INFORMAZIONISara Mirarchi |
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(Adnkronos) - L’Italia deve ancora compiere passi significativi per dotarsi di un vero cyber hub nazionale. Rispetto ai Paesi del Nord Europa, agli Stati Uniti e ad altre realtà internazionali, permane un divario storico che va colmato con decisione. In un contesto in cui i conflitti si giocano sempre più sul piano digitale, la creazione di un cyber hub rappresenta una leva strategica per la sicurezza del Paese: uno strumento capace di concentrare competenze, favorire la condivisione in tempo reale delle informazioni sulle minacce, supportare imprese e pubbliche amministrazioni e rafforzare la tutela delle infrastrutture critiche. Sielte, realtà italiana con 100 anni di esperienza nei settori delle telecomunicazioni, dell’Information Technology e della cybersecurity, si propone come partner qualificato per lo sviluppo e l’integrazione di cyber hub su scala nazionale. "Disponiamo di competenze ed esperienza lungo l’intera catena del valore, con una solida presenza territoriale, servizi di protezione delle infrastrutture, Noc e Soc attivi sul territorio nazionale e collaborazioni con enti di ricerca. Investiamo inoltre nella formazione continua delle risorse dedicate alla sicurezza dei dati", afferma Luigi Piergiovanni, direttore tecnico-Commerciale della società, intervenuto all’evento 'Cybersec2026 – Cybercrime e Cyberwar: Norme, Geopolitica e Cybersecurity per una Difesa Comune', che si è svolto presso la Scuola Superiore di Polizia. “La disponibilità di Data Center proprietari e di reti di interconnessione sicure rappresenta oggi un requisito imprescindibile. Da sempre ospitiamo e proteggiamo alcune delle infrastrutture più critiche del Paese. Grazie a connettività ultra-sicura e ridondata, siamo in grado di offrire canali di comunicazione criptati, resilienti e segregati (Sd-wan) per collegare in modo protetto tutti i membri dell’Hub (aziende, Pa, università)”, conclude Piergiovanni. Oggi Sielte è dunque pronta a mettere a disposizione soluzioni integrate che tengano conto di tutti gli elementi chiave necessari alla costruzione di un ecosistema efficace e strategico al servizio della sicurezza nazionale.
(Adnkronos) - "Nell'area di interesse del conflitto noi abbiamo tre punti vendita a Dubai, uno ad Abu Dhabi e altri tre in Arabia Saudita, di cui uno è quello lì di Khobar, proprio quasi sul ponte per il Bahrain, quindi abbastanza coinvolto pure quello. Oltre a quello che sta presso Aramco, sta vicino alla base Nato. I nostri ragazzi che stanno lì, di cui circa 35 italiani, ci raccontano di una situazione di tensione, molto complicata. Al momento le nostre pizzerie sono aperte, ma sabato ad esempio quando si è incendiato il The Palm a Dubai, i ragazzi hanno chiuso praticamente alle sette di sera tutte quante le pizzerie. Il giorno dopo hanno lavorato regolarmente. Ovviamente io sono in contatto tutti i giorni sia con i ragazzi che stanno a Dubai, sia con quelli che stanno in Arabia Saudita. E quelli che stanno a Dubai mi raccontano che volano i missili sulle loro teste, la contraerea li intercetta, cadono residui praticamente a terra, droni sganciano bombe. Sono molto spaventati e vorrebbero tornare in Italia appena possibile. Se tornano in Italia noi chiuderemo le pizzerie in attesa che, speriamo, si calmi la situazione". Così, con Adnkronos/Labitalia, Alessandro Condurro, amministratore di 'Antica pizzeria da Michele in The World', che da Forcella ha portato la pizza napoletana in tutto il mondo, racconta i momenti che stanno vivendo i dipendenti italiani che lavorano nelle pizzerie nei territori interessati dal conflitto tra Iran da unparte e Stati Uniti e Israele dall'altra. Condurro spiega che le informazioni che arrivano "dai luoghi del conflitto sono contrastanti. Da Dubai, ovviamente essendo quasi occidentale viene fuori tutto. In Arabia Saudita il governo tende a non far sapere determinate cose, però io parlo con i ragazzi e loro mi dicono che la situazione è abbastanza spaventosa. Stamattina ho sentito i ragazzi che lavorano nel punto vendita proprio all'interno di Aramco, la compagnia petrolifera saudita, e mi hanno detto che un drone stamattina ha sganciato una bomba a 10 km da loro. E quindi è abbastanza tesa la situazione", sottolinea. "Ovviamente si tende a mantenere la calma, a non generare il panico, fatto sta che comunque gli aeroporti sono ancora chiusi e loro lavorano, però lo fanno con questa spada di Damocle sulla testa, sono tesi. La mattina sono svegliati dalle contraeree, da missili che volano sulle loro teste e sicuramente non è una bella situazione", ribadisce. Una situazione difficile, sottolinea Condurro, e "i nostri ragazzi da Dubai sì vorrebbero rientrare appena è possibile a casa, in attesa che poi si calmi un po' la situazione, ripeto. E in quel caso ovviamente le chiudiamo momentaneamente le pizzerie. Anche perchè io credo che poche persone abbiano voglia di andarsi a mangiare una pizza con una situazione del genere. Al momento siamo aperti fin quando la situazione è calma, anche se è una calma apparente. La gente a Dubai fa finta di niente ed esce ma quando lo scorso sabato è caduto il detrito sull'albergo ovviamente c'è stato panico, se ne sono scappati tutti, hanno chiuso tutti. Quindi dipende da come si mette la giornata", sottolinea. E le ripercussioni se il conflitto prosegue saranno anche di altro tipo: "Purtroppo le guerre sono dannose per il business. Anche perché con la chiusura dello Stretto di Hormuz, e quindi dei trasporti marittimi, avremo più difficoltà a mandare lì dall'Italia le materie prime che noi usiamo per fare le nostre pizze", conclude. (di Fabio Paluccio)
(Adnkronos) - Abb conferma la presenza a Key - The Energy Transition Expo, il principale appuntamento italiano dedicato alle tecnologie per l’efficienza energetica, la digitalizzazione e l’elettrificazione. Dal 4 al 6 marzo, allo Stand 100 - Padiglione A1 presso il Rimini Expo Center, l’azienda presenta un portafoglio aggiornato di soluzioni pensate per supportare l’evoluzione dell’intera filiera dell’elettrificazione. All’offerta tecnologica si affianca un programma di formazione tecnica ricco e strutturato, con corsi sui temi più caldi e richiesti dal mercato destinati a impiantisti, progettisti, installatori e tecnici. Abb è fortemente impegnata nello sviluppo delle competenze, puntando su aggiornamento continuo e professionalità qualificate.