INFORMAZIONISilvia Benegiamo |
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(Adnkronos) - Ucraina e Russia tornano al tavolo dei negoziati. A Ginevra, con la mediazione degli Stati Uniti, nuovo round di trattative per provare a porre fine alla guerra che si appresta a tagliare il traguardo dei 4 anni. Il nodo centrale è rappresentato ancora dalla definizione della questione territoriale, con il Donbass sotto i riflettori. La Russia punta ad ottenere tutta la regione, che attualmente non controlla. L'Ucraina non è disposta ad accettare mutilazioni territoriali e ritiene in ogni caso indispensabile il ricorso ad un referendum, che richiederebbe però un cessate il fuoco. Le posizioni sinora hanno creato un muro contro muro, complicando l'opera di Donald Trump in versione pacificatore. Ora, il nuovo capitolo. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha inviato una delegazione condotta dal capo dell'Ufficio presidenziale Kirill Budanov. Vladimir Putin, invece, punta sul 'falco' Vladimir Medinsky, accompagnato dal capo dell’intelligence militare Igor Kostyukov. L’inviato speciale del Cremlino, Kirill Dmitriev, parteciperà invece a un gruppo di lavoro separato sulle questioni economiche. "E' un errore grave permettere all'aggressore di prendere qualcosa. E' stato un grosso errore fin dall'inizio, a partire dal 2014. E anche prima di allora", il messaggio di Zelensky alla vigilia dell'appuntamento. "Non voglio essere il presidente che ripeterà gli errori commessi dai miei predecessori o da altre persone. Non parlo solo dell'Ucraina. Parlo dei leader di diversi Paesi che hanno permesso a un paese aggressivo come la Russia di entrare nel loro territorio. Non si può fermare Putin con baci o fiori. Io non l'ho mai fatto ed è per questo non penso sia la strada giusta. Il mio consiglio per tutti è di non farlo con Putin", le parole del presidente ucraino. La delegazione russa arriva in Svizzera con le indicazioni chiare di Putin. "Il presidente mantiene un dialogo costante con la delegazione incaricata dei negoziati per la risoluzione della questione ucraina. Il presidente è in costante contatto con i nostri negoziatori. E, naturalmente, ricevono istruzioni dettagliate", ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. L'agenda dei colloqui "sarà più ampia" rispetto a quella delle trattative, in due diversi round, di Abu Dhabi. Il tema dei territori sarà il piatto principale del menù: "Questa è la ragione per cui è richiesta la presenza del nostro capo negoziatore, Vladimir Medinsky", ha aggiunto. Ad Abu Dhabi guidava la delegazione russa invece il direttore del Gru, Kostyukov. Tra tante incognite, una certezza. Al tavolo, in Svizzera come nel precedente incontro negli Emirati Arabi, l'Europa non c'è. Gli Stati Uniti sembrano essere "l'unica nazione sulla Terra" in grado di portare rappresentanti ucraini e russi "al tavolo per parlare", ha sottolineato Marco Rubio, segretario di Stato americano. "Non voglio insultare nessuno, ma le Nazioni Unite non sono in grado di farlo, non c'è un altro Paese in Europa che è stato in grado di farlo", ha aggiunto sottolineando il ruolo marginale del Vecchio Continente. Trump, ancor prima di insediarsi un anno fa, prometteva una rapida conclusione della guerra. Ora, l'intesa non è nemmeno scontata. "Noi non stiamo cercando di imporre un accordo a nessuno - ha continuato Rubio -. Non stiamo cercando di costringere nessuno ad accettare un accordo. Vogliamo solo aiutarli, perché pensiamo che sia una guerra incredibilmente dannosa, incredibilmente distruttiva".
(Adnkronos) - La professionalità dei consulenti del lavoro si fonda su una specializzazione qualificata e istituzionalmente presidiata, connessa alle politiche del lavoro che non coincide né può essere automaticamente assimilata a quella dei dottori commercialisti ed esperti contabili. È questo il punto fermo ribadito dal Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro nelle osservazioni e proposte presentate alla Camera dei Deputati sul disegno di legge delega per la riforma dell’ordinamento della professione di commercialista, attualmente all’esame della commissione Giustizia. Nel documento si evidenzia come "l’attuale quadro normativo delinei una netta distinzione strutturale tra le due professioni, soprattutto nella materia del lavoro e della legislazione sociale. I consulenti del lavoro operano infatti all’interno di un sistema ordinamentale e di vigilanza integrato con le politiche pubbliche del lavoro, sotto la supervisione del ministero del Lavoro e in stretto raccordo con l’Ispettorato Nazionale". "Un assetto che si riflette nel percorso di accesso alla professione – esame di Stato specialistico, tirocinio mirato e formazione continua – e nello svolgimento di funzioni di rilievo pubblicistico, come la certificazione dei contratti di lavoro, la conciliazione e l’arbitrato in materia di lavoro, il coinvolgimento nelle procedure della crisi d’impresa, la gestione delle politiche attive e l’asseverazione di conformità (Asse.Co.)", aggiungono i consulenti del lavoro. Coerentemente con questo impianto, la giurisprudenza amministrativa, sottolineano i professionisti, "ha escluso la possibilità che il praticantato per l’accesso alla professione di consulente del lavoro possa essere svolto presso studi di dottori commercialisti ed esperti contabili, proprio in ragione della diversa natura delle competenze, del percorso normativo e della funzione professionale attribuita ai consulenti del lavoro nell’ordinamento". Secondo i consulenti del lavoro, "ulteriore elemento distintivo è il rapporto con le strutture associative e di assistenza fiscale, che la normativa consente di organizzare, per pmi e imprese artigiane, solo tramite i consulenti del lavoro. Il Consiglio nazionale ricorda inoltre che gli iscritti all’albo dei commercialisti possono svolgere gli adempimenti lavoristici e previdenziali previsti dall’art. 1 della legge 12/79, esclusivamente previa iscrizione all’apposita piattaforma tenuta presso l’Ispettorato nazionale del lavoro e limitatamente alla provincia in cui ha sede l’azienda assistita; a ulteriore conferma della distinzione tra le due professioni". "Dunque, le competenze dei consulenti del lavoro e quelle dei dottori commercialisti non sono sovrapponibili né assimilabili", concludono i consulenti del lavoro.
(Adnkronos) - Al via la sesta edizione del Premio Demetra, il riconoscimento dedicato alla letteratura ambientale promosso da Comieco - Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica - in collaborazione con SalernoLetteratura Festival. Il bando è aperto alle opere pubblicate da editori indipendenti tra il 1° gennaio 2023 e il 31 gennaio 2026 (con un periodo più esteso per la graphic novel: dal 1° gennaio 2022 al 31 gennaio 2026). Le candidature possono essere inviate fino al 31 marzo 2026 attraverso la procedura indicata sul sito www.comieco.org. Il Premio si articola in quattro sezioni: saggistica, narrativa, graphic novel (italiana e tradotta) e libri per ragazzi. Il vincitore di ciascuna categoria riceverà un premio in denaro di 1.500 euro. I riconoscimenti per saggistica, narrativa e graphic novel saranno assegnati a giugno nell’ambito di SalernoLetteratura, mentre il premio per la sezione dedicata ai ragazzi verrà consegnato a luglio durante l’Elba Book Festival, confermando la continuità tra i due appuntamenti culturali. Giunto alla sua sesta edizione, il Premio Demetra ha raccolto finora oltre 300 opere candidate e premiato 24 autori, contribuendo alla valorizzazione della letteratura dedicata a ambiente e sostenibilità. Dopo cinque anni, ospitati dall’Elba Book Festival – dove il premio ha consolidato identità e comunità – l’edizione 2026 approda a Salerno, ampliando pubblico e prospettive senza interrompere il legame con le sue origini. L’edizione 2026 si svolge con il supporto di: Seda International Packaging Group (Main Sponsor), Fondazione Symbola, Salerno Pulita, 100% Campania, Boccia Industria Grafica S.p.A. e Banco di Lucca e del Tirreno S.p.A. La giuria del Premio Demetra è composta da: Ermete Realacci (Presidente), Carlo Montalbetti (Comieco), Duccio Bianchi (Responsabile scientifico), Ilaria Catastini (editore, Albeggi Edizioni), Giorgio Rizzoni (Responsabile didattico) e Paolo Barcucci (curatore di mostre).