(Adnkronos) - Si intitola 'Un giardino in cui ri-fiorire' ed è il nuovo bando di concorso creativo a fini sociali lanciato oggi a Myplant & Garden, organizzato da Fondazione Minoprio in collaborazione con Myplant, Aiapp, con il patrocinio dell’Ordine Architetti Ppc della provincia di Milano. Dal 2016, Myplant & Garden e Fondazione Minoprio Its Academy, con l’iniziativa ‘I giardini di Myplant’ coordinata da Umberto Andolfato (Aiapp), individua realtà socialmente impegnate che operano in contesti dotati di spazi verdi da valorizzare, recuperare o riqualificare e realizzano gratuitamente giardini che diventano spazi di cura, accoglienza e speranza per chi è più fragile. Il concorso creativo è aperto a progettisti del verde e operatori che lavorano nel settore della progettazione, realizzazione e conservazione dei giardini e del paesaggio (architetti, agronomi, paesaggisti, garden designer, vivaisti, artisti, ecc.), in forma singola o associata. La partecipazione è gratuita e l’iscrizione va fatta entro il 26 marzo 2026. L’area oggetto del concorso creativo 'Un giardino in cui ri-fiorire' si trova presso la sede dell'associazione Caf- Centro di aiuto ai minori e alla famiglia in crisi. Il centro è gestito dalla l'associazione Caf, realtà del privato sociale milanese che dal 1979 accoglie e cura nelle sue strutture residenziali e semi-residenziali bambini e ragazzi di età compresa fra i 3 e i 21 anni, allontanati dal proprio nucleo famigliare su provvedimento del tribunale per i minorenni perché vittime di abusi e gravi maltrattamenti. Per riqualificare l’area oggetto dell’intervento, si dovrà immaginare un allestimento verde con un percorso che colleghi le diverse sezioni del giardino, pensate per utenti di varie età e attività differenti. Il giardino, già dotato di area giochi, campetto multisport e orti, dovrà restare uno spazio di socializzazione flessibile senza limitare l’uso creativo dei bambini (fino a 30). Il percorso dovrà seguire il perimetro delimitato dalle siepi, da mantenere per garantire privacy, e permettere l’utilizzo di biciclette e pattini, monopattini e skateboard. La componente vegetale, attualmente in prevalenza sempreverde, potrà essere arricchita con piante fiorite o da frutto, ma sempre sicure per i bambini. Le zone pavimentate e coperte, utilizzate per laboratori e momenti informali, andranno mantenute e sistemate se necessario; è richiesta anche la sistemazione della pavimentazione, adeguando livelli e dimensioni. Si privilegerà l’utilizzo di materiali naturali, essenze e arredi semplici da gestire e a bassa manutenzione. "La gratuità per chi beneficia dell’intervento è frutto del contributo della manifestazione, della passione, della generosità e dell’impegno liberamente offerti da progettisti, espositori, volontari e organizzatori -commentano i promotori-. Alla fornitura del verde penserà Myplant", mentre saranno gli allievi della Fondazione Minoprio Its Academy, coordinati dal progettista e coadiuvati da un docente tecnico, ad aiutare nella realizzazione del progetto. Progetto per il quale sarà richiesto un computo di massima e il rispetto del limite di budget di 30mila euro. “Da anni perseguiamo questo percorso di creazione di interventi concreti, duraturi e di utilità sociale -concludono gli organizzatori-. ‘I Giardini di Myplant’ è un modello virtuoso che unisce professionalità, creatività, formazione, volontariato e verde, generando benefici concreti per territori, utenti, studenti e comunità coinvolti". La selezione dei progetti presentati avverrà sulla base dei seguenti criteri: coerenza con il tema di progetto, livello di innovazione e creatività dello stesso, fattibilità della realizzazione, facilità di manutenzione dell’area, contenimento dei costi e sostenibilità, requisiti di sicurezza dell’area e dei manufatti. La commissione selezionatrice sarà composta da docenti/tecnici della Fondazione Minoprio Its Academy, da esponenti di Aiapp (Associazione italiana architettura del paesaggio), dell’Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori della provincia di Milano, della manifestazione Myplant & Garden, da esperti di associazione Caf. La composizione della commissione selezionatrice, così come il bando del concorso creativo, sarà resa nota attraverso il sito web della Fondazione Minoprio (www.fondazioneminoprio.it) e della manifestazione Myplant & Garden (www.myplantgarden.com).
(Adnkronos) - In un mercato del lavoro sempre più frammentato - tra lavoro dipendente, attività autonome, gestione separata e carriere discontinue - comprendere come funzionano i contributi e come incidono nel tempo diventa essenziale per evitare decisioni che oggi appaiono vantaggiose ma che, nel lungo periodo, possono ridurre l’assegno pensionistico. Ne parla con Adnkronos/Labitalia Andrea Martelli, fondatore e amministratore di Miapensione, realtà specializzata nella consulenza previdenziale "La Legge di Bilancio 2026 - spiega - rafforza una tendenza già evidente negli ultimi anni: aumentare il netto in busta paga, anche attraverso strumenti che, in alcuni casi, penalizzano la contribuzione effettiva. Una delle misure più significative riguarda i lavoratori che hanno maturato i requisiti per la pensione anticipata ma scelgono di restare al lavoro. In questi casi, infatti, la quota di contributi a carico del lavoratore non viene più versata all’Inps, in quanto l’importo viene riconosciuto direttamente in busta paga. La somma è netta e non imponibile, con un beneficio immediato per il reddito mensile. Nel lungo periodo, però, il rischio è di percepire una pensione futura più bassa". “Questo - sottolinea - è il trade-off che caratterizza il 2026: vantaggio oggi, possibile penalizzazione domani. Uno dei possibili rischi per quest’anno è confondere il beneficio fiscale con quello previdenziale. Un aumento dello stipendio netto non sempre si traduce in una pensione migliore. Per questo, nel nuovo equilibrio disegnato dalla Legge di Bilancio, i contributi Inps 2026 non cambiano nella forma, ma cambiano nel significato: diventano uno strumento centrale di responsabilità individuale nella costruzione della propria pensione”. “Per i lavoratori dipendenti - osserva Martelli - la manovra 2026 interviene sugli scaglioni Irpef e conferma il taglio del cuneo fiscale, riducendo la pressione complessiva. Il risultato è un netto mensile più alto, senza modifiche dirette alle aliquote contributive, ma richiede di compiere scelte volontarie che incidono direttamente sulla pensione futura. Per autonomi e professionisti iscritti alla gestione separata, invece, le aliquote restano stabili, ma l’assenza di un alleggerimento strutturale dei contributi, unito alla discontinuità dei redditi, rende il rischio previdenziale ancora più marcato”. "Dal secondo semestre 2026 - ricorda - aumenta il limite di deducibilità fiscale per i versamenti alla previdenza complementare. Un vantaggio in termini di Irpef, che rende i fondi pensione più efficienti sul piano fiscale. Resta però un principio da non sottovalutare: la previdenza complementare integra ma non sostituisce la pensione pubblica e non può essere utilizzata per anticipare l’uscita dal mondo del lavoro, come era stato temporaneamente possibile in passato”. “Il 2026, quindi, non introduce una rivoluzione contributiva, ma segna un’evoluzione chiara del sistema: più libertà oggi, più responsabilità domani. Quando si parla di pensione, la differenza non la fanno solo le norme, ma la capacità di compiere scelte informate e consapevoli, guardando oltre la busta paga e ragionando in termini di futuro previdenziale. Informarsi con largo anticipo sulla propria posizione previdenziale, permette di avere più opportunità per correggere la situazione e tutelare così la propria pensione”, commenta Andrea Martelli di Miapensione.
(Adnkronos) - Qualità, lotta all’evasione e sensibilizzazione sui temi dell’economia circolare. Queste le prossime sfide su cui si concentra il Conou, Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati. L’economia circolare dell’olio usato in Italia funziona ma il Conou, che la gestisce, continua a guardare al futuro. “La battaglia della qualità è fondamentale: controllo dell'olio in ingresso, attraverso la verifica del rispetto di tutti parametri previsti (oggetto di interesse di altri Paesi perché è un sistema che copre tutti gli aspetti dei possibili inquinanti), e qualità in uscita. Le nostre basi rigenerate devono continuare ad essere allo stesso livello delle basi vergini, assolutamente intercambiabili. Se non c'è dietro uno standard tecnico dettagliato, la rigenerazione non significa niente”, spiega all’Adnkronos il presidente del Conou Riccardo Piunti. Guardando alla normativa europea, “oggi c’è un tema molto specifico che riguarda i regolamenti di controllo degli inquinanti persistenti. Nella filiera degli oli minerali abbiamo un inquinante, il Pcb, che, se rinvenuto al di sopra di una certa soglia, manda l'olio che lo contiene a distruzione. Ne troviamo molto poco dal momento che non si produce più da 40 anni e che si trova ormai solo nei piccoli trasformatori. Oggi, però, l'Europa sta cercando di inserire nel regolamento un limite molto più basso di quello attuale e noi ci stiamo battendo perché questo sia compatibile con il funzionamento della nostra filiera, magari attraverso una riduzione progressiva di tale soglia”. “L'altra sfida è il controllo dell'evasione del contributo ambientale, attraverso il quale vengono finanziate le nostre attività di raccolta e di rigenerazione: è fondamentale, quindi, che non ci sia evasione contributiva”, avverte Piunti. C’è poi il tema della comunicazione. “Noi vogliamo - sottolinea - che il modello consortile del Conou e, in generale, il modello consortile italiano per i rifiuti, sia conosciuto perché ci sono degli elementi che possono aiutare la realizzazione dell'economia circolare in tutti i Paesi, sia quelli più avanzati, come quelli europei, dove magari questo modello non è applicato allo stesso modo o non c'è, sia i Paesi più arretrati che devono mettere insieme un sistema per la raccolta dei rifiuti e in particolare dell'olio minerale usato”. C’è poi un aspetto sul quale si concentra l’attenzione del Consorzio. “Il sistema della raccolta nasce negli anni ‘50 con aziende di natura familiare: all'inizio erano veramente imprese piccole, c'era un signore con un motocarro e due fusti dietro che andava a raccogliere l'olio dai meccanici. Adesso le nostre 58 imprese sono aziende con depositi, autobotti, autisti, strumentazioni, ecc…. Però il sistema di impresa familiare, come accade da noi e come è accaduto anche in tanti altri settori dell'imprenditoria italiana, arrivata la terza generazione, comincia ad avere qualche problema. Quindi noi ci stiamo preoccupando di capire quale sarà il futuro di queste imprese familiari, come evolveranno. C'è una mutazione in corso e noi vorremmo accompagnarla: la crisi dell'impresa familiare della terza generazione è un tema che non si può trascurare”, conclude Piunti.