INFORMAZIONIArti Grafiche Beta srl Stampa, Fotolito e Serigrafie Ruolo: Responsabile del Personale Area: Human Resource Management Roberto Airoldi |
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(Adnkronos) - La scelta del passaggio di consegne all'Ariston fra Carlo Conti e Stefano De Martino durante la finale del Festival di Sanremo 2026 è stata "un atto di generosità straordinaria di Carlo Conti. Carlo è una persona di cuore e un grande uomo, in grado di animare le persone che devono lavorare con lui e che fanno parte di questo ambiente. E' la prima volta nella storia della Rai e di Sanremo che avviene un passaggio di testimone così, in diretta". Così l'ad Rai Giampaolo Rossi nel corso di un punto stampa con i cronisti al termine della conferenza finale del Festival di Sanremo 2026, commentando la decisione della Rai di ufficializzare la scelta di Stefano De Martino come conduttore di Sanremo 2027 proprio nel corso della puntata finale dell'edizione appena conclusa. "E' stato un evento iconico, perché vedere Carlo Conti che fa il passaggio di testimone a Stefano e Stefano che si commuove credo che rimarrà negli annali delle immagini e della storia di Sanremo - aggiunge Rossi - ed è nato perché era importante far vedere la capacità di programmazione di questa azienda e del mondo Rai". Carlo Conti ha rivelato di aver "chiesto fortemente di poter fare questo passaggio di consegne in video", avvenuto dopo la sua decisione, comunicata due mesi fa, di lasciare la direzione artistica del festival. "Per me era molto importante, un segno di forte coesione aziendale e di rispetto", ha spiegato Conti. "Mi piaceva l'idea di trovarmi nel mezzo: tra un festival legato al passato, come quello di Baudo, e il passaggio di un testimone verso il futuro con Stefano. Ho chiesto quindi la possibilità di essere proprio io, in onda, a fare questo passaggio per la prima volta". Il progetto costruito su Stefano De Martino "sarà ovviamente pluriennale, anche perché Stefano è un investimento: l'idea è quella di costruire un percorso", dice Giampaolo Rossi. "Quest'anno abbiamo rinnovato la convenzione con il Comune di Sanremo e questa convenzione ha in sé anche degli elementi che portano a studiare insieme al comune stesso dei progetti anche di cambiamento del festival - anticipa Rossi - Lo staff, il gruppo di lavoro, questo ancora dovrà essere deciso: ci si metterà da domani a lavorare". Quella di De Martino per il Festival 2027 "non è una scelta estemporanea, nasce come un ragionamento molto serio di un investimento anche sul futuro - ragiona Rossi - L'idea è quella di incarnare un modello di intrattenimento che sarà costruito nei prossimi mesi". Sul ruolo sia di conduttore che direttore artistico di De Martino, Rossi spiega: "È tradizione ormai da tanti anni che a Sanremo il conduttore sia anche il direttore artistico. Ovviamente poi i profili dei singoli conduttori sono diversi: Conti viene da una formazione musicale, quindi per lui il rapporto con l'industria discografica è naturale e svolgere il ruolo di direttore artistico è un elemento molto importante". Ma il Festival di Sanremo "è anche tante altre cose, è anche una capacità narrativa e di racconto complessivo, artistico e comunicativo, quindi non è detto che il format Sanremo di domani non possa avere anche delle sfaccettature che vanno anche oltre la semplice e complessa comunque elaborazione di contenuti musicali", scandisce Rossi. Stefano De Martino "ha un profilo diverso da quello di Carlo Conti perché è un personaggio più legato al mondo dello show e dell'intrattenimento, quindi è chiaro che si ridisegnerà anche un po' il Festival di Sanremo a seconda delle caratteristiche dei direttori artistici". Mentre sulla possibile presenza di Antonella Clerici, Rossi risponde cauto: "Programmiamo, ma non è che programmiamo proprio tutto: adesso un po' alla volta riusciremo a vedere le cose in evoluzione". La scelta di Stefano De Martino condizionata da endorsement politici? "Lasciamo perdere le polemiche sulle letture politiche, che sono sempre l'aspetto un po' morboso con cui una parte del giornalismo cerca di analizzare sia la Rai che per quello che riguarda il Festival di Sanremo", risponde l'ad Rossi, sollecitato dai cronisti sugli endorsement politici a favore della scelta di De Martino al timone del prossimo festival, come quello del sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi. Sulla scelta del conduttore, Rossi coglie l'occasione di sottolineare che "le scelte in Rai vengono elaborate attraverso un lavoro molto complesso di analisi di mercato, singoli talent, di rapporto con l'industria televisiva, in questo caso anche nel mondo dello spettacolo e sono scelte che vengono condivise da manager che lavorano in Rai e che hanno ovviamente una visione del prodotto televisivo. È il motivo per cui Stefano De Martino è stato scelto due anni fa per condurre 'Affari Tuoi' quando Amadeus decise di lasciare la Rai, che per molti fu una scelta azzardata, mentre per la Rai era uno straordinario investimento nei confronti di un giovane non solo conduttore, ma showman vero su cui elaborare l'idea dell'intrattenimento del futuro". La scelta di Stefano De Martino come direttore artistico e conduttore di Sanremo si basa su "caratteristiche complete a 360 gradi" e non solo su competenze musicali, spiega il direttore del Prime Time Rai, Williams Di Liberatore, delineando la visione per il futuro del festival. "Sanremo oggi rappresenta uno spettacolo a 360 gradi, dove non si parla soltanto di canzoni ma di momenti - dice Di Liberatore - Ridurre il festival solo a musica e canzoni sarebbe diminutivo". In quest'ottica, De Martino viene definito "un conduttore, un mattatore, uno showman". Per quanto riguarda l'aspetto prettamente musicale, il dirigente assicura che il nuovo conduttore non sarà solo: "Dal punto di vista musicale sarà sostenuto da una struttura e da una squadra".
(Adnkronos) - Oggi in occasione dell’evento 'Ia nel mondo del lavoro, la visione umanocentrica dell’intelligenza artificiale', realizzato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, l'Inail ha presentato alcuni dei suoi progetti più innovativi e ha ricordato come l'Intelligenza artificiale sia stata applicata alle istruttorie dei progetti Isi. Nato nel 2010, il bando Isi è uno strumento strutturale delle politiche per la prevenzione, grazie ai finanziamenti a fondo perduto destinati alle aziende che adottano soluzioni tecnologiche, organizzative e gestionali per aumentare gli standard di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro. A partire dal 2017, l’Inail ha investito sulla digitalizzazione e il modello di processo è stato rinnovato, prevedendo la standardizzazione delle tipologie di interventi ammissibili, la tracciabilità di ogni singolo evento di variazione di stato della pratica, la scomposizione dell’attività di valutazione tecnico-amministrativa dei progetti in singoli controlli elementari, la compilazione online delle perizie e la digitalizzazione di tanti altri documenti. Significativi sono stati anche i cambiamenti delle modalità di relazione con l’utenza, attraverso un modello totalmente digitalizzato, anche per le richieste di chiarimenti o integrazione a supporto dell’attività istruttoria. Ciò ha posto le basi per introdurre soluzioni evolute attraverso il supporto di algoritmi e modelli di intelligenza artificiale, grazie all’attivazione di analisi complesse che permettono di raccogliere informazioni, regole, relazioni. Le innovazioni introdotte consentono di applicare i modelli di Ia alla valutazione dei requisiti del bando per le domande, seguendo i percorsi valutativi dei professionisti tecnici e dei funzionari amministrativi e proponendo soluzioni fondate su un’ampia base dati presenti nel sistema e su casi analoghi. La valutazione assistita dall’Ia per alcuni requisiti è già disponibile in sperimentazione per alcuni utenti esperti. L’obiettivo ulteriore è realizzare un Osservatorio che raccolga le migliori esperienze da trasformare in 'casi tipo' a vantaggio dell’utenza, quale ventaglio di soluzioni di finanziamento ammesse dal Bando Isi per la specifica lavorazione. Le potenzialità dell’Ia consentono di predisporre per ogni tipologia di progetto delle schede informative, veri e propri casi d’uso. Si tratterà, in definitiva, di estrarre dalla base di conoscenza le esperienze positive e presentare all’impresa le possibili soluzioni ammissibili; in prospettiva, questo patrimonio di conoscenze potrà essere utilizzato per affiancarla nella fase di domanda per migliorare anche la qualità dei progetti Inail.
(Adnkronos) - "Nonostante le rassicurazioni sulla tutela della produzione di energia da biomasse solide espresse pubblicamente dal governo nelle scorse settimane, la nuova bozza del dl Energia/Bollette prospetta uno scenario ancora critico per l’industria del settore". Così l’Associazione Energia da Biomasse Solide (Ebs) esprime la sua preoccupazione rispetto alla misure previste nella nuova bozza di dl circolata in queste ore “Eravamo fiduciosi, dopo l’impegno preso dal governo, riguardo a un ripensamento sostanziale rispetto alle misure che impattano in modo pesante sul settore delle bioenergie con filiera italiana - dice il presidente di Ebs Andrea Bigai - Il nostro settore è pronto a un confronto tecnico con il decisore politico-istituzionale che non può prescindere dalla condivisione da parte di tutti gli attori, istituzionali e del comparto, della valutazione complessiva dei numeri del settore, e da conseguenti analisi accurate, approfondite, consapevoli su tutti i potenziali effetti del decreto”. "Le bozze di provvedimento circolate - ricostruisce Ebs - prevedono un consistente intervento di riduzione dei Prezzi Minimi Garantiti (Pmg), istituiti ai sensi dell’art. 24, comma 8, del d.lgs. 28/2011 per coprire i costi minimi di esercizio degli impianti. Un meccanismo che esclude già la sovracompensazione". “Riteniamo illogico e inutilmente rischioso rivedere in modo affrettato, per decreto e senza il doveroso confronto il meccanismo varato nel 2024, introducendo una riduzione degli incentivi. Il rischio è compromettere in tempi brevissimi uno dei pilastri più affidabili della generazione rinnovabile nazionale e minare più in generale la fiducia di ogni tipologia di investitori in ambito energetico, sia presente che futura”, dice Bigai. Inoltre, da un punto di vista economico, rileva il presidente di Ebs, "colpire un indotto così consistente significa rinunciare a un importante gettito fiscale, mettere a rischio il lavoro di aziende anche di piccole dimensioni impiegate nella filiera - spesso in zone a rischio abbandono - e accollarsi l’onere di smaltire sottoprodotti delle attività forestali, agricole, agroindustriali. Vuol dire rinunciare a consolidare una virtuosa pratica di valorizzazione energetica di residui poveri in un contesto di impiego a cascata e di economia circolare”. “Il dl Bollette è un passaggio cruciale per il futuro energetico del Paese. Colpire le rinnovabili programmabili e con esse la filiera nazionale sarebbe un errore strategico. Le biomasse solide sono parte della soluzione, non del problema: sono un elemento essenziale del mix energetico, capace di coniugare competitività economica, occupazione, sostenibilità ambientale e sicurezza del sistema elettrico. L’Italia ha bisogno di stabilità regolatoria per evitare disimpegno e incertezza negli investimenti nelle rinnovabili, rischi inconciliabili con gli impegni europei”, conclude.