INFORMAZIONISilvia Zaottini |
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(Adnkronos) - Contrastare l'antisemitismo e l'odio razziale (anche) aggiornando la vecchia legge -risalente al 1927- che disciplina la scelta dei nomi, per vie e piazze nel Belpaese. Nel testo, tuttora in vigore, l'unico vincolo reale all'intitolazione di luoghi pubblici era che il prescelto/a dovesse esser deceduto "da almeno dieci anni". Maglie troppo larghe, per il deputato del Partito democratico, Arturo Scotto, che chiede di modificare quell'art.3 con un 3bis, dove si specifica che "nessuna strada, monumento, edificio e spazio pubblico o privato aperto al pubblico può essere dedicata a persona che abbia, con atti e scritti, sostenuto, propagato o organizzato l’antisemitismo e l’odio razziale". "Se davvero abbiamo tutti a cuore la battaglia contro l'odio razziale - dice lo stesso Scotto all'Adnkronos - iniziamo con il vietare per legge di poter dedicare vie e piazze ai leader politici che hanno sostenuto le leggi razziali, come fece ad esempio Almirante". Nel provvedimento, appena presentato alla Camera e visionato in bozza dall'Adnkronos ("Disposizioni in materia di divieto di titolazione di strade, monumenti ed edifici a persone che hanno praticato e sostenuto l’antisemitismo e l’odio razziale"), il proponente, in premessa, ricorda come sia oggi "necessario che la Repubblica in tutte le sue articolazioni istituzionali e territoriali assuma l’impegno imprescindibile di condannare e prendere le distanze, senza tentennamenti e ambiguità, da tutte le idee, le azioni e le esperienze che si sono compromesse con l’antisemitismo e l’odio razziale". I riferimenti sono chiari: Scotto ricorda come nel nostro paese, prima con le imprese coloniali di fine '800, e soprattutto poi con il fascismo, razzismo e antisemitismo abbiano trovato posto nelle istituzioni. "Il regime fascista - continua il deputato del Pd - profuse uno sforzo straordinario per veicolare tra tutti gli strati sociali la cultura della superiorità razziale, quale presupposto per giustificare le mire espansionistiche coloniali. Dalle canzonette popolari quali 'faccetta nera', alle caricature sugli organi di stampa, all’adozione del 'Manifesto della razza', alla pubblicazione della rivista 'La difesa della razza', fino all’approvazione delle leggi razziali" ci fu "una escalation demagogica che produsse le conseguenti discriminazioni nei confronti della popolazione di religione ebraica, fino all’aberrazione della collaborazione" con il nazismo "nello sterminio". Quanto basta per puntare il dito contro chi ancora ritiene che si possano dedicare strade e piazze a chi ha condiviso o rivendicato quelle scelte scellerate. Nell'articolato si pensa anche a interventi 'correttivi': "Le amministrazioni comunali" devono infatti provvedere "entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della nuova disciplina, a uniformarsi coerentemente con il suddetto principio". Analogamente, anche enti, fondazioni e organizzazioni private avranno un anno di tempo per dare attuazione alle disposizioni della presente proposta, cambiando eventualmente il proprio nome.
(Adnkronos) - Si è svolta oggi a Roma la cerimonia di consegna del Premio 'Il giorno dopo: Donna tutto l’anno', istituito nel 2020 da Confintesa, dalla Fondazione Oreste Bertucci dell’Ordine dei Consulenti del lavoro e dalla Federazione medie e piccole Imprese (Fmpi), con l’obiettivo di valorizzare il contributo delle donne nei diversi ambiti della vita professionale e sociale. Il riconoscimento, assegnato simbolicamente nei giorni successivi all’8 marzo, nasce per sottolineare come l’attenzione al ruolo e al valore delle donne non debba limitarsi alla Giornata internazionale dedicata, ma rappresentare un impegno quotidiano. Anche per l’edizione 2026 la cerimonia si è svolta con il patrocinio del Consiglio regionale del Lazio e ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del mondo dell’informazione, della ricerca e dello spettacolo. Tra le premiate di quest’anno figurano la vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna, la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, la giornalista del Tg1 Rai, Laura Chimenti, e l’editorialista de La Stampa, Flavia Perina, insieme ad altre protagoniste del mondo economico e imprenditoriale che si sono distinte per competenza, dedizione e impegno nei rispettivi settori. Il Premio prosegue così il percorso avviato con la prima edizione, ospitata al Senato e che vide tra le premiate la presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati, con l’intento di promuovere e rendere visibile l’eccellenza femminile, valorizzando storie professionali e percorsi che rappresentano un esempio per l’intera comunità.
(Adnkronos) - "Le Comunità energetiche rinnovabili si sono staccate dai blocchi di partenza, ora devono prendere velocità e conservarla”. Così Alfonso Bonafede, ex ministro della giustizia ed ora avvocato con una specializzazione nel settore, oltre che Membro laico del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria. “Non è poco - ha aggiunto partecipando al programma di incontri promosso a Key 2026 da Sgr Efficienza Energetica - perché abbiamo ora uno zoccolo duro di norme con interpretazioni consolidate. Ci sono altre leggi che stanno per essere emanate, tutte contengono chiari segnali del ruolo che le Cer rivestiranno a parer mio sempre più centrale nel sistema energetico nazionale". "Dobbiamo superare una riduzione di fondi legata al Pnrr ma, ad esempio, i fondi perduti vanno ora a comuni fino a 50mila abitanti, prima la soglia era 5.000. Infine, c’è una molla socioeconomica da considerare: la bolletta energetica è subìta in modo passivo dai cittadini, ma quando contiene elementi legati ai risparmi energetici determinati dalla partecipazione alla Cer, scatta una partecipazione diversa. Sarà una rivoluzione culturale. Le nuove norme parano di ‘diritto’ alla condivisione di energia elettrica da fonte rinnovabile e dobbiamo prenderci ognuno sulle spalle un pezzettino di questa transizione”, afferma.