INFORMAZIONIIN Coach Academy sas Gestione Risorse Umane e Formazione Aziendale, Business School ed Enti di Formazione Italiana Ruolo: Titolare, Coach Area: Top Management Roberto Ferrario |
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(Adnkronos) - Portare le cefalee al centro dell’attenzione della farmacia di comunità, trasformando un punto di dispensazione in un nodo attivo del sistema salute. È l’obiettivo della campagna nazionale ‘Il primo sollievo inizia in farmacia. I farmacisti al centro della prevenzione e gestione delle cefalee’. L’iniziativa, presentata oggi a Roma, è promossa da Edra, con il supporto non condizionante di Angelini Pharma e il patrocinio della Società italiana di farmacia clinica (Sifac) e della Federazione nazionale associazioni giovani farmacisti (Fenagifar) e costruita con il supporto di un board scientifico interdisciplinare. Nel dettaglio - informa una nota - la campagna riconosce il ruolo del farmacista come primo contatto per molti pazienti, offe strumenti concreti per la gestione, identificazione e orientamento dei casi di cefalea primaria. Inoltre, crea un ponte strutturato tra farmacista, medico di medicina generale e Centri cefalee e integra formazione, operatività e sensibilizzazione in un modello replicabile a livello nazionale. Le cefalee primarie, e in particolare l’emicrania, rappresentano una delle principali cause di disabilità nella popolazione attiva, con un impatto clinico, sociale ed economico di enorme portata. Secondo i dati dell’Oms-Organizzazione mondiale della sanità e dell'International Headache Society (Ichd-3), il 50% circa degli adulti ha sofferto di cefalea almeno una volta nell’ultimo anno e nella fascia di età 18-65 anni la prevalenza sale fino al 75%. Inoltre: tra tutte le cefalee l’emicrania ha una prevalenza del 12% nella popolazione generale ma l’80% dei pazienti non riceve una diagnosi tempestiva; circa il 50% si affida esclusivamente all’automedicazione, con uso frequente e improprio di analgesici da banco. Le cefalee primarie vengono spesso trattate come disturbi ‘minori’, ma causano assenze lavorative, perdita di produttività e peggioramento della qualità della vita. Nonostante questi numeri, le cefalee restano sottovalutate sia dai pazienti che dal sistema sanitario stesso, creando un ritardo diagnostico medio di oltre sette anni per l’emicrania cronica. Il punto di forza del progetto è la collaborazione multidisciplinare tra neurologi, farmacologi e farmacisti. Sotto il coordinamento di Fabrizio Vernieri, professore di Neurologia, Università Campus Bio-Medico di Roma, responsabile Uos Cefalee e Neurosonologia Fondazione policlinico universitario Campus Bio-Medico di Roma e responsabile scientifico del progetto è stato istituito un board di esperti che ha lavorato alla stesura di un vademecum per la gestione delle cefalee in farmacia, alla validazione dell’algoritmo decisionale, alla definizione degli scenari clinici e alla realizzazione dei materiali di supporto per farmacisti e cittadini. Il risultato del lavoro del board è un documento operativo concreto, pensato per la farmacia e strutturato secondo criteri di semplicità, efficacia e rigore scientifico. Il vademecum, in corso di finalizzazione, contiene: un algoritmo decisionale basato su quattro nodi (storia pregressa, caratteristiche dell’episodio, presenza di red flags, risposta al trattamento); schede pratiche su emicrania, cefalea tensiva e a grappolo; un modello di counseling personalizzato, che considera intensità, frequenza, comorbidità e trattamento; i criteri per individuare le situazioni critiche da inviare al medico (es. esordio improvviso, over 50, deficit neurologici, uso eccessivo di farmaci); indicazioni per la gestione dell’abuso farmacologico e suggerimenti per educare il paziente a modificare comportamenti e stili di vita a rischio. "Il vademecum sviluppato - spiega Vernieri – propone un algoritmo operativo che facilita il colloquio con il paziente, orienta nella scelta dei farmaci sintomatici, aiuta a riconoscere le situazioni critiche, suggerisce strumenti di monitoraggio e promuove interventi comportamentali mirati. L’obiettivo è migliorare la gestione della cefalea già al primo contatto in farmacia, ridurre ritardi diagnostici e uso inappropriato di farmaci, prevenire la cronicizzazione e favorire un percorso di cura integrato tra farmacista, medico di medicina generale e specialista. La cefalea deve essere riconosciuta e trattata come una patologia curabile, non come un disturbo da gestire occasionalmente". Tra altri esperti del board, Cristina Tassorelli, direttrice dell’Headache Science & Neurorehabilitation Centre Irccs Mondino di Pavia, ricorda che "le cefalee primarie sono una malattia neurologica cronica ad alta prevalenza e, in molti casi, altamente disabilitante. Il ruolo del farmacista è fondamentale nell’intercettare le forme che necessitano di attenzione medica, favorendo una diagnosi corretta e una gestione terapeutica ottimizzata". Secondo Paolo Levantino, farmacista clinico, giornalista scientifico e segretario Fenagifar, "il vademecum non è solo una guida operativa, ma un supporto che aiuta a strutturare il dialogo con il paziente, per promuovere un uso appropriato dei farmaci e riconoscere quando è necessario orientare verso il medico o i centri cefalee, ma anche si inserisce pienamente nella direzione indicata dal nuovo D. Lgs. 3 febbraio 2026 n. 17, che riconosce e sviluppa le competenze educative e cliniche del farmacista". "Una collaborazione strutturata tra farmacisti e specialisti - osserva Matteo Alberto Baio, farmacista clinico e ricercatore Sifac, responsabile dell’Area Cefalee - può tradursi in benefici concreti per i pazienti affetti da cefalea, garantendo una presa in carico più precoce, appropriata e continuativa". In questo contesto, Pierangelo Geppetti, professore emerito di Farmacologia clinica all’Università degli Studi di Firenze, già direttore della Sod – Centro cefalee e farmacologia clinica dell’Aou Careggi di Firenze evidenzia che "l’educazione medica continua deve trasmettersi dal farmacista e medico al paziente ma anche ritornare anche indietro. Infatti, l’esperienza del paziente sull'efficacia e sicurezza dei farmaci deve contribuire a personalizzare e ottimizzare dell’intervento terapeutico indicato dal farmacista e medico in base alle linee guida". Nel concreto, saranno selezionate 150 farmacie su tutto il territorio nazionale che saranno formate e coinvolte in attività di: pre-screening dei cittadini con mal di testa ricorrente; applicazione dell’algoritmo e counseling personalizzato; educazione del paziente all’uso corretto dei farmaci sintomatici e raccolta di dati (anonimizzati) per valutare l’impatto dell’iniziativa. Le farmacie saranno identificate e i farmacisti riceveranno formazione dedicata e strumenti di supporto. Il progetto prevede due ondate di contatto e formazione, con call personalizzate e materiali aggiornati.
(Adnkronos) - Business di qualità per i mercati esteri e strumenti di alto livello per le imprese. Oroarezzo di Italian Exhibition Group avrà queste due leve nella sua prossima edizione dal 9 al 12 maggio prossimi, ad Arezzo Fiere e Congressi. Tra il 2024 e il 2025, il peso dei principali mercati dell’export italiano di oreficeria e gioielleria si è ridistribuito a favore di Unione europea, Emirati Arabi Uniti, Svizzera, con una tenuta sostanziale degli Stati Uniti ma il dimezzamento della domanda dalla Turchia, che pure resta la prima destinazione del made in Italy. Ieg assieme a Ice Agenzia sta costruendo una delegazione di buyer ospitati per i mercati di interesse della manifattura orafa che superi il rapporto numerico di uno a uno rispetto agli espositori. La novità della prossima edizione del salone di Ieg è il primo congresso internazionale aretino dedicato, lunedì 11, a 'Mercati globali, scenari geopolitici e strumenti concreti per la crescita delle imprese'. Focus dell’evento: le prospettive aperte dall’accordo di libero scambio commerciale tra Unione europea e India, e ancora: Francia e Svizzera, sedi dei grandi brand, le supply chain tra Stati Uniti e Canada e, infine, le opportunità del continente africano. "I mercati cambiano, ma non cala -dichiara Matteo Farsura, a capo delle fiere orafe di Ieg- l’interesse per l’oreficeria e gioielleria italiane. Perciò con Ice Agenzia stiamo lavorando alla composizione di una delegazione di alto profilo con la massima attenzione ai mercati esteri che restano importanti per la manifattura aretina, come gli Stati Uniti, e a quelli, se pur minoritari, più vivaci, come Polonia, Canada o Cina. È un lavoro corale, di cui stiamo tenendo aggiornate le associazioni come Federorafi nazionale, le associazioni di categoria aretine tramite la Consulta orafa, e le istituzioni locali, dal Comune alla Camera di Commercio, alla Provincia perché per Ieg la crescita di Oroarezzo è una priorità strategica. Il nostro mestiere, però, non si esaurisce nell’incontro tra domanda e offerta di mercato. Ieg è convinta che le imprese debbano affrontare le sfide attuali anche con esperienze abilitanti, come la condivisione di dati e analisi. Il che si traduce in un congresso internazionale di alto profilo. Non è il momento di attendere il cambiamento ma di costruirlo assieme", spiega ancora. Nell’edizione dello scorso anno, Oroarezzo ha visto la partecipazione di oltre 370 espositori e un incoming di circa 400 buyer ospitati, grazie al programma di collaborazione con Ice Agenzia. Per questa edizione, Italian Exhibition Group lavora per superare questa proporzione, con una quota preponderante per i buyer che presidiano i mercati statunitense ed emiratino; Ieg e Ice Agenzia lavoreranno anche sulla rappresentanza europea e su una scelta mirata sul mercato asiatico con Giappone e Cina in testa. I nuovi mercati dell’area Mercosur vedranno una quota per Brasile, Messico e Panama. A questi ospiti, saranno riservati il classico aperitivo di networking al palazzo della Fraternita dei Laici nella giornata inaugurale ed esperienze dedicate, per far loro apprezzare la città e il suo patrimonio culturale. È il momento del primo congresso di respiro internazionale sulle opportunità che alcune aree strategiche rappresentano per l’export della manifattura orafa e gioielliera italiana. È la scelta che IEg condivide con Federorafi Confindustria nazionale per dare al distretto aretino strumenti efficaci per comprendere scenari e opportunità globali. Si parte dalle prospettive che gli accordi di libero scambio in via di ratifica tra Unione europea e area Mercosur apriranno nel medio e lungo periodo per la manifattura orafo-gioielliera italiana e, poi, sulle prospettive che l’India può offrire dopo la firma del trattato commerciale con Bruxelles firmato a Nuova Dehli il 27 gennaio scorso per l’eliminazione progressiva dei dazi doganali. Per proseguire con i centri decisionali dei grandi brand della gioielleria tra Francia e Svizzera, la riorganizzazione delle catene di approvvigionamento tra Stati Uniti e Canada e infine le possibilità che l’Africa offre per un primo ingresso commerciale nel settore dell’oreficeria e gioielleria. Oroarezzo è organizzata da Italian Exhibition Group, ad Arezzo Fiere e Congressi, in collaborazione con Ice Agenzia, Camera di Commercio di Arezzo e Siena, Comune di Arezzo, Provincia di Arezzo, Consulta Orafa di Arezzo, Confindustria Federorafi Toscana Sud, Cna Orafi, Federazione Orafi e Argentieri di Confartigianato, Federpreziosi Confcommercio, Afemo – associazione fabbricanti esportatori macchine per oreficeria.
(Adnkronos) - "Niente di più miope che attaccare il sistema Ets mentre l’Italia frana". Un gruppo di 150 studiosi di scienza del clima e di transizione energetica ha rivolto un appello al governo affinché non indebolisca gli strumenti europei di decarbonizzazione e rafforzi le politiche di adattamento. Al centro della lettera aperta, il richiamo alla necessità di affrontare la crisi climatica con misure fondate sulla scienza e orientate al lungo periodo. Tra i primi firmatari figura anche il premio Nobel per la Fisica 2021 Giorgio Parisi e l'economista Carlo Carraro. “Noi studiosi impegnati nella ricerca sul cambiamento climatico, sulle politiche di mitigazione e adattamento e sui sistemi complessi, esprimiamo profonda preoccupazione per il modo in cui il governo italiano sta affrontando la crisi climatica, in particolare per le recenti prese di posizione volte a indebolire i principali strumenti della politica climatica europea", scrivono. Secondo i firmatari, i recenti eventi estremi che hanno colpito il Sud Italia confermano una tendenza ormai consolidata: l’aumento delle temperature globali si traduce in una maggiore frequenza e intensità di fenomeni meteorologici estremi. "Il disastro di Niscemi appare a molti come la drammatica metafora di un intero Paese a rischio. Non a caso, da anni l’Ispra colloca l’Italia ai primi posti in Europa per l’esposizione al rischio di frane”, si legge. "Non è pessimismo, ma realismo scientifico: l’Italia dovrà affrontare un rischio crescente di disastri climatici - afferma Antonello Pasini (Cnr-Iia) - Limitarsi a rincorrere le emergenze senza ridurre con decisione le emissioni significa esporsi a impatti sempre più gravi e costosi. Senza mitigazione, l’adattamento diventa progressivamente meno efficace e, in alcuni casi, impossibile". Nel mirino degli studiosi le recenti prese di posizione critiche nei confronti del sistema europeo di scambio delle emissioni (Ets), considerato uno degli strumenti cardine della politica climatica dell’Unione europea. "L’attacco del governo al sistema Ets rischia di indebolire una politica che ha già dimostrato di ridurre le emissioni nei settori regolati, stimolare innovazione e accompagnare la transizione industriale a costi sostenibili. Per questo non ha senso presentarlo come un ostacolo per imprese e famiglie", sottolinea Stefano Caserini (Università di Parma). Secondo gli esperti, rallentare la decarbonizzazione renderebbe il Paese subalterno alle parti meno innovative dell’industria, con effetti strutturalmente negativi sulla competitività. "Innovazione e competitività sono oggi indissolubilmente legate alla decarbonizzazione - afferma Carlo Carraro (Università Ca’ Foscari Venezia) - Ostacolare la transizione espone le imprese a rischi tecnologici e finanziari crescenti e rende il Paese meno competitivo. Accelerare sulle rinnovabili significa invece rafforzare sicurezza energetica e capacità industriale". La lettera richiama infine la necessità di dare piena attuazione al Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici e di rispettare gli obiettivi europei di decarbonizzazione al 2050 e intermedi al 2040, già approvati anche dall’Italia in sede comunitaria. Per i firmatari, la crisi climatica rappresenta una sfida che richiede responsabilità condivisa e scelte coerenti con le evidenze scientifiche: rinviare o indebolire le politiche di mitigazione e adattamento significherebbe aumentare i costi economici e sociali per le generazioni presenti e future. "Politiche che mettano al centro incentivi ed investimenti per la transizione energetica e per l’adattamento ci aspettiamo trovino il consenso di tutte le forze politiche, perché deve essere comune l’accettazione dei risultati della scienza del clima e la responsabilità di fare la nostra doverosa parte per contribuire a contrastare la crisi climatica", concludono gli esperti.