INFORMAZIONIIspettorato Nazionale Lavoro Istituzioni e Pubblica Amministrazione Centrale Ruolo: Responsabile Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) Area: Informazione, Giornalismo e URP Silvia Tateo |
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(Adnkronos) - Si è conclusa ieri presso gli spazi del Deloitte NextHub di Bari l’edizione 2026 del Forum Turismo Italia, organizzato da Manageritalia Puglia, Calabria e Basilicata, appuntamento che negli anni si è affermato come uno dei principali momenti di confronto tra i protagonisti del settore turistico nazionale. Ad aprire il forum gli interventi del Vicepresidente del Senato ed Ex-Ministro del Turismo, Gian Marco Centinaio e Eugenio Di Sciascio, Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia. Il tema scelto per questa edizione, ‘People First – Le risorse umane, motore dello sviluppo turistico italiano’, ha posto al centro del dibattito una delle sfide più rilevanti per il futuro del comparto: la capacità di coniugare crescita, innovazione e qualità dei servizi attraverso la valorizzazione delle competenze e delle professionalità del personale che opera in un settore così strategico per l’economia del Paese in un dialogo continuo tra Istituzioni, imprese e professionisti. Per Domenico Fortunato, presidente di Manageritalia Puglia, Calabria e Basilicata, “Il turismo pugliese ha davanti a sé grandi opportunità di crescita, ma la vera leva competitiva resta il capitale umano. Investire in competenze, formazione continua, welfare e retribuzioni adeguate significa rafforzare la qualità dell’offerta e la capacità delle imprese di innovare e competere sui mercati internazionali. Le proposte e i punti programmatici sintetizzati in questo Manifesto rappresentano una base concreta di lavoro ed insieme a una maggiore managerialità nella gestione del prodotto turistico possono e devono diventare il riferimento attorno a cui costruire una visione strategica condivisa tra manager, imprese, istituzioni e mondo politico per sostenere uno sviluppo solido e duraturo del comparto turistico nel Mezzogiorno e nel resto del Paese”. Gian Marco Centinaio, vicepresidente del Senato , ha ricordato che “Il turismo è uno dei settori strategici per il nostro Paese, ma oggi più che mai ha bisogno di persone preparate e di professionalità solide. Non servono solo manager e top manager, ma una filiera completa di competenze capace di sostenere la crescita del settore. Per questo è fondamentale investire nella formazione, costruendo un percorso che parta dalle scuole superiori e arrivi fino alla formazione post diploma e manageriale, coinvolgendo imprese, istituzioni e associazioni di categoria. Allo stesso tempo dobbiamo valorizzare ciò che rende unico il turismo italiano: l’accoglienza e il valore umano. L’intelligenza artificiale può essere uno strumento utile per lavorare meglio e affrontare nuove sfide, ma non potrà mai sostituire il sorriso, la relazione e la capacità di ospitalità che caratterizzano il nostro Paese. Per restare competitivi a livello internazionale non possiamo più dare il turismo per scontato: servono professionalità, formazione e una vera collaborazione tra scuola e imprese per costruire il futuro del settore e offrire ai giovani opportunità di lavoro qualificato”. “Oggi il turismo, in Italia e in Puglia, è una vera e propria industria e, come tale, necessita di una strategia chiara, di investimenti e di una gestione sempre più manageriale. Ma soprattutto ha bisogno di competenze e di formazione rafforzate a tutti i livelli del personale, da quello dirigenziale a quello operativo”, ha aggiunto Eugenio Di Sciascio, Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia, che prosegue: “Manager, imprese, istituzioni ed enti di formazione hanno il dovere di fare sinergia per creare percorsi formativi capaci non solo di attrarre, ma soprattutto di garantire lavoro dignitoso e appagante a molti giovani pugliesi che scelgono di lavorare in questo settore”. Il Forum si è chiuso con la presentazione e la condivisione di un Manifesto in 10 punti programmatici, frutto del lavoro collettivo sviluppato durante i cinque tavoli di lavoro tematici, con l’obiettivo di tracciare linee guida concrete per rafforzare il capitale umano, migliorare la qualità del lavoro nel turismo pugliese e italiano arricchendone l’attrattività del settore turistico e la competitività complessiva del sistema. Il manifesto verrà presento e inviato ai principali stakeholder della filiera turistica e ai rappresentanti di istituzioni pubbliche e amministrazioni locali. Il decalogo è sintetizzabile in: Valorizzazione delle professioni del turismo - Avviare un piano nazionale per migliorare l’attrattività dei mestieri del settore e orientare giovani e professionisti verso le opportunità di carriera; Migliorare la qualità del lavoro; Promuovere maggiore stabilità contrattuale, migliore organizzazione dei turni, valorizzazione delle competenze e reali percorsi di crescita professionale; Sostegno al welfare dei lavoratori del turismo - Attivare strumenti territoriali come alloggi per stagionali, servizi di mobilità e supporto alla conciliazione vita–lavoro; Rafforzamento del rapporto tra formazione e imprese - Sviluppare collaborazioni strutturate attraverso stage qualificati, apprendistato, laboratori scuola–impresa e docenze di professionisti; Sviluppo della formazione duale - Integrare formazione teorica ed esperienza pratica nelle imprese, con attenzione alle competenze manageriali e digitali; Creare Academy territoriali del turismo - Promuovere academy di destinazione per sviluppare competenze coerenti con i bisogni delle imprese e dei territori; Facilitare la formazione continua - Semplificare l’accesso ai fondi interprofessionali, soprattutto per PMI, con procedure più semplici e programmi formativi condivisi; Formare nuovi manager del turismo - Rafforzare competenze in gestione delle destinazioni, marketing digitale, analisi dei dati, sostenibilità e innovazione; Favorire la creazione di reti tra imprese per gestire la stagionalità - Promuovere collaborazioni tra imprese e contratti di filiera per garantire maggiore stabilità occupazionale; Istituire un Osservatorio sul lavoro nel turismo - Monitorare fabbisogni professionali, qualità del lavoro e dinamiche occupazionali per orientare politiche più efficaci. Con il manifesto, Manageritalia Puglia, Calabria e Basilicata rilancia il suo l’impegno a promuovere una visione del turismo che metta le persone al centro delle politiche di sviluppo, nella convinzione che la qualità delle competenze, della leadership e dell’organizzazione del lavoro rappresenti la vera leva competitiva per il futuro del turismo italiano. Il Forum Turismo Italia 2026 ha visto la partecipazione di oltre 200 professionisti provenienti da tutta Italia e si è articolato in quattro keynote speech, due panel di confronto e cinque tavoli di lavoro tematici che hanno favorito un dialogo aperto tra manager, istituzioni, imprese e operatori del turismo. Un appuntamento che si conferma un laboratorio di idee e proposte, capace di generare contenuti e visioni utili per accompagnare la trasformazione del settore e rafforzarne il ruolo come motore di crescita economica e sociale per il Paese, con particolare attenzione alle opportunità di sviluppo per il Mezzogiorno. Il Forum è stato organizzato da Manageritalia Puglia, Basilicata e Calabria con il patrocino di Deloitte.
(Adnkronos) - Cida-Confederazione italiana dirigenti ed alte professionalità nasce nel 1946, lo stesso anno della Repubblica Italiana. Non è una coincidenza: è un parallelismo che racconta un destino condiviso. Mentre il Paese costruiva le sue fondamenta democratiche, la dirigenza italiana si organizzava per contribuire alla ricostruzione economica, sociale e civile. Ottant’anni dopo, quel legame tra competenza manageriale e tenuta istituzionale è più attuale che mai. (VIDEO) “Celebrare gli 80 anni di Cida - dichiara Stefano Cuzzilla, presidente di Cida - significa riconoscere il contributo della dirigenza italiana alla costruzione e alla tenuta della Repubblica. Dal 1946 a oggi, nei momenti più difficili il management italiano è stato presidio di continuità, equilibrio, responsabilità. Questi 80 anni aprono il quinto ciclo ventennale della nostra storia, in un Paese che affronta trasformazioni profonde e ha bisogno di una classe dirigente all’altezza della loro complessità. Per questo il 2026 non sarà un anno di commemorazione, ma di proposta: guidare il cambiamento con competenza e visione è il nostro mandato, oggi come allora”. 'Il futuro come responsabilità' si fonda su un concept strategico: 5×20. Ottant’anni non sono solo il prodotto di quattro cicli conclusi - 1946-1965, 1966-1985, 1986-2005, 2006-2025 - ma l’apertura del quinto ciclo ventennale (2026-2045) che condurrà Cida al suo centenario. Cinque volte venti anni non come semplice periodizzazione cronologica, ma come grandi stagioni di responsabilità, ognuna segnata da sfide diverse e da decisioni che hanno inciso sul volto del Paese. Attraverso questi cicli, cinque tematiche restano costanti e si trasformano: tecnologia e innovazione, leadership e responsabilità, lavoro e welfare, competenze e formazione, ruolo sociale del management. Fili che attraversano la storia e ne determinano la qualità, costruendo una mappa per leggere il passato senza nostalgia, abitare il presente con consapevolezza e costruire il futuro come scelta. Il concept 5×20 verrà declinato in un programma di eventi, pubblicazioni e iniziative istituzionali lungo tutto il 2026, posizionando Cida come soggetto di proposta concreta su tre priorità nazionali: intelligenza artificiale e futuro del lavoro, demografia e sostenibilità del welfare, competenza manageriale come garanzia della qualità della decisione — pubblica e privata. Un percorso che Cida affronterà con partner di primo piano: l’Istituto Italiano per l’Intelligenza artificiale per l’impatto industriale-AI4I, fondato dal Governo italiano per sviluppare ricerca trasformativa applicata all’intelligenza artificiale, con cui si aprirà il ciclo di eventi il 10 giugno; il Censis e Itinerari Previdenziali, voci autorevoli nell’analisi della società e del welfare italiani. A dare forma visiva a questa visione è il nuovo logo celebrativo sviluppato per il 2026. Quattro elementi simbolici si integrano in un’unica immagine: l’infinito, che evoca la continuità tra memoria e progetto; la rete, che rappresenta le dieci Federazioni confederate, una comunità plurale che abbraccia tutti i settori strategici del Paese e trasforma la pluralità delle competenze in una forza comune; l’unione, che richiama la convergenza di competenze diverse verso un obiettivo condiviso; il timone, metafora della responsabilità direzionale che il management esercita nel governo delle organizzazioni e del cambiamento. Il logo accompagnerà come firma visiva tutte le iniziative dell’anno celebrativo, tenendo insieme passato e futuro in un’identità riconoscibile e proiettata in avanti. La sua ideazione, insieme all’intera architettura strategica e narrativa del progetto, è stata sviluppata con Eprcomunicazione spa società benefit, la sua controllata Cernuto Pizzigoni & Partners Srl e K-Vision, la nuova unit di Eprcomunicazione dedicata alle esperienze visive multimediali e immersive.
(Adnkronos) - Dal ruolo della filiera delle costruzioni per la transizione energetica al futuro delle rinnovabili, fino al tema della cooperazione. Sono questi alcuni dei temi al centro della seconda giornata di Key - The Energy Transition Expo, la manifestazione di Ieg (Italian Exhibition Group) di riferimento in Europa, Africa e bacino del Mediterraneo sulla transizione energetica, fino a venerdì 6 marzo alla Fiera di Rimini. Il ruolo della filiera delle costruzioni è stato approfondito con la presentazione del 'Rapporto sullo stato della sostenibilità energetica nella filiera delle costruzioni' realizzato in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche. L’ambiente costruito è responsabile di circa il 40% dei consumi energetici finali in Europa e di oltre il 35% delle emissioni di CO2. In Italia, l’impatto della filiera può arrivare fino al 40% delle emissioni complessive nazionali. In questo scenario, la transizione energetica del settore edilizio si pone non solo come una sfida ambientale, ma come una scelta strategica per la competitività industriale, la sicurezza energetica e la resilienza economica del Paese. La realizzazione degli impianti e le condizioni di finanziabilità dei progetti rappresentano due elementi strategici per lo sviluppo delle rinnovabili. Di questo si è discusso nell’evento 'Epc e Finanza: la nuova fase delle rinnovabili', a cura di Elemens e Key, che ha riunito istituzioni, industria e sistema bancario per analizzare il nuovo scenario del settore energetico. Il convegno si è aperto con un keynote speech di Elemens sul contesto in cui operano Res e Bess nel mercato italiano - che nel 2025 ha registrato progetti autorizzati di rinnovabili, in particolare fotovoltaico ed eolico, pari a 9,5 GW e 1,5 GW - oltre a esplorare evoluzioni regolatorie, sfide di costruzione e vincoli di financing. Mission Innovation, 3Den e Epic sono fra le iniziative più importanti di cooperazione internazionale a sostegno della decarbonizzazione e della transizione energetica del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, nonché strumenti essenziali per integrare le rinnovabili e promuovere soluzioni scalabili in sinergia con il Piano Mattei. Se ne è parlato a Key nei tre panel dell’evento 'Energia e Innovazione: la Cooperazione Internazionale del Mase per la Transizione Energetica' curato dal Mase assieme a Undp (United Nations Development Programme) e Unep (Un Environment Programme).