(Adnkronos) - "Io faccio appello a tutti i cittadini che hanno sofferto sulla propria pelle. Votate sì, ci togliamo di mezzo la magistratura che sono plotoni di esecuzione". E' polemica per le parole sul referendum e sui magistrati espresse dalla capo di gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi, intervenuta sabato scorso alla trasmissione 'Il Punto' sull'emittente siciliana Telecolor. Dichiarazioni "inaccettabili" per le opposizioni che hanno chiesto alla Camera la presenza urgente del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, per dare spiegazioni. "Il ministro Nordio intende spingerla alle dimissioni o revocarla dal suo incarico?", ha chiesto Valentina D'Orso, M5S. "Le dichiarazioni della Bartolozzi sono indecenti, si deve dimettere ed è inaccettabile che Nordio la difenda", ha incalzato Angelo Bonelli, Avs. "Come può Nordio fare spallucce e girarsi dall'altra parte? Venga qui e dica che il suo capo di gabinetto non può restare un minuto in più in quel ruolo", ha sottolineato Federico Gianassi, del Pd. Anche Roberto Giachetti, di Iv, è intervenuto per unirsi alla richiesta. Il ministro della Giustizia, intervenuto già ieri, oggi si è nuovamente espresso sulla questione, interpellato in merito a margine di un evento a Torino sul referendum. "La stessa dottoressa Bartolozzi ha chiarito il suo punto di vista che non si riferiva assolutamente a tutta la magistratura ma soltanto a quella piccola parte minoritaria che ha definito politicizzata", ha dichiarato il Guardasigilli. "Sicuramente, come ho già detto, sono certo che la dottoressa Bartolozzi si scuserà per un'espressione che può essere stata interpretata in modo improprio, ma che conoscendola anche come magistrato non rappresenta certamente il suo pensiero", ha affermato Nordio, che ha aggiunto: "Alla magistratura alla quale mi sento ancora di appartenere perché una volta magistrato sei sempre magistrato tutta ovviamente la mia solidarietà anche se militiamo in questo momento in posizioni diverse per quanto riguarda il referendum non con tutti i magistrati ma con una parte di loro". "Comunque il dissenso è il sale della democrazia e quindi io auspico che i toni vengano tenuti sempre bassi, secondo i saggi suggerimenti del presidente della Repubblica", ha detto ancora il ministro. E a chi gli domandava se Giusi Bartolozzi dovrebbe dimettersi, Nordio ha risposto: "No, queste sono considerazioni che in questo momento non vengono prese". La Giunta esecutiva centrale dell'Associazione nazionale magistrati (Anm) ha ribadito di non voler rispondere agli attacchi. "In queste ultime settimane abbiamo deciso di non rispondere mai agli attacchi ricevuti a più riprese da esponenti politici, anche di altissimo profilo. L'appello all'abbassamento dei toni che è stato rivolto a tutte le parti in causa dalla più alta carica dello Stato era, e ancora di più oggi, è assolutamente opportuno - ha sottolineato l'Anm - Per cui, anche se il tono e le argomentazioni contro la magistratura italiana sono oramai giunte a un livello inaccettabile per chi auspica la rispettosa collaborazione tra le istituzioni del nostro Paese, continueremo a mantenere inalterata la nostra linea".
(Adnkronos) - L’Osservatorio di Nhrg, agenzia per il lavoro, ha condotto un’analisi sul database dei candidati dell’anno 2025 per delineare il profilo di chi è attualmente in cerca di occupazione. Il campione analizzato è composto prevalentemente da professionisti con esperienza consolidata e mostra una forte concentrazione nella fascia d’età 25–35 anni. Nel dettaglio, quasi un terzo dei partecipanti (30,27%) ha un’età compresa tra i 25 e i 35 anni. Seguono la fascia 36–45 anni (19,37%) e quella 46–55 anni (17,84%). Le persone con più di 55 anni rappresentano il 10,24%, mentre gli under 25 si attestano al 4,66%. I dati non disponibili incidono per il 17,63%. Per quanto riguarda l’esperienza professionale, emerge un profilo complessivamente qualificato: il 42,76% del campione vanta oltre 10 anni di esperienza. Il 22% ha maturato tra i 3 e i 5 anni di attività lavorativa, mentre il 17,19% si colloca nella fascia 6–10 anni. Più contenute le quote relative a chi ha meno di un anno di esperienza (8,77%) e a chi ne ha tra 1 e 2 anni (2,35%). I dati non disponibili si fermano al 6,93%. Osservando le aree professionali, il settore degli operatori tecnici e specializzati risulta il più rappresentato (19,99%), seguito da amministrazione e controllo di gestione (15,58%) e magazzino e logistica (11,71%). Completano il quadro segreteria e reception (7,85%), turismo e ristorazione (6,20%) e vendite (4,19%). Sul fronte del genere, si registra una marcata prevalenza maschile: il 67,8% a fronte del 32,2% femminile. Dal punto di vista territoriale, il Nord Italia guida la classifica: Torino è la provincia più rappresentata (13,69%), seguita da Padova (5,55%), quindi Milano e Vicenza con rispettivamente il 3,93% e il 3,04%. Per il Centro, spicca Roma (9,69%), seguita da Bologna (5,31%). Resta una quota del 24,19% di dati geografici non disponibili. Nel complesso, i numeri delineano una struttura occupazionale orientata principalmente verso ruoli tecnici e specializzati, caratterizzata da una significativa predominanza maschile.
(Adnkronos) - Dal ruolo della filiera delle costruzioni per la transizione energetica al futuro delle rinnovabili, fino al tema della cooperazione. Sono questi alcuni dei temi al centro della seconda giornata di Key - The Energy Transition Expo, la manifestazione di Ieg (Italian Exhibition Group) di riferimento in Europa, Africa e bacino del Mediterraneo sulla transizione energetica, fino a venerdì 6 marzo alla Fiera di Rimini. Il ruolo della filiera delle costruzioni è stato approfondito con la presentazione del 'Rapporto sullo stato della sostenibilità energetica nella filiera delle costruzioni' realizzato in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche. L’ambiente costruito è responsabile di circa il 40% dei consumi energetici finali in Europa e di oltre il 35% delle emissioni di CO2. In Italia, l’impatto della filiera può arrivare fino al 40% delle emissioni complessive nazionali. In questo scenario, la transizione energetica del settore edilizio si pone non solo come una sfida ambientale, ma come una scelta strategica per la competitività industriale, la sicurezza energetica e la resilienza economica del Paese. La realizzazione degli impianti e le condizioni di finanziabilità dei progetti rappresentano due elementi strategici per lo sviluppo delle rinnovabili. Di questo si è discusso nell’evento 'Epc e Finanza: la nuova fase delle rinnovabili', a cura di Elemens e Key, che ha riunito istituzioni, industria e sistema bancario per analizzare il nuovo scenario del settore energetico. Il convegno si è aperto con un keynote speech di Elemens sul contesto in cui operano Res e Bess nel mercato italiano - che nel 2025 ha registrato progetti autorizzati di rinnovabili, in particolare fotovoltaico ed eolico, pari a 9,5 GW e 1,5 GW - oltre a esplorare evoluzioni regolatorie, sfide di costruzione e vincoli di financing. Mission Innovation, 3Den e Epic sono fra le iniziative più importanti di cooperazione internazionale a sostegno della decarbonizzazione e della transizione energetica del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, nonché strumenti essenziali per integrare le rinnovabili e promuovere soluzioni scalabili in sinergia con il Piano Mattei. Se ne è parlato a Key nei tre panel dell’evento 'Energia e Innovazione: la Cooperazione Internazionale del Mase per la Transizione Energetica' curato dal Mase assieme a Undp (United Nations Development Programme) e Unep (Un Environment Programme).