INFORMAZIONISimona DigiovanniSpeexx Gestione Risorse Umane e Formazione Aziendale Ruolo: Operations & Quality Manager Area: Quality, Health, Safety & Environment Simona DigiovanniChi è: Operations & Quality Manager at digital publishing | Speexx |
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(Adnkronos) - Da domani gli italiani che intendono recarsi nel Regno Unito per turismo o per soggiorni di breve durata (fino a un massimo di 6 mesi) dovranno essere in possesso di una Autorizzazione Elettronica di Viaggio (Eta, Electronic Travel Authorisation). L’Eta è associata al proprio passaporto italiano e ha una durata di due anni o fino alla scadenza del passaporto, qualora la validità residua del passaporto sia inferiore a due anni. Si ricorda che la carta di identità, cartacea o elettronica, non consente di entrare nel Regno Unito. Il provvedimento riguarda i visitatori di 85 nazionalità, tra cui gli italiani, i cittadini di San Marino e i cittadini degli altri Paesi dell’Unione europea, Stati Uniti e Canada, ricorda l'ambasciata britannica in una nota. L’applicazione della misura comporta l’obbligo per un cittadino italiano che desideri entrare nel Regno Unito per turismo o per soggiorni di breve durata (fino a sei mesi) di essere in possesso di un’Eta. Le compagnie aeree verificheranno i documenti prima della partenza, e potranno impedire l’imbarco ai viaggiatori sprovvisti di Eta. Richiedere un’Eta è rapido e semplice, tramite l’app ufficiale UK Eta o sul sito www.Gov.UK/Eta, al costo attuale di 16 sterline. La maggior parte delle richieste riceve una risposta automatica in pochi minuti, ma si consiglia di prevedere tre (3) giorni lavorativi per i pochi casi che dovessero richiedere verifiche supplementari. È opportuno fare attenzione a numerosi siti non istituzionali online che forniscono il servizio con una maggiorazione del prezzo, a volte anche notevole. Per gli italiani che si recano in UK per studio o lavoro, continua a essere invece indispensabile fare richiesta di un relativo Visto elettronico (eVisa). Tutti i titolari di eVisa, inclusi i minori, dovranno creare un account UKVI per controllare il proprio eVisa e aggiornare i dati del passaporto. Non hanno bisogno di un'Eta: - i cittadini italiani con uno status di immigrazione o un'esenzione per il sistema di immigrazione nel Regno Unito, i cittadini italiani in possesso di uno status di immigrazione nel Regno Unito o di un’esenzione per l’immigrazione nel Regno Unito, tramite ad esempio l'Euss (EU Settled Status o EU Pre-Settled Status) o se già in possesso di un visto di lavoro o di studio nel Regno Unito, non hanno l'obbligo di procurarsi un'Eta ma sono invitati a mantenere aggiornati i propri dati sul proprio account Ukvi (UK Visas and Immigration). - i cittadini con doppia cittadinanza italiana-britannica. Sempre a partire dal 25 febbraio 2026, i cittadini con doppia cittadinanza italiana-britannica, e anche i loro figli se con la stessa doppia cittadinanza, e i cittadini britannici, anche se in possesso di altre nazionalità, non sono idonei a ottenere l’Eta e potranno accedere nel Regno Unito solo tramite: un passaporto britannico valido oppure un passaporto italiano valido con un Certificato di diritto di residenza (Certificate of Entitlement).
(Adnkronos) - "La decisione di venerdì 20 febbraio della Corte Suprema americana annulla del tutto i cosiddetti dazi reciproci (dazi Ieepa - International Emergency Economic Powers Act) imposti dall'Amministrazione Trump a partire da aprile 2025. Rimangono in vigore i dazi imposti a valere sulla Section 232, quelli che colpiscono acciaio, alluminio e rame, ad esempio, e i dazi imposti a valere sulla Section 301, tutti i dazi per le importazioni dalla Cina ad esempio. Le decisioni della Scotus (Supreme Court of the United States) normalmente entrano in vigore 14 giorni dopo essere state emesse, a meno che non venga ricevuto e aggiudicato un ricorso oppure che non vengano fissati altri termini da parte della Corte stessa. Se a livello giuridico-legale la decisione stabilisce un precedente netto sul fatto che i dazi Ieepa devono essere autorizzati dal Congresso, a livello operativo si apre un periodo di incertezza sulle procedure di importazione negli Stati Uniti fin quando non verranno emessi i regolamenti attuativi e interpretativi da parte dell'amministrazione doganale americana (Cbp - Customs And Border Protection) e non verranno aggiornati i sistemi". Ad affermarlo, con Adnkronos/Labitalia, è Lucio Miranda, presidente di ExportUsa (società di consulenza che aiuta le imprese italiane ad entrare, con successo, nel mercato americano). "Nel frattempo, come previsto, il Presidente Trump ha annunciato che i dazi annullati verranno reintrodotti utilizzando altri strumenti legali, quali appunto la Section 232 del Trade Expansion Act of 1962 (19 U.S.C. §1862) oppure la Section 301 del Trade Act of 1974. Entrambe le procedure non richiedono l'approvazione del Congresso ma, invece, richiedono lavori preparatori che potrebbero durare due o tre mesi. Altre due ipotesi sono l'imposizione di quote import relative, ovvero di quote che permettono l'importazione al dazio ordinario di un certo quantitativo o importo, superato il quale scattano dazi aggiuntivi. È il sistema da sempre in vigore per l'importazione in America della maggior parte dei formaggi", spiega. Per quanto riguarda l'ordine esecutivo annunciato da Trump per imporre un dazio generalizzato aggiuntivo su tutte le importazioni negli Stati Uniti provenienti da qualsiasi paese, precisa Miranda, "la base giuridica sarà quella offerta dalla Section 122 del Trade Act del 1974, che autorizza il Presidente degli Stati Uniti a imporre restrizioni temporanee alle importazioni, come ad esempio dazi fino al 15%, per far fronte a deficit 'ampi e gravi' della bilancia dei pagamenti americana". "Queste misure possono essere attuate rapidamente - avverte - per un massimo di 150 giorni senza che richiedano indagini approfondite. Richiedono però l'approvazione del Congresso per poter essere prorogate. Section 122 non è mai stata utilizzata dal 1974 ad oggi". Infine, ExportUsa ricorda che "le aziende possono fare ricorso per ottenere il rimborso dei dazi già pagati". "Allo scopo serve raccogliere tutte le Entry Summary emesse dalla dogana americana con evidenza del pagamento dei dazi liquidati. Dal 6 febbraio 2026, le dogane americane erogano i rimborsi solo con versamenti elettronici su conti correnti americani", conclude.
(Adnkronos) - Nel contesto dei Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina 2026, evento che intreccia sport, sostenibilità e innovazione, Gruppo Saviola contribuisce all’arredamento delle foresterie dell’Alta Valtellina attraverso l’allestimento delle aree di accoglienza di Bormio, Livigno, San Rocco e Trepalle (in provincia di Sondrio), destinate al personale sanitario. Grazie all’utilizzo del 'Pannello Ecologico' - fa sapere l'azienda in una nota - prodotto al 100% da legno riciclato e interamente Made in Italy, l’interior design segue i principi dell’architettura sostenibile, privilegiando soluzioni progettate per essere riutilizzate al termine dei Giochi. Un approccio circolare che permette di prolungare la vita delle strutture, ridurre gli sprechi e valorizzare al massimo le risorse impiegate, in piena coerenza con la filosofia del Gruppo. L’allestimento degli ambienti abitativi è frutto della collaborazione di Gruppo Saviola con Missaglia Srl, realtà di Lissone (MB), responsabile dello sviluppo, della progettazione e dell’installazione degli spazi. Il progetto è poi stato realizzato da S75 Spa, produttore degli arredi realizzati, utilizzando i decorativi Saviola. L’impiego del legno rigenerato Saviola ha inoltre permesso di risparmiare 103 alberi. “Essere parte delle Olimpiadi Milano Cortina 2026 rappresenta per noi non solo un orgoglio, ma anche una responsabilità. Portiamo nell’Alta Valtellina un modello di economia circolare e di upcycling che da oltre 30 anni guida le nostre scelte industriali. Sapere che anche dopo le olimpiadi resteranno disponibili ambienti realizzati con materiali sostenibili e di alta qualità italiana è per noi motivo di grande soddisfazione. Questa collaborazione dimostra che la sostenibilità è sempre più un vantaggio competitivo: un’opportunità per creare valore, innovazione e bellezza”, dice Alessandro Saviola, presidente di Gruppo Saviola.