(Adnkronos) - Nessun '6' né '5+1' al concorso del Superenalotto di oggi, giovedì 19 febbraio. Centrato invece un '5' da 179.653,22 euro. La schedina vincente è stata giocata al bar di piazza Castello ad Avezzano (L'Aquila). Il jackpot per il prossimo concorso sale a 123,5 milioni di euro. La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata. Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima: - con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; - con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; - con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; - con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; - con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni. La combinazione vincente del concorso di oggi è: 20, 39, 40, 43, 76, 90. Numero Jolly: 53. Numero SuperStar: 53
(Adnkronos) - Con Cortina condivide l'appellativo di 'Perla delle Dolomiti', a separarle la catena delle Alpi Carniche e poco meno di 80 chilometri di strada. E se la destinazione più glamour della montagna italiana in questi giorni è al centro della ribalta internazionale con i Giochi Olimpici Invernali, anche Lienz ha trovato il suo spazio in questo palcoscenico globale. Disponibilità di camere, prezzi più bassi ma soprattutto un territorio che, sul versante austriaco, non ha nulla da invidiare a mete più blasonate. Questa cittadina di circa 12.000 abitanti, a 673 metri sul livello del mare, è il capoluogo del Tirolo orientale, l'Osttirol, che si estende dagli Alti Tauri alle Dolomiti, come exclave dello Stato federale del Tirolo. Proprio questa sua posizione ai margini rispetto alle località tirolesi più frequentate l'ha resa meno conosciuta, ma al tempo stesso anche un luogo dove il turismo è slow e sostenibile e dove la parola overtourism non è mai stata pronunciata. E, per questo, tutta da scoprire, magari tra una gara e l'altra delle Olimpiadi Milano-Cortina. Lienz è facilmente raggiungibile dalla Val Pusteria, a circa 38 km dal confine italiano. Subito dopo San Candido, infatti, si lascia l'Alto Adige per entrare nel Tirolo orientale, che conta 33 comuni e 266 cime che raggiungono i tremila metri, soprattutto nel Parco nazionale degli Alti Tauri, intorno al Großvenediger e al Großglockner. Ed è qui che, con i suoi 3.798 metri, si erge la montagna più alta di tutta l'Austria. Un versante sempre soleggiato che la rende una meta appetibile per gli amanti dello sci alpino in primis ma anche per tante altre attività outdoor, dalle ciaspole alla mountain bike, fino all'arrampicata sul ghiaccio. O quelle più 'cool', come il winter hiking, che si può praticare nella vicina Kartitsch, trasformata nel primo villaggio austriaco per trekking sulla neve, o l'ice bathing, con immersione nel lago Tristacher a 3 gradi, considerata un toccasana per il sistema immunitario, oppure il forest bathing, per una esperienza sensoriale nella natura concentrati nel proprio benessere. Lienz è anche il punto d’arrivo di una delle piste ciclabili più amate e famose tra le Dolomiti: la San Candido-Lienz, un percorso facile che costeggia per circa quaranta chilometri il corso del fiume Drava e si snoda attraverso uno dei tratti più spettacolari della Val Pusteria. Storicamente, il Tirolo Orientale ha seguito un percorso diverso rispetto al Tirolo settentrionale, da cui è separato dall'Italia e dal Salisburghese. Fu dominio dei Conti di Gorizia, che diedero a Lienz l'aspetto attuale. La loro residenza, il Castello di Bruck, nella zona ovest della città, è uno dei monumenti più importanti e visitati della zona: vanta una bellissima cappella con affreschi del XV secolo, un'esposizione permanente dedicata al pittore di fama mondiale Albin Egger-Lienz e una torre da cui si gode una fantastica vista sulle montagne. Il Castello offre anche un ricco programma culturale con concerti e laboratori per bambini. Il cuore del centro storico è l’Hauptplatz, la piazza-salotto della città, dove domina il Castello di Liebburg, edificio seicentesco le cui torri sono ornate con caratteristiche cupole a cipolla, oggi sede del municipio. Qui, in estate, quando la neve caduta copiosa si scioglie, decorazioni floreali e addirittura palme creano un'atmosfera decisamente meridionale; del resto, Lienz è la città più soleggiata del Tirolo. Dalla piazza principale ci si può inoltrare nelle stradine pittoresche del centro storico, ornate da coloratissime case, su cui si affacciano caffè, ristoranti e negozi che espongono ancora numerose insegne in ottone, tipiche della zona, che anticamente venivano fabbricate proprio qui. Numerose e antiche le chiese della città. Su tutte, la parrocchiale di Sant'Andrea, in stile gotico, che si erge su una chiesa paleocristiana. Ospita la tomba di Leonhard, l'ultimo conte di Gorizia: solo dopo la sua morte l'Osttirol entrò a far parte dell'Impero Asburgico e quindi del Tirolo. Altre tombe importanti, con affreschi colorati, si trovano nelle mura perimetrali. Ma la vera attrazione è la cappella commemorativa adiacente, costruita all'inizio degli anni Venti e affrescata da Albin Egger-Lienz (che qui riposa anche), con opere a tema bellico e un Cristo che all'epoca fece scandalo. Per visitarla, basta, curiosamente, chiedere la chiave al ristorante accanto alla chiesa. Non mancano attrazioni nei dintorni di Lienz, come il museo ferroviario nella stazione, o l'area archeologica dell'antica città romana di Aguntum. E, ovviamente, anche i 610 kmq del Parco nazionale degli Alti Tauri, la più grande area protetta dell'Europa centrale e delle Alpi. Passeggiare per Lienz vuol dire anche scoprire i suoi negozietti di artigianato e prodotti tipici, ma anche boutique all'altezza di una grande città. Da non perdere il mercato, che si tiene il venerdì e sabato nella centrale Messinggasse, con bancarelle che vendono prodotti di tutto il Tirolo, come speck e formaggio su tutti, ma anche carne e frutta fresca, pesce affumicato e dolci tipici. Si possono acquistare prodotti a chilometro zero delle aziende locali oppure si può fare un giro di 'street food' o semplicemente sorseggiare una bevanda calda. A pochi passi di distanza si trova la distilleria di Rudolf Schwarzer, uno dei 400 distillatori del Tirolo orientale, che, tra le oltre 70 specialità, offre anche il distillato originale della regione, il 'Pregler', un'acquavite ad alta gradazione ottenuta da mele, pere e prugne. Nella piazza principale c'è il 'City Café Glanzl', un'istituzione a Lienz e una delle tre pasticcerie che producono il 'Lienzer Lebzelt', una sorta di pan di zenzero, arricchito con miele, mirtilli rossi, nocciole e spezie. Una ricetta che risale al XVII secolo che, dopo 20 passaggi, si conclude con la copertura del biscotto con uno strato di marzapane, con impresso il Castello di Bruck. Per una cena tipica, il ristorante Kirchenwirt, proprio quello di fronte alla chiesa di Sant'Andrea, propone un menù di specialità, dai canederli agli gnocchi ripieni di patate, fino all'immancabile strudel. Quanto all'offerta ricettiva, la scelta è molto varia con strutture sempre aperte, si va dal Grandhotel Lienz, storico 5 stelle con tutti i confort e un'ottima cucina, all'Harry's Home, più recente e più adatto a famiglie o a una clientela business (dispone anche di camere con cucinotto per la formula long-stay), o ancora il Parkhotel Tristacher See, alle porte della città, con affaccio e accesso al romantico lago. Una destinazione, dunque, che ha molto da offrire e che dello slow tourism potrebbe essere portabandiera.
(Adnkronos) - Bper Banca ha aderito anche quest’anno all’iniziativa “M’illumino di meno”, la Giornata Nazionale del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili, istituita dal Parlamento con la Legge 34/2022. Per l’occasione, Bper ha spento le insegne del proprio Centro Direzionale di Modena e di 748 filiali sul territorio nazionale, ribadendo il proprio impegno verso la cultura della sostenibilità ambientale e delle tematiche Esg. L’edizione 2026, celebrata il 16 febbraio, ha portato con sé un messaggio innovativo: “M’Illumino di Scienza”, un invito a unire il risparmio energetico alla conoscenza scientifica per affrontare la crisi climatica. La riduzione degli sprechi energetici è un pilastro fondamentale nelle strategie di Bper. Nel quadro del proprio Piano Energetico al 2030, BPER ha pianificato diverse azioni di efficientamento che mirano a ridurre del 50,2% le emissioni dirette entro il 2030, in linea con gli obiettivi dell'Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. “La conoscenza è la chiave per affrontare le sfide ambientali del nostro tempo”, dichiara Giovanna Zacchi, Head of Esg Strategy di Bper“. Partecipare a M’Illumino di meno significa non solo ridurre i consumi energetici, ma anche promuovere consapevolezza scientifica e responsabilità individuale. Vogliamo essere un punto di riferimento per famiglie e imprese nel percorso di transizione ecologica, offrendo soluzioni finanziarie che sostengano un futuro giusto e sostenibile. Il nostro impegno è chiaro: unire innovazione, competenza e attenzione per l’ambiente, contribuendo in modo concreto al raggiungimento degli obiettivi globali di sostenibilità”.