Sales HuntersSALES HUNTERS è specializzata nella ricerca e selezione di professionisti nel middle e senior management in ambito Sales, Marketing, Retail e Communication, a livello nazionale e internazionale. |
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(Adnkronos) - L'alimentazione, con l'esercizio fisico, è determinante per proteggere la salute del cuore e ridurre il rischio di patologie cardiovascolari. Tra i cibi che possono svolgere un ruolo di 'scudo', riflettori accesi anche sulle uova che possono svolgere un ruolo importante nel regime alimentare in particolare degli anziani. La funzione delle uova è stata oggetta di uno studio condotto dagli scienziati della Monash University di Melbourne in Australia e documentato sulla rivista Nutrients. Il consumo di uova è legato spesso all'interrogativo 'quante se ne possono mangiare?'. La ricerca della Monash University fissa anche parametri in questo senso, visto che considera un ampio spettro di ipotesi (e di porzioni). I ricercatori hanno scoperto che, per gli anziani relativamente sani, consumare uova da 1 a 6 volte a settimana è associato a un rischio inferiore di mortalità per tutte le cause. E in particolare ad un rischio più basso di mortalità per malattie cardiovascolari rispetto a coloro che mangiano uova raramente o mai. Lo studio ha coinvolto 8756 adulti di età pari o superiore a 70 anni, che hanno fornito dati rispetto al consumo di uova: mai/raramente (raramente/mai, o 1-2 volte al mese), settimanalmente (1-6 volte a settimana) e quotidianamente (ogni giorno/più volte al giorno). Il consumo regolare di uova è associato a un rischio inferiore del 29% di mortalità correlata a malattie cardiovascolari negli anziani relativamente sani, secondo una nuova ricerca condotta da un team della Monash University. Holly Wild, scienziata presso la Monash University School of Public Health and Preventive Medicine, ha sintetizzato il quadro: rispetto alle persone che non mangiavano mai o raramente uova (fino a due volte al mese), chi mangiava uova da 1 a 6 volte a settimana aveva un rischio inferiore del 15% di morte per qualsiasi causa e un rischio inferiore del 29% di morte correlata a malattie cardiovascolari. "Le uova sono un alimento ricco di nutrienti, sono una ricca fonte di proteine e una buona fonte di nutrienti essenziali: vitamine del gruppo B, folati, acidi grassi insaturi, vitamine liposolubili (E, D, A e K), colina e numerosi minerali e oligoelementi", ha affermato la professoressa Wild. "Le uova sono anche una fonte accessibile di proteine e nutrienti per gli anziani, e la ricerca suggerisce che siano la fonte proteica preferita per gli anziani che potrebbero subire un declino fisico e cognitivo correlato all'età". Lo studio dell'ateneo australiano ricorda che le Linee Guida Dietetiche nazionali e l'American Heart Association (AHA) raccomandano che gli adulti con colesterolo nella norma possano mangiare fino a sette uova a settimana, mentre alcuni paesi europei suggeriscono di limitarne il consumo a 3-4 a settimana. L'AHA consiglia anche fino a 2 uova al giorno per gli anziani con colesterolo nella norma. Nello studio si evidenziano altri elementi: "Gli anziani con una qualità della dieta da moderata ad alta hanno riportato un rischio inferiore del 33% e del 44% di decesso correlato a malattie cardiovascolari, suggerendo che l'aggiunta di uova a diete di qualità moderata e alta può migliorare la longevità". "Precedenti ricerche hanno osservato un rischio maggiore di mortalità associato al consumo di uova per chi ha il colesterolo alto. Per questo motivo, abbiamo anche esplorato l'associazione tra consumo di uova e mortalità nelle persone con e senza dislipidemia (colesterolo alto clinicamente diagnosticato)", ha affermato Wild. "Abbiamo riscontrato un rischio inferiore del 27% di decesso correlato a malattie cardiovascolari per i partecipanti con dislipidemia che consumavano uova settimanalmente, rispetto ai loro coetanei che le consumavano raramente o mai: in questo gruppo la presenza di dislipidemia non influenza il rischio associato al consumo di uova", ha spiegato. "I nostri risultati suggeriscono che mangiare fino a sei uova a settimana può ridurre il rischio di morte per tutte le cause e per malattie cardiovascolari negli anziani. Questi risultati potrebbero rivelarsi utili nello sviluppo di linee guida dietetiche basate sull'evidenza per gli anziani".
(Adnkronos) - Torna il Business care international award, giunto alla sua ottava edizione, un riconoscimento che dal 2019 celebra personalità, istituzioni e organizzazioni che attraverso il proprio impegno quotidiano contribuiscono a costruire un mondo migliore, guidati da valori come etica, innovazione, cultura e una visione del business orientata al bene comune. Il premio rinnova il suo impegno nel rafforzare l'alleanza economica e culturale con gli Stati Uniti, partner strategico per l'Italia. La conferenza stampa di presentazione dei premiati 2026 si è tenuta presso la storica società Dante Alighieri a Palazzo Firenze, per gentile ospitalità del segretario generale, Alessandro Masi. Un contesto che riflette perfettamente lo spirito del Premio: un ponte tra tradizione e futuro, tra cultura e impresa. Saranno dieci i premiati di quest'anno, sette grandi personalità 'Player globali' e due personalità 'Rising star' e una menzione speciale, scelte dalla giuria del Business care international award e che rappresentano le nuove energie e il talento. Sono Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio parmigiano reggiano, Claudia Cremonini, vice presidente Cremonini spa, il diplomatico italiano Fabrizio Di Michele già console generale d’Italia a New York, Sebastiano Fanizza, imprenditore nel campo della consulenza al settore jackting e luxury brand, Milena Lerario, ceo di E-Geos, Pietro Salini, ad di Webuild spa, Chiara Sbarigia, presidente dell’Associazione produttori audiovisivi e Sabrina Zappia, presidente degli Italian & international patrons of the art dei Musei Vaticani. Per la categoria Rising star saranno premiati il musicista e compositore Marco Nodari e il professore Aldostefano Porcari dell’University College di Londra. Un modo per guardare non solo ai risultati raggiunti, ma anche al potenziale di chi sta costruendo il domani. A completare il quadro, una menzione speciale all’Associazione della Stampa Estera in Italia, rappresentata dalla sua direttrice, la giornalista Elena PosteInicu. L'edizione 2026 introduce un'importante novità: la sezione 'Le icone del Made in Italy che illuminano il mondo', dedicata a brand, realtà produttive e talenti che contribuiscono alla reputazione internazionale dell'Italia. La decisione nasce dal mutato scenario del commercio globale e dalla necessità di contrastare l'italian sounding, valorizzando le eccellenze autentiche che portano qualità e identità italiana all'estero. Le icone italiane operano in settori diversi, ma condividono una visione comune: eccellenza, qualità e passione. Dall'eleganza che detta tendenze globali, all'ingegno tecnologico, passando per la tradizione che diventa innovazione, queste realtà rappresentano lo stile italiano nel mondo, unendo bellezza e concretezza, talento e coraggio. Le esportazioni italiane verso gli Stati Uniti nel 2024 hanno generato più di 65 miliardi di euro in settori come la meccanica, la farmaceutica, la moda, l'agroalimentare e i trasporti, secondo i dati di Pagella Politica. Scambi che hanno generato un surplus di 39 miliardi e che rappresentano il 10% di tutte le esportazioni italiane, che verso il resto del mondo hanno generato 624 miliardi di euro pari al 28,4% del PIL nazionale. Tra il 2022 e il 2024 ben 25.000 imprese hanno esportato verso gli Stati Uniti, con il 25% che esporta oltre il 50% dei propri prodotti verso il mercato americano. "In un momento storico complesso e frammentato, il Business care international award si conferma punto di riferimento per chi crede nella forza degli scambi culturali, economici, scientifici e sociali", ha dichiarato Massimo Veccia, presidente e ideatore del Business care award. "L'importanza e il prestigio di questa iniziativa hanno raggiunto una platea internazionale sempre più ampia. Il nostro Premio collega Europa, Nordamerica, Asia e il resto del mondo, promuovendo una visione di progresso fondata sulla collaborazione, non sulla competizione, come chiave per affrontare le sfide del nostro tempo." Alla presentazione sono intervenuti i componenti della giuria Fabrizio Ferragni, Paolo Liguori, Silvana Mangione e Alessandro Masi, il deputato Christian Di Sanzo e Alberto Milani. Per Fabrizio Ferragni, presidente della giuria: "In un momento storico complesso e frammentato, il premio rappresenta una bussola per chi lavora a tutela delle ricchezze del Paese". Mentre Paolo Liguori ha sottolineato come, nell'era dell'intelligenza artificiale, sia "fondamentale riconoscere il valore delle intelligenze umane che alimentano l'ingegno italiano nella cultura, nell'arte e nella progettazione, ribadendo che le persone restano al centro del mondo e del business". La premiazione si terrà il 27 marzo 2026 presso la Sala della Regina della Camera dei deputati a Roma e il 12 novembre 2026 a New York, al Consolato generale d'Italia.
(Adnkronos) - In occasione della XXII Giornata Nazionale del Risparmio Energetico e degli Stili di Vita Sostenibili, Barilla rinnova la propria adesione a 'M’Illumino di Meno', l’iniziativa simbolo dell’impegno condiviso per un uso più consapevole dell’energia. Anche quest’anno - spiega l'azienda in una nota - il Gruppo spegnerà le luci della sede di Pedrignano (PR), a testimonianza di un’attenzione concreta verso l’efficienza energetica e la riduzione dell’impatto ambientale. Un gesto simbolico che riflette un impegno strutturale e di lungo periodo. Per Barilla, infatti, la sostenibilità energetica rappresenta una leva strategica del proprio modello industriale. Guardando al futuro, il Gruppo ha fissato un obiettivo chiaro: raggiungere entro il 2030 una potenza installata di 24 MW per l’auto-produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, contribuendo in modo significativo alla transizione energetica e al rafforzamento della resilienza industriale. Per rendere concreta questa visione, nel 2024 Barilla ha avviato l’Energy&Water Plan, un piano dedicato agli stabilimenti produttivi che prevede 168 milioni di euro di investimenti cumulati entro il 2030. Il piano è focalizzato su tre ambiti principali: efficientamento energetico dei processi industriali, gestione più sostenibile delle risorse idriche e sviluppo di impianti di autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. Presente in oltre 100 Paesi con 30 siti produttivi nel mondo, Barilla considera l’uso sostenibile delle risorse energetiche una priorità strategica, promuovendo una cultura diffusa dell’efficienza energetica integrata nei processi industriali e nelle scelte di investimento. Per garantire un miglioramento continuo delle prestazioni energetiche, il Gruppo ha adottato il Sistema di Gestione dell’Energia conforme alla norma UNI EN ISO 50001, oggi diffuso in 25 stabilimenti certificati, comprendenti tutti i siti produttivi europei. Nel 2024 hanno inoltre completato il percorso di prima certificazione lo stabilimento di Muggia (Trieste), l’Head Quarter della Francia a Parigi e gli uffici di Châteauroux. Il pastificio di Parma è soggetto all’Emissions Trading Scheme (Ets), con consumi ed emissioni di CO2 verificati e certificati da enti terzi. Questo approccio strutturato si traduce nel progetto Esp - Energy Saving Program, attivo dal 2004, che favorisce la condivisione delle migliori soluzioni tecnologiche e gestionali per l’ottimizzazione delle performance energetiche. Parallelamente, Barilla ha incrementato l’utilizzo di energia elettrica da fonti rinnovabili, grazie alle Garanzie di Origine (GO), coprendo interamente numerosi marchi del Gruppo. Nel 2024 il Gruppo ha investito circa 10,5 milioni di euro in interventi legati all’energia, tra efficientamento, revamping degli impianti di trigenerazione e nuove installazioni per l’autoproduzione da fonti rinnovabili. Nei pastifici italiani sono attivi impianti di trigenerazione ad alto rendimento, che migliorano l’efficienza complessiva e riducono l’impiego di combustibili fossili. A supporto di queste azioni, Barilla continua a investire nella formazione delle persone, diffondendo pratiche operative orientate alla riduzione dei consumi energetici. Negli ultimi due anni, poi, il Gruppo ha triplicato la potenza installata di impianti fotovoltaici per l’autoproduzione di energia elettrica rinnovabile nei propri siti produttivi italiani e prevede di triplicarla nuovamente entro il 2026, raggiungendo quasi 9 MWp di potenza installata. Oggi tutte le fornerie italiane Barilla utilizzano il 100% di energia elettrica da fonte rinnovabile, acquistata con Garanzie di Origine o autoprodotta. Un impegno che coinvolge in particolare Mulino Bianco, che da oltre cinque anni utilizza esclusivamente energia idroelettrica prodotta dall’impianto alimentato dal Lago di Resia, come indicato dal logo dedicato sulle confezioni. Tra gli esempi più significativi, lo stabilimento di produzione sughi di Rubbiano (PR): l’impianto fotovoltaico installato nel 2024 consente, nel periodo estivo caratterizzato dal picco produttivo dei Pesti al basilico, di coprire il fabbisogno energetico di circa un giorno di produzione a settimana grazie all’energia rinnovabile autoprodotta.