezza non è scontata. È il frutto di addestramento, cooperazione e prontezza". Per questo l’Esercito deve prepararsi a qualsiasi scenario. "Dobbiamo confrontarci con ogni scenario ipotizzabile, ma prepararci anche all'imponderabile. Alla peggiore delle eventualità, sperando che non arrivi mai". Poi il passaggio più netto. "Non basta dire, come dicono alcuni, 'non vogliamo la guerra'. Noi militari siamo i primi a non volerla. Perché conosciamo il dolore che porta". Ma la guerra, ha avvertito, non dipende sempre dalla volontà di evitarla. "Quando la guerra arriva non chiede permesso. E lo vediamo oggi, sotto i nostri occhi". Nel finale Masiello ha parlato di una trasformazione profonda delle forze armate. "Viviamo una nuova era militare: innovazione rapida, minacce mutevoli, complessità crescente". Cambiare, ha spiegato, non è una scelta ma una necessità. "Cambiare non è un’opzione. È un dovere". Per questo ha indicato tre pilastri per i futuri ufficiali: addestramento, tecnologia e valori. "L’addestramento è il cuore pulsante dell’Esercito. È la migliore assicurazione sulla vita per voi e per chi sarà al vostro fianco". Ma tecnologia e addestramento non bastano. "Anche un mercenario è addestrato e sa usare la tecnologia". Ciò che distingue un soldato è altro. "Al soldato è richiesto qualcosa di più: condividere un’etica, accettare un codice di condotta, vivere secondo valori". Il discorso si è chiuso con un invito agli allievi ufficiali. "Mantenete sempre negli occhi la luce che avete oggi". Una luce, ha detto Masiello, che dovrà guidarli nei momenti più difficili. "La luce che vi indicherà sempre la strada del dovere: servire senza riserve la nostra grande e amata Patria".
(Adnkronos) - "La situazione è particolarmente complessa e ancora ampiamente in evoluzione, visto che ci troviamo di fatto ancora nella primissima fase di questa criticità geopolitica. I clienti sono tutti assistiti e monitorati costantemente, in attesa di consolidare corridoi aerei sicuri per il rimpatrio. Come tutte le altre principali associazioni di categoria, lavoriamo a stretto contatto con la Farnesina. L’esperienza pandemica ci ha insegnato a dialogare e collaborare tra tutti gli attori della filiera per trovare congiuntamente le migliori soluzioni possibili". Così Domenico Pellegrino, presidente di Aidit Federturismo Confindustria, l'organizzazione di categoria delle agenzie di viaggio, sulle condizioni dei turisti italiani rimasti bloccati nell'area del Medio Oriente dopo lo scoppio del conflitto con l'Iran. "Ci auguriamo che la situazione possa ritornare alla normalità in tempi brevissimi, in modo da non pregiudicare ulteriormente una stagione turistica che, fino a sabato scorso, si mostrava particolarmente positiva", conclude.
(Adnkronos) - In un contesto internazionale in cui la transizione energetica è diventata una priorità assoluta, il Gruppo Hera si è presentato alla quarta edizione di Key - The Energy Transition Expo di Rimini 2026 come un vero e proprio hub di consulenza strategica per imprese e territori. Presso il suo stand di 260 metri quadrati, la multiutility ha messo in campo un ecosistema di soluzioni concrete per accompagnare i partner nella costruzione di modelli di business innovativi. (VIDEO) La partecipazione alla fiera si inserisce in un percorso ben strutturato dall'azienda. “Nel 2024 abbiamo definito una nostra strategia net zero che ci porterà a una riduzione delle emissioni complessive del 90% al 2050 - spiega Cristian Fabbri, presidente esecutivo del gruppo - Abbiamo un parco emissivo che per il 90% è legato alle emissioni dei nostri clienti, per il 10% a quelle del gruppo. Lavoriamo per ridurre le emissioni dei nostri clienti andando a sollecitare le attività di decarbonizzazione e di efficienza energetica in tutti i segmenti. Questa è la sfida che ci poniamo". I risultati di questo impegno sono già tangibili nei numeri presentati a Rimini. "Siamo a buon punto - fa sapere Fabbri - Da quando siamo partiti nel monitoraggio, nel 2019, abbiamo ridotto i consumi del 14%, pur avendo aumentato del 40% la base clienti. Lavoriamo parallelamente anche sull'efficienza energetica dei nostri impianti: abbiamo già conseguito un 10% di riduzione dei consumi energetici e lavoriamo anche per andare a utilizzare il più possibile energia rinnovabile". All'interno dell'esposizione, Hera Servizi Energia presenta i nuovi modelli di decarbonizzazione, mentre Hera Luce mostra l'evoluzione dell'illuminazione pubblica, esemplificata dal lampione circolare progettato con Aliplast per essere totalmente recuperabile. Inoltre, attraverso la sinergia tra Hera Comm, EstEnergy e F.lli Franchini, la multiutility propone un polo integrato che affianca le imprese nel trasformare l’energia in una leva di competitività e sviluppo, combinando strategie di fornitura e soluzioni impiantistiche per ridurre volatilità e consumi, anche valorizzando gli incentivi disponibili. Tra le soluzioni più innovative spiccano i contratti Power Purchase Agreements (Ppa) e i sistemi fotovoltaici ‘chiavi in mano’, progettati per mantenere rendimenti elevati e garantiti per 25 anni. Ad accogliere i visitatori all'ingresso della fiera è Joul 7, il Super Robot dell'energia alto 5,5 metri nato dalla collaborazione con Automobili Lamborghini. Realizzato con scarti di produzione e dotato di un cuore fotovoltaico, il robot sintetizza visivamente l'impegno di Hera verso l'economia circolare. La visione di Hera, volta a favorire la transizione energetica, si concretizza anche con il teleriscaldamento. "Abbiamo un potenziamento di progetti - dice il presidente esecutivo - La città di Ferrara, ad esempio, avrà un terzo dei cittadini alimentati dal teleriscaldamento il cui calore sarà prodotto da fonti rinnovabili non emissive". La strategia del Gruppo mira a unire l'impatto ambientale al beneficio economico. "Lavoriamo da tanto tempo per aiutare le aziende a ridurre il peso della bolletta e contemporaneamente a ridurre le emissioni di CO2 - osserva Fabbri - È una sfida che ormai portiamo avanti da vent'anni. Nell'intersezione fra decarbonizzazione e vantaggio economico lavoriamo per proporre alle imprese soluzioni che siano portatrici di benefici in entrambi gli assi. Lo facciamo con la produzione locale sui centri di consumo di energia rinnovabile del fotovoltaico ma anche con gli impianti di cogenerazione che è vero sì, usano il gas, ma riducono i costi e le emissioni. Lavoriamo con progetti pluriennali per ridurre i consumi di energia complessivi, sia termica che elettrica". In sintesi, conclude Fabbri, "la sfida è stare al fianco degli imprenditori, dei territori, delle imprese e delle pubbliche amministrazioni per giocare insieme la partita dell'efficienza dei costi, dell'efficienza energetica e della decarbonizzazione".