(Adnkronos) - Dieci anni fa ha rischiato di morire. Oggi ha vinto il bronzo alle Olimpiadi di Milano Cortina nello snowboard, specialità slopestyle. È la storia di Jake Canter, snowboarder 22enne nato negli Stati Uniti, che dopo un quindicesimo posto nel big air, oggi mercoledì 18 febbraio, è salito sul podio ai Giochi Olimpici Invernali a Livigno. Dietro al cinese Su Yiming (oro) e al giapponese Taiga Hasegawa (argento). Tutto dopo aver rischiato di morire, una decina d'anni fa: "Incredibile essere qui, con questa medaglia al collo - le sue parole dopo la premiazione -. Spero davvero di aver reso orgoglioso il me stesso tredicenne disteso su quel letto d'ospedale. Questo bronzo è per lui, per tutti quelli che mi hanno sostenuto”. Per Canter, storia da film. Iniziò tutto nel 2016: da adolescente, si stava divertendo con i suoi soliti salti su un trampolino, al termine di una giornata passata sulle piste da sci. In aria, si scontrò però con un'altra persona, riportando una terribile frattura al cranio, con tanto di emorragia cerebrale. L'anno dopo iniziò a soffrire di forti dolori all'orecchio, svenendo in casa. Venne così ricoverato in ospedale e i medici capirono che la lesione precedente aveva causato perdita di liquido spinale, con meningite di forma batterica. Dopo alcuni giorni di coma farmacologico, i medici illustrarono ai suoi genitori una situazione disperata, con il 20% di possibilità di sopravvivere. Gli specialisti decisero in seguito di rimuovere il timpano destro del ragazzo, che da quel momento (dopo tre operazioni molto delicate) iniziò a riprendersi. Trovando, nello sport, una grande valvola di sfogo. Fino al bronzo olimpico di oggi, la fotografia di una storia eccezionale. Di talento, coraggio e forza di volontà.
(Adnkronos) - "Abbiamo sempre una Austria House quando ci sono le Olimpiadi, l'ultima volta è stata l'estate scorsa a Parigi per i Giochi estivi. Per noi è la piattaforma perfetta per promuovere al meglio l'Austria specialmente a livello internazionale, e non solo in Italia che rappresenta uno dei nostri primi cinque mercati di riferimento, e continua a crescere, ma anche per gli operatori internazionali". Ad affermarlo è Astrid Steharnig-Staudinger, Managing Director di Austria Tourism, l'ente di promozione turistica del paese, presente nei giorni scorsi a Cortina d'Ampezzo, per presentare la Austria House, un luogo di incontro, di ospitalità e di eccellenza che durante le Olimpiadi accoglie atleti e ospiti. "Con questa struttura - sottolinea - vogliamo mostrare che siamo una destinazione top per gli sport invernali ma anche per le eccellenze culinarie e l'ospitalità. Qui abbiamo 60 stakeholders da 50 paesi, tutti mercati importanti per noi, dagli Stati Uniti all'Australia, passando per la Cina. L'interesse, quindi, è davvero molto alto e non c'è mai stato un coinvolgimento politico a un livello come questo, con la presenza delle massime cariche del governo austriaco". Austria House, quindi, è soprattutto un luogo dove mostrare quanto di meglio ha da offrire l'Austria e in particolare la regione confinante con questa area delle Dolomiti, l'Osttirol. "Il nostro Tirolo orientale - spiega - è connesso molto bene con l'area di Cortina e in occasione dei Giochi Olimpici invernali vogliamo promuoverlo, anche perché rappresenta una di quelle 'gemme nascoste' che in Austria stiamo facendo conoscere con una nuova campagna di comunicazione. Questa parte di Tirolo, infatti, non è molto conosciuta ma è meravigliosa e non sovraffollata; rappresenta un ottimo esempio di come si possa trovare un equilibrio nel turismo anche rispetto alla sostenibilità. Sicuramente è una regione che avrà benefici dalle Olimpiadi, anche ospitando eventi collaterali. Abbiamo anche un bus brandizzato, che si muove attraverso Cortina offrendo un altro piccolo contributo alla promozione". "Lienz - prosegue - rappresenta un esempio perfetto di destinazione per tutto l'anno, con la sua natura incontaminata: per l'inverno e gli sport sulla neve, ma anche per l'estate. E proprio la destagionalizzazione, il turismo 365 giorni all'anno, è uno dei punti chiave della nostra nuova campagna di promozione. E' un luogo dove si possono trascorrere vacanze bellissime, anche con attività avventurose, dall'hiking all'ice bathing. E' un territorio molto autentico e sostenibile, che invita allo slow travel, che è un nuovo trend anche per le nuove generazioni. Quindi penso che anche per un target giovane questa parte di Austria è, appunto, una vera gemma". E c'è soddisfazione per il record di turisti registrato nel 2025 in tutto il paese. "Il turismo in Austria sta crescendo molto: lo scorso anno abbiamo avuto il numero più alto di sempre con 157 milioni di pernottamenti, nonostante il livello dell'inflazione e dei prezzi. Anche mercati come quello statunitense sono cresciuti entrando per la prima volta nei primi dieci, pure per l'inverno. Sta tornando anche la Cina, dopo il Covid, anche grazie a buone connessioni di voli, così come i paesi arabi", osserva Astrid Steharnig-Staudinger. "L'Italia rappresenta, appunto, il quinto mercato di riferimento per noi - ricorda la Managing Director di Austria Tourism - e cresce del 3%, abbiamo avuto 2,8 milioni di pernottamenti dall'Italia. E' un mercato che continua a crescere, soprattutto in estate ma se prima era un turismo soprattutto culturale diretto verso Vienna e Salisburgo, ora è legato molto anche alla natura, ad attività come hiking, in particolare nelle zone vicine al confine come la Carinzia e appunto il Tirolo orientale". Il 2026 sarà un anno molto intenso per Austria Tourism e le sue attività di promozione. "Ora abbiamo le Olimpiadi, poi - aggiunge la Managing Director - ospiteremo l'Eurovision Song Contest a Vienna a maggio. Per noi sono piattaforme enormi, avremo più di cento rappresentanti di media. Poi abbiamo chef stellati, che hanno avuto il riconoscimento Michelin lo scorso anno, e vogliamo anche posizionare l'Austria come destinazione gastronomica. Abbiamo ottimi locali, non solo per il fine dining ma anche trattorie e ristorantini dove si mangia molto bene". "Quest'anno abbiamo avuto una campagna, ad esempio, che univa l'arte alla gastronomia, chiamata 'Arte culinaria', che combina artista e chef in eventi flagship da New York alla Spagna, e che toccherà anche l'Italia. Anche nella città di Vienna il focus del 2026 è il food, che è un ottimo attrattore turistico nella bassa stagione, durante la quale abbiamo già il 23% di presenze. Sicuramente il binomio tra natura ed eccellenze gastronomiche è vincente", assicura. Poi c'è il grande tema della destagionalizzazione. "Abbiamo lanciato questa nostra nuova campagna - ribadisce - che mira a promuovere il turismo 365 giorni all'anno: non promuoviamo più estate e inverno separatamente, mostrando ad esempio immagini di stagioni diverse e opposte. Abbiamo cambiato il modo di comunicare, ad esempio non mostriamo più immagini di paesaggi, che si trovano in molti paesi, ma puntiamo piuttosto alle emozioni, così mostriamo volti espressivi e sorridenti. Ed effettivamente abbiamo avuto molto successo con questa campagna. Scriviamo la parola 'Lebens-gefuhl' per promuovere l'Austria in tutto il mondo ma senza più tradurla. L'idea - conclude - è di trasmettere il messaggio che devi venire in Austria per sentire l'Austria, e per sentirti a casa, qualcosa che non puoi sperimentare in un altro paese".
(Adnkronos) - Il Gruppo Serenissima Ristorazione presenta il suo primo Report di Sostenibilità redatto secondo la Corporate Sustainability Reporting Directive (Csrd), la nuova Direttiva europea che ha definito degli standard comuni e comparabili di rendicontazione Esg. Il Gruppo Serenissima Ristorazione - spiega l'azienda in una nota - ha scelto di anticipare gli obblighi normativi e di rendicontare l'impatto della sostenibilità sui propri risultati finanziari (materialità finanziaria), oltre che il proprio impatto sull'ambiente e sulle persone (materialità di impatto) secondo gli standard della Direttiva Csrd, un impegno rilevante che ha coinvolto le 14 società controllate, inclusa la capogruppo Serenissima Ristorazione Spa e le controllate estere in Spagna e Polonia. Con un fatturato di oltre 650 milioni di euro nel 2025 (dati di preconsuntivo) e più di 11mila collaboratori, il Gruppo Serenissima serve circa 50 milioni di pasti all’anno. "La redazione del nostro primo Bilancio di Sostenibilità secondo la Csrd è stata una sfida importante, che abbiamo scelto di affrontare su base volontaria perché crediamo profondamente nella sostenibilità come leva strategica e di business - dichiara Tommaso Putin, vicepresidente del Gruppo Serenissima Ristorazione con delega alla sostenibilità - Rendicontare è l’unico modo per poter davvero gestire il percorso verso la sostenibilità: misurare ci consente di capire dove intervenire, definire priorità e agire in maniera strategica lungo la filiera, coinvolgendo tutti gli stakeholder. È solo attraverso la trasparenza e la responsabilità che possiamo costruire valore duraturo per l’impresa, per le persone e per l’ambiente". L’adozione della procedura di rendicontazione prevista dalla direttiva Csrd ha richiesto, come passaggio fondamentale, la misurazione della Carbon Footprint di Organizzazione, secondo gli standard internazionali. L’analisi - spiega l'azienda - ha evidenziato come le emissioni Scope 1, le emissioni dirette, ossia da fonti controllate o di proprietà, tutto ciò che il Gruppo brucia direttamente, e Scope 2, ossia le emissioni generate dall’energia acquistata e consumata dal Gruppo, incidano per circa l’8% su un totale pari a 240.107 tonnellate di CO2 equivalente, confermando che il core business di produzione dei pasti ha un impatto diretto contenuto. La vera sfida ambientale per il Gruppo è quindi rappresentata dalla filiera, con le emissioni Scope 3, la cui rendicontazione è diventata obbligatoria con gli standard europei Esrs e che comprende tutte le emissioni 'a monte' e 'a valle' della catena del valore, dalle emissioni generate dai fornitori di materie prime, alla logistica, fino alla gestione dei rifiuti, che pesano per circa il 92% del totale. Per questo Serenissima Ristorazione ha avviato un percorso strutturato di coinvolgimento dei fornitori e degli stakeholder, con l’obiettivo di intervenire lungo tutta la catena del valore, attraverso scelte di acquisto consapevoli, progettazione dei menu e qualificazione Esg dei partner. In questo senso, il Gruppo si sta impegnando a monitorare costantemente i fornitori considerati critici per volumi o tipologia di attività, per i quali sono previsti piani di controllo e audit specifici per verificare il rispetto dei principi di responsabilità sociale e ambientale. Un obiettivo specifico è il coinvolgimento dei partner nella condivisione di dati ambientali e di tracciabilità per migliorare la precisione del calcolo della Carbon Footprint di Gruppo. Inoltre, viene incoraggiato l’acquisto di forniture con imballaggi riciclabili, riutilizzabili o composti da materiale riciclato; quando la sicurezza alimentare lo consente, il Gruppo privilegia l’acquisto di prodotti in formato multi-porzione, che permettono di ottimizzare i carichi, limitare il numero di trasporti e abbattere le emissioni legate alla logistica. Per sostenere l’economia del territorio e ridurre ulteriormente le distanze percorse dalle merci, valorizzata la dimensione territoriale, promuovendo la scelta di fornitori locali. Sul fronte dell’efficienza, il Gruppo si è posto un obiettivo di riduzione dei consumi energetici pari al 5%, a fronte di un consumo complessivo di circa 52.000 MWh, corrispondente a un taglio di circa 2.600 MWh - un valore che equivale al consumo annuo di quasi 1.000 famiglie italiane - attraverso interventi di efficientamento, ottimizzazione dei processi produttivi e sistemi avanzati di gestione dell’energia. La dimensione sociale - continua la nota - rappresenta un pilastro centrale della strategia di sostenibilità del Gruppo Serenissima. La fortissima presenza femminile ne è una dimostrazione concreta: il 73,4% del personale della capogruppo è composto da donne, mentre nell’alta dirigenza si registra un equilibrio significativo, con il 43% di presenza femminile. Un impegno strutturato e certificato, riconosciuto attraverso la UNI/PdR 125:2022 per la Parità di Genere, che testimonia la volontà del Gruppo di promuovere inclusione, equità e valorizzazione delle competenze. Tra gli obiettivi dichiarati ci sono quelli di monitorare e ridurre eventuali discriminazioni e di coinvolgere il management nella definizione di traguardi legati alla parità di genere. Sull’aspetto relativo alla parità di trattamento economico, il Gruppo ha pianificato interventi specifici, tra cui: un'analisi annuale delle retribuzioni per genere; azioni mirate a ridurre le disparità retributive nelle fasce dirigenziali; e il monitoraggio di indicatori (Kpi) per garantire che lo sviluppo professionale e la remunerazione siano basati esclusivamente sulle competenze. Grande attenzione è dedicata anche a formazione e sicurezza: nella sola capogruppo sono state erogate circa 50mila ore di formazione nel 2024. La redazione del report di sostenibilità ha accompagnato un’evoluzione significativa anche sul piano della governance. Dal 2025 è stata formalmente istituita una nuova governance Esg, con la creazione di un Comitato Esg, operativo dal 2025, incaricato di integrare in modo sistematico i valori ambientali e sociali in ogni decisione aziendale. Il Comitato è guidato dal vicepresidente Tommaso Putin e rappresenta uno strumento chiave per garantire coerenza tra strategia, gestione dei rischi, obiettivi di sostenibilità e coinvolgimento degli stakeholder lungo tutta la filiera. Anche in termini di Governance, il Gruppo ha individuato la necessità di avviare un processo di qualifica Esg dei partner per tracciare e ridurre i rischi lungo la filiera.