(Adnkronos) - La giuria del Premio internazionale di Giornalismo, Informazione e Comunicazione 'Biagio Agnes', presieduta da Gianni Letta (nella foto qui sotto), ha decretato i vincitori della XVIII edizione. La cerimonia di premiazione della manifestazione - promossa dalla Fondazione Biagio Agnes - è in programma a Roma, in Piazza di Spagna, giovedì 25 giugno e sarà condotta, come ormai da tradizione, da Mara Venier e Alberto Matano. Dall’analisi economica allo sguardo internazionale, dalla trasformazione digitale all’intrattenimento televisivo, dalla divulgazione scientifica alla creatività fino all’impegno per la libertà di stampa e l’attenzione ai giovani: un riconoscimento che celebra i valori del giornalismo, della comunicazione e dell’informazione nel segno del rigore, della passione e della responsabilità. A Paolo Bricco, inviato de Il Sole 24 Ore va il Premio Carta Stampata per la capacità di approfondire l’economia e la politica industriale con rigore analitico e profondità storica. In un mondo in cui l’informazione attraversa confini e crisi, il Premio Inviati è stato assegnato a Giovan Battista Brunori, responsabile dell’Ufficio Rai per il Medio Oriente a Gerusalemme e ad Andrea Nicastro del Corriere della Sera, esperto di scenari di guerra e fronti sensibili. Il Premio Corrispondenti va a Rosalba Castelletti de la Repubblica e a Leonardo Panetta di Mediaset: voci che testimoniano la forza di un racconto lucido e accurato, nei luoghi cruciali. Il Premio Speciale Libertà di Stampa è stato attribuito al quotidiano La Stampa, al direttore Andrea Malaguti e alla redazione per l’attacco subito e le intimidazioni da parte di un gruppo di antagonisti di Askatasuna il 29 novembre 2025 e per il coraggio dimostrato dai giornalisti nella difesa quotidiana del loro lavoro e della loro autonomia. (Simona Agnes) Il Premio per la Televisione celebra due protagonisti capaci di coniugare professionalità, empatia e qualità dell’intrattenimento, raccogliendo risultati di assoluto rilievo: Gerry Scotti, volto storico della televisione generalista, modello di conduzione che unisce misura, autorevolezza e vicinanza agli spettatori e Stefano De Martino, simbolo di una nuova generazione di conduttori che dialoga con pubblici diversi con ironia e naturalezza. Il Premio Audiovisivo è stato assegnato alla serie evento Sandokan, con Can Yaman nuovo volto della tigre della Malesia, Alessandro Preziosi e Alanah Bloor, per la regia di Jan Maria Michelini e Nicola Abbatangelo. Un ritorno memorabile della saga di Emilio Salgari, a cinquant’anni dallo storico sceneggiato Rai. Arianna Ravelli, vicedirettrice con delega al digitale de La Gazzetta dello Sport - prima donna a ricoprire questo ruolo nei 130 anni di storia della testata – riceve il Premio Giornalismo Sportivo. Vincono il Premio Generazione Digitale-Podcast Andrea Gerli, Rai per la Sostenibilità e Guglielmo Nappi, caporedattore e responsabile web de Il Messaggero per aver portato sul web e sui social media la profondità e la complessità del racconto giornalistico. Al direttore de Il Foglio Claudio Cerasa va il Premio Giornalista Scrittore per il libro: L’antidoto. Libertà, ambiente, tecnologia. Manifesto ottimista contro la dittatura del catastrofismo: uno sguardo critico sul presente proietta l’analisi giornalistica in un saggio che aiuta a leggere con lucidità il nostro tempo. Vincenzo Schettini, volto de 'La fisica che ci piace', riceve il Premio Divulgazione Scientifica per la competenza accademica e il forte talento comunicativo che lo hanno consacrato tra i divulgatori più seguiti, in particolare dai giovani. Il Premio Under 30 viene conferito alla giornalista de Il Messaggero Valentina Pigliautile, espressione della sensibilità di una nuova generazione attenta alle trasformazioni istituzionali e sociali del Paese. Al corto 'Tutti suonano Sanremo' della Direzione Comunicazione Rai - tratto dalla campagna di promozione del Festival di Sanremo 2026 condotto da Carlo Conti - è riconosciuto il Premio Comunicazione Creativa. Un viaggio attraverso le più belle realtà musicali del Paese, tra cui i Conservatori, luoghi di formazione ed eccellenza, in cui l’energia collettiva ha dato vita a un ritratto intimo e autentico. La cerimonia di premiazione del 'Premio Biagio Agnes' si svolgerà in piazza di Spagna, alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri e dell’Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda Alessandro Onorato. Ecco i vincitori del “Premio Biagio Agnes 2026”, suddivisi in 12 categorie: Premio Carta Stampata: Paolo Bricco, Il Sole 24 Ore, Premio Inviati: Giovan Battista Brunori, Rai | Andrea Nicastro, Corriere della Sera, Premio Corrispondenti: Rosalba Castelletti, la Repubblica | Leonardo Panetta, Mediaset, Premio Speciale Libertà di Stampa: Redazione La Stampa, Direttore Andrea Malaguti, Premio per la Televisione: Gerry Scotti | Stefano De Martino, Premio Audiovisivo: Sandokan. Con Can Yaman, Alessandro Preziosi e Alanah Bloor. Regia: Jan Maria Michelini, Nicola Abbatangelo, Premio Giornalismo Sportivo: Arianna Ravelli, La Gazzetta dello Sport, Premio Generazione Digitale-Podcast: Andrea Gerli, Rai per la Sostenibilità | Guglielmo Nappi, Il Messaggero, Premio Giornalista Scrittore: Claudio Cerasa, Il Foglio per il libro: L’antidoto. Libertà, ambiente, tecnologia. Manifesto ottimista contro la dittatura del catastrofismo, Silvio Berlusconi Editore, 2026 , Premio Divulgazione Scientifica: Vincenzo Schettini, Professore di Fisica, Premio Under 30: Valentina Pigliautile, Il Messaggero, Premio Comunicazione Creativa: “Tutti suonano Sanremo”, Direzione Comunicazione Rai. La Giuria del Premio Biagio Agnes 2026 è composta da Gianni Letta (Presidente), Giulio Anselmi, Alberto Barachini, Carlo Bartoli, Stefano Folli, Luciano Fontana, Luigi Gubitosi, Paolo Liguori, Pierluigi Magnaschi, Giuseppe Marra, Massimo Martinelli, Antonio Martusciello, Roberto Napoletano, Agnese Pini, Antonio Polito, Aurelio Regina, Giampaolo Rossi, Danda Santini, Marcello Sorgi, Fabio Tamburini, Monsignor Dario Edoardo Viganò.
(Adnkronos) - La professionalità dei consulenti del lavoro si fonda su una specializzazione qualificata e istituzionalmente presidiata, connessa alle politiche del lavoro che non coincide né può essere automaticamente assimilata a quella dei dottori commercialisti ed esperti contabili. È questo il punto fermo ribadito dal Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro nelle osservazioni e proposte presentate alla Camera dei Deputati sul disegno di legge delega per la riforma dell’ordinamento della professione di commercialista, attualmente all’esame della commissione Giustizia. Nel documento si evidenzia come "l’attuale quadro normativo delinei una netta distinzione strutturale tra le due professioni, soprattutto nella materia del lavoro e della legislazione sociale. I consulenti del lavoro operano infatti all’interno di un sistema ordinamentale e di vigilanza integrato con le politiche pubbliche del lavoro, sotto la supervisione del ministero del Lavoro e in stretto raccordo con l’Ispettorato Nazionale". "Un assetto che si riflette nel percorso di accesso alla professione – esame di Stato specialistico, tirocinio mirato e formazione continua – e nello svolgimento di funzioni di rilievo pubblicistico, come la certificazione dei contratti di lavoro, la conciliazione e l’arbitrato in materia di lavoro, il coinvolgimento nelle procedure della crisi d’impresa, la gestione delle politiche attive e l’asseverazione di conformità (Asse.Co.)", aggiungono i consulenti del lavoro. Coerentemente con questo impianto, la giurisprudenza amministrativa, sottolineano i professionisti, "ha escluso la possibilità che il praticantato per l’accesso alla professione di consulente del lavoro possa essere svolto presso studi di dottori commercialisti ed esperti contabili, proprio in ragione della diversa natura delle competenze, del percorso normativo e della funzione professionale attribuita ai consulenti del lavoro nell’ordinamento". Secondo i consulenti del lavoro, "ulteriore elemento distintivo è il rapporto con le strutture associative e di assistenza fiscale, che la normativa consente di organizzare, per pmi e imprese artigiane, solo tramite i consulenti del lavoro. Il Consiglio nazionale ricorda inoltre che gli iscritti all’albo dei commercialisti possono svolgere gli adempimenti lavoristici e previdenziali previsti dall’art. 1 della legge 12/79, esclusivamente previa iscrizione all’apposita piattaforma tenuta presso l’Ispettorato nazionale del lavoro e limitatamente alla provincia in cui ha sede l’azienda assistita; a ulteriore conferma della distinzione tra le due professioni". "Dunque, le competenze dei consulenti del lavoro e quelle dei dottori commercialisti non sono sovrapponibili né assimilabili", concludono i consulenti del lavoro.
(Adnkronos) - Il Gruppo Serenissima Ristorazione presenta il suo primo Report di Sostenibilità redatto secondo la Corporate Sustainability Reporting Directive (Csrd), la nuova Direttiva europea che ha definito degli standard comuni e comparabili di rendicontazione Esg. Il Gruppo Serenissima Ristorazione - spiega l'azienda in una nota - ha scelto di anticipare gli obblighi normativi e di rendicontare l'impatto della sostenibilità sui propri risultati finanziari (materialità finanziaria), oltre che il proprio impatto sull'ambiente e sulle persone (materialità di impatto) secondo gli standard della Direttiva Csrd, un impegno rilevante che ha coinvolto le 14 società controllate, inclusa la capogruppo Serenissima Ristorazione Spa e le controllate estere in Spagna e Polonia. Con un fatturato di oltre 650 milioni di euro nel 2025 (dati di preconsuntivo) e più di 11mila collaboratori, il Gruppo Serenissima serve circa 50 milioni di pasti all’anno. "La redazione del nostro primo Bilancio di Sostenibilità secondo la Csrd è stata una sfida importante, che abbiamo scelto di affrontare su base volontaria perché crediamo profondamente nella sostenibilità come leva strategica e di business - dichiara Tommaso Putin, vicepresidente del Gruppo Serenissima Ristorazione con delega alla sostenibilità - Rendicontare è l’unico modo per poter davvero gestire il percorso verso la sostenibilità: misurare ci consente di capire dove intervenire, definire priorità e agire in maniera strategica lungo la filiera, coinvolgendo tutti gli stakeholder. È solo attraverso la trasparenza e la responsabilità che possiamo costruire valore duraturo per l’impresa, per le persone e per l’ambiente". L’adozione della procedura di rendicontazione prevista dalla direttiva Csrd ha richiesto, come passaggio fondamentale, la misurazione della Carbon Footprint di Organizzazione, secondo gli standard internazionali. L’analisi - spiega l'azienda - ha evidenziato come le emissioni Scope 1, le emissioni dirette, ossia da fonti controllate o di proprietà, tutto ciò che il Gruppo brucia direttamente, e Scope 2, ossia le emissioni generate dall’energia acquistata e consumata dal Gruppo, incidano per circa l’8% su un totale pari a 240.107 tonnellate di CO2 equivalente, confermando che il core business di produzione dei pasti ha un impatto diretto contenuto. La vera sfida ambientale per il Gruppo è quindi rappresentata dalla filiera, con le emissioni Scope 3, la cui rendicontazione è diventata obbligatoria con gli standard europei Esrs e che comprende tutte le emissioni 'a monte' e 'a valle' della catena del valore, dalle emissioni generate dai fornitori di materie prime, alla logistica, fino alla gestione dei rifiuti, che pesano per circa il 92% del totale. Per questo Serenissima Ristorazione ha avviato un percorso strutturato di coinvolgimento dei fornitori e degli stakeholder, con l’obiettivo di intervenire lungo tutta la catena del valore, attraverso scelte di acquisto consapevoli, progettazione dei menu e qualificazione Esg dei partner. In questo senso, il Gruppo si sta impegnando a monitorare costantemente i fornitori considerati critici per volumi o tipologia di attività, per i quali sono previsti piani di controllo e audit specifici per verificare il rispetto dei principi di responsabilità sociale e ambientale. Un obiettivo specifico è il coinvolgimento dei partner nella condivisione di dati ambientali e di tracciabilità per migliorare la precisione del calcolo della Carbon Footprint di Gruppo. Inoltre, viene incoraggiato l’acquisto di forniture con imballaggi riciclabili, riutilizzabili o composti da materiale riciclato; quando la sicurezza alimentare lo consente, il Gruppo privilegia l’acquisto di prodotti in formato multi-porzione, che permettono di ottimizzare i carichi, limitare il numero di trasporti e abbattere le emissioni legate alla logistica. Per sostenere l’economia del territorio e ridurre ulteriormente le distanze percorse dalle merci, valorizzata la dimensione territoriale, promuovendo la scelta di fornitori locali. Sul fronte dell’efficienza, il Gruppo si è posto un obiettivo di riduzione dei consumi energetici pari al 5%, a fronte di un consumo complessivo di circa 52.000 MWh, corrispondente a un taglio di circa 2.600 MWh - un valore che equivale al consumo annuo di quasi 1.000 famiglie italiane - attraverso interventi di efficientamento, ottimizzazione dei processi produttivi e sistemi avanzati di gestione dell’energia. La dimensione sociale - continua la nota - rappresenta un pilastro centrale della strategia di sostenibilità del Gruppo Serenissima. La fortissima presenza femminile ne è una dimostrazione concreta: il 73,4% del personale della capogruppo è composto da donne, mentre nell’alta dirigenza si registra un equilibrio significativo, con il 43% di presenza femminile. Un impegno strutturato e certificato, riconosciuto attraverso la UNI/PdR 125:2022 per la Parità di Genere, che testimonia la volontà del Gruppo di promuovere inclusione, equità e valorizzazione delle competenze. Tra gli obiettivi dichiarati ci sono quelli di monitorare e ridurre eventuali discriminazioni e di coinvolgere il management nella definizione di traguardi legati alla parità di genere. Sull’aspetto relativo alla parità di trattamento economico, il Gruppo ha pianificato interventi specifici, tra cui: un'analisi annuale delle retribuzioni per genere; azioni mirate a ridurre le disparità retributive nelle fasce dirigenziali; e il monitoraggio di indicatori (Kpi) per garantire che lo sviluppo professionale e la remunerazione siano basati esclusivamente sulle competenze. Grande attenzione è dedicata anche a formazione e sicurezza: nella sola capogruppo sono state erogate circa 50mila ore di formazione nel 2024. La redazione del report di sostenibilità ha accompagnato un’evoluzione significativa anche sul piano della governance. Dal 2025 è stata formalmente istituita una nuova governance Esg, con la creazione di un Comitato Esg, operativo dal 2025, incaricato di integrare in modo sistematico i valori ambientali e sociali in ogni decisione aziendale. Il Comitato è guidato dal vicepresidente Tommaso Putin e rappresenta uno strumento chiave per garantire coerenza tra strategia, gestione dei rischi, obiettivi di sostenibilità e coinvolgimento degli stakeholder lungo tutta la filiera. Anche in termini di Governance, il Gruppo ha individuato la necessità di avviare un processo di qualifica Esg dei partner per tracciare e ridurre i rischi lungo la filiera.