INFORMAZIONICamera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Milano Industria, Commercio e Artigianato Ruolo: Responsabile Contabilità e Acquisti Area: Altro Roberta Reda |
INFORMAZIONICamera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Milano Industria, Commercio e Artigianato Ruolo: Responsabile Contabilità e Acquisti Area: Altro Roberta Reda |
(Adnkronos) - Ulixes Sgr e Lumen Ventures annunciano il lancio di 'Lumen II', veicolo dedicato a investimenti in fase seed con un focus settoriale su insurtech, fintech, digital health e cybersecurity. Il fondo ha già completato con successo il first closing e proseguirà la raccolta fino al raggiungimento dell’hard cap di 100 milioni di euro. Il fondo è gestito da Ulixes Sgr, società di gestione del risparmio italiana appartenente al Gruppo Banca Popolare di Fondi, che con questa nuova iniziativa arricchisce la propria offerta e il proprio management, integrando il proprio expertise con quello del team Lumen Ventures, alla seconda iniziativa nel settore del Venture Capital. Tra gli investitori che hanno partecipato al primo closing figurano Cdp Venture Capital Sgr, Fondazione Enpam e Banca Popolare di Fondi congiuntamente ad un pool di banche del territorio, tra le quali anche Banca Popolare di Cortona, Banca Valsabbina e Banca Popolare Pugliese, a conferma del crescente interesse del sistema finanziario italiano verso l’innovazione nei servizi finanziari, assicurativi e nella sanità digitale. Lumen II opererà principalmente come lead investor in Italia investendo nel talento di second time founders italiani con forte attenzione al gender diversity. Il fondo che, sotto il profilo Esg, si qualifica come ex articolo 8 Sfdr, prevede di investire in imprese italiane e, limitatamente, tramite imprese con sede all’estero che abbiano un chiaro impatto sul territorio nazionale. Gli investimenti internazionali saranno orientati principalmente a sostenere aziende italiane con piani di espansione sui mercati esteri, founder italiani che operano già fuori dai confini nazionali o che intendono rientrare in Italia per sviluppare i propri progetti imprenditoriali, nonché realtà internazionali che presentino una solida e concreta connessione strategica con il mercato italiano. Il focus su insurtech, fintech e digital health riflette la profonda trasformazione in atto in settori ad alta regolamentazione e ad elevato potenziale di digitalizzazione, dove innovazione tecnologica, nuovi modelli di pricing e soluzioni data-driven stanno ridefinendo le dinamiche competitive. Lumen II intende affiancare le partecipate non solo con capitale, ma con competenze strategiche, supporto nell’execution e un network qualificato di partner industriali e finanziari. Sono nominati Key Manager del fondo Luca Adinolfi e Davide Fioranelli, unitamente a Daniele Vadori, professionista con oltre 15 anni di esperienza nel settore degli investimenti e dell’innovazione, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente le competenze di analisi, execution e sviluppo strategico del portafoglio. L’ingresso di Daniele Vadori rafforza ancor più la struttura operativa del fondo, ampliando il presidio sulle attività di scouting, due diligence e supporto alle società in portafoglio. Lumen II punta a intercettare le migliori opportunità imprenditoriali in Italia e in Europa, contribuendo allo sviluppo dell’ecosistema dell’innovazione e favorendo l’integrazione tra startup e operatori tradizionali. La raccolta proseguirà nei prossimi mesi fino al raggiungimento dell’hard cap di 100 milioni di euro. “La partenza del nuovo veicolo di investimento rappresenta per Ulixes un importante momento di crescita e un ulteriore opportunità per il supporto dell’iniziativa imprenditoriale e dei modelli di business innovativi", commenta il presidente Gianluca Marzinotto. "Siamo dell’idea che le competenze specialistiche apportate dal management team, confermate dal sostegno ricevuto da parte di primari investitori istituzionali, rappresentano un valore aggiunto per la Sgr e consentiranno la creazione di sinergie di lungo periodo anche per le banche di territorio", conclude. Aggiungono Adinolfi e Fioranelli: "Con Lumen II intendiamo posizionarci come investitore di riferimento nelle prime fasi di sviluppo di startup innovative nei settori finanziario, assicurativo e sanitario digitale. Il completamento del first closing e la qualità degli investitori che hanno aderito rappresentano un segnale concreto di fiducia nella nostra strategia e nella capacità di generare valore nel medio-lungo periodo".
(Adnkronos) - Sta per partire l’ottava edizione del corso di formazione per gestori di rifugi di montagna, un’iniziativa volta a specializzare una figura essenziale per il settore turistico delle aree alpine. Protagonista dell’iniziativa è Apf Valtellina, ente speciale della Provincia di Sondrio accreditato per la formazione professionale, che conferma il proprio ruolo di centro di riferimento per le professioni della montagna. Il corso è realizzato in collaborazione con Ersaf-Ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste. La provincia di Sondrio rappresenta uno dei contesti montani più rilevanti della Lombardia per estensione, attrattività turistica e tradizione alpinistica. Investire nella formazione dei gestori significa sostenere la qualità dell’offerta turistica, rafforzare la competitività delle strutture in quota e contribuire alla crescita economica e occupazionale del territorio. L’obiettivo è incrementare le competenze di chi intende lavorare in quota, fornendo strumenti concreti non soltanto per l’accoglienza e la ristorazione, ma anche per la gestione imprenditoriale, la sicurezza e la valorizzazione del patrimonio montano. Una formazione che risponde alle esigenze del contesto alpino. Nei rifugi come nelle strutture ricettive sono richieste competenze nell’ospitalità, nella ristorazione, nell’accoglienza e nella gestione operativa, soprattutto nei periodi di alta stagione. Il gestore del rifugio ha un ruolo fondamentale anche nel monitoraggio del territorio circostante. La centralità di Apf Valtellina si inserisce in un ambiente unico: la rete dei rifugi della Valtellina si estende tra gli 800 e oltre 3.500 metri di quota e conta più di 70 strutture diffuse su tutto il territorio provinciale. Centri di riferimento per l’escursionismo e l’alpinismo, i rifugi rappresentano tappe essenziali per vivere la montagna in modo autentico e sostenibile, offrendo un’accoglienza sempre più orientata all’eco-sostenibilità. In questo scenario, il corso si inserisce in una strategia più ampia di valorizzazione della montagna lombarda, trovando in Valtellina un laboratorio concreto in cui formazione, turismo e sviluppo territoriale si intrecciano in modo diretto e virtuoso, con Apf Valtellina al centro di questo processo. Il percorso formativo, che partirà nel mese di marzo, approfondisce in modo strutturato le principali aree operative che caratterizzano la gestione di un rifugio alpino. Tra i moduli centrali figurano la gestione del servizio di ristorazione, con particolare attenzione all’organizzazione dell’offerta e al rispetto delle normative di settore; la sicurezza e la gestione delle emergenze in rifugio, tema cruciale in un contesto montano; e la vigilanza e manutenzione della struttura, per garantire efficienza, tutela degli ospiti e corretta conservazione dell’edificio nel tempo. Al termine del corso, gli allievi che avranno frequentato almeno l’80% del monte ore complessivo potranno accedere all’esame finale, articolato in una prova scritta e una prova orale. Il superamento dell’esame consente di ottenere l’Attestato di competenza regionale, certificazione che riconosce ufficialmente le competenze acquisite e abilita all’esercizio della professione secondo la normativa vigente.
(Adnkronos) - Il Gruppo Davines - azienda attiva nel settore della cosmetica professionale con i marchi per l’haircare Davines e per lo skincare 'comfort zone', B Corp dal 2016 - annuncia, per il terzo anno consecutivo, l’apertura delle candidature per 'The Good Farmer Award' 2026. Realizzato in collaborazione con la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, è il primo premio in Italia a sostenere i giovani agricoltori che guidano la transizione ecologica attraverso pratiche di agricoltura biologica rigenerativa e agroecologiche, con un approccio sistemico e anche sociale. Anche per questa edizione è stata rinnovata l’estensione del bando alle aziende agricole dedite all’allevamento e impegnate a migliorare il benessere e la salute animale con pratiche che includono, tra le altre, il pascolo all’aperto e la conseguente riduzione dell’uso di farmaci veterinari. Il bando si rivolge ad agricoltori e agricoltrici di età inferiore o uguale a 35 anni al 31 luglio 2026 che gestiscano imprese con certificazione biologica in corso di validità. I due progetti più innovativi e avanzati riceveranno dal Gruppo Davines 10mila euro ciascuno per l’acquisto di materiali e per interventi finalizzati al miglioramento e allo sviluppo delle attività agroecologiche. Le candidature possono essere inviate dal 10 marzo fino al 15 maggio 2026 compilando il modulo online. La cerimonia di premiazione si terrà il 27 novembre 2026 presso il Davines Group Village a Parma. Requisiti necessari per accedere al bando sono l’avere una certificazione biologica in corso di validità e applicare i principi dell’agricoltura biologica rigenerativa e dell’agroecologia. In particolare i giovani agricoltori e le loro aziende dovranno dimostrare di utilizzare almeno tre tra le strategie e le pratiche di agricoltura biologica rigenerativa e agroecologia identificate dal regolamento, tra cui la rotazione colturale, il minimo disturbo del suolo, l’utilizzo di fertilizzanti organici, la coltivazione di alberi associata a campi seminativi o a pascoli, l’uso di colture di copertura come le leguminose e la pacciamatura del terreno (ossia la copertura del terreno con materiale organico come paglia o foglie). La Commissione che valuterà e selezionerà i progetti è composta da otto membri, fra professori universitari ed esperti in temi di agricoltura, agroecologia e sostenibilità. Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, è il presidente della Giuria. Gli altri membri sono: Davide Bochicchio, ricercatore del Crea Zootecnia e Acquacoltura; Dario Fornara, direttore di Eroc (European Regenerative Organic Center); Angelo Gentili, responsabile nazionale Agricoltura di Legambiente; Paola Migliorini, docente presso l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo; Alessandro Monteleone, dirigente di Ricerca del Crea, Centro Politiche e Bio-economia; Camilla Moonen, professoressa associata presso l’Istituto di Scienze delle Piante, Università Sant’Anna di Pisa; Francesca Pisseri, medica veterinaria esperta in agroecologia, Associazione Italiana di Agroecologia.