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(Adnkronos) - Il cantautore, pianista e compositore statunitense Neil Sedaka, tra i protagonisti assoluti del pop internazionale tra gli anni Cinquanta e Settanta, autore di intramontabili successi come "Breaking Up Is Hard to Do" e "Laughter in the Rain", è morto venerdì 27 febbraio a Los Angeles all'età di 86 anni. L'annuncio è stato dato dalla famiglia con un comunicato in cui lo si ricorda come "una vera leggenda del rock and roll, un'ispirazione per milioni di persone e, soprattutto, un marito, padre e nonno straordinario". Con la sua scomparsa si chiude una stagione fondamentale della musica leggera americana. Autore di classici come "Oh! Carol", "Calendar Girl", "Happy Birthday, Sweet Sixteen", "Bad Blood" e "Love Will Keep Us Together", Sedaka ha attraversato oltre mezzo secolo di storia dello spettacolo, reinventandosi più volte e lasciando un catalogo di oltre 700 canzoni. Tra i dischi d'oro di Sedaka ce ne sono tre interamente italiani, ovvero non successi americani dell'artista tradotti nella nostra lingua (almeno dieci sue canzoni divennero regine dei juke-box nostrani), ma brani scritti da autori residenti nel nostro paese. "I tuoi capricci" e "La terza luna", entrambe di Luis Bacalov e Franco Migliacci, e "Adesso no" di Gianni Meccia furono nella prima metà dei Fabulous Sixties le canzoni che maggiormente legarono il cantante newyorkese al pubblico di casa nostra. In italiano Neil Sedaka ha inciso quattordici 45 giri e tre album, concedendosi addirittura tre brani del repertorio partenopeo: "I'te vurria vasà", '"Na sera 'e maggio" e "Scapricciatello". Sedaka è noto in Italia anche per "La notte è fatta per amare", "Il re dei pagliacci", "Un giorno inutile", "Lettera bruciata", "Esagerata", "I tuoi capricci" e "Tu non lo sai". Nato il 13 marzo 1939 a New York in una famiglia ebraica, Sedaka crebbe con il padre Mordechai che lavorava come tassista, mentre la madre Eleanor contribuì in modo decisivo alla sua formazione musicale acquistandogli il primo pianoforte quando aveva nove anni. Dotato di talento precoce, ottenne una borsa di studio alla divisione preparatoria della Juilliard School di New York, dove ricevette una rigorosa educazione classica. Ancora adolescente iniziò a collaborare con il paroliere Howard Greenfield, suo vicino di casa. I due formarono uno dei sodalizi più fortunati del Brill Building, il cuore dell'industria discografica newyorkese dell'epoca. Scrivevano con disciplina quasi quotidiana e in pochi anni misero a segno una serie impressionante di successi. Il primo grande risultato arrivò nel 1958, quando Connie Francis incise "Stupid Cupid". Il brano entrò nella Billboard Hot 100 e aprì la strada ad altre collaborazioni, tra cui "La spiaggia del desiderio", tema dell'omonimo film del 1960 che divenne una delle canzoni simbolo della cantante. Parallelamente all'attività di autore, Sedaka intraprese la carriera solista. Con il suo stile pulito, la voce tenorile capace di salire con naturalezza verso il falsetto e una scrittura melodica immediata, conquistò il pubblico adolescente di fine anni Cinquanta. Tra il 1959 e il 1962 infilò una serie di hit consecutive: "Oh! Carol" (ispirata a una giovane Carole King), "Stairway to Heaven", "Calendar Girl", "Little Devil", "Happy Birthday, Sweet Sixteen" e "Next Door to an Angel". Nel 1962 raggiunse il primo posto della classifica statunitense con "Breaking Up Is Hard to Do", brano dal celebre incipit nonsense ("Do do do, down dooby doo down down") che rimase per 14 settimane in classifica. In quegli anni Sedaka e Greenfield vendettero milioni di dischi e divennero tra gli autori più richiesti del mercato americano. La critica sottolineava la combinazione di melodie orecchiabili, strutture compatte da "due minuti e mezzo" e un equilibrio tra leggerezza pop e suggestioni rhythm and blues. Sedaka stesso rivendicò più volte la capacità di raccontare una storia completa nello spazio di un singolo radiofonico. Con l'irrompere della cosiddetta "British Invasion" a metà anni Sessanta, dominata da gruppi britannici, molti artisti pop statunitensi persero centralità. Anche la popolarità di Sedaka subì un ridimensionamento. Alcuni singoli pubblicati in quel periodo non ottennero il riscontro sperato e nel 1966 la sua etichetta decise di non rinnovargli il contratto. Sedaka si concentrò allora prevalentemente sulla scrittura per altri interpreti. Contribuì al repertorio di gruppi come The Monkees e The 5th Dimension, mentre brani come "Solitaire" conobbero nuova fortuna grazie alle interpretazioni di The Carpenters. Questa fase consolidò la sua reputazione di autore versatile, capace di adattarsi a stili differenti. All'inizio degli anni Settanta Sedaka si trasferì nel Regno Unito nel tentativo di rilanciare la propria carriera. L'incontro con Elton John si rivelò decisivo: firmò con la sua etichetta e pubblicò nuovi lavori che lo riportarono nelle classifiche internazionali. Nel 1974 "Laughter in the Rain", scritto con Phil Cody, raggiunse il primo posto negli Stati Uniti, segnando un clamoroso ritorno. L'anno successivo "Bad Blood", con la partecipazione vocale dello stesso Elton John, conquistò nuovamente la vetta della Billboard Hot 100. Sedaka ripropose anche "Breaking Up Is Hard to Do" in versione ballad, trasformando il brano in un successo rinnovato e dimostrando la solidità della propria scrittura. Sempre nel 1975 il duo Captain & Tennille incise "Love Will Keep Us Together". Il singolo divenne il più venduto dell'anno negli Stati Uniti e vinse il Grammy Award come Record of the Year, consacrando definitivamente la 'seconda vita' artistica di Sedaka. Nel corso della sua carriera, Sedaka ha ricevuto cinque nomination ai Grammy Awards ed è entrato nella Songwriters Hall of Fame. Il suo repertorio è stato interpretato da artisti di generazioni diverse, a testimonianza della durata e dell’universalità delle sue melodie. Nei primi anni Duemila un musical teatrale, "Breaking Up Is Hard to Do", è stato dedicato alle sue canzoni, riportando in scena il patrimonio creativo costruito insieme a Greenfield e ad altri collaboratori. Sedaka ha sempre sottolineato come la sua musica fosse il risultato di una sintesi tra formazione classica, tradizione pop, standard melodici e energia rock. Una combinazione che gli ha permesso di attraversare mode e trasformazioni dell’industria discografica, mantenendo una riconoscibilità immediata. Nel 1962 sposò Leba Strassberg con cui ha condiviso oltre sessant'anni di matrimonio. La coppia ha avuto due figli, Dara e Marc, e tre nipoti. Fino agli ultimi anni Sedaka ha continuato a esibirsi dal vivo e a raccontare con orgoglio il proprio percorso, ricordando come il successo di "Laughter in the Rain" avesse segnato una svolta economica e professionale inattesa. (di Paolo Martini)
(Adnkronos) - Integrare la previdenza fin dalle prime fasi del percorso lavorativo, rendendola una componente stabile del welfare e uno strumento concreto per il futuro delle nuove generazioni. E' il messaggio emerso oggi dalla conferenza 'Il futuro della previdenza complementare è oggi: il ruolo strategico delle imprese', promosso dal Presidente della XI Commissione Lavoro Pubblico e Privato della Camera dei Deputati, Walter Rizzetto, con la partecipazione del sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Claudio Durigon, della consigliera dell’Ivass Rita D’Ecclesia, del consigliere esperto Cnel, Francesco Rotondi e dell’ad di Arca Fondi SGR, Ugo Loeser. L’incontro, tenutosi a Palazzo San Macuto, ha riunito istituzioni, operatori del settore previdenziale, imprese e direttori hr, per un confronto sugli scenari della previdenza complementare e sulle evoluzioni necessarie per rispondere ai cambiamenti demografici, economici e sociali del Paese. Walter Rizzetto ha affermato che "la prima sfida sulla previdenza complementare è culturale. Occorre rafforzare informazione, formazione ed educazione finanziaria su uno strumento ancora poco conosciuto e spesso sottovalutato. Tra i giovani, in particolare, le adesioni restano insufficienti, pur a fronte di una lieve crescita negli ultimi anni, ma in un contesto segnato da carriere discontinue, ingresso tardivo nel mercato del lavoro e calo demografico. Mettere lavoratrici e lavoratori nelle condizioni di comprenderne funzionamento, vantaggi fiscali e prospettive di lungo periodo significa consentire scelte realmente consapevoli. Il secondo pilastro previdenziale è una leva essenziale per garantire stabilità, sostenibilità e sicurezza economica ai lavoratori di oggi e di domani". Ugo Loeser ha analizzato alcune delle novità introdotte dalla Finanziaria 2026 – auto enrollment, life-cycle, flessibilità in uscita e portabilità – evidenziando come queste misure offrano benefici concreti agli aderenti, migliorando sia la fase di accumulo sia quella di decumulo, con vantaggi rilevanti in termini di rendimenti e di qualità del servizio. "La previdenza complementare - ha dichiarato Loeser - deve diventare uno strumento semplice, accessibile e vicino alle persone. Le novità introdotte con la legge di Bilancio hanno il potenziale di imprimere un impulso significativo al sistema, favorendo una partecipazione più ampia e consapevole". In questo contesto Patrizia Fontana ha presentato la nuova ricerca di Previverso, condotta su oltre 300 professionisti HR, che ha evidenziato margini di miglioramento nella conoscenza del quadro normativo che incide sulle scelte previdenziali: tra i profili senior solo il 14% ha dichiarato una preparazione completa, mentre l’80% degli intervistati ha dichiarato che la previdenza complementare ha il potenziale di diventare cultura d’impresa, ma ha sottolineato che il percorso è destinato a richiedere tempo e continuità, oltre ad un ruolo attivo della funzione hr. Previverso ha anticipato molte di queste tematiche. "L’esperienza di Previverso - ha ricordato Fontana - dimostra che l’educazione previdenziale funziona quando parte dai bisogni reali Il lavoro sviluppato con aziende e funzioni hr ha, infatti, permesso di accrescere la consapevolezza su questo tema centrale, aprendo la strada ad una maggiore diffusione dei fondi pensione". Nella medesima direzione sono andate le testimonianze dei direttori del personale, che hanno presentato le esperienze sviluppate con Previverso per accrescere la consapevolezza finanziaria delle nuove generazioni tramite programmi di formazione, condividendo best practice ed elaborando proposte nell’ottica di favorire una pianificazione previdenziale consapevole e di lungo termine. In quest’ottica i rappresentanti del mondo delle imprese hanno mostrato un diffuso apprezzamento per PreviYoung, iniziativa nata da un percorso di co-progettazione avviato nel 2024 con gli esperti hr di Aidp, che mira a rendere accessibile la previdenza complementare anche ai giovanissimi. Un progetto che valorizza bisogni reali: genitori attenti al futuro dei figli, aziende focalizzate sul benessere dei collaboratori e funzioni hr consapevoli del valore sociale ed educativo della formazione sulla previdenza. Una iniziativa che vede impegnate molte aziende italiane e branch di multinazionali come ABInBev, Emerson, SAS, Fastweb+Vodafone, Fortidia, TD Synnex, Swaroski, Kuehne + Nagel, Golmar, Italiaonline, Safety21, Sutter, Transcom e Sperlari. Dal dibattito è emerso, inoltre, che il modello formativo di Previverso - rivolto ai dipendenti e alle funzioni hr - è in grado di generare un impatto positivo su tre livelli: sulle persone, rafforzando la consapevolezza finanziaria, favorendo la stabilità economica individuale e incidendo positivamente sul benessere psicologico; sulle aziende, valorizzando il welfare in chiave ESG (dimensione sociale), supportando il futuro finanziario dei giovani dipendenti e rafforzando l’employer branding; sul sistema Paese, promuovendo la cultura della pianificazione nelle famiglie e contribuendo ad una maggiore resilienza economica e a un equilibrio più efficace del welfare. A chiusura dell’evento la consigliera dell’Ivass D’Ecclesia ha sottolineato che si assiste a un cambio di prospettiva nel modo in cui la previdenza entra nella vita delle imprese e dei lavoratori: "La previdenza complementare può diventare una leva strategica del welfare aziendale e uno strumento di attrazione del capitale umano. In questo contesto, la cultura finanziaria rappresenta un elemento imprescindibile di tutela: acquisirla significa essere in grado di valutare con consapevolezza le proprie esigenze di copertura previdenziale, orientando scelte informate e sostenibili nel lungo periodo".
(Adnkronos) - In occasione della XXII Giornata Nazionale del Risparmio Energetico e degli Stili di Vita Sostenibili, Barilla rinnova la propria adesione a 'M’Illumino di Meno', l’iniziativa simbolo dell’impegno condiviso per un uso più consapevole dell’energia. Anche quest’anno - spiega l'azienda in una nota - il Gruppo spegnerà le luci della sede di Pedrignano (PR), a testimonianza di un’attenzione concreta verso l’efficienza energetica e la riduzione dell’impatto ambientale. Un gesto simbolico che riflette un impegno strutturale e di lungo periodo. Per Barilla, infatti, la sostenibilità energetica rappresenta una leva strategica del proprio modello industriale. Guardando al futuro, il Gruppo ha fissato un obiettivo chiaro: raggiungere entro il 2030 una potenza installata di 24 MW per l’auto-produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, contribuendo in modo significativo alla transizione energetica e al rafforzamento della resilienza industriale. Per rendere concreta questa visione, nel 2024 Barilla ha avviato l’Energy&Water Plan, un piano dedicato agli stabilimenti produttivi che prevede 168 milioni di euro di investimenti cumulati entro il 2030. Il piano è focalizzato su tre ambiti principali: efficientamento energetico dei processi industriali, gestione più sostenibile delle risorse idriche e sviluppo di impianti di autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. Presente in oltre 100 Paesi con 30 siti produttivi nel mondo, Barilla considera l’uso sostenibile delle risorse energetiche una priorità strategica, promuovendo una cultura diffusa dell’efficienza energetica integrata nei processi industriali e nelle scelte di investimento. Per garantire un miglioramento continuo delle prestazioni energetiche, il Gruppo ha adottato il Sistema di Gestione dell’Energia conforme alla norma UNI EN ISO 50001, oggi diffuso in 25 stabilimenti certificati, comprendenti tutti i siti produttivi europei. Nel 2024 hanno inoltre completato il percorso di prima certificazione lo stabilimento di Muggia (Trieste), l’Head Quarter della Francia a Parigi e gli uffici di Châteauroux. Il pastificio di Parma è soggetto all’Emissions Trading Scheme (Ets), con consumi ed emissioni di CO2 verificati e certificati da enti terzi. Questo approccio strutturato si traduce nel progetto Esp - Energy Saving Program, attivo dal 2004, che favorisce la condivisione delle migliori soluzioni tecnologiche e gestionali per l’ottimizzazione delle performance energetiche. Parallelamente, Barilla ha incrementato l’utilizzo di energia elettrica da fonti rinnovabili, grazie alle Garanzie di Origine (GO), coprendo interamente numerosi marchi del Gruppo. Nel 2024 il Gruppo ha investito circa 10,5 milioni di euro in interventi legati all’energia, tra efficientamento, revamping degli impianti di trigenerazione e nuove installazioni per l’autoproduzione da fonti rinnovabili. Nei pastifici italiani sono attivi impianti di trigenerazione ad alto rendimento, che migliorano l’efficienza complessiva e riducono l’impiego di combustibili fossili. A supporto di queste azioni, Barilla continua a investire nella formazione delle persone, diffondendo pratiche operative orientate alla riduzione dei consumi energetici. Negli ultimi due anni, poi, il Gruppo ha triplicato la potenza installata di impianti fotovoltaici per l’autoproduzione di energia elettrica rinnovabile nei propri siti produttivi italiani e prevede di triplicarla nuovamente entro il 2026, raggiungendo quasi 9 MWp di potenza installata. Oggi tutte le fornerie italiane Barilla utilizzano il 100% di energia elettrica da fonte rinnovabile, acquistata con Garanzie di Origine o autoprodotta. Un impegno che coinvolge in particolare Mulino Bianco, che da oltre cinque anni utilizza esclusivamente energia idroelettrica prodotta dall’impianto alimentato dal Lago di Resia, come indicato dal logo dedicato sulle confezioni. Tra gli esempi più significativi, lo stabilimento di produzione sughi di Rubbiano (PR): l’impianto fotovoltaico installato nel 2024 consente, nel periodo estivo caratterizzato dal picco produttivo dei Pesti al basilico, di coprire il fabbisogno energetico di circa un giorno di produzione a settimana grazie all’energia rinnovabile autoprodotta.