(Adnkronos) - Stiamo affrontando giorni difficili. Queste le parole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, riferendosi alla guerra in Iran con la crisi che si sta allargando anche ad altri Paesi del Golfo. Le parole della premier al convegno 'Laying the Groundwork for Jobs in Africa: Core Infrastructure & Business Environments', presso la Banca d'Italia-Palazzo Koch. "Nonostante i giorni difficili che stiamo affrontando, non volevo perdere l'occasione di chiudere questo dibattito dedicato a un argomento che considero cruciale non solo per il futuro dell' Africa, ma per il futuro dell'Europa intera", ha detto Meloni prendendo la parola al convegno. Intanto oggi il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha parlato al telefono con il segretario di Stato Usa Marco Rubio, come reso noto dalla Farnesina. Nel corso del colloquio telefonico Tajani ha "espresso la preoccupazione del Governo italiano per il fatto che l’Iran stia allargando il conflitto in Medio Oriente, arrivando a colpire tutti i paesi arabi del Golfo Persico". E dopo aver confermato "il deciso sostegno dell’Italia ai paesi amici del Golfo, partner politici ed economici del nostro paese", ha evidenziato che "la chiusura di Hormuz, se prolungata, potrebbe provocare effetti duramente negativi sulle economie internazionali". "L’Italia conferma l’obiettivo che l’Iran non debba arrivare a detenere ordigni nucleari militari, e auspica che si possa arrivare a una fine del conflitto alla quale dovrebbe contribuire un accorto lavoro politico e diplomatico", ha scritto ancora su X Tajani. Rubio e Tajani "hanno parlato al telefono e hanno discusso dei recenti sviluppi in Iran e nel Medio Oriente in generale", ha comunicato dal canto suo Tommy Pigott, portavoce principale del Dipartimento di Stato americano, aggiungendo che "i leader hanno ribadito la forte partnership tra Stati Uniti e Italia". Domani sono in programma in Parlamento le comunicazioni del ministro degli Esteri e del ministro della Difesa, Guido Crosetto. L’esecutivo, di fronte ai venti di guerra e al rischio di escalation, punta - a quanto si apprende da fonti parlamentari del centrodestra - a ottenere da Camera e Senato l’agibilità politica necessaria, una sorta di mandato, per affrontare i prossimi sviluppi della crisi. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani - si legge in una nota del suo ufficio stampa - ha informato il presidente del Senato Ignazio La Russa e il presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana che il "governo intende riferire nelle Aule parlamentari sull'evoluzione della situazione internazionale e sulla richiesta di aiuti da parte dei paesi del Golfo". Sempre sul fronte internazionale, ieri Tajani ha affrontato anche il tema della possibile richiesta degli Stati Uniti sull’utilizzo delle basi militari italiane nel contesto della crisi: "Quando arriverà la richiesta" da parte di Washington sull’uso delle basi italiane per la guerra contro l’Iran, "il governo la valuterà". Proprio alla luce dell’evoluzione dello scenario, oggi si è svolto a Palazzo Chigi un nuovo vertice dedicato all’analisi degli sviluppi della crisi in Medio Oriente e delle relative implicazioni economiche, presiedutoda Meloni. Alla riunione hanno partecipato Tajani, l'altro vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini (collegato da remoto), Crosetto, il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, i sottosegretari alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, oltre ai vertici dell’intelligence. Per garantire la massima presenza e puntualità in Aula in occasione delle comunicazioni di domani, dai vertici di FdI sarebbe arrivata ai parlamentari un’indicazione chiara: essere tutti presenti. Sempre per domani è prevista la presentazione di una
(Adnkronos) - Il Consiglio notarile dei Distretti Riuniti di Roma, Velletri e Civitavecchia prosegue il proprio cammino a favore della legalità, della tutela delle persone fragili e della promozione del confronto pubblico sui temi della giustizia, attraverso una serie di iniziative che testimoniano il ruolo sociale della funzione notarile. Nelle scorse settimane, presso la sede romana di via Flaminia, è stato accolto l’albero dedicato alla memoria del giudice Giovanni Falcone, donato nell’ambito del progetto nazionale 'Un albero per il futuro', promosso dal Rotary e dal Comando unità forestali dell’Arma dei Carabinieri. L’iniziativa ha visto la partecipazione di autorevoli rappresentanti delle istituzioni civili e militari, tra cui, il Procuratore Capo della Repubblica di Roma, Francesco Lo Voi, che ha sottolineato che l'Albero di Falcone costituisce un segno di memoria e responsabilità civile, richiamando i valori della giustizia e dell’impegno delle istituzioni al servizio della collettività. Il presidente del Consiglio Notarile di Roma, Notaio Marco Forcella, ha dichiarato: "La consegna dell’Albero di Falcone al Consiglio Notarile è il riconoscimento del Notariato come garante della Legge nei campi in cui i Notai operano, dando certezza nei traffici immobiliari e societari ed in tutto quel che concerne le successioni ed il passaggio generazionale". Nel solco della promozione del dialogo istituzionale e del confronto tecnico sui grandi temi della giustizia, il Consiglio Notarile ospiterà mercoledì 11 marzo, presso la propria sede, la tavola rotonda: 'Separazione delle carriere: oltre gli slogan, dialogo tecnico tra Sì e No'. L’incontro vedrà il confronto tra autorevoli, per generare una riflessione approfondita e pluralista su una tematiche di grande attualità nel dibattito pubblico. Tra i sostenitori dei 'Sì' l'avvocato Giulio Prosperetti, vicepresidente della Corte Costituzionale, e Giuseppe Cricenti, Giudice di Cassazione. Tra i sostenitori del 'No' Anna Maria Soldi, sostituto procuratore generale della Suprema Corte di Cassazione e Mario Palazzi, procuratore Capo della Repubblica a Viterbo. In continuità con queste responsabilità, è stato avviato un protocollo di intesa sul 'Dopo di noi' con la Regione Lazio, firmato dall’assessore all’Inclusione sociale e servizi alla persona, Massimiliano Maselli. Nell'ambito di questo accordo è stato attivato da poche settimane uno sportello regionale di consulenza notarile gratuita, dedicato a persone con grave disabilità e alle loro famiglie, per offrire loro orientamento e supporto sugli strumenti giuridici previsti dalla Legge 112/2016 – tra cui trust, vincoli di destinazione e fondi speciali. La prenotazione al servizio si effettua via mail in base al calendario pubblicato dalla Regione.
(Adnkronos) - “Lo stop della Commissione europea sul partenariato pubblico-privato è un tema rilevante perché taglia trasversalmente tutti i settori che lavorano con la pubblica amministrazione, dai servizi alle opere”. Lo ha dichiarato Gianluca Bufo, ceo e direttore generale del Gruppo Iren, intervenendo alla conferenza “Umanizzare il trilemma dell’energia” organizzata al Senato da Oliver Wyman e Wec Italia. Bufo ha ricordato che il Partenariato Pubblico-Privato è “uno strumento cross-settore che ha consentito al Paese di sviluppare economie e progettualità che spesso le amministrazioni, soprattutto territoriali, non hanno la capacità tecnica di strutturare autonomamente”. Non solo utility, ma anche strade, ferrovie ed efficienza energetica in ambito sanitario: “È sempre stato uno strumento industriale, applicato in ambito pubblico per portare competenze tecniche e tecnologiche”. Il numero uno di Iren ha citato anche il caso dell’idroelettrico in Piemonte: “Abbiamo fatto una mossa in anticipo sul rinnovo delle concessioni scadute nel 2010, affrontando tre anni di ricorsi. Dal 2010 continuiamo a garantire investimenti di manutenzione in una condizione ordinaria, ma non straordinaria”. La proposta di Ppp, ha spiegato, prevedeva anche di lasciare “una quota rilevante, il 25% dell’energia, a prezzi calmierati per il territorio”. Secondo Bufo, altri Paesi come la Spagna hanno individuato soluzioni alternative, ad esempio riconoscendo maggiore premialità al proponente in gara. “Non so se sarà applicabile in Italia, con un codice degli appalti molto articolato, ma una soluzione sul Ppp va trovata, perché non è mai stato uno strumento per facilitare l’amministrazione, bensì per portare progettualità e competenze industriali al servizio del pubblico”, ha concluso.