(Adnkronos) - Il conflitto aereo tra Iran e Israele, con il sostegno degli Stati Uniti, sta mettendo in evidenza la profonda debolezza della forza aerea di Teheran, costretta a impiegare velivoli in gran parte risalenti alla Guerra fredda o addirittura all’epoca della guerra del Vietnam, mantenuti operativi con pezzi di ricambio recuperati e soluzioni di fortuna. Secondo quanto riferito da fonti militari al Wall Street Journal e confermato da immagini diffuse da Israele, un caccia stealth F-35 israeliano ha abbattuto senza difficoltà un jet iraniano Yak-130, un velivolo russo subsonico utilizzato principalmente per l’addestramento e acquisito dall’Iran solo nel 2023. Nei giorni successivi altri episodi hanno confermato il divario tecnologico tra le due forze aeree: un pilota dell’aeronautica del Qatar ha distrutto due bombardieri iraniani Sukhoi Su-24, entrati in servizio negli anni Settanta, mentre Israele ha colpito sulla pista dell’aeroporto di Tabriz un F-4 Phantom II e un F-5, entrambi caccia statunitensi acquistati dallo Shah negli anni Sessanta e Settanta. Decenni di sanzioni internazionali hanno impedito a Teheran di rinnovare la propria flotta, costringendola a mantenere in servizio velivoli obsoleti e a fare maggiore affidamento su missili balistici e droni per compensare la debolezza dell’aviazione. Nonostante alcune acquisizioni da Russia e Cina negli anni Novanta, l’Iran dispone oggi di una flotta più ridotta e significativamente meno avanzata rispetto a quella dei suoi avversari, rendendo i suoi aerei bersagli relativamente facili per i moderni caccia occidentali impiegati da Israele e dagli Stati Uniti.
(Adnkronos) - L’Osservatorio di Nhrg, agenzia per il lavoro, ha condotto un’analisi sul database dei candidati dell’anno 2025 per delineare il profilo di chi è attualmente in cerca di occupazione. Il campione analizzato è composto prevalentemente da professionisti con esperienza consolidata e mostra una forte concentrazione nella fascia d’età 25–35 anni. Nel dettaglio, quasi un terzo dei partecipanti (30,27%) ha un’età compresa tra i 25 e i 35 anni. Seguono la fascia 36–45 anni (19,37%) e quella 46–55 anni (17,84%). Le persone con più di 55 anni rappresentano il 10,24%, mentre gli under 25 si attestano al 4,66%. I dati non disponibili incidono per il 17,63%. Per quanto riguarda l’esperienza professionale, emerge un profilo complessivamente qualificato: il 42,76% del campione vanta oltre 10 anni di esperienza. Il 22% ha maturato tra i 3 e i 5 anni di attività lavorativa, mentre il 17,19% si colloca nella fascia 6–10 anni. Più contenute le quote relative a chi ha meno di un anno di esperienza (8,77%) e a chi ne ha tra 1 e 2 anni (2,35%). I dati non disponibili si fermano al 6,93%. Osservando le aree professionali, il settore degli operatori tecnici e specializzati risulta il più rappresentato (19,99%), seguito da amministrazione e controllo di gestione (15,58%) e magazzino e logistica (11,71%). Completano il quadro segreteria e reception (7,85%), turismo e ristorazione (6,20%) e vendite (4,19%). Sul fronte del genere, si registra una marcata prevalenza maschile: il 67,8% a fronte del 32,2% femminile. Dal punto di vista territoriale, il Nord Italia guida la classifica: Torino è la provincia più rappresentata (13,69%), seguita da Padova (5,55%), quindi Milano e Vicenza con rispettivamente il 3,93% e il 3,04%. Per il Centro, spicca Roma (9,69%), seguita da Bologna (5,31%). Resta una quota del 24,19% di dati geografici non disponibili. Nel complesso, i numeri delineano una struttura occupazionale orientata principalmente verso ruoli tecnici e specializzati, caratterizzata da una significativa predominanza maschile.
(Adnkronos) - “Per noi l'idrogeno è uno strumento mirato per la transizione energetica. Non si tratta di una soluzione universale ma pensata soprattutto per il trasporto pesante”. A dirlo è Stefan Stabler, director strategic marketing & communication di Alperia Group, alla quarta edizione di Key - The Energy Transition Expo, in programma fino al 6 marzo alla Fiera di Rimini. L’evento, firmato Italian Exhibition Group, rappresenta uno dei principali appuntamenti in Italia e in Europa dedicati a tecnologie e soluzioni per la transizione energetica. (VIDEO) Per Alperia, che si posiziona come abilitatore di sistema, l’idrogeno non è un’alternativa all’elettrificazione, ma un complemento utile in applicazioni selezionate: l’approccio è graduale e pragmatico, basato su progetti pilota, integrazione territoriale e realismo industriale: “Il costo dell'idrogeno è ancora molto alto. Per questo stiamo cercando di selezionare progetti che abbiano anche una forte valenza territoriale. A Bolzano Sud stiamo costruendo un impianto di produzione idroelettrico verde, insieme al trasporto locale SaSa. Stiamo inoltre collaborando alla Hydrogen Valley, che vuole creare una filiera completa di produzione e distribuzione dell'idrogeno verde. Abbiamo infine sostenuto anche la creazione di una cattedra all’università di Bolzano proprio sull'idrogeno”. “Crediamo che la transizione energetica - conclude - passi proprio tramite la valorizzazione della produzione e della distribuzione dell'idrogeno”.